Dissipatore ad aria top VS AiO a liquido: chi vince? La nostra prova

16 Maggio 2022 124

Dopo la recente prova del Noctua NH-D12L, torniamo sull'argomento dissipazione CPU per una piccola comparativa che, tenendo conto anche dei commenti dei nostri lettori, si focalizza sulle differenze prestazionali esistenti tra un buon dissipatore ad aria e un sistema a liquido AiO (All-in-One), sempre più diffusi sul mercato e con prezzi decisamente abbordabili rispetto al passato. La diatriba tra dissipazione ad aria e liquido va avanti da anni, due diverse scuole di pensiero che, allo stesso tempo, non possono fare a meno di tenere conto del livello tecnologico raggiunto dai processori di nuova generazione, sicuramente molto più prestanti rispetto al passato, ma in alcuni casi nettamente più esigenti dal punto di vista termico. In questa ottica, la domanda che spesso molti utenti si pongono ad oggi è più o meno la stessa: meglio un buon dissipatore ad aria o un AiO?

Dalla discussione vengono esclusi, almeno per questa occasione, gli impianti a liquido custom che, oltre ai costi, richiedono anche una certa competenza in fase di configurazione, installazione e manutenzione delle componenti, escludendoli di fatto dalle opzioni di un'ampia fascia di utenza. Attualmente il mercato offre una scelta a dir poco ampia per quanto riguarda i dissipatori per CPU, quello che però fa sempre la differenza è la qualità e le prestazioni offerte in base al costo; questo vale per i dissipatori ad aria, ma si accentua ulteriormente quando parliamo di sistemi AiO che, proprio per via della loro natura, spesso possono trarre in inganno gli utenti meno esperti in cerca di una soluzione che, almeno sulla carta, dovrebbe essere la più performante e silenziosa possibile.

I NUOVI PROCESSORI SCALDANO TANTO?

Premettendo che per praticità ci riferiremo solo ad AMD e Intel, prima di andare ulteriormente avanti è sensato a nostro avviso fare una sorta di recap sulla situazione attuale, nonchè un breve ripasso alla storia recente che ci ha portato dove siamo. Per semplificare e rendere più fluida la discussione, senza dilungarci troppo, torniamo indietro agli anni novanta quando la corsa ai megahertz - iniziata già qualche anno prima - vedeva i produttori sfidarsi sul fronte frequenza per cercare di offrire la soluzione più spinta e performante per l'utente finale. Parliamo di un periodo in cui il mercato consumer, così come il web che conosciamo oggi, erano decisamente diversi da quelli attuali, possiamo dire agli albori; molti dei lettori più giovani che frequentano il nostro sito non erano ancora nati, mentre chi come noi viaggia dai 40/45 anni a salire ricorda sicuramente quel periodo (in bene e in male).

Intel Pentium 4 con architettura Netburst fu il primo processore consumer con clock di 3 GHz.

All'inizio degli anni 2000 questa "gara" alle frequenze inizia a scemare; uno spartiacque in questo senso fu il famigerato Pentium 4 di Intel con architettura Netburst che, con una frequenza di 3 GHz (il primo della sua categoria), sfidava gli ottimi AMD Athlon. I risultati in termini di prestazioni, consumi e calore prodotto però furono tali da portare Intel a un vero e proprio cambio di rotta che, come probabilmente molti ricorderanno, si concretizzò con i primi prodotti della serie Core "Conroe" (vedi Core Duo e Core Quad); AMD rispondeva all'epoca con gli Athlon 64, seguiti poi dalla serie Phenom e arrivando a proporre in seguito uno dei prodotti più spinti di quel periodo (2011/2012), parliamo del modello FX-9550 con TDP di 220 watt e una frequenza di clock che toccava i 5 GHz.

Da lì in poi parliamo di storia abbastanza recente, Intel ha dominato per molto tempo il mercato con le varie generazioni di CPU Core per arrivare al debutto dei primi processori Ryzen (2017) che, nel giro di due anni, hanno permesso ad AMD di recuperare il gap per posizionarsi dove si trova tuttora. Tutto questo per dire che i processori "estremi" ed esigenti in termini di dissipazione ci sono sempre stati.

