Due mesi di Apple MacBook Pro 13 con M1, evoluzione che profuma di rivoluzione | Recensione

12 Febbraio 2021 806

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Sono passati tre mesi dal lancio ufficiale dei nuovi MacBook e Mac Mini (la nostra recensione) con processore Apple Silicon M1 e circa due mesi dal momento in cui il nuovo MacBook Pro da 13 pollici è atterrato sulla mia scrivania. Due mesi in cui ho utilizzato questo piccolo mostriciattolo come mio notebook principale, 8-10 ore di lavoro ogni giorno, riempiendolo di qualsivoglia file e maltrattandolo come qualsiasi altro portatile utilizzato fino ad oggi.

Non gli ho risparmiato nulla, dal fotoritocco al montaggio video, conversioni, ingrandimenti, trasferimenti di intere librerie di foto e decine di tab costantemente aperte su Chrome, insomma, proprio tutto quello per cui è pensato questo prodotto. Due mesi in cui ho cercato davvero di capire se e cosa fosse cambiato con i nuovi SoC ARM e soprattutto se un utilizzo sul medio-lungo periodo avrebbe confermato le prime ottime impressioni espresse anche nella recensione di MacBook Air. Cosa ne è uscito? Quali sono le mie considerazioni?

SOMMARIO

QUESTIONE DI FEELING

Avete assolutamente ragione, esteticamente questo MacBook Pro 13 non è cambiato di una virgola, ed è forse la critica più grande che posso muovere nei confronti di Apple. Mi sarebbe piaciuto un notebook con cornici più sottili? Senza la touchbar e con una webcam e un paio di connettori in più? Sicuramente sì. I bordi del display spessi oltre un centimetro nel 2021 sono anacronistici, la touchbar, almeno per quanto mi riguarda, resta un'entità parallela, quasi inutilizzata e su un prodotto di questo tipo continuo a sentire la mancanza di un lettore di schede di memoria, oltre che di un paio di USB-C in più.

Allo stesso tempo però continuo a pensare che Apple abbia preso la strada giusta lasciando tutto così com'era lo scorso anno, e quello precedente, e quello ancora prima. Quando l'utente apre la scatola e configura questo MacBook Pro si sente a casa, al sicuro, come se nulla fosse cambiato, nemmeno dentro la scocca. E proprio questo era lo scoglio da superare con la prima implementazione dei nuovi chip, dare la sensazione che nulla fosse cambiato e che i nuovi prodotti possano fare tutto quello che facevano i vecchi, come e meglio dei vecchi.


Come avvolti in una sorta di comfort zone che Apple ha costruito con il tempo e che è certamente uno dei punti di forza dei suoi prodotti. Compri un MacBook e sai che comunque l'esperienza a cui hai accesso è quella, punto. Proprio per questo motivo non mi soffermerò più di tanto sulla qualità costruttiva e sui materiali utilizzati, dopotutto vi ho già detto che non cambia nulla e probabilmente vi basta sapere questo.

Spendo invece due parole sulla tastiera perchè può essere che molti degli interessati all'acquisto di questo prodotto siano attualmente in possesso di un precedente modello con meccanismo a farfalla: quello, per intenderci, che è stato dismesso per i molti problemi legati all'usura. La nuova tastiera qui presente, detta Magic Keyboard, riprende il meccanismo a forbice e ricorda tantissimo nel feedback la Magic Keyboard venduta con gli iMac.

La corsa è buona e la sensazione offerta alla pressione è decisamente più meccanica e meno tattile rispetto alla versione della tastiera tanto discussa negli anni scorsi. Non è probabilmente la migliore tastiera per notebook in assoluto, ma sicuramente rientra tra le prime 3 o 4. Rimangono alcuni difetti e uno di questi è certamente l'usura del rivestimento dei tasti che si consuma con estrema facilità. Dopo due mesi di utilizzo i tasti premuti più di frequente presentano infatti già una porzione più levigata, evidentemente consumata.


Sempre apprezzato, invece, l'enorme e precisissimo touchpad, che rimpiango praticamente ogni volta che per un motivo o per l'altro mi ritrovo tra le mani una soluzione Windows. Non dico che potete tranquillamente dimenticare a casa il mouse, ma ve lo sto dicendo, e a meno che non dobbiate montare un video o ritoccare delle foto non ne sentirete assolutamente la mancanza.

