Aspettando Resident Evil Village: ripercorriamo l'evoluzione della serie

04 Maggio 2021 39

Si avvicina il lancio di Resident Evil Village - atteso su tutte le piattaforme per questo weekend - e quale miglior occasione quindi per dare uno sguardo all’evoluzione della saga sin dalle sue origini? La serie ideata nel 1996 da Shinji Mikami festeggia proprio nel 2021 i suoi 25 anni e nel corso di questo quarto di secolo è notevolmente cambiata (non sempre incontrando il favore dei fan) per adattarsi all’evolversi dell’industria videoludica.

Il nuovo capitolo ormai alle porte ci permette di consolidare quelli che sono i tratti salienti dei principali filoni che si sono creati in questi 25 anni (escludiamo i titoli spin off come i Survivor, gli Outbreak, i Chronicles, Operation Raccoon City, Umbrella Corps e i remake), in modo da avere un quadro più chiaro del percorso intrapreso da Capcom.

IL PERIODO D’ORO DELL’UMBRELLA

La saga di Resident Evil può essere divisa in tre filoni principali. Il primo è quello che include tutte le storie che potremo iscrivere nel “periodo d’oro della Umbrella”, ovvero tutte quelle che raccontano di avvenimenti accaduti mentre la casa farmaceutica fondata da Ozwell E. Spencer era ancora una corporazione attiva e terribilmente influente. In questa fase troviamo i giochi che appartengono alla trilogia originale e titoli come Resident Evil Zero e Code Veronica, tutti accomunati da uno stile di gioco molto più classico, lento e basato su inquadrature con telecamere fisse, dove i principali nemici sono zombi e altre creature spaventose originate dal Virus T e dalle sue diverse varianti (a cominciare dal G).

I giochi appartenenti a questa prima fase della serie sfruttano tanti elementi come il sistema di controllo (volutamente legnoso e impreciso) e le telecamere fisse per ridurre la mobilità e la reattività del giocatore, amplificando il senso di impotenza davanti a qualsiasi tipo di B.O.W. (Bio Organic Weapon): bastano due zombi o un agile Hunter o Licker per mettere in crisi il giocatore e trasformare ogni scontro in un potenziale game over. Munizioni limitate e un sistema di mira molto basilare (particolarmente inefficace contro i nemici volanti) si uniscono agli enigmi ambientali per creare l’ulteriore senso di emergenza e disorientamento che caratterizza l’approccio voluto dai primi capitoli: il giocatore è alla mercé degli eventi e deve fare del suo meglio per riuscire a sopravvivere. Non ha mai il controllo della situazione e ogni zona già esplorata può inaspettatamente ripopolarsi di nemici da un momento all’altro.

È in questo contesto che facciamo la conoscenza dei principali membri della S.T.A.R.S. (Chris Redfield, Jill Valentine, Albert Wekser e Barry Burton in particolare) e degli altri personaggi che orbitano attorno alle vicende del corpo speciale (Leon S. Kennedy, Claire Redfield, Sherry Birkin e Ada Wong) e che vanno a comporre lo zoccolo duro del cast di protagonisti e avversari ricorrenti che continuano ad essere presenti - in maniera più o meno diretta - anche nei titoli più recenti.

LA CADUTA DELL’UMBRELLA

La seconda fase di Resident Evil è quella che potremo definire “la caduta dell’Umbrella”. Le trame dei giochi appartenenti a questo filone (Resident Evil 4, 5 e 6 e i due Revelations) ci portano a fare i conti con i disastri causati dal post Umbrella: l’utilizzo di armi biologiche è diventato sempre più comune e i protagonisti originali dei primi capitoli tornano per contrastare la minaccia del bio terrorismo. Quasi tutti sono legati ad una nuova organizzazione o a qualche struttura governativa e il tratto distintivo dei titoli che appartengono a questa seconda fase è il riposizionamento della videocamera in terza persona e una svolta molto più action.

Scelta, quest’ultima, che cambia radicalmente l’esperienza di gioco, in quanto gradualmente si vanno a perdere tutti quegli aspetti penalizzanti che ponevano volutamente il giocatore in una posizione di inferiorità rispetto alle minacce a cui era sottoposto. Da Resident Evil 4 al 6 assistiamo ad una sempre più marcata svolta action, a partire dalla possibilità di sparare mentre si cammina (introdotta in Resident Evil 6), sino alla sovrabbondante presenza di schivate e contrattacchi fisici che spesso risultano devastanti e in grado di distruggere interi gruppi di nemici con pochissime munizioni.

