Intel, fatturato record nel 2021, ma la crisi e la concorrenza frenano la crescita

27 Gennaio 2022 16

"Best Year Ever": è il titolo della slide con cui Intel annuncia i risultati finanziari dell'ultimo trimestre e, appunto, dell'intero anno. La società americana non ha mai fatturato tanto come nel 2021, spinta da un mercato PC più in forma che mai grazie anche alla pandemia. I margini di crescita sono tuttavia piuttosto risicati: +2% se si guarda l'intero anno (74,7 miliardi di dollari) e +4% considerando il solo trimestre (19,5 miliardi di dollari). E gli utili netti sono in leggero calo: -21% per il trimestre e -5% per tutto l'anno (in totale 4,6 e 19,9 miliardi rispettivamente).

Come anticipato dallo stesso amministratore delegato Pat Gelsinger lo scorso trimestre, Intel ha dovuto fare i conti con la crisi dei chip. La sezione Client Computing Group, che tratta prevalentemente i chip per laptop, è in flessione del 7% su base annua perché la società non riesce a produrre tutti quelli che vorrebbe. Tuttavia, la divisione dedicata ai chip desktop è in crescita, così come tutte le altre (in particolare quella dedicata ai data center è salita addirittura del 20%). Da notare gli ottimi risultati anche di iniziative più piccole come la divisione dedicata all'IoT e quella per la guida autonoma Mobileye, che sono cresciute rispettivamente del 33 e del 43% su base annua.


Parlando della crisi dei chip (che in realtà riguarda non solo i chip in sé, ma anche le materie prime, i substrati su cui appoggiano i circuiti integrati e altri componenti), Gelsinger ribadisce di prevedere che continuerà almeno fino ai primi mesi dell'anno venturo, anche se andrà via via migliorando. Entrando più nel dettaglio, il CEO ha osservato che per i produttori di laptop i componenti più difficili da trovare sono stati i controller per l'alimentazione e quelli per il coperchio del display.

Ma la crisi dei chip non è l'unica ragione delle (relative, beninteso) difficoltà di Intel. La concorrenza, soprattutto in ambito laptop, si è fatta estremamente agguerrita, con ottime alternative da AMD e l'avvento dei SoC proprietari Apple Silicon M1, M1 Pro e M1 Max. Come sappiamo Intel sta intraprendendo un percorso di rinascita che punta a restituirle la supremazia nel settore dei microprocessori, investendo cifre ingenti per l'apertura di nuove fonderie, e sta anche per entrare nel settore delle schede video discrete, storicamente dominato dalle NVIDIA GeForce e le AMD Radeon, con il brand Arc (foto in apertura).


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Commenti

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Marco Resti

Che ne sai di cosa posseggo / ho?

gianluca campostini

Tanto non ti comprerai ne M1 max ne i9, non possiamo semplicemente essere contenti di avere un 4/8 con un ipc pazzesco a 120€ e un 6/12 a 180€

gianluca campostini

Pensa quanto andrebbe alder lake con "un po' di cache3d"

piervittorio

Il fatturato stellare di suo è irrilevante.
Lo stato di salute di un'azienda che fa innovazione lo vedi dalla capacità di investimento (spesa in R&D), marginalità operativa lorda e liquidità (ovvero capacità di acquistare eventuali competitor che avessero in pancia tecnologie ove Intel fosse in ritardo).
Questi sono i parametri che dimostrano che Intel non solo non ha alcun problema tecnologico, ma è praticamente irraggiungibile, sul breve.
Fermo restando che la rinascita di AMD, il fallimento dell'OPA di Nvidia su ARM, i nuovi SoC Apple, la nascita dell'ISA RISC-V, le pulsioni autarchiche cinesi nella progettazione e produzione di semiconduttori, comportano scenari altamente competitivi e molto fluidi che non potranno che fare bene al mercato, obbligando la stessa Intel a correre come non ha mai fatto prima d'ora.
Ma da lì a dire che sia in difficoltà...

HanselTTP

ma il 2021 è stato un anno record per tutti? Samsung, LG, Tesla ora anche Intel.... con una bella pandemia ogni 10 anni avremmo multinazionali floridissime.....

faber80

quale parte di "a parte fatturati stellari" non ti era chiara ?
non si parlava di economia, ma di tecnologia.

puoi tornare a fare la curva sud.