A TUTTO ARM

Com'è utilizzare un notebook con piattaforma ARM? La risposta è molto semplice: se non sapessi che qui dentro c'è il nuovo M1 andrei immediatamente a complimentarmi con Intel. Come ho detto sopra, infatti, Apple ha pienamente compiuto la sua missione e il passaggio da una piattaforma x64 ad una ARM non pesa affatto, anzi, il contrario. L'adozione di questi nuovi chipset ci lascia estrema libertà nella scelta dei software da utilizzare, merito di Rosetta 2 ma ci arriviamo tra poco, garantendo allo stesso tempo prestazioni ottime, temperature contenute e una silenziosità invidiabile.

Questo passaggio di architettura si sarebbe potuto rivelare molto critico soprattutto in termini di compatibilità dei software, e se così non è stato il merito è solo e soltanto di Apple. Grazie ad un enorme lavoro di ottimizzazione si è trovato un modo per far girare praticamente tutti i programmi precedentemente disponibili per macOS anche sulle nuove piattaforme mantenendone intatta l'esperienza d'uso. Per quanto l'elenco si stia popolando molto velocemente sono infatti ancora relativamente pochi, in percentuale, i software tradotti e in grado di girare nativamente sui Mac M1; e parafrasando una nota pubblicità, è il caso di dire che per tutto il resto c'è Rosetta 2.

Grazie a questa sorta di traduttore istantaneo, tutte le app non ancora nativamente compatibili con i nuovi chip ARM vengono "convertite" alla prima apertura in modo che il codice possa essere digerito dall'M1 e, da quel momento in poi, possa girare senza alcun problema. Per farvi capire quanto sia efficace e ottimizzato questo processo posso tranquillamente affermare che alcune di queste app girano meglio qui che in ambiente x64 e senza che ciò richieda un particolare sforzo da parte del processore e un conseguente maggiore dispendio energetico. Detto in parole povere, non vi accorgerete di nulla e continuerete ad usare il vostro MacBook come se nulla fosse, anche se sotto la scocca è avvenuta una vera e propria rivoluzione.


Le prestazioni sono ottime. Andate a rivedere la recensione del MacBook Air e vi confermo tutto quanto detto e scritto, con una ulteriore aggiunta. Il sistema di dissipazione del Pro 13 non è fanless; sotto la scocca trova posto una ventola che consente al notebook di girare a frequenze elevate per più tempo e quindi di avere prestazioni migliori in tutti quei task che richiedono l'impegno costante e prolungato del chipset. Un esempio può essere quello di una conversione video o di un render particolarmente complesso.

Manca ancora una grafica discreta e credo proprio sia giusto così, sia per non rischiare con le temperature sia per mantenere una certa distanza, di prezzo e di prestazioni, dai modelli superiori che arriveranno. La GPU integrata funziona comunque molto bene e garantisce performance nettamente superiori alle precedenti integrate Intel. Si può pure giocare, scendendo ovviamente a forti compromessi nel livello di dettaglio, anche con titoli graficamente complessi come gli ultimi Tomb Raider.


Quello che davvero mi ha sorpreso e convinto in tutte queste settimane è però l'incredibile gestione della memoria che porta ad avere un sistema reattivo e stabile in praticamente ogni situazione. Non si dovrebbe fare e non dovrei nemmeno dirvelo, forse, ma non riavvio il MacBook Pro da oltre un mese e nonostante ciò non mi ha mai dato problemi. Considerate che in questo istante, come per il 98% del tempo, ho aperto due browser con una ventina di tab, Telegram, Whatsapp, Trello, Word, Spotify, le note, il calendario, Photoshop e l'App Store. L'accesso alle app, il multitasking, l'apertura dei file, sono tutte operazioni che vengono portate a termine in un lampo e il merito è sicuramente anche della nuova RAM unificata a cui CPU e GPU possono accedere in contemporanea e con una velocità elevatissima.

Nonostante questi "maltrattamenti" MacBook Pro 13 resta fondamentalmente sempre un ghiacciolo. In queste settimane non mi è mai capitato di sentire la superficie del notebook calda, perlomeno in corrispondenza della tastiera, che è poi il punto critico con cui veniamo a contatto in ogni momento. Ma anche le volte in cui mi è capitato di utilizzarlo a letto o sul divano, appoggiato sulle gambe, non ho mai notato un surriscaldamento degno di tale nome.