Una svolta sostanziale arriva però con la serie Ryzen 5000 Zen 3 (7nm), verosimilmente uno dei migliori compromessi sotto l'aspetto prestazioni/consumi, tanto che Intel si è vista costretta a presentare nello stesso anno ben due generazioni di CPU desktop, passando dalla poco convincente serie Core 11a gen a una più equilibrata Core 12a gen "Alder Lake" (10nm Enhanced SuperFin). Nonostante i progressi fatti, anche alcuni di questi processori di ultima generazione possono rivelarsi molto esigenti riguardo al sistema di dissipazione, tanto che l'utilizzo di sistemi a liquido AiO è stato inizialmente consigliato dalle aziende, divenendo in quest'ultimo anno un'opzione di acquisto comune grazie a prezzi sempre più competitivi.

ARIA O LIQUIDO, QUESTO IL DILEMMA. O NO?

Questo quesito, che potrebbe avere una risposta molto articolata, in realtà non è così complicato e in sostanza risulta condizionato come sempre dalle esigenze dell'utente, nonchè dalla piattaforma hardware e dal processore che si sta scegliendo per una determinata configurazione. Possiamo dire senza dubbio che, attualmente, i dissipatori ad aria hanno raggiunto un livello tale che ci permettono (già da qualche anno in realtà) di raffreddare la maggior parte delle CPU consumer presenti sul mercato con una spesa che si può affrontare facilmente. Allo stesso tempo, è evidente che il dissipatore va scelto sempre in base alla natura e al TDP del nostro processore, considerando inoltre se pensiamo di praticare un overclock sulla CPU; in questo contesto poi c'è da tenere presente anche l'aspetto "fisico", ossia le dimensioni dello stesso dissipatore e l'eventuale compatibilità col nostro sistema (layout scheda madre, dimensioni heatsink memorie e larghezza del case), problematica che con un sistema AiO è sempre meno marcata (si presume che il nostro case sia almeno predisposto per un radiatore).

In linea di massima gli impianti a liquido AiO dovrebbero garantire prestazioni superiori a un "comune" dissipatore ad aria; il condizionale però è sempre d'obbligo in quanto vista la crescente diffusione sul mercato di questi ultimi, non è raro incappare in prodotti mal assemblati o sottodimensionati che, a volte hanno costi contenuti e "attraenti", in altre occasioni invece presentano prezzi anche importanti pur offrendo prestazioni mediocri.


Oltre al budget, solitamente chi opta per un dissipatore ad aria lo fa almeno per due ragioni (o almeno per una di queste): punta al miglior compromesso per quanto concerne il rumore prodotto o, in diversi casi, ha il timore che un impianto a liquido possa avere delle perdite danneggiando in qualche modo il sistema. Al contrario, chi sceglie un impianto a liquido - magari dopo essersi documentato - punta ad ottenere le migliori prestazioni possibili e, nel caso degli impianti custom, a personalizzare al massimo la propria build (magari affiancando il liquido anche alla GPU).

Dando uno sguardo a quanto offre oggi il mercato processori, è indubbio che alcuni modelli di ultima generazione sono completamente fuori la portata della stragrande maggioranza dei dissipatori ad aria (le eccezioni sono pochissime); basti guardare ad esempio ai processori Intel Core serie K che, come certamente ricorderete, hanno un TDP base di 125 watt che però viene ampiamente superato anche senza applicare overclock; alcuni esempi eclatanti sono gli Intel Core 11a gen serie K (Core i7-11700K e Core i9-11900K) e il più recente Core i9-12900K (Recensione), una vera e propria belva sotto questo punto di vista. Se guardiamo agli AMD Ryzen 5000 invece, la situazione come detto è decisamente più gestibile, tuttavia per alcuni modelli come il Ryzen 7 5800X e il Ryzen 9 5950X a 16 core ad esempio, l'utilizzo di un AiO a liquido garantisce sicuramente risultati migliori rispetto a un comune dissipatore ad aria.

