Google pensa a superare i cookie con l'iniziativa Privacy Sandbox

16 Dicembre 2020 13

Il mondo del web è in continua evoluzione e persino le soluzioni che un tempo rappresentavano degli standard imprescindibili possono diventare obsolete e avviate verso il viale dell'inesorabile tramonto.

Una delle tecnologie in questione è quella dei cookie, il cui ruolo è fondamentale all'interno dell'attuale panorama web, ma che presto potrebbe essere messo in discussione e sostituito da soluzioni più innovative e rispettose della privacy, come i Privacy Sandbox a cui sta lavorando Google.

L'azienda di Mountain View ha pubblicato un interessante post sul suo blog italiano, nel quale viene spiegato quali sono i problemi legati all'attuale implementazione dei cookie e il motivo per si è resa necessaria la creazione dell'iniziativa Privacy Sandbox , in modo da superarli e migliorare la privacy degli utenti senza compromettere il mercato della pubblicità.

Questo è infatti uno degli elementi di maggior preoccupazione, non solo per Google, ma anche per le tante realtà che vivono sul web esclusivamente grazie ai ricavi pubblicitari. Nessun utente ama la pubblicità, ma quest'ultima è la linfa vitale che permette a molte pagine di esistere e i cookie - attualmente - ricoprono un ruolo fondamentale per poter profilare le abitudini dell'utente e fornirgli indicazioni pubblicitarie che siano coerenti con i suoi interessi e le abitudini. Ovviamente i cookie rivolgono anche altri ruoli non legati a questo ambito specifico; permettono di memorizzare le preferenze riguardo la lingua e la regione - in modo che una pagina venga aperta nel formato corretto -, fungono da token per la certificazione della sicurezza delle pagine e molto altro ancora.


Tuttavia il discorso relativo alla privacy è diventato sempre più centrale nel dibattito mondiale e realtà come l'Unione Europea hanno cominciato a mettere in atto strumenti a garanzia dell'utente, i quali rendono sempre meno efficace il lavoro dei cookie e di altri sistemi di tracciamento.

L'iniziativa Privacy Sandbox punta proprio a superare tali limiti attraverso la creazione di strumenti condivisi da tutti gli stakeholder che operano nel mondo del web. Google ha lanciato una sua proposta, ma l'azienda di Mountain View punta a creare un dialogo aperto che porti alla creazione di strumenti sempre più aperti e condivisibili. L'idea di Google prende il nome di FLoC (Federated Learning of Cohorts) e consiste in un algoritmo basato sul machine learning che possa creare il profilo dell'utente utilizzando solo dati in locale, senza condividere alcuna informazione all'esterno.

In questo modo sarebbe possibile fare in modo che la profilazione rimanga sulla macchina dell'utente - garantendone quindi la privacy -, senza però danneggiare la capacità del mercato della pubblicità di veicolare gli annunci giusti alla persona giusta. In pratica è come se venisse posto un filtro in grado di scremare i dati in ingresso; dal flusso generico di informazioni pubblicitarie vengono fatte passare solo quelle coerenti con il profilo dell'utente. Insomma, lo scopo è quello di non perdere la possibilità di inviare annunci e informazioni mirate, il tutto però nel massimo rispetto della privacy del singolo. Vi sembra una soluzione accettabile? Fatecelo sapere nei commenti.


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Commenti

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efremis

Io non ce la faccio a cliccare sulla pubblicità mirata e non la vedo mai una cosa buona...
Comunque sembra una soluzione sicuramente migliore di quella attuale!

c1p8HD

Wow! Sarebbe una figata pazzesca

MatitaNera

Ah ah ah ah

Alex Neko

L'unico modo e pagare un abbonamento premium che ti permetta la navigazione senza pubblicità e la distribuzione dei ricavi va in proporzione alle visite. come su spotyfi.
Ma questo comporta una rivisitazione di tutto il web. Che è stato costruito senza regole o con regole nate con esigenze del momento.

momentarybliss

Personalmente però sempre di più auspico una versione del web senza pubblicità, o quanto meno avere la facoltà di navigare senza essere profilati. Se dovrò pagare per ottenere certi servizi me ne farò una ragione. Le pagine di informazione e cultura a quel punto dovranno essere gestite a livello statale onde non far pagare l'utenza con copertura finanziaria pubblica. Tanto l'accesso gratuito ai contenuti è solo un'illusione

Matteo

Tranquilla Google, finché e gli utenti scelgono di darti in pasto le loro foto quotidianamente per un po' di spazio cloud gratis puoi dormire sonni tranquilli

Ansem The Seeker Of Darkness

Ok, tempo di andare a cercare su siti di informazioni dov'è l'incul8.

Togliere volentieri i blocchi se non fosse che le pubblicità tracciano qualsiasi cosa.

MaK

bruciano gli occhi a vedere le due parole così vicine.

Aniene

Google è tutto fuorchè preoccupata della privacy degli utenti anzi. E ci sono le prove, è stradocumentato. Spero che gliele suonino presto in Europa.

Alex

Google e privacy

Rendiamociconto

a me sembra un modo per massimizzare la vendita delle informazione della privacy che saranno permesse di volta in volta senza troppi stravolgimenti, ottimizzazione fatta pure a spese di risorse del cliente...a gratis

Luke

ringrazio "i don't care about cookies"

Zingaro v8.0

Ormai hanno già tutto su di voi quindi i cookie possono pure andarsene

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