Anche gli enigmi ambientali e il tema horror vanno via via diminuendo, questo anche a causa del quasi completo abbandono dei classici nemici basati sulle mutazioni dei virus originali, per andare ad esplorare soluzioni più letali (ma anche molto meno spaventose) giustificate dall’evoluzione delle nuove armi biologiche. Nuovi virus e parassiti che non si limitano a resuscitare i morti, ma che permettono ai malcapitati di avere funzioni di mobilità avanzate, la capacità di usare oggetti e armi, di comunicare e persino di guidare veicoli. Aspetti che rendono le B.O.W. molto più simili ai tradizionali nemici umani presenti in qualsiasi altro titolo e che vanno quindi ad intaccare ulteriormente la componente horror della serie.

Una svolta, questa, che non ha sempre trovato il favore dei fan, principalmente a causa dell’eccessiva spettacolarizzazione dei combattimenti e della graduale scomparsa di tutti quegli elementi che caratterizzavano la saga.

UN NUOVO INIZIO

Arriviamo poi alla terza fase, quella attuale, inaugurata da Resident Evil 7 (qui la nostra recensione) e che si appresta ad essere portata avanti dal suo diretto sequel Resident Evil Village (i rumor suggeriscono che anche RE 9 farà parte di questa trilogia). Questa potrebbe essere definita come “un nuovo inizio”, in quanto Capcom ha notevolmente modificato quelli che sono i punti cardine di ciò che è il Resident Evil moderno.

Si comincia dall’abbandono della terza persona in favore della prima persona, elemento di novità per tutti i fan della serie, ma che Capcom aveva già preso in considerazione sin dal primo capitolo del 1996. Al tempo erano stati i limiti hardware delle console a spingere la casa di Osaka ad abbandonare l’idea di percorrere questa strada, optando invece per l’impostazione a telecamere fisse e un particolare sistema di controllo in grado di costringere il giocatore ad effettuare scelte molto ben precise come “sparo o scappo?”.

La terza persona aveva eliminato molta di quell’ansia generata dall’approccio originale di Capcom, andando a rendere il giocatore sempre più tranquillo e spavaldo, al punto di dover ricorrere a enormi ondate di creature per poter contrastare personaggi giocabili sin troppo potenti: bastava un colpo ben assestato e un calcio rotante per eliminare una B.O.W. in pochi istanti. Il passaggio alla prima persona ha invece riportato la serie sui binari giusti, sia per via dell’eliminazione di tutte le uccisioni rapide con attacchi corpo a corpo, sia per quel senso di insicurezza e impotenza causato dal fatto di poter vedere solo ciò che sta nel nostro ristretto campo di visione.


La seconda modifica chiave rispetto ai titoli del precedente filone riguarda il netto cambio di rotta su aspetti come trama e ambientazione. I protagonisti classici della serie lasciano il posto alle vicende di Ethan Winters, l’uomo qualunque. Ethan non è un militare (è un sistemista informatico), non ha esperienza di combattimento, non ha mai assistito all’incidente di Raccoon City e non sa nulla sulle B.O.W.. Ciò ha permesso a Capcom di effettuare una sorta di soft reboot della serie, ricreando quell’alone di mistero e orrore che si era andato gradualmente a perdere negli anni.

Le vicende di casa Baker, raccontate in Resident Evil 7, ci riportano ai tempi di villa Spencer: il giocatore è calato in un contesto completamente nuovo, con nessun indizio riguardo le cause dell’incidente biologico a cui va incontro, quale virus o parassita possa averlo causato e chi sia a muovere le fila di tutto nell’ombra.

Resident Evil 7, per quanto inizialmente sia stato accolto con scetticismo per via di alcuni aspetti che parevano essere sin troppo sovrannaturali per la saga, è riuscito perfettamente nel suo intento di riproporre una storia del tutto nuova, pur rimanendo fedele allo spirito originario della serie. Ma non solo, visto che gli ultimi istanti del gioco e il contenuto scaricabile gratuito Not a Hero hanno permesso ai fan della saga di ricollegare il settimo capitolo alla macro trama di Resident Evil, grazie al ritorno di Chris Redflield e al suo diretto coinvolgimento con le vicende narrate.