I DISSIPATORI SCELTI PER LA PROVA

Il titolo di questo articolo/comparativa riporta chiaramente "Dissipatore ad aria TOP vs AiO a liquido". C'è però da fare una piccola precisazione sul sistema AiO che abbiamo scelto per la prova in quanto, come discusso finora, sarebbe stato inutile a nostro avviso confrontare il miglior dissipatore ad aria con un AiO di fascia medio/bassa dalle prestazioni mediocri.

Per quanto utile comunque per creare un database, abbiamo invece cercato di capire fin dove possono spingersi un dissipatore standard di fascia alta e un AiO a liquido altrettanto valido, pensato sostanzialmente per la fascia enthusiast. La nostra scelta è ricaduta su due dei prodotti che riteniamo attualmente tra i migliori sul mercato, parliamo del Noctua NH-D15 chromax.black e dell'ASUS ROG RYUJIN II 360 che avevamo già recensito.


Partiamo dal Noctua NH-D15 chromax.black, attualmente un punto di riferimento in ambito air cooling, erede del già ottimo Noctua NH-D15 che avevamo recensito qualche anno fa. Questo modello non necessita di presentazioni, ma è giusto fare un riepilogo sulle caratteristiche tecniche del top di gamma Noctua che, in questa particolare variante, abbandona i classici colori dell'azienda austriaca per sposare un look tutto in nero, molto apprezzato dagli utenti che cercano una soluzione prestante ma al tempo stesso sobria.


Siamo di fronte a un dissipatore dual-tower con doppia ventola NF-A15 PWM da 140x150 millimetri e una portata massima di 140,2 m³/h a 1.500 RPM; a tale regime queste ventole producono 24,6 dBA che però possono essere ridotti grazie all'adattatore L.N.A. in dotazione. Tornando invece al corpo dissipante, parliamo di un vero e proprio bestione da 160x150x135mm e un peso di 980 grammi; come da tradizione Noctua la qualità è impeccabile e le prestazioni sono garantite da 6 heatpipe in rame che si uniscono a un'ampia base (sempre in rame) con saldataure altrettanto curate e precise al corpo lamellare in alluminio.


Con l'ASUS ROG RYUJIN II 360 rimaniamo sempre nella fascia alta dei migliori AiO presenti sul mercato, un sistema veramente ben concepito che nei nostri precedenti test ha dimostrato di poter gestire CPU da 220/250 watt in modo egregio. Il costo di questo modello ROG - circa 330 euro - è praticamente oltre il triplo del Noctua NH-D15 chromax.black, cifra sicuramente alta ma secondo noi giustificata da qualità e prestazioni offerte, oltre che da tutta una serie di accorgimenti (estetici e non) che abbiamo già esaminato nella nostra prova in laboratorio.


Il ROG RYUJIN II 360 può contare su un radiatore da 360mm e una pompa Asetek di 7a generazione ad alte prestazioni, capace di operare a un regime di 2.800 RPM e un waterblock con base in rame sormontata dal blocco pompa che integra a sua volta una ventola da 60mm, utile per garantire un flusso d'aria costante anche nella zona socket. Per le ventole invece assistiamo a una sfida tutta in casa in quanto ASUS ha optato per delle ventole Noctua NF-F12 industrialPPC-2000 PWM, soluzione che possiamo definire al top e che, a 2.000 RPM di picco, garantisce una portata di 182 m³/h a circa 30 dBA.

Per quanto riguarda la piattaforma di prova, non avendo sottomano il Core i9-12900K in laboratorio, abbiamo optato per il fratello minore Core i7-12700K che, seppur meno estremo, ci permette di simulare diversi scenari grazie al TDP sbloccato e la possibilità di applicare un overclock in base alle nostre esigenze, nonchè al limite permesso dai dissipatori stessi. La questione ora è: quale sarà il limite permesso dai due dissipatori?

PIATTAFORMA - PRESTAZIONI & RUMOROSITA'

Prima di procedere con i grafici e i dati raccolti, eccovi la configurazione utilizzata e, a seguire, le impostazioni delle varie sessioni con relativi parametri per CPU e dissipatori.

