Spotify prima a portare il suo sistema di pagamento su Play Store, anche in Italia

11 Novembre 2022 27

Si concretizza l'accordo stipulato a marzo tra Google e Spotify per gli acquisti in-app sul Play Store: secondo quanto previsto dallo User Choice Billing (UCB)*, gli utenti della piattaforma di musica in streaming avranno ora la libertà di scegliere la modalità di pagamento preferita, se il Play Billing di Google o quella diretta di Spotify.

* "programma pilota che consente agli sviluppatori partecipanti di provare l'offerta di un'opzione di fatturazione alternativa oltre al sistema di fatturazione di Google Play ed è stato pensato per aiutarci ad esaminare l'offerta di questa scelta agli utenti".

L'azienda svedese è la prima ad aver aderito al progetto pilota, il cui obiettivo consiste nel valutare il funzionamento del doppio sistema di fatturazione. Come spiega Google,

la nostra intenzione è capire le complessità legate al supporto della UCB per sviluppatori e utenti in Paesi di tutto il mondo, mantenendo al contempo un'esperienza utente sicura e positiva.

Per il momento sono coinvolti gli utenti di Australia, India, Indonesia, Giappone Spazio Economico Europeo (dunque anche l'Italia) cui si aggiungono ora Stati Uniti, Brasile e Sud Africa. Nel corso delle prossime settimane il test sarà esteso anche in altri mercati.

Siamo entusiasti di essere i primi a provare UCB con Google e siamo orgogliosi in modo particolare che la nostra collaborazione apra nuove opportunità anche ad altri sviluppatori.

Spotify è dunque il primo partner, presto partiranno sperimentazioni con altri sviluppatori per estendere via via l'UCB ad altre applicazioni disponibili sul Play Store. Tra questi ci sarà l'app di dating Bumble: chat, amici, incontri che ha già stipulato una partnership con Google per dare il via alla fase di test.

Ricordiamo che per il momento il programma è destinato solamente a sviluppatori con attività registrata e ad app mobile per smartphone o tablet non di gioco.


27

Commenti

Regolamento Commentando dichiaro di aver letto il regolamento e di essere a conoscenza delle informazioni e norme che regolano le discussioni sul sito. Clicca per info.
Caricamento in corso. Per commentare attendere...
Roberto85

Non penso ci siano molte differenze, Google saprebbe comunque cosa compri, dato che la transazione le viene comunque notificata per via di come funziona il sistema di raccordo con lo sviluppatore. L'unica differenza è proprio la diffusione dei dati della carta. Poi se mi parli di altri tipi di servizi, come mail, chat, social, sono d'accordo, ma in questo caso non ha senso.

Marco

Più che giusto. Io ho l'abbonamento premium, che pago da quando Spotify è approdato in Italia e mi ci trovo benissimo. Anche io come i musicisti e i cantanti lavoro nel campo artistico perciò conosco il lavoro che c'è dietro. Sono favorevolissimo a pagare un servizio per supportare gli artisti.
Se non si vuole pagare lo Spotify Premium c'è sempre il piano free.

Luca

Però se un servizio è buono e merita,che sia musicale una vpn o un applicativo, perché non pagarlo?
Anche la logica del tutto sempre gratis non è corretta, perché qualcuno del lavoro lo fa sempre.

PyEr

Che usi di alternativo?

Portobello

che dirti, allora son bravo io a trovare un'alternativa free per i servizi che in genere molti pagano?

PyEr

Sei rimasto un po' sul generico così...

Edoardo Nevicato

Quelli li uso per le schedine e i cani virtuali

T. P.

ahhahah

berserksgangr

Non ti basta il reddito di cittadinanza?

Hockey

Qualcuno sa se si può usare il credito di Google play?

Edoardo Nevicato
ermo87

A parte la battutaccia io davvero sono passato a yt music, ora voglio un pagamento esterno anche per lui xD

T. P.

spotify? in effetti, anche io lo devo ancora provare! :)

Darkat

Insomma, in realtà non è cosi logico voler dare tutti i dati ad una solo società che può costruire un profilo molto dettagliato su di te, sarebbe meglio disperdere i dati il più possibile e rendersi meno schedati da una singola società

Harakiri

posto che pochi lavorano gratis, tra il non vedersi pagati e il non portare avanti un progetto: meglio lasciarlo morire e fare altro nella vita (e prendere lo stipendio...)

Mefistofele

Certo, i punti sul play store diventano come i contanti

Roberto85

Se si paga uguale chi me lo fa fare di dare i dati all'ennesima società? Niente per niente, almeno risparmio tempo e riduco statisticamente i rischi di leak...
Meglio stare su un server solo che su due.

Portobello

tutti vogliono soldi da tutti, basta! ma sono l'unico che riesce ad usufruire di più o meno tutti i servizi ricorrendo a software free o similari?

Tiwi

ok e per gli utenti il vatanggio quale sarebbe?
a parità di prezzo con il pagamento tramite google, alla fine ci guadagna solo spotify

ermo87

Non vedo l'ora di non usarlo

Giangiacomo

Si invece del 30% si passa al 26% o qualcosa del genere. Non grandi cambiamenti. Speriamo col tempo si abbassino sempre più

Darkat

Finalmente qualcosa si muove, è un inizio ma la strada è inevitabile, ed Apple ormai è rimasta da sola a difendere il loro comportamento anticoncorrenziale.
Certo che sto parto verso i sistemi liberi sta diventando più tortuoso delle unioni civili, annamo su

Ansem The Seeker Of Lossless

Finalmente è un inizio. Da quanto ho letto spotify riceve uno "sconto" del 4% nel caso in cui uno paghi tramite la modalità loro, quindi niente di abbastanza importante da fare sconti agli utenti.

Ansem The Seeker Of Lossless

Gli stessi vantaggi che hai quando decidi di pagare con visa o mastercard. Poco o nulla.

momentarybliss

A Tim Cook non piace questo elemento

Albe95

Ok che il creator del servizio ci guadagna di più...ma gli utenti finali hanno vantaggi a pagare con l'altro metodo?

dicolamiasisi

si può usare anche il credito reward?

Riprova Vivo X80 Pro con Android 13: una Vivo sempre più intrigante | Video

Confrontone tra i quasi top 2022, 9 smartphone uno contro l'altro | Video

Rog vs Rog vs Batman: Mediatek 9000 o Snapdragon 8+ gen.1 | Video

Recensione Motorola Razr 2022: finalmente moderno, non per nostalgici