Big tech pigliatutto sul mercato tra boom dei ricavi e tasse non pagate

01 Dicembre 2022 7

Le grandi aziende che operano nel settore software e web sono in crescita, ma sul mercato si iniziano a vedere segni di cedimento che potrebbero aprire nuovi scenari in futuro. É questo, in estrema sintesi, il quadro dipinto da Area Studi Mediobanca nel suo ultimo WebSoft Report 2022 in cui vengono analizzati i dati dei primi nove mesi del 2022 e del triennio 2019-2021 delle 25 maggiori aziende del settore con ricavi che superano 12 miliardi di euro ciascuna.

Dallo studio è possibile estrapolare dati estremamente interessanti che ci consentono di avere una visione piuttosto precisa delle condizioni del mercato e dei principali attori del websoft (così viene anche definito il settore software e web). A partire dalla distribuzione geografica dei big 25:

  • 11 USA
  • 9 Cina
  • 2 Germania
  • 2 Giappone
  • 1 Corea del Sud

UNA CRESCITA A METÀ

Prendendo in considerazione i primi 9 mesi del 2022, si nota come i big 25 siano cresciuti da una parte e calati dall'altra:

SU

Il fatturato è cresciuto in media del 9,5% su base annua, con il Sud America che ha registrato un'impennata ma che ai fini del computo complessivo ha ancora un peso piuttosto ridotto valendo solo l'1,5% del fatturato. L'Europa è cresciuta meno del Nord America:

  • Nord America: +13,7%
  • Europa: +8,2% *
  • Asia: +6,6%
  • Sud America: +24,9%

* Italia: fatturato 8,3 miliardi di euro nel 2021 con 23.000 lavoratori, 4.000 in più rispetto all'anno precedente. La maggior parte di questi è in Amazon (11.911 nel 2021).

Come tutti noi ci auguriamo, la fase più critica della pandemia dovrebbe essere ormai alle spalle, e ciò lo si osserva anche analizzando i dati economici riportati dallo studio:

  • i ricavi dei settori sharing mobility e vendite online di viaggi (tra i più colpiti in questi ultimi anni) sono cresciuti rispettivmente del 111,6% e del 55,5%
  • i ricavi dei settori che hanno vissuto un momento d'oro durante la pandemia sono, sì, cresciuti, ma in modo più contenuto:
    • food delivery: +27%
    • cloud: +21,3%
    • e-commerce: +3,8% - nonostante la crescita limitata, il dato è importante perché questo settore rappresenta il 37% del fatturato totale del websoft

GIÚ

  • redditività operativa -5,5%
  • utili netti: -42%
  • liquidità: -11,9%

UBER ALLES

Concentriamoci ora sui ricavi e sulla redditività delle singole aziende: nel primo caso è Uber a farla da padrona, Activision Blizzard invece è in calo (in attesa di capire quale sarà il suo destino, viste le indagini in corso). Alcuni esempi:

  • Uber: +99,3%
  • Booking: +63,5%
  • Expedia: +43,2%
  • Activision Blizzard: -21,8%

Per la redditività, le aziende websoft sono terze alle spalle delle industrie farmaceutiche e delle telco (ma se si esclude l'e-commerce balzano al primo posto). Le prime 4 del settore tra gennaio e settembre 2022:

  1. Microsoft
  2. Adobe
  3. Oracle
  4. Nintendo

LA SITUAZIONE

É dunque un mercato a due facce quello che ci ritroviamo davanti: difficile inquadrarlo in modo univoco, poiché voci come ricavi e redditività riportano spesso valori dai segni opposti all'interno dello stesso settore, in alcuni casi persino dentro la stessa azienda. I numeri sin qui riportati mostrano tuttavia una ripresa dei business che maggiormente hanno subìto le conseguenze degli inevitabili lockdown, all'opposto invece si intravedono segni di sofferenza - o perlomeno di stanchezza - per coloro che durante la pandemia hanno riportato una crescita a due - se non tre - cifre.

Confrontando il settore websoft con quello manifatturiero ci si rende conto tuttavia di quanto il divario tra i due si stia ampliando a dismisura: tra il 2019 e il 2021, le aziende tech sono cresciute in termini di ricavi del 50%, quelle del manifatturiero "appena" del 7,6%. Il giro d'affari delle top 25 è di 1.584 miliardi di euro - giusto per farci un'idea, è il 90% del PIL dell'Italia - con

  • USA: 67% fatturato
  • Cina: 28%
  • altri Paesi: 5%,

con Amazon, Alphabet e Microsoft che da sole generano la metà dei ricavi complessivi.

TASSE

Le tasse risparmiate grazie alle agevolazioni fiscali dei Paesi in cui hanno stabilito la sede non pagate dalle big 25 ammontano tra il 2019 e il 2021 a 36,3 miliardi di euro, 12,5 miliardi solo nel 2021. Microsoft ha risparmiato 6,9 miliardi di euro, Alphabet 5,2 miliardi euro. Si pensi che l'aliquota teorica, calcolata come media ponderata di quella in vigore in USA, Cina, Germania e Giappone, è pari al 21,9%. Quella effettivamente applicata è del 15,4%.

QUALCOSA STA CAMBIANDO

Lo si è detto: qualcosa sta cambiando, e il 2021 potrebbe essere stato l'ultimo anno d'oro per il mercato.

  • dicembre 2021:
    • 8.628 miliardi di euro di capitalizzazione per le big 25
    • equivalente all'8,3% del valore totale delle borse mondiali
  • novembre 2022: -29,2%
    • 6,6% del valore totale delle borse mondiali
    • Microsoft: 1.735 miliardi di euro
    • Alphabet: 1.219 miliardi di euro

Credits immagini: Pixabay


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Commenti

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T. P.

notizia di oggi, amazon licenzia 18.000 persone

Aster

ottimo.

Francesco Renato

Infatti la capitalizzazione è diminuita del 29,2% nell'ultimo anno e gli utili netti sono diminuiti del 42%, ti pare poco? Sono sull'orlo del precipizio!

Aster

Ma non erano in crisi e la bolla stava scoppiando?

PyEr

Hdrage dunque?

Il corpo di Cristo in CH2O

magari si aspettavano che qualcuno intervenisse prima?

Giorgio

Certo che quando non ci sono referral o collaborazioni allora il tono e gli argomenti cambiano è :D

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