Impostazioni di sistema per i test con temperatura ambiente 17 °C:

  • 1) Intel Core i7-12700K - Stock (Power Limit Sbloccato) - Ventole AUTO
  • 2) Intel Core i7-12700K - Stock (Power Limit Sbloccato) - Ventole 100%
  • 3) Intel Core i7-12700K - Overclock 5 GHz (VCORE 1,2750V) - Ventole AUTO
  • 4) Intel Core i7-12700K - Overclock 5 GHz (VCORE 1,2750V) - Ventole 100%
  • 6) Intel Core i7-12700K - Overclock 5,1 GHz (VCORE 1,3350V) - Ventole 100%
  • 7) Intel Core i7-12700K - Overclock 5,3 GHz (VCORE 1,34V) - Ventole 100%

Anche in questo caso abbiamo stabilito un valore di temperatura oltre il quale il test sarà ritenuto fallito (riavvio o crash di sistema a parte), tale limite è fissato a 95 °C, temperatura che riteniamo già critica ma che, visto l'overclock applicato al processore, potrebbe essere facilmente raggiunta.


La prima prova, che vede il processore Core i7-12700K con impostazioni di fabbrica, ci offre subito un assaggio di quello che sarà sostanzialmente l'andamento di tutta la comparativa. In questa circostanza, la CPU Intel si attesta a un massimo di 182 watt sotto Prime95 ed entrambi i dissipatori riescono a tenerla a bada con uno dei più pesanti stress-test CPU che possiamo utilizzare.

La differenza in termini di temperatura su Prime95 è di 8-9 °C in base alle impostazioni delle ventole, ma mentre il Noctua viaggia già verso la soglia degli 80 °C, ROG RYUJIN II 360 non supera i 70° C, anche con regime rotativo gestito dalla scheda madre. Le cose iniziano a farsi ancora più serie quando saliamo con frequenza e VCORE, passando a 5 GHz, 1,275 volt e un picco di 214 watt; in questo contesto, il nostro dissipatore ad aria riesce a tenere banco sul "più leggero" Cinebench R23, mentre inizia a mostare il fianco su Prime95, fallendo il test con ventole gestite in automatico. Anche l'AiO ROG inizia a sentire il colpo ma tutto sommato riesce a contenere il chip Intel entro gli 82 °C (molto buono).


Salendo ulteriormente a 5,1 GHz e 1,335 volt (235 watt), iniziamo a entrare nel terreno di un Core i9, per la precisione 45 watt oltre il Maximum Turbo Power del Core i7-12700K. Proprio per questo motivo, il regime rotativo delle ventole è impostato manualmente al 100%, accorgimento che però non permette in alcun modo al Noctua di superare il malefico Prime95; ROG RYUJIN II 360 inizia ad essere alla corda, ma con 91 gradi dopo 10 minuti di Stress Test conclude comunque il nostro test.



L'ultima prova vede il processore spinto sino a 5,3 GHz con VCore a 1,34 volt; vista la sessione precedente, questa volta abbiamo evitato a priori Prime95, sinceramente per evitare di massacrare la CPU che, senza giri di parole, sarebbe gestibile solo con un impianto custom ad altissime prestazioni. Il test quindi si limita a Cinebench R23 che, con tali impostazioni, contiene il processore ancora a 214 watt, permettendo ai due dissipatori di concludere comunque il benchmark. Il risultato parla da solo: 95 vs 85, 10 °C di differenza a favore dell'AiO, con il comunque notevole Noctua sulla linea di confine.


Il test relativo alla rumorosità vede sostanzialmente Noctua battersi contro se stessa (o quasi), risultando in un caso o nell'altro vincitrice. Battute a parte, iniziamo col notare che l'AiO ROG monta tre ventole che, a pieno regime, si fanno sentire decisamente di più della coppia di NF-A15 PWM dell'NH-D15 chromax.black; c'è da ricordare però che a queste va aggiunta la rumorosità della pompa Asetek e della ventola da 60mm nel blocco waterblock/pompa. I risultati sono ovviamente scontati quando settiamo le ventole al massimo del loro regime, mentre con gestione automatica da BIOS notiamo che il sistema a liquido All-In-One riesce a essere più silenzioso di circa 5 dBA in quanto le temperature più contenute sotto stress portano la scheda madre a impostare un regime di rotazione inferiore ai valori raggiunti sul Noctua (vedi grafico n.1 con processore a default).

