Come fare Animazione 3D: i consigli dei professionisti

10 Giugno 2021 26

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In che modo la tecnologia può semplificarci la vita, anche quella lavorativa? Ripartiamo con il nostro format Professione Hi-Tech, all'interno del quale cerchiamo di capire in che modo la tecnologia contribuisce a semplificare la vita lavorativa di molti professionisti. In questa seconda puntata parliamo di 3D Animation e CGI.

Per saperne di più ci siamo recati a Roma per scambiare due chiacchiere con i ragazzi della Rainbow Academy, ospitata all'interno dei Rainbow CGI - Animation Studio, il più grande studio di animazione 3D e computer grafica in Italia. Qui abbiamo incontrato Diego Viezzoli, Supervising Tecnical Director di Rainbow CGI e Direttore del master di 3D Digital Production della Rainbow Academy. Per sfogliare il portfolio di Diego servirebbero probabilmente dei giorni ma vi basti sapere che, tra le altre cose, è stato chiamato per lavorare alla CGI del film d'animazione "The Jungle Book", vincitore dell'Oscar per i migliori effetti speciali nel 2017.

Inutile dirvi che avremmo chiacchierato con lui per tutto il giorno ma il tempo è tiranno e quindi abbiamo condensato tutto in una veloce, ma decisamente interessante, chiacchierata a quattro occhi.

UNA CARRIERA A PARI PASSO CON LA TECNOLOGIA

Diego inizia a modellare in 3D durante gli studi universitari, a fine anni 90, ma la passione per questo mondo risale a qualche anno prima con Jurassic Park (1993) e Toy Story (1995) due produzioni che hanno fatto un po' da calamita per molti giovani di quegli anni, che proprio con questi film si sono avvicinati al mondo della CGI.

Nei primi anni 2000 quello che doveva essere il tirocinio universitario diventa per Diego la prima vera e propria esperienza lavorativa grazie alla quale si "fa le ossa" lavorando ad alcuni famosi spot pubblicitari come quelli di Carta Camomilla e Omino Bianco. Nel 2007 il primo lavoro all'estero, per la precisione a Londra da Framestore, dove collabora alla realizzazione di un film di animazione per Universal Picture.


Due anni più tardi il ritorno in patria proprio grazie a Rainbow CGI, alla ricerca di professionisti per lavorare ai primi film di animazione prodotti in Italia. Tolta una breve parentesi, di nuovo londinese per lavorare a "The Jungle Book", è quindi da circa 12 anni che Diego è colonna portante di Rainbow CGI e della Accademy, di cui ricorre il decennale proprio nel 2021.

Si imparava molto dai manuali e molto facendo esperienza, progetto dopo progetto, spot pubblicitario dopo spot pubblicitario si imparava qualcosa

Una carriera sicuramente ricca di soddisfazioni che è cresciuta al pari delle tecnologie. Oltre vent'anni fa' i software per la modellazione erano ancora in uno stato embrionale e non esistevano tutorial da seguire per imparare ad utilizzarli al meglio. La teoria era alla base ti tutto e gli strumenti si studiavano sui manuali: veri e propri libri contenenti le istruzioni per poter gestire i programmi. Sostanzialmente si imparava lavorandoci e accumulando esperienza e ore di sperimentazione.

Tutta la modellazione organica era qualcosa di inconcepibile e solo con il tempo le tecnologie e l'hardware si sono evoluti passo passo per supportare tutte le necessità dei creator. Gli strumenti di sculpting, ad esempio, non esistevano; soltanto dopo alcuni anni i software hanno inserito questo elemento e così molti altri che sono stati aggiunti per facilitare e velocizzare i processi.

TUTTO PARTE DAL SOFTWARE...

Il software è quindi uno degli elementi fondamentali nello sviluppo dei processi lavorativi. Il principale, quello più utilizzato nelle varie fasi del workflow, è Autodesk Maya, ma alla base della progettazione c'è ancora la fase creativa del disegno, che viene effettuata principalmente con Photoshop e più in generare con i software della suite Adobe.