Emiliano Frangella

alla massipa potenza consuma di piu.
un i5 serie 12 non cosuma di piu di un amd mediamente

opt3ron

Questi 10nm sono il fondo del barile , grazie ad IBM potranno andare oltre e seguire una roadmap, alla fine Intel è entrata in crisi per colpa del processo produttivo , il sistema big Little è stato introdotto per tirare avanti con quello che avevano , la possibilità di miniaturizzazione che ora hanno gli permetterà di rivedere l'architettura andando a superare quella attuale.

AcommonAlien

Però è fatto con un processo produttivo ancora molto vecchio, quindi stanno sulla buona strada, anzi, eccellente se sono riusciti anche a superarla di un 4%

piervittorio

Stanno per debuttare con le GPU, stanno inaugurando nuove linee produttive e pianificando nuovi stabilimenti, hanno rivoluzionato l'architettura e il processo produttivo dei loro x86 passando a big LITTLE e passando al nodo 10nm, e nonostante l'impatto di tutti questi investimenti (i cui risultati impatteranno positivamente sui prossimi bilanci), già il bilancio 2021 è stato il migliore della loro storia.
Vorrei vivere io i "tempi duri" di Intel: non è mai stata forte come oggi.

faber80

sono accordi che frutteranno tra anni, non ora, e nel frattempo tsmc crescerà a sua volta, quindi i risultati imho non cambieranno granchè.
ai posteri l'ardua sentenza ma lato architettura intel sta grattando il fondo, non basta overcloccare a morte un'architettura che per ora ripiega sui nanocore senza staccare granchè le concorrenze. Un'architettura inefficiente non si risolve a lungo termine con i nm.
Ben vengano cmq tutte le parti possibili, l'ambiente x86 pre-ryzen era praticamente un cimitero. Personalmente guardo con molto interesse le prossime apu 6-7xxx per risolvere anche con le gpu e attendere per altri 4-5 anni.

opt3ron

Ma intel ed amd sono S.P.A. non hanno interesse a distruggere l'avversario perchè poi ci guadagna l'utente e loro perdono soldi, alla fine fanno quel poco per farsi preferire rispetto alla concorrenza , il 10-15% è il loro obbiettivo, quanto ai tempi duri credo che intel se li sia messi alle spalle con l'accordo con ibm per lo sviluppo dei nodi produttivi come ha già fatto samsung che dall'oggi al domani si è trasformata nel concorrente n1 di tsmc.

faber80

persino il ryzen 5800 con un pò di cache3d ha pareggiato quel poco di vantaggi di alderlake (consumando sempre la metà di intel, ma è un altro dettaglio).
e neanche c'è stato bisogno di scomodare i prossimi step Amd.
fatturati stellari a parte, son tempi duri per Intel, non basta tirare il collo alle cpu.

Goose

Beh se confronti qualsiasi chip mobile x86 a parità di prestazioni con M1, M1 Pro e Max consumano tanto di più. Non per difendere in modo particolare Alder Lake, ma le CPU ARM sono di natura più efficienti e permettono di raggiungere prestazioni alte consumando poco, aggiungiamo pure i 5nm di TSMC ed hai qualcosa di straordinario. Lato x86 il compromesso è sempre stato questo, scalano bene lato prestazioni ma i consumi sono quel che sono.

admersc

Si, diciamo che per il mondo intel, il chip Alder Lake è impressionante, ma se lo confrontiamo con le nuove architetture di tipo SoC come M1 Max, si ridimensiona notevolmente. Siamo sui 100watt stabili con picchi di 140watt rispetto al consumo massimo di 39.7watt rilevati da anandtech, per M1 Max al fronte. Quindi Performance per Watt è ancora valido quanto detto da Apple, ovvero un vantaggio di 2.5x. Ma la sfida del futura si sposta inoltre anche sugli acceleratori custom integrati, specifici per alcuni tipi di flussi di lavoro, come gli hw decoder per flussi prores che prima necessitavano di costose schede esterne (Afterburner). Quello che sarà molto complicato per Intel è l'imporre all'industria il concetto di ram integrata e unified memory, nel mondo PC. In determinati flussi di lavoro, avere memoria unificata accessibile senza penalità da NPU, CPU e GPU da un boost enorme.

Marco Resti

Intanto il loro fantomatico top di gamma che doveva distruggere M1 Max va il 4% in più consumando il triplo di W. https://uploads.disquscdn.c...

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