CONSIDERAZIONI

Alla fine di questa piccola comparativa che come al solito non ha particolari pretese e sicuramente potrebbe essere ampliata in futuro con ulteriori modelli di dissipatore, possiamo comunque fare delle considerazioni a nostro avviso utili. La prima è legata alla classica e ormai comune domanda che avevamo proposto in apertura: un buon dissipatore ad aria può sostituire un sistema AiO? La risposta è NI, o meglio, dipende come sempre dai prodotti presi in esame, dagli scenari di utilizzo, dalle esigenze dell'utente e, fattore non meno importante (anzi fondamentale) dal processore che vogliamo raffreddare. Ma cerchiamo di approfondire. In questo caso abbiamo visto come un dissipatore ad aria top di gamma come il Noctua NH-D15 chromax.black riesca a gestire bene una CPU come il Core i7-12700K, questo ovviamente non in tutti gli scenari e, soprattutto, con delle evidenti limitazioni quando iniziamo a spingere sul pedale dell'overclock e dell'overvolt. Questo cooler offre comunque ottime prestazioni, superiori a molti sistemi AiO di fascia media (soprattutto da 120/240mm), senza contare l'ottimo livello di rumorosità garantito dalle ventole Noctua.


Andando più nel dettaglio, se prendiamo come riferimento il Core i7-12700K, il Noctua (o un dissipatore di egual portata) potrebbe non essere la scelta migliore se pensiamo all'overclock - quasi inevitabile visto che il processore è completamente sbloccato - e abbiamo come obiettivo ambiti dove il processore potrebbe andare pesantemente sotto stress (magari Blender, o scenari intermedi tra un Cinebench e un Prime95).

Il discorso però si capovolge molto velocemente se il nostro ambito di utilizzo cambia, anche a parità di frequenza e impostazioni/tensioni della CPU. Per fare un esempio, a 5,3 GHz il Noctua NH-D15 chromax.black fallisce il test su Prime95, ma passa 10 minuti di Cinebench R23, un carico di lavoro comunque molto impegnativo che vede la CPU molto più stressata rispetto per esempio a quello che può essere una sessione di gaming. Ne consegue che, se l'utente riesce ad ottenere la stabilità del sistema per un determinato ambito di utilizzo a una certa frequenza di overclock (5,3 GHz nel nostro caso), nessuno gli può impedire di raffreddare con un dissipatore ad aria come il Noctua che, alla fine dei conti, rimane ampiamente al di sotto dei valori massimi consentiti dal processore.

La sfida tra un dissipatore ad aria top di gamma come il Noctua NH-D15 chromax.black e un top di gamma AiO, rappresentato dall'ASUS ROG RYUJIN II 360, viene vinta da quest'ultimo sul versante prestazioni ma, al contrario, mostra uno scenario completamente diverso se guardiamo ai costi, come anticipato più che triplicati rispetto al dissipatore Noctua. Quest'ultimo aspetto conferma, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che tutto sta nei compromessi che siamo disposti a fare in base a quelli che sono il nostro budget e l'ambito di utilizzo; questo discorso ovviamente non tocca minimamente gli utenti "enthusiast" e tutta quella fascia di utenza che mira al top in fatto di prestazioni offerte senza badare ai prezzi.


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Commenti

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Haeretik

Ok non lo metto in dubbio... per me l'aspetto "acustico" ha la prevalenza su qualsiasi altro elemento di valutazione

Che poi, va leggermente meglio sì...ma a che prezzo? Non intendo economico ma di rumore. Nettamente più alto quando fortemente in uso. Folle per me.