Da queste fai in cui si progetta il design degli ambienti e dei personaggi si passa poi alla vera e propria modellazione in Maya e infine si passa al render su V-Ray. Maya è un software molto complesso, una sorta di contenitore all'interno del quale ogni artista lavora con la parte che più gli compete. I Texture Artist lavorano con gli strumenti di texturing, il Rigger con gli strumenti di rigging e così via, ognuno con il suo posto nella pipeline ma comunque tutti collegati (concetto su cui torneremo qui in fondo).


Tutti i software che fanno parte del processo produttivo discusso da Diego sono parte del programma di sviluppo NVIDIA Studio: la piattaforma pensata da NVIDIA per ottimizzare i flussi di lavoro dei cosiddetti creators. Un progetto che vede coinvolti i principali produttori di hardware e gli sviluppatori dei software più diffusi nel settore per creare un ecosistema largamente ottimizzato e progettato per mettere nelle mani dei professionisti delle macchine che possano garantire sempre prestazioni elevate e grande stabilità.

Si parte dal software stack (NVIDIA Studio Stack) fornito dall'azienda nero-verde agli sviluppatori che, tramite SDK e API apposite, possono aggiornare i programmi più utilizzati dai creatori di contenuti perchè lavorino in simbiosi con l'hardware permettendo di trarre da esso le migliori prestazioni possibili in tutte le condizioni. Gli utenti, dal canto loro, avranno invece a disposizione i Driver Studio sempre aggiornati per poter far comunicare al meglio tra loro i software di produzione e l'hardware.


Detto in altre parole l'obiettivo finale è quello di ridurre il più possibile i tempi morti portando così il professionista a passare dall'idea al progetto finito nel più breve tempo possibile. In condizioni ottimali si parla di velocità di completamento di un progetto fino a 12 volte maggiori rispetto ad un hardware standard grazie alla possibilità di utilizzare la GPU in processi che normalmente sarebbero a carico della CPU, liberando così risorse che possono essere impiegate in altri compiti.

Prima in una giornata di lavoro potevi fare 5-6 render di prova, ora li fai continuamente e puoi andare a curare dettagli che prima non facevi in tempo a sistemare. Magari centravi lightning e colore ma c'era sempre un qualcosa che ti lasciava insoddisfatto, ma non avevi più tempo per lavorarci

Questa elevata velocità di produzione permette agli artisti di generare un maggior numero di pre-visualizzazioni e render e quindi, banalmente, di ottenere un risultato migliore. Si possono portare a termine più revisioni e andare a correggere molti più aspetti di un render rispetto a quanto non si facesse in passato.

Uno strumento molto utile in questo senso è senza dubbio l'AI Denoiser di NVIDIA che, grazie all'intelligenza artificiale, mostra in anteprima, in tempo reale, quello che sarà il risultato di un render che potrebbe altrimenti aver bisogno di diversi minuti per essere portato a termine. Fino a non molto tempo fa, ossia prima dell'introduzione della line-up di schede RTX, questo carico di lavoro era molto più lento, con evidenti conseguenze in termini di attesa per la pre-visualizzazione di un progetto.

Riassumendo a beneficiare di questa ottimizzazione del processo è la qualità finale. Tutte queste preview sono come re-take cinematografici e consentono ai creator di curare molti più dettagli. Qualunque piccolo difetto tu possa notare è aggiustabile in qualche secondo e alcuni reparti come quello di surfacing e di lightning ne traggono molti benefici.

MA ANCHE L'HARDWARE CONTA

Ovviamente anche l'hardware gioca la sua parte. Gran parte dei render finali viene calcolata dai server ma gli artisti hanno comunque bisogno di un front-end in grado di generare le preview e far girare i programmi nel migliore dei modi, contribuendo a rendere tutto il processo estremamente reattivo e fluido.

Ogni artista ha quindi la sua macchina, più o meno potente a seconda del tipo di lavoro che è chiamata a svolgere. Un modellatore avrà bisogno di un certo tipo di PC, in grado di gestire una viewport base, mentre chi lavora a texturing e surfacing necessiterà di macchine più potenti perchè lavorano ad anteprime più pesanti e complesse da gestire.


