PlasticARM è il processore flessibile di Arm per IoT e indossabili del futuro

22 Luglio 2021 23

I dispositivi pieghevoli sono ormai realtà da diverso tempo. Smartphone e smartwatch in grado di piegarsi per assumere form factor diversi sono all'ordine del giorno, anche se siamo ancora lontani dal poterli considerare alla portata di tutti (ma qualcosa, lato Samsung, potrebbe cambiare nei prossimi giorni).

Ma questione prezzo a parte, il mondo dei pieghevoli è comunque ancora nelle sue fasi iniziali, specialmente se consideriamo il modo in cui vengono realizzati questi particolari dispositivi. Nonostante la loro capacità di piegarsi, sono comunque ancora relegati a strutture rigide che limitano - in un certo senso - la loro flessibilità; è possibile alternare due modalità d'uso, ma non si può ancora piegare l'hardware a proprio piacimento, proprio per via del fatto che l'unico elemento realmente pieghevole è lo schermo.

Su prodotti come gli smartphone non si sente effettivamente il bisogno di accedere ad un maggior grado di flessibilità, ma la cosa cambia se guardiamo al mercato degli indossabili. Prodotti come il Nubia Watch - per citare un esempio - potrebbero avere sempre più senso se tutta la struttura fosse realmente in grado di piegarsi a piacimento, senza dover contare su un elemento rigido in cui dover alloggiare tutta la componentistica principale.

Sembra però che le cose non siano destinate a restare per sempre in questo modo, dal momento che lo sviluppo di componenti flessibili è già cominciato e una delle ultime scoperte riguarda proprio un processore dotato di questa caratteristica. Si tratta di PlasticARM, un SoC sviluppato direttamente da Arm che include un chip derivato dal Cortex-M0+ a 32bit, memorie e tutto il necessario per permettergli di comunicare con un hardware esterno.

Ecco la prima immagine di PlasticARM

Come si può intuire dal nome, la caratteristica principale di PlasticARM risiede nei materiali utilizzati per la sua creazione che lo rendono un chip flessibile. A differenza dei normali chip che utilizzano il silicio nella sua forma tradizionale - quindi dotato di una struttura cristallina rigida -, PlasticARM utilizza il silicio amorfo che garantisce al processore un certo grado di flessibilità altrimenti impossibile da raggiungere.

QUALCHE VANTAGGIO, TANTI SVANTAGGI

Il silicio amorfo porta con sé diversi vantaggi, tra cui i bassi costi di produzione e il fatto che si tratti di un materiale già profondamente noto e utilizzato, visto che viene impiegato nella realizzazione di pannelli solari, elementi degli LCD e così via, tuttavia è anche caratterizzato de importanti svantaggi, specialmente in questo ambito. Il silicio amorfo, infatti, non permette di raggiungere prestazioni elevate, ha una scarsa efficienza energetica e impone una densità di transistor nettamente inferiore alle tecniche tradizionali.

Il risultato è che PlasticARM si presenta come un SoC di bassissimo livello, dal momento che la sua velocità massima è di 29KHz e ha un consumo di 20 milliwatt, decisamente elevato in rapporto alle prestazioni. Oltre a ciò, questa prima versione del SOC è dotata di appena 128 byte di RAM e 456 byte di memoria ROM in sola lettura, anche se il team si aspetta di arrivare ad una soluzione che permetta la scrittura in una prossima versione del chip.

Immaginate un indossabile come il Nubia Watch, ma completamente flessibile. Clicca l'immagine per leggere la recensione

Per finire, PlasticARM può utilizzare esclusivamente una versione ridotta del set di istruzioni Thumb di Arm, quindi i suoi campi d'applicazione sono davvero ridotti. Nonostante tutte le limitazioni, i primi test di PlasticARM si sono rivelati essere un successo, in quanto il chip ha eseguito tutte le istruzioni che sono state caricate in memoria, anche se il team di ricerca non ha voluto provare la sua caratteristica chiave: non lo ha mai piegato durante l'uso.

UN FUTURO PROMETTENTE

Allo stato attuale PlasticARM è solo un esperimento pensato per mostrare questo tipo di tecnologia (un vero e proprio flex), tuttavia potrebbe essere la base su cui realizzare SoC sempre più potenti ed efficienti che andranno a muovere dispositivi indossabili completamente flessibili (nel frattempo dovrà evolvere anche la tecnologia delle batterie), ma anche per realizzare una serie di dispositivi IoT in grado di trarre il massimo beneficio da questo form factor.

Intanto Arm sta puntando a svilupapre un successore di PlasticARM in grado di offrire consumi inferiori e con un maggior numero di gate (18.000 attualmente); la speranza è di superare i 100.00 con la prossima iterazione, sino a raggiungere gradualmente il milione. Il futuro dei dispositivi pieghevoli... sta prendendo la giusta piega!


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Commenti

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Ocram

Ma magari! Sarebbe una rivoluzione nell'ambito dei chip

Mina Bianca

Concordo!

efremis

Bene che la ricerca vada avanti!

Giovanni Giorgi

Ma se le prestazioni sono quelle, non conviene farlo rigido e piccolo, con una densita di transistor maggiore?

Tanto anche avere un piccolo granellino rigido su una scheda flessibile, non inficia più di tanto la flessibilità dell'intero dispositivo, specialmente se il dispositivo ha anche un certo spessore

LungaPace& Prosperità

Diventa un problema se il SoC scalda parecchio XD

pietro

Basterebbe arrivare ad avere il minimo di prestazioni necessarie a sfruttare una funzione simile ad android auto in modo da lasciare la parte computazionale allo smartphone

T. P.

non sarebbero già questione di poco conto!!! :)

LungaPace& Prosperità

Carta igienica e reggiseni probabilmente XD

LungaPace& Prosperità

128 byte di RAM.... neanche data e orario XD

RiccardoC

anche in quel caso dipende dal contesto... :-)

Tsaeb

non è mai un problema averlo rigido, al massimo il problema è quando è molle.

Cerbero

Un'unghia incarnita...piu' realistica

RiccardoC

sì ok, ho risposto sopra :-)

RiccardoC

ok in effetti avevo visto male; quindi che problema sarebbe averlo rigido?

Alessio Ferri

Che è appunto il perchè misura in Khz e richiede dei milliwatt invece che dei microwatt.

csharpino

Uno dei consulenti era Lapo...

Nel caso invece prendano una brutta piega....
https://uploads.disquscdn.c... un intero set di utili strumenti che 'raddrizzeranno la schiena' ai dispositivi ribelli. :D

Tsaeb

Le CPU dei PC sono già più piccole dell'unghia del mignolo, quello che vedi nelle foto è solo l'incolucro esterno.

Il corpo di Cristo in CH2O

oltretutto non so come facciano ad avere un drogaggio uniforme in un materiale amorfo.

mister x

Un'unghia tagliata

Il corpo di Cristo in CH2O

forse è anche più piccolo di un unghia.

RiccardoC

io penso che sarebbe più pratico un processore "normale" grande come un unghia, inserito in un normale materiale plastico

T. P.

potrebbe davvero rivoluzionare certi settori!!! :)

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