Google, Android attira l'attenzione dell'Antitrust anche negli USA

15 Novembre 2019 11

Capita spesso che Google finisca al centro di qualche indagine avviata dagli organismi Antitrust europei; d'altronde in molti ritengono che questo sia uno degli strumenti più efficaci per cercare di difendersi dallo strapotere delle aziende USA. Il Vecchio Continente non dispone di aziende in grado di competere con i Big della tecnologia, quindi le azioni legali possono risultare l'unico mezzo con cui bilanciare questa disparità.

Le cose però stanno iniziando a cambiare anche negli stessi Stati Uniti; chi pensava che le multe salate inflitte dalla Commissione Europea nei confronti di Google - a causa dell'abuso di posizione dominante con tanti dei suoi prodotti - fossero puramente strumentali, dovrà presto ricredersi, visto che anche l'Antitrust USA sta cominciando a scavare sempre più in profondità e a mettere sotto esame i vari campi in cui opera la società di Mountain View.

Tutto è cominciato con una prima indagine avviata da 50 procure, volta a capire se Google abbia abusato della sua posizione dominante nel settore della pubblicità online e riguardo la gestione dei dati dei suoi utenti, ma oggi la vicenda si allarga, grazie ad un nuovo report della CNBC che segnala come anche Android e il settore della ricerca online stiano finendo al centro delle attenzioni delle procure.

Google potrebbe aver abusato della sua posizione dominante su Android: l'Antitrust USA cerca di capire se e come

Pare che siano state le indagini riguardo la gestione dei dati personali degli utenti ad aver spinto le autorità ad allargare il campo, dal momento che questi risultano in qualche modo interconnessi a tutti i principali business trattati da Google. Ecco quindi che anche Android e il campo della ricerca finiscono sul tavolo delle procure, pronti ad essere protagonisti di nuove indagini che verranno portate avanti in parallelo da alcuni dei procuratori già coinvolti, con lo scopo di capire se sono stati commessi abusi e in quali modalità.

Non è ancora chiaro come verranno ripartite le competenze, tuttavia c'è un clima generale di fiducia riguardo la possibilità di ottenere risultati e non il solito buco nell'acqua. Questo perché le autorità dei singoli stati sono meno influenzate dalle lobby che agiscono a livello nazionale, quindi possono procedere con maggior disinvoltura di quanto possano fare le autorità federali.

Probabilmente le sentenze della Commissione Europea - che ha condannato Google ad una multa di 1,49 miliardi di euro per il caso AdSense e di 4,3 miliardi di euro per l'abuso di posizione dominante esercitato sulla piattaforma Android - forniranno qualche interessante spunto alle indagini che verranno svolte oltreoceano.

Il meglior rapporto qualità/prezzo del 2020? Xiaomi Mi 10 Lite, in offerta oggi da Amazon Marketplace a 259 euro oppure da ePrice a 313 euro.

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Commenti

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Cerbero

Ovviamente non intendevo "colpevoli tutti quindi liberi tutti". Bisogna perseguirli tutti.

Yafusata

Allora che continuino pure cosi' che tanto ormai... :)

max76

sempre quando i buoi sono scappati dal recinto....dovevano indagare e porre paletti già alle origini di Android, adesso è tardi..

Nessuno.

Cerbero

Pensare che è pure una bella figliola. Peccato la presunta ladroneria. Ma della nostra classe politica chi si salva?

c1p8HD
Desmond Hume

ad An-cic e boosok non piace questo elemento

UnoQualunque

Dovrebbero concentrarsi sui playservices e non su android. Siccome Google può prendere la scusa che android è "open source" sarà quasi impossibile dimostrare che Google sia in posizione dominante. Come si fa ad essere in posizione dominante se un software è open source e utilizzabile da chiunque? Discorso ben diverso sui playservices e account Google e il caso Huawei lo dimostra in modo palese. Puoi avere il miglior terminare del mondo, con il miglior software del mondo che usa AOSP ma senza il "controllo" di google non vai da nessuna parte. Se poi ampliamo il discorso fuori dal mondo android, se Google non permette l'uso dei suoi servizi agli utenti di un competitor (nuovo o vecchio che sia) quel competitor fallirà miseramente. Ovviamente le alternative ci sono, ma con la posizione dominante di Android vengono "nascoste". Ed è proprio questo il nocciolo della questione. Pari pari a come successo con Microsoft ed Internet Explorer. Visto che era il browser di default dell'OS in posizione dominante, solo quando è intervenuta l'antitrust per imporre un modo per far capire alle persone che c'erano alternative, IE si è affossato a favore di Chrome. Oggi la storia si ripete ma con i servizi Google. Quindi direi di andarci piano a dire che tutti sono contro alla "Povera Google... che lo fa per noi" semicit. ma stanno provando a limitare il loro strapotere per permetterci di scegliere quello che vogliamo. Se andiamo avanti cosi credo che questa scelta durerà ancora per poco.

vincy

Strano, I talebani che commentano qui dicono che Google non sbagli mai.

momentarybliss

Penso che alla lunga il modello dei servizi cosiddetti gratuiti sul web sia destinato a tramontare, le gente si sta rendendo sempre più conto di quanto siano importanti i propri dati personali e dei danni che possono scaturire da un uso improprio/fraudolento

Yafusata

Consiglio a Google di assumere l'avvocato di Lara Comi.
Lui se ne intende di truffe.

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