Qualcomm e GlobalFoundries per la produzione USA di chip: affare miliardario

09 Agosto 2022 11

Forte di ricavi per 11 miliardi di dollari e di un terzo trimestre da record, Qualcomm ha annunciato il rafforzamento della partnership con il produttore di semiconduttori GlobalFoundries "più che raddoppiando il loro accordo esistente strategico globale di lungo termine per la produzione di semiconduttori". Come spiega la società di San Diego,

l'annuncio di oggi assicura la fornitura di wafer e l'impegno a supportare la produzione con sede negli USA tramite l'espansione della capacità presso lo stabilimento di produzione di semiconduttori più avanzato di GlobalFoundries a Malta, New York.

PRODUZIONE AMERICANA

L'accordo intende promuovere la produzione americana a garanzia della "sicurezza nazionale ed economica" - così come previsto dal CHIPS & Science Act da poco approvato dal Congresso - ed è stato stipulato a Washington in presenza dei principali rappresentanti della filiera, da monte (produttori di wafer) a valle (utenti finali). La rinforzata collaborazione porterà all'impiego sempre più massiccio dello stabilimento dello Stato di New York, uno dei più avanzati dell'azienda:

Questa estensione dell'accordo a lungo termine fornisce a Qualcomm Technologies un'ulteriore produzione con sede negli Stati Uniti per una catena di approvvigionamento più resiliente,

ha spiegato Thomas Caulfield, Presidente e CEO di GlobalFoundries. Con la nuova tornata di investimenti, Qualcomm si impegna ad acquistare chip per un valore complessivo di 7,4 miliardi di dollari: ai 3,2 miliardi precedenti si aggiungono infatti i 4,2 miliardi dell'accordo appena stipulato. La partnership con GlobalFoundries verrà estesa in ambito FinFET per 5G, WiFi, automotive e IoT.

L'impianto di GlobalFoundries a Malta, NY

Il rapporto tra Qualcomm e GlobalFoundries è stato prorogato fino al 2028:

Questa è una notizia formidabile per GlobalFoundries, Qualcomm Technologies e lo Stato di New York - spiega Chuck Schumer del Senato degli Stati Uniti. "Pochi giorni dopo aver approvato il mio storico progetto di legge bipartisan CHIPS & Science, possiamo già vedere l'industria dei semiconduttori reinvestire negli Stati Uniti.


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Commenti

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Chuck

Quasi tutti.

Alexv

Per loro sì. Per noi si caxxi

Aniene

Dubito seriamente che nella produzione di semiconduttori ci siano così ampi margini di risparmio. Immagino che gli strumenti utilizzati oggi siano già ad un punto alto della parabola dell'abbattimento dei costi dei processi produttivi, si potrà sicuramente limare qualcosa ma non ci sarà il balzo degli ultimi 20 anni: d'altronde è già tutto automatizzato.
Per quanto mi riguarda quella degli americani è una baggianata per giustificare i miliardi delle manovre che stanno mettendo in campo per continuare a fornire armi all'ucraina, abbattere il costo di alcuni prodotti essenziali nell'economia interna e stop. Le aziende americane stanno cercando di prendere il know-how di TSMC e portarlo in India già da un anno buono ma con scarsi risultati, ovviamente per avere un nuovo mondo da sfruttare per qualche decennio. D'altronde gli sono rimasti solo i paesi del sud-est asiatico e l'africa su cui puntare, non hanno altri posti dove trovare persone da sfruttare.

xan

la differenza di costo ce la mette lo stato americano, poi quando finiscono i fondi si torna a taiwan/cina

Francesco Renato

Verissimo, ma attento, i robot non comprano auto e telefonini come i cinesi!

ice.man

esattamente come sta avvenendo nel settore automotice, le nuove linee di produzione, non dovendo far riferimento a paradigmi consoliati, ma essendo totalmente nuove ...saranno molto piu automatizzate con notevole aumento della prdouttivita' (= meno persone per avere lo stesso volume di prodotto finito))

ice.man

la geopolitica mondiale e' cambiata
Il chip shortage post pandemia era un assaggio di cosa poteva significare delocalizzare/esternalizzare all'atremo le produzioni
Ora si sono aggiunte le tensioni di carattere polico (guerra in Ucraina e tensioni China-Taiwan)

non si puo piu acquistare dove costa meno in giro per il mondo....guarda cosa sta succedendo col Gas Russo .
Se la China dovesse dar seguito alle sue minacce contro Taiwan.....la produzione industriale si fermerebbe per carenza di chip in TUTTI i settori

Francesco Renato

La prima parte del tuo ragionamento è errata perché i prezzi dipendono dalla domanda e non dai costi, la conclusione del tuo ragionamento è comunque corretta perché diminuendo la competitività delle aziende americane il primato passerà ai cinesi e non solo nell'informatica.

Aniene
Peter Morris

Questi non hanno ancora capito che i soldi sono finiti.
Per tutti (o quasi).

Il corpo di Cristo in CH2O

la scelta di GF di concentrarsi sui processi per applicazioni a basso consumo sta evidentemente ripagando.

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