Abbiamo citato prima il programma NVIDIA Studio e torniamo a parlarne anche qui perchè un'altro elemento interessante di questo progetto riguarda le certificazioni. NVIDIA, attraverso uno specifico processo di validazione certifica le macchine di diversi OEM, ma non solo, per assicurare all'utente finale un dato livello di prestazioni per quel prodotto. In altre parole potremmo dire che acquistando un PC certificato NVIDIA Studio si ha la certezza che quest'ultimo garantisca le performance e la compatibilità software che cerchiamo per migliorare la produttività.

Qui sotto vedete alcuni screenshot che riprendono i risultati ottenuti dal PC utilizzato dai ragazzi di Rainbow CGI e dotato delle ultime tecnologie NVIDIA, a partire da una scheda grafica GeForce RTX 3080. Requisito fondamentale per poter ricevere la certificazione è infatti, ovviamente, la presenza all'interno della macchina di una delle più recenti GPU NVIDIA GeForce delle serie RTX 20 o RTX 30.



Si tratta di risultati senza dubbio molto interessanti, che consentono a chi utilizza questa tipologia di macchine di lavorare mantenendo una certa reattività e fluidità in quello che è il flusso di lavoro. Questo tipo di prestazioni, ovviamente scalabili a seconda della fascia di prezzo della soluzione acquistata, sono garantite proprio dal fatto di avere a che fare con una macchina certificata.


Come sottolineato anche da Diego, quindi, NVIDIA Studio diventa un alleato importante non solo nella gestione dei flussi di lavoro e dell'ottimizzazione hardware-software ma anche per quanto riguarda la scelta del PC da acquistare. La selezione di un notebook o tower diventa così estremamente più semplice dal momento che la certificazione ci assicura a priori un livello minimo di prestazioni più che sufficiente per lavorare. Potremmo dire che il lavoro sporco lo fa' NVIDIA, noi dobbiamo solo stare attenti al badge.

COME SI DIVENTA UN GURU DELLA CGI?

Chiudiamo poi con un paio di consigli per chiunque fosse interessato a intraprendere una carriera nel mondo dell'animazione e della modellazione 3D, oltre che della computer grafica. Per quanto riguarda l'hardware da cui partire non credo ci sia più bisogno di molti consigli, a seconda del budget il programma NVIDIA Studio vi offre già delle indicazioni importanti su quelle che sono le macchine in grado di supportare il vostro percorso.

Sta poi a voi capire, in base alle vostre esigenze, se sia più utile acquistare un notebook oppure un desktop. In tutti e due i casi, comunque, l'offerta è davvero ampia e potete scegliere tra soluzioni in diverse fasce di prezzo. Il consiglio è comunque sempre quello di cercare di puntare in alto, aspettando piuttosto qualche tempo in più e risparmiando qualche euro. In questo modo si ha la certezza di non trovarsi nelle condizioni di dover cambiare nuovamente hardware dopo poco tempo.


In termini di formazione invece, il consiglio di Diego che condividiamo in tutto e per tutto, è quello di iniziare comunque sempre ad approfondire un'arte "analogica" come il disegno, la pittura o la sculture, per poi avere delle basi che permettono di velocizzare l'apprendimento in digitale. Successivamente, sul territorio italiano sono presenti diverse scuole e diversi corsi di formazione che permettono di acquisire le tecniche e introdurre lo studente al mondo del lavoro.

Tra tutte la Rainbow Academy ha la peculiarità di essere l'unica legata direttamente ad uno studio di produzione e quindi è anche quella che offre un approccio maggiormente orientato al processo produttivo. Ogni studente nel suo percorso di studi andrà a toccare tutte le fasi della produzione, non solo quella nella quale si specializzerà. Questo metodo forma 3D Artist consapevoli delle difficoltà e delle specifiche di ogni componente della pipeline e quindi pronti per inserirsi ottimamente e in poco tempo in ambiente lavorativo.

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Commenti

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Ngamer

la media dei consumi per 100 km???

Sucklord9000

zero supporto a nvidia e quindi
cuda

Claudio M.

è come mai? la risposta e semplice.

rsMkII

Prossimo video: come diventare lead designer di Porsche, il consiglio degli esperti.

Bucatino

Sarebbe bello avere anche una sezione dedicata a questo e l'architettura (sempre su programmi, motori di rendering) con consigli su texture ecc...

Sucklord9000

primo consiglio
non comprare un mac

Fulvio

Ah ma non si usano gli iMac e gli iPad Pro per fare grafica?

