Intel, le due facce della pandemia: spinge il Q1 ma rende imprevedibile il futuro

24 Aprile 2020 9

Mai come in questo periodo risulta difficile interpretare i risultati fiscali delle aziende. Gli effetti della pandemia si iniziano a vedere anche nei freddi numeri dei libri contabili, e i dati previsionali risultano pressoché impossibili da stilare. E' questo anche il caso di Intel, che approfitta della pubblicazione dei risultati relativi al primo trimestre 2020 per cercare di fare il quadro su ciò che avverrà nel corso dell'anno.

Q1 2020 IN BREVE
  • entrate: 19,8 miliardi di dollari, +23% su base annua
    • PC: +14%
      • incremento dovuto alla maggior richiesta di PC per lavorare e studiare a casa
    • +53% per il cloud
    • +46% per le memorie
  • utili per azione: 1,31 dollari, +51%
  • mantenimento di gran parte delle attività durante la pandemia
  • creazione della Intel Pandemic Response Technology Initiative per sviluppare soluzioni tecnologiche per combattere il virus

COSA ASPETTARSI PER IL FUTURO

In sostanza, Intel ammette di non poter fare previsioni per il futuro: lo stravolgimento causato dal lockdown e dall'interruzione delle attività produttive non ha precedenti, e ciò sicuramente inciderà sulle "condizioni finanziarie e sui risultati delle operazioni" di Intel. Quanto, non si può sapere. Le difficoltà nascono dal fatto che ovviamente non è solo Intel ad essere stata colpita: i risultati futuri dipenderanno dall'intera filiera, dai fornitori sino al cliente finale. Senza dimenticare il mercato finanziario: le incertezze influiranno sulle risorse e sui capitali a disposizione dell'azienda.

Intel non esclude si possa entrare in una recessione globale, spinta dall'aleatorietà che la pandemia sta generando nell'economia e nella società intera. "E' difficile prevedere la natura e l'entità degli impatti sulla domanda dei nostri prodotti", si spiega in una nota, che prosegue: "Le nostre aspettative sono soggette a modifiche senza preavviso, e gli investitori sono invitati a non fare eccessivo affidamento sul nostro Business Outlook".

Dunque una situazione a due facce, entrambe condizionate dal coronavirus: da una parte c'è il primo trimestre, in cui la pandemia ha portato ad un incremento della domanda di alcuni prodotti e servizi (PC, chip, cloud), dall'altra c'è l'immediato futuro, in cui la stessa pandemia rischia di portare ad una situazione economico-finanziaria insostenibile.

Ad oggi Intel vive di continue interruzioni nei processi produttivi - semiconduttori su tutti - e, stando alle parole del CEO Bob Swan, sono stati messi in pausa importanti progetti. E non ci sono nemmeno più certezze sull'eventuale recupero degli investimenti in atto per la realizzazione dei processori Intel Tiger Lake con architettura Core Sunny Cove (in attesa del passaggio ai 7nm, viste le difficoltà incontrate con il nodo produttivo a 10nm): l'azienda aveva previsto in precedenza un Q2 "in sofferenza" proprio per gli sforzi finanziari ad esso correlati (leggasi: contabilizzazione dei costi per la produzione dei processori), ma aveva anche ipotizzato un importante ritorno già a partire dal terzo trimestre.

Ora questa certezza viene meno, mettendo a rischio l'investimento stesso: tutto dipenderà dalla capacità di riuscire a vendere i processori nel Q3 che, secondo quanto riferisce il management aziendale, dovrebbero essere integrati in una cinquantina di laptop pronti per essere venduti sul mercato durante le feste natalizie.


9

Commenti

Regolamento Commentando dichiaro di aver letto il regolamento e di essere a conoscenza delle informazioni e norme che regolano le discussioni sul sito. Clicca per info.
Caricamento in corso. Per commentare attendere...
mig86

Hanno perso un sacco di tempo cercando di sistemare i 10nm.

Sono in forte(issimo) ritardo.

mig86

Più che altro Intel permettendo. Ormai le loro tabelle di marcia sono da prendere con le pinze...e con il naso turato.

Fr4nk

La "slide infografica" riepilogativa dei principali risultati finanziari dove è stata presa? E' interessante, sul sito nasdaq non l'ho trovata.. Grazie

Francesco Renato

Forse, covid permettendo.

mig86

Fine 2021 per gpu datacenter, 2022 per cpu.

ice.man

i risultati sono in linea con quanto sostenevo io
Quindi vorrei un bel mea culpa da parte degli analisti incompateneti che prevedvano una crisi del mercato pc nel 2020
è prevedibile infatti che al netto degli effetti della crisi economica, le aziende spingeranno lo smartworking e sicuraemtne aumenteranno gli investiemnti per infrastrutture cloud ovunque possibile

Sistox v2

Quanto ha inciso la vendita del settore modem ad Apple?

La (mia) postazione da Rog Fan: dallo Smartphone al PC fino allo Zaino | Video

Recensione Apple MacBook Air 2020: basta finte ventole, scalda troppo!

Recensione Huawei MateBook X PRO 2020, sempre bellissimo e ora con Intel 10th Gen

Recensione Google Nest Wi-Fi: bello e smart ma non perfetto | Video