A mio modo di vedere, quindi, MacBook Pro 13 è un po' il notebook di cui ti puoi dimenticare, nel senso che ti dà talmente pochi problemi che non ci pensi; è lì, sai che c'è e che se ti serve ci puoi fare affidamento. Si finisce quasi per darlo per scontato, tanto scontato che mi è capitato di dimenticarlo sul tavolino del salotto e ricordarmene solo arrivato in ufficio e aperto lo zaino.

WATT DA VENDERE

A tutto quello che abbiamo detto finora si aggiunge poi il capitolo autonomia che è sicuramente un altro degli aspetti che mi hanno assolutamente convinto. La cosiddetta giornata lavorativa è praticamente da dare per scontata. Per non arrivare a sera con MacBook Pro 13 e i suoi 58Wh occorre far partire una serie di conversioni video o di render in loop per tutta la giornata. Con un utilizzo lavorativo anche abbastanza pesante si arriva sempre all'ora di cena con almeno il 20% di carica residua, ma la flessibilità è talmente tanta che non siamo mai stati così vicini ad un iPad come concetto ed esperienza d'uso.

In qualsiasi momento potete prenderlo, aprirlo, usarlo un'oretta o due, chiuderlo, abbandonarlo sulla scrivania e dopo 3-4 ore tornare ad aprirlo e tutto sarà ancora lì, immediatamente a vostra disposizione, proprio come fareste con un tablet. E con questo utilizzo spot potete andare avanti anche per giorni perché il draining in stand-by è praticamente nullo.

Cosa posso rimproverargli? Forse la mancanza della ricarica rapida, ma sinceramente con una autonomia così gestirsi la ricarica è davvero l'ultimissimo dei problemi. Vi capiterà talmente di rado di rimanere a secco, o quasi, che l'unica vostra preoccupazione sarà ricordarvi dove avete lasciato l'alimentatore l'ultima volta. Fortunatamente si carica tramite Type-C e nel caso in cui vi troviate in questa situazione non dovrebbe essere difficile recuperare un caricatore compatibile.

LO COMPREREI?

. E credo che ogni aggiunta sia semplicemente superflua.

PRO E CONTRO

Esperienza d'uso di alto livelloOttime prestazioniAutonomia superNon scalda ed è super silenzioso
Poche porteDesign vecchiotto
VIDEO


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Commenti

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Naomo
Sacchit

Davvero? ahahahahah non ci credo! :)

Naomo

Fanno l'hardware.
Fanno il software.
Non può andare in errore appena tirato fuori dalla scatola, giusto?
Sbagliato.
Oh Cristo, Apple.. https://uploads.disquscdn.c...

The Doom Slayer

Quindi mi stai dicendo che per compilare documenti servono 1470€ di pc?

Callea

L’abbondanza non potrà mai supplire all’ottimizzazione.

Dark!tetto

Hai fatto un'oittimo acquisto

BadBlooddd

Alla fine sono riuscito a trovare un matebook a 550, per fortuna!

BadBlooddd

Alla fine sono riuscito a prendere un matebook a 550, per fortuna

BadBlooddd

Sono riuscito a beccarmi un matebook a 550, alla fine! Ma proprio a qlo

Andre Sergio Da Rio

grazie

Lorenzomx

Puoi installarli tranquillamente

Andre Sergio Da Rio

Domanda: sui Mac con m1 si possono installare programmi fuori dallo store, o come iPad e iPhone è tutto bloccato?

Repox Ray

Due mesi di Apple MacBook Pro 13 con M1, un articolo che sa di flamer clickbait

Lorenzomx

Ti rispondo come ti avevo risposto prima:

Quali sarebbero i programmi seri e completi?

Perché office gira nativamente

Blender funziona benissimo

Photoshop/Lightroom/Adobe Premiere Pro/Illustrator funzionano senza problemi

La suite di programmazione di Jetbrains funziona benissimo

Il 90% dei programmi X86 gira senza nessun problema tramite Rosetta 2

NEXUS

hahaha poevro lurid0 bimbomichiaz che usa il mac per andare su instagram

NEXUS

ma
rivoluzione de che? fatemi sapere quando potrò farci girare i programmi
seri e completi come accade su un X86, se sei un influencer ti basta
anche un chromebook

NEXUS

ahahaha povero lurid0 appleTARD
Photoshop/Lightroom/Adobe Premiere Pro/Illustrator non hanno nulla a che vedere con i veri programmi per PC x86, office idenìm , sei ul lrud0 loser che non sa un caxxo

Naomo

Meraviglioso e bravissimo.