Davide

bella tipologia di video

Kristanty

COGLI0NAZZO DI SONTARDO
TI INCOOLO EHEH

Condiloma Peperlizia

Perchè un grafico è prima di tutto un umanista e preferisce il preconfezionato. Se così non fosse non esisterebbe la filosofia Apple che invece va tantissimo.

Condiloma Peperlizia

Perchè spesso i grafici, bravi nel loro lavoro, sono umanisti che di hardware non ne capiscono un accidente e preferiscono elettrodomestici preconfenzionati. Se così non fosse e se la gente avesse un minimo di consapevolezza non esisterebbe la filosofia fallimentare apple.

IlFuAnd91

Tutti ti fanno discorsi i professionisti bla bla. La verità è che non necessariamente un grafico o un professionista è anche un esperto in campo hardware. Io lavoro con mio fratello, i pc in studio li costruisco tutti io ma lui (parte artistica) non saprebbe assolutamente dove metter mano

Kilani

Scusate, ma è chiaramente un fake. Gli utenti di HDBlog dicono che si usa l’iPad Pro per questo tipo di lavori. Siete degli hater.

WellsX

Ma nessuno gli ha detto che ora il verso e' sempre quello giusto?

WellsX

Esempio di AI Denoiser

https://uploads.disquscdn.c...

Scanato Khan

Conosco grafici che sanno a stento inserire una chiavetta USB nel verso giusto, figuriamoci assemblare un PC. Per non parlare poi del discorso garanzia e assistenza.

Moklev

Chi fa CG/CAD/CAE/CAM di professione usa solo workstation grafiche certificate in base al software in uso (Adobe, Autodesk, Dassault Systemes, Intergraph, Allplan, etc...). Normalmente HP, Dell, Fujitsu e Lenovo con CPU Xeon, singola o multinodo e grafica Quadro o RadeonPro. Basta, non usa assemblati di qualsiasi genere. Poi c'è il discorso garanzia e assistenza... ci sono pacchetti 2/3 anni con interventi onsite 1 giorno (o anche 4 ore dalla chiamata).

Ritornoalfuturo

un professionista non si mette ad assemblare. poi c'è il discorso garanzia e assistenza.

arrabunk

Anche no. Qualche anno fa in ufficio avevo un HP Z1 che andava più del Z820 perché quest'ultimo montava un componente non ancora certificato per Solidworks.

Antonio Guacci

C'è bisogno solo per garanzia e assistenza periodica: nient'altro.

Mauricio

Nonostante l’abbellimento dei prodotti "in collaborazione" è comunque un articolo interessante, mi piace quando si parla della pratica.

Sarcasmo distratto

in certi campi non basta comprare il top, per avere il top. Ci sono problemi sottili di compatibilità, le schede madri fanno la differenza, ma con i giusti settagi dei bios, che devono lavorare in sinergia con le ram, etc etc. Questo ovviamente è un discorso molto sintetizzato, è molto più complesso di così

Elia

Sulle configurazioni già pronte hai delle garanzie da parte degli OEM, e delle certificazioni. Su un assemblato è tutto lasciato molto più al caso, rischio che ha senso correre per un consumatore (che risparmia e prende pezzi migliori) o per un qualcosa di più "ad caz+um" aziendale.
A livello prestazionale differenze non ce ne sono, sempre che chi lo assembli sappia cosa sta facendo :)

Tiwi

interessante

biggggggggggggg

No, non ce n'è bisogno.
Tra l'altro SysPack al tempo aveva dei prezzi sui PC che dire folli è fargli un complimento rispetto all'hardware che montava. Anche rispetto ad altri assemblatori fisici.

Comunque assolutamente no, tra l'altro a meno di casi particolari non ha neanche il minimo senso mettere un i9, qualsiasi AMD di pari costo li straccia.
E' anche vero che una volta che hai la GPU la CPU diventa "ininfluente" (sto estremizzando).

Gianluca

Da ignorante in materia, perché c'è bisogno di configurazioni già pronte? Una volta assemblato che ne so, un intel i9 e una 3090 che c'è bisogno di più? Un processore particolare? Non parlo di render farm ma di un tipico desktop nelloo studio.

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