ORA TOCCA A VILLAGE

Oggi il compito di portare avanti questa eredità spetta all’ormai imminente Resident Evil Village (e probabilmente al capitolo successivo). Le impressioni delle prime demo sono molto positive: tutto ciò che funzionava di Resident Evil 7 è ancora lì, ma ora è immerso in un contesto molto più variegato che spazia da un villaggio molto più aperto e esplorabile (come ci hanno mostrato i trailer), sino alle ambientazioni più classiche del castello Dimitrescu, dove la gigantesca Alcina detta legge assieme alle sue 3 letali figlie.

Resta da capire come aspetti quali la presenza dei lycans (B.O.W. dall’aspetto simile a quello dei licantropi) e delle quattro vampire possa essere spiegata in maniera credibile all’interno dei canoni che da sempre caratterizzano Resident Evil (ovvero le forti basi medico-scientifiche, senza scadere nel sovrannaturale) e se la presenza di armi modificabili e di un sistema di craft più avanzato possa aver influito negativamente sul bilanciamento tra la componente action e quella horror. Ma per questo aspettiamo la recensione completa.


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Commenti

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Squak9000

il 6 leggermente meglio del 5... graficamente era superiore e insomma, l trama èra un pochino più interessante.

Non mi è piaciuto comunque... ma meglio del 5

David Lo Pan

Mmmmmh, qualche dubbio, alla luce di ciò che si è visto con RE7, permane.

Io presumo che alla Capcom abbiano deciso di virare su altro. E, per quanto mi riguarda, stanno facendo benone!! Era dai tempi di Dead Space che non provavo emozioni così forti con i survival horror.

Nickever Professional™

Se il 5 ti è sembrato uno shoter e basta immagino che quando avrai visto il 6 avrai lanciato la console fuori dalla finestra.
In ogni caso in ogni caso i capitoli di revelations servivano per collegare le trame principali tra di loro, ad esempio il primo revelations doveva spiegare gli avvenimenti accaduti tra resident evil 4 e resident evil 5, mentre revelations 2 doveva collegare le trame di RE 5 e RE 6, io i due capitoli revelations li ho trovati carini in quanto c'erano più atmosfere horror e meno sparatorie.

Nickever Professional™

Ma infatti se non fosse stato per il finale di resident evil 7 non avresti detto che fosse un altro capitolo di RE, sarebbe sembrato un altro gioco survival horror con una ennesima infezione virale ecc ecc.
Spero che village si riallacci molto meglio all'intera saga di resident evil e non limitandosi a mettere un personaggio canonico come Chris così tanto per

Squak9000

il 5 era uno shoter e basta... tante munizioni, nessun rompicapo, sondi e ambienti piatti senza possibilità di interagire.

dimenticato quasi totalmente

Nickever Professional™

Si

Nickever Professional™

Che ricordi però, io li ho giocati tutti compreso operation raccoon city, era stato studiato per essere giocato da 4 giocatori ed effettivamente in singolo faceva abbastanza pena, tanto é vero che una volta finito ti passa la voglia di rigiocarlo.
Il 5 invece l'ho trovato molto bello in quanto era una palese miglioria di tutto ciò che era stato introdotto con resident evil 4, sopratutto perché per essere un gioco del 2009 aveva una grafica stupenda per l'epoca.

Nickever Professional™

Tieni conto che è pur sempre un gioco cross gen e che deve girare su di una console come xbox one che è la meno potente in termini assoluti rispetto alle altre, in ogni caso hanno fatto dei test ed il frame rate sulle piattaforme principali é fisso a 60 frame nonostante i 4k.

comatrix

Resident Evil è uno e solo uno:

- Tensione, sgomento, suspense e via dicendo...