Negan Smith

Quella è la Asus Tax. Esiste di meglio in giro, e di gran lunga più economico.

Negan Smith

Deep Cool e Artic.

Negan Smith

Deep Cool a Artic sono economici e molto performanti.

sucaloro

Perché non fare il confronto con artic che si trova a 60/80 euro?

Maximilian

La realtà è che il dissipatore Asus è senza senso, perché se prendi un Arctic Liquid Freezer II 360 va pressoché uguale ma costa solo pochi euro più del Noctua. Allora il confronto avrebbe più senso.

Maximilian

Articolo interessante ma troppo limitato. Gli scenari sono ben scelti, ma usare solo un D15 ed un AIO da 350€ ha poco senso. Inserite ALMENO un noctua U12S, in rappresentanza della fascia media molto diffusa (anche se a dirla tutta diversi assemblatori usano robaccia peggiore), e magari un accessibile AIO 240mm sui 90/100€ (un Corsair o un DeepCool per dirne due molto diffusi in diverse varianti). Così si avrebbe un panorama credibile.

WinniePooh

@redazione credo manchino i valori del noctua nel grafico a 5GHz e anche in quello a 5,1GHz qui solo per Prime95

Baronz

Un dissipatore da 350 euro va leggermente meglio di uno da 89 euro. Che notizia !

Condiloma Peperlizia

Ottime soluzioni per lo scenario delle bollette elettriche da adesso in poi.

siux

Ora però ci vuole un confronto con un AiO a liquido di pari prezzo al Noctua

Recario

E qualora dovesse rompersi la pompa, non si è costretti a buttare via tutto

Walter Antolini

Quasi sempre meglio liquido che aria standard, ma poi dipende molto dal rapporto prezzo / rumore / efficenza e quello che devi fare. Per delle workstation ho usato gli artic liquid f2 280 avendo fatto un overclock a 5.4ghz allcore su Intel i9 e rispetto ai dissipatori ad aria le temperature / rumore erano nettamente inferiori.

IGN_mentale

Un esempio i prodotti Arctic...

IGN_mentale

E' un modo come un altro per fare clickbait...

IGN_mentale

Potevate usare l'Arctic Liquid Freezer II 360, che costa pochi euro più del buon Noctua...

xan

Che poi sul noctua si possono montare altre 2 ventole, una sul case e l'altra sul lato libero.

E poi vediamo

Mastro iTek

Potrebbe dipendere dalla tua moto, magari per questioni di stabilità valuta male il voltaggio necessario per la CPU. Questa generazione Intel guadagna vari gradi se fai undervolting (anche usando Intel Extreme Tuning utility).

Luca

No, non ce l'hanno sempre. Dipende come sempre dai prodotti che valuti.
In questo caso è ovvio che il Noctua abbia un rapporto qualità/prezzo migliore, ma quell'AIO è super sovrapprezzato rispetto a tanti altri AIO che vanno bene uguale, se non meglio, in termini di prestazioni, e si trovano a 160/170 euro.
Ci sono dissipatori ad aria che costano 50 euro che fanno c4gare e sono inutili e AIO che ti danno tanto a un prezzo giusto.

Ngamer

quelli ad aria hanno sempre rapporto prezzo prestazioni migliore . a liquido li userei solo per overclock estremi o solo per un fatto estetico altrimenti per me non hanno senso

Superman

Concordo, ek basic costa 120€ ed è ottimo.. Le ventole sono un po' rumorose ma se le cambi e metti delle noctua risolvi il problema, con i 350€ dell'aio asus ci prendi un kit alphacool per loop custom, se poi ti scegli i pezzi e aumenti il budget di ulteriori 30€ hai un custom loop con radiatore più spesso.

