Google per i disabili: le funzioni che rendono lo smartphone più inclusivo

07 Novembre 2019 5

Prendete il vostro smartphone, sbloccatelo, aprite Google Maps, cliccate sulla barra di ricerca, inserite l'indirizzo di casa del vostro migliore amico e avviate la navigazione. Semplice no? Ok, ora provate a rifare tutto questo ad occhi chiusi e ditemi fin dove siete arrivati; io non sono riuscito nemmeno ad inserire il PIN per lo sblocco. Ora riaprite gli occhi, lanciate l'app di YouTube e prendete la nostra ultima recensione, a questo punto tappatevi le orecchie e provate a capire cosa stiamo dicendo. Anche voi non vi eravate mai resi realmente conto di quanto possa essere difficile leggere il labiale?

No, non sono impazzito e non voglio fare la morale a nessuno ma partecipare ad un evento Google centrato sull'accessibilità mi ha fatto riflettere su un aspetto della disabilità che non avevo mai esplorato. Parlo del fatto di dare per scontato che tutti possano accedere a servizi e compiere azioni che sono recentemente diventate di uso comune e che effettivamente ci semplificano la vita, come ad esempio usare il nostro smartphone. Ci si trova infatti spesso a notare problemi come la mancanza di una rampa per disabili o il fatto che una porta sia troppo stretta per poterci passare con la carrozzina, ma quasi mai pensiamo alle difficoltà che può incontrare una persona con disabilità quando si trova davanti ad uno smartphone o a un oggetto che solo di recente è entrato nelle nostre routine. Viene quasi automatico pensare che semplicemente non siano strumenti adatti a loro e che la soluzione è non acquistarli proprio.

Per fortuna non è così, e chi sviluppa il software a bordo dei nostri smartphone, Google ma non solo, lavora in continuazione anche per rendere più accessibili queste nuove tecnologie a chi, purtroppo, non può utilizzarle con la stessa naturalezza con cui lo facciamo noi. A Mountain View e nelle diversi sedi dell'azienda in giro per il mondo ci sono team specializzati che studiano nuove soluzioni per rendere la tecnologia sempre più inclusiva e i risultati, permettetemi di dirlo, si vedono. C'è ancora indubbiamente tanto lavoro da fare ma, grazie a questi ingegneri del software, a ogni aggiornamento sempre più persone possono avere accesso alla maggior parte delle funzioni dello smartphone.

Nel mondo sono oltre 466.000.000 gli individui con difficoltà uditive. Pensate quindi quante persone possono trarre vantaggio da soluzioni come Trascrizione Istantanea e Amplificatore, realizzate rispettivamente per trascrivere istantaneamente le parole di una conversazione e per rendere più chiari e nitidi i suoni dell'ambiente che ci circonda attraverso le cuffie collegate allo smartphone. Oppure ancora dalla recentissima Live Caption (annunciata durante l'ultimo Google I/O), al momento disponibile solo in Inglese sui nuovi Pixel 4 (che abbiamo di recente provato), che sottotitola in tempo reale i contenuti con audio come film, musica ma anche le video-chiamate. Uno strumento utile a chi soffre di queste disabilità ma che può essere d'aiuto a chiunque, anche solo per guardare un film in un luogo affollato.

E non finisce qui, perché in realtà il numero delle persone diversamente abili nel mondo è ben più alto; siamo a oltre un miliardo con disabilità che spaziano dai disturbi motori a quelli visivi o legati all'uso della parola. A loro si rivolgono anche altri strumenti come TalkBack, lo screen reader integrato in Android, grazie al quale chi non vede può utilizzare lo smartphone seguendo le indicazioni della voce guida, oppure Accesso Vocale, con cui chi ha difficoltà di movimento, anche temporanee, può controllare lo smartphone con i soli comandi vocali. Ma anche Switch Access, che permette di collegare allo smartphone un accessorio esterno come un joystick per muoversi nell'interfaccia e selezionare gli elementi.

Tutti questi strumenti sono ovviamente connessi da due elementi assolutamente fondamentali per il loro sviluppo: l'intelligenza artificiale e il machine learning. Grazie a queste tecnologie, al cui sviluppo Google lavora da anni, è possibile trasformare la voce in un testo scritto, riconoscere le immagini e associare differenti comandi a determinati gesti. Per rendervi conto di quanto sia semplice oggi istruire un computer attraverso il machine learning potete dilettarvi con la demo di Teachable Machine.

Tirando le somme possiamo quindi dire che l'impegno comune deve essere quello di lavorare fin dalle fasi iniziali dello sviluppo di un prodotto tecnologico per fare in modo che sia adatto alle esigenze di ogni persona e non aspettarsi sempre che sia l'utente a doversi adattare alla tecnologia, anche rinunciando ad un oggetto che gli semplificherebbe la vita per colpa di questi "ostacoli".

Google Pixel 4 è disponibile su a 828 euro.
(aggiornamento del 19 novembre 2019, ore 23:46)

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Commenti

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John23

sensibilità..... e solidarietà!! Oramai valori rari!! Bell'articolo.. bravi e complimenti.

JUDVS

Volevo fare la stessa battuta ma con altri soggetti lol

Crazy999

gli smartphone devono essere esclusivi non inclusivi

Stefano

Ragazzi, bellissimo editoriale, è davvero un tema di cui si parla pochissimo

asd555

Brava Google! Pensi anche a Callea!

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