Naomo

Ecco, pure io troppo vecchio e all'antica.

Naomo

Davvero non ci riesci,tu che sei bravo.

Andre Sergio Da Rio

fai tra il ridere e la pena

Zero

Questi fissati con l'estetica fanno ridere.

Zero

Questi si impressionano per l'aria fritta. Io resto su Windows.

Zero

E te credo, non puoi farci na seg.a su un Mac, comparto software scarno. Ma poi che paragoni del piffero fate? Questo e' un computer.

Zero

Ma vai a zappare con quella porcheria di Mac.

Ciccio Pasticcio

il problema e' che, da ex sviluppatore, posso dire che ci sono molti che non solo non ottimizzano, ma sprecano malamente. poi, a vedere i sorgenti di molti sw, dai piu' vecchi ai piu' nuovi, sembra che sia un cane che si morde la coda:
sviluppatori: "vabbe', la ram costa poco, non serve ottimizzare"
produttori di ram "ok, con le produzioni attuali posso tirare giu' i prezzi"
sviluppatori: "vedi? le ram stanno scendendo di prezzo, non serve ottimizzare".
Io sono per l'ottimizzare perche' a pari terminale/pc il sistema e' piu' veloce, efficiente e consuma meno.

ghost

È una questione pratica ottimizzare costa se la ram costa relativamente poco tanto vale abbondare. Stesso ragionamento dei giochi in passato ti inventavi ogni sorta si trucco per farli di piccole dimensioni dati i supporti ridicoli adesso sono da centinaia di giga perché non c'è limite virtuale. Personalmente sono contro questa pratica

Sacchit

Bravissimo!

Sacchit

Allora sono troppo vecchio e all'antica.

Sacchit

Ti giuro che ci ho provato ma non ci riesco.

ProseccoDoc

definitivo scrivo da un pro M1....definitivo! questi non sono giocattoli come i windows o i merdandroid

Naomo

Ahahah grazie mille dottore.

Naomo

Lo sanno tutti.

Naomo

L'avevo capito il test troll.

Naomo

Benvenuto a bordo Sia Windows che Linux.

Naomo

Vero, ma devo fare una cosa con XCode per portare Club house su Android.

Naomo
Naomo

Ok, continua così.

Naomo
Ciccio Pasticcio

sempre trovato strano anche io, vedere gente che sviluppa su notebook, magari su 13''. io ho un 15'' e mi trovo stretto, quando ho la possibilita' uso il desktop con due monitor da 24'' e una tastiera "vera"

Ciccio Pasticcio

ti do' pienamente ragione, non ci rendiamo conto di quanto grande sia una memoria da 8 gb.

MrPhil17

La sottile differenza tra marketing e sostanza. Difficile trovare un dispositivo Android che sia supportato a dovere. E pensare che Linux è un sistema che gira anche sui tostapane...

beren

dovresti aprire un po' lo sguardo e la mente allora

Dea1993

un vero programmatore... ma va la... sopratutto se devi usare linguaggi interpretati, e quindi non hai i tempi di compilazione, un notebook ormai e' largamente piu' usato di un fisso per programmare

Dea1993

bo io con la tastiera del lenovo mi trovo bene.
per lo piu' uso anche il monitor da 14 pollici... anche se a volte lo collego ad un monitor esterno da 24.
quando sono a casa mi capita anche di collegarci una tastiera esterna (quella che uso per il desktop a casa), una meccanica (cherry mx blue) compatta (quelle a 84 tasti esattamente come quelle dei portatili) e con layout ansi.
ma in ufficio non fa portare la tastiera meccanica.

Leandro Rodriguez

Vado un po' fuori OT: personalmente non so come fate a programmare 8 ore al giorno su un portatile, a me viene male. Lo collego sempre a un monitor esterno e come tastiera uso la Logitech MX Keys che super consiglio (in accoppiata al MX Master 3)

Callea

Incredibile quello che riesce a fare con 8gb di ram. Un quantitativo pari a tanti telefoni Android...
Dovrebbe far riflettere.

enri

Ovvio. Parliamo di Apple, unico caso dove comanda il produttore e non il consumatore

silvio

prova a vedere Lenovo ideapad s540 da 14 pollici. Lo acquistai lo scorso maggio su Amazon a 799€ con processore i7 decima generazione, 8gb di roma e 512gb ssd. Un buon compromesso.

Sacchit

Si certo ma nessuno mi pare si lamenti e quindi continuano cosi'.

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