Prof

Arctic liquid freerez 2, mi pare che costi sulle 100€

xpy

Considera che tanto del costo di quel dissipatore a liquido è dovuto a caratteristiche che col raffreddamento non c'entrano nulla, avere led e uno schermo con le informazioni non cambia le prestazioni, dissipatori con prestazioni simili penso si trovino anche a 150/200

BlackLagoon

Assolutamente

Luca

Ci sono AIO che a parità di db superano il Noctua (che comunque è il re dei dissipatori ad aria), ma di certo non gli Asus che sono famosi per il macello che fanno. I Kraken di NZXT, quelli di Arctic, i BeCool di BeQuiet, giusto per fare qualche nome

Luca

Non so se è un commento troll ma in caso non lo sia giusto per chiarire, senza dissipatore il sistema non supera il POST perché prima di arrivare a Windows la CPU ha già superato la temperatura di funzionamento sicuro.

Luca

Ci sono AIO che vanno quanto questo Ryujin che costano la metà o meno (grazie al fatto che ad esempio non hanno il display customizzabile o l'RGB).
Sono d'accordo che un AIO da 350 euro non ha senso ma non è questo il riferimento, neanche per sbaglio.

Luca

Il discorso qualità/prezzo viene un pò fallato dal fatto che quell'Asus costa così tanto per via di feature che esulano dal suo essere un AIO ovvero l'RGB e il display customizzabile. Un AIO con le stesse prestazioni costa pure meno delle metà di quella cifra lì e chiaramente le cose cambiano.

pollopopo

Come ti ho detto, 10/15 grandi in base alla situazione

Zodd

Hai qualcuno da consigliare?

Undertaker
EdEddy

Qualche esempio?

LungaPace& Prosperità

Meglio un acquario di idrogeno liquido

asd555

Bellissimo questo Noctura total black, sexy.

PuckBeastOfTheEnd

Il mio 920 quando frullava con x264 non è molto d'accordo.

PuckBeastOfTheEnd

- mettere dei filtri sulle ventole in ingresso (es io uso quelli per cappe da cucina sopra la griglia), si perde un poco di airlflow ma dopo 2 anni sembra passata una settimana.

Ngamer

direi che vince il noctua , è vero che l asus ha delle prestazioni estreme migliori ma è piu rumoroso e costa 3,8 volte di piu per evere solo poco di piu rispetto al noctua direi che il gioco non vale assolutamente la candela

PuckBeastOfTheEnd

Innanzitutto non è vero che meglio "più che meno", a seconda della pasta il più può essere molto negativo, bisogna vedere anche come la si è messa, imho il metodo migliore è quello del chicco di riso o della linea.
Prova a vedere come sono pilotate le ventola dalla scheda madre, magari le tiene un po' troppo lente.

MinoLLo

Ho notato chele mitiche NF-A12x25 le hanno fatte nere. Era ora.

Scemo 4.0

Sisi, una Noctua NF-A12x25 (chromax) e una Novità NF-A12x15 (anche questa chromax)

MinoLLo

Ventole sostituite?
Quelle a corredo fanno un attimo schifo.
Spero delle Noctua serie!

Lasty

Migliori di quanto?

Scemo 4.0

Uno dei pochi compatibili col mio case, nulla di speciale anzi...EK 240mm

Mind_the_gap

La pasta termica DEVE essere pochissima!

pollopopo

Il meglio più che meno ni... un chicco di riso e bon... fra messa troppa (poco più di un chicco stendendola) e il giusto (il chicco) ci ho preso 10/15 gradi su un thermalright 120 vecchia scuola....

La stesura fatta male della pasta la vedi non al minimo o su carichi normalizzati 'bassi' ma quando il carico aumenta tanto o repentinamente, lo scambio termico è insufficientee e le temp aumentano significativamente...

Col nh15 dovresti aver temp migliori a stock.

Mind_the_gap

che bello qualche decennio orsono che avevo a casa un dissipatore a liquido in rame fatte artigianalmente e una tanica da 20 litri come polmone :-)

comatrix

Se devo farmi un raffreddamento a liquido vado di custom, altrimenti rimango con un bel dissipatore ad aria (e le motivazioni valide ci son eccome, dalla manutenzione al fattore usura, dalla possibilità di fuoriuscita di liquidi che potrebbe rovinare l'intero hardware alla rumorosità sino ad arrivare ala longevità e via dicendo)

MinoLLo

Che AIO sarebbe? ( Grazie )

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