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Google vs Sonos, nuova battaglia legale sugli speaker, stavolta a parti invertite

08 Agosto 2022 2

Sonos avrebbe violato alcuni brevetti di Google sugli altoparlanti intelligenti e sulla tecnologia che ne gestisce i controlli vocali. È questa la ragione che ha spinto gli uomini di Mountain View a condurre quelli di Santa Barbara in tribunale, aggiungendo un ulteriore capitolo ad una battaglia legale che va avanti da tempo. Uno si era chiuso a gennaio, con la sentenza a favore di Sonos della International Trade Commission con cui stabilì che Google aveva violato dei brevetti.

Adesso Google ha avviato non una ma ben due azioni legali presso il tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il distretto settentrionale della California e, ha confessato il portavoce José Castañeda ai colleghi di theverge.com, si procederà in maniera analoga anche all'ITC che a gennaio diede ragione a Sonos. Le due cause tirano in ballo un totale di sette brevetti: una riguarda la ricarica wireless e la rilevazione delle hotword - o parole di attivazione in italiano, il classico Hey Google per intenderci -, l'altra è sulla gestione degli input vocali dell'utente, ossia in un contesto in cui diversi altoparlanti intelligenti sono vicini quale di questi deve reagire alla richiesta.

Castañeda ha spiegato che i procedimenti legali sono stati formulati per "difendere le nostre tecnologie e porre fine alle violazioni chiare e continue dei brevetti da parte di Sonos". Non ha utilizzato mezzi termini insomma il portavoce di Google contro il "nemico giurato" Sonos, reo di aver "avviato una campagna aggressiva e fuorviante contro i nostri prodotti, a spese dei nostri clienti".

I documenti che saranno esaminati dal tribunale distrettuale californiano sono stati depositati nelle scorse ore, mentre a breve si procederà anche alla International Trade Commission con l'obiettivo di bloccare la vendita dei dispositivi Sonos che avrebbero violato i brevetti. Le prime scintille tra le due aziende risalgono al gennaio del 2020, quando Sonos denunciò Google per aver utilizzato in modo indebito (quindi senza pagare royalty) cinque brevetti sulla tecnologia multi room, portata sul mercato proprio dall'azienda di Santa Barbara. Due anni più tardi il verdetto, adesso il nuovo capitolo con le parti che si ritrovano a scambiarsi i ruoli.


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Commenti

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provolino

Google ha fatto benissimo, per colpa di Sonos mi trovo a dover impostare i volumi degli altoparlanti in maniera molto più macchinosa.
Speriamo che questa causa al contrario possa servire da pacere per riavere le funzioni tolte.

Gianni Campione

La gestione dei gruppi con altoparlanti Google è parecchio peggiorata da quando persero quella causa...spero trovino un compromesso per far funzionare i prodotti di entrambe le aziende

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