Non esiste altro concetto circa Resident Evil, non è un gioco di zombie o Horror come tutti pensano (ce ne sono a iosa di giochi di zombie e horror), la differenza questa saga l'aveva fatta proprio il fattore che si era sempre sul chi va la, cercare i pezzi per terminare un puzzle per poter scoprire il seguito e nel cercare di risolverlo imbattersi in eventi inaspettati, questo è Resident Evil e null'altro.
Poi lo possono fare in prima persona, terza persona, in VR, ma il concetto resta uguale (non dico che sia facile applicarlo eh, ma quello rimane)

Ngamer

una serie che non mi ha mai preso piu di tanto , non è il mio genere . l unico genere zombi che mi è piaciuto è the walking dead saints and sinners sul quest 2

Ngamer

ho provato la demo su pc , se parliamo di lvl grafico è molto evidente che è limitato dalle console , una grafica discreta ( direi un po vecchiotta) niente di piu per il pc .
giocato a dettagli alti in raytracing in fullhd

iclaudio

che ne so infatti non sono arrivato ad 1 ora..bha

David Lo Pan

Certo, nessun collegamento tangibile con la trama storica, ma quando, alla fine, con l'intervento dei militari, vedi spuntare un certo Chris Redfield....

E poi è sempre lui a completare l'opera, con l'espansione "Nessun eroe". No??

broncos

Ma hai il Pro attivo?
Il livello grafico è l'unica cosa che mi è piaciuta, specialmente all'interno del castello.

Poi per il fatto che sia in prima persona purtroppo mi ha fatto fare fatica già solo a provare la demo

Fabios112

Ma la demo si può giocare su series S?

SaiMoN
Squak9000

Secondo me gli unici Survival degni di nota dopo RE sono TheEvilWithin e DEADSPACE.

Squak9000

bah oddio... RE7 lo ho apprezzato.

Ma che abbia riallacciato con l'originale (quale originale poi) non penso proprio.

Squak9000

penso il peggiore sia stato RE6...
il PEGGIO DEL PEGGIO RE Operation Raccoon City.

Sono riuscito a forza (per passione della serie) a finire il 5, 6 e i revelations (n'altra cagxta) MA Ops Raccoon City non ce l'ho proprio fatta.

Naturalmente ho goduto a pieno 1,2,3, CodeVeronica e 0.

Srnicek

Scusa, io sono un casual gamer e, girando con calma, ho impiegato 40 minuti in totale per le due demo, come hanno fatto a non bastartene 60?

Fede2703

Effettivamente lo ho giocato su Stadia, ma le facce dei personaggi, le espressioni, i capelli..un qualcosa di imbarazzante per essere una nuova uscita

Nickever Professional™

Mai provato resident evil 7?
Ti consiglio di provarlo altrimenti capiresti poco di questo nuovo gioco

Nickever Professional™

Dipende su quale piattaforma l'hai giocato

Fede2703

Solo a me questa demo di The Village sembra che sia molto sottotono, a livello grafico?!

TheFluxter

Non proprio

Ayamy

gia preso per stadia in preorder una mesata fa per avere anche in promo chromecast ultra e joypad.....

ErCipolla

Il successo di RE a mio avviso è che non hanno paura a cambiare la formula quando comincia a stufare.

Dopo i primi 3 per PSX la visuale statica e i controlli radiali erano antiquati, hanno fatto uscire il 4 con un motore 3D, visuale in terza persona e impronta più action.

Il 5 e il 6 hanno continuato su quella linea, spingendo sulla componente action, finché non ha stufato (e raccolto critiche) con il sesto capitolo, quindi sono ripartiti da zero con RE7: visuale in prima persona e ritorno all'horror. Mi aspetto che l'8 continui con questa linea, e probabilmente anche il 9.... poi vedremo.

ReBibbia

Si e' un po' scomodo in effetti.
Pero' se hai qualche device Apple dovresti esserci abituato a queste cose... dello scadere inesorabile del tempo.

ReBibbia

Non ho capito.
E' un normale FPS quindi?

Gabriele_Congiu

Concordo e, personalmente, ritengo che Resident Evil 2 Remake offra il bilanciamento giusto di tutte le componenti, anche se si tratta di un approccio che probabilmente resterà relegato solo ai remake. Con Village (e probabilmente con il 9) hanno reso chiaro che la strada per i "nuovi Resident Evil" è quella tracciata dal 7, per questo non ho voluto inserire i due remake

Gabriele_Congiu

Si, è un typo, doveva essere "6". Corretto, tnks!

met

"...alla possibilità di sparare mentre si cammina (introdotta in Resident Evil 5)..."

Se non ricordo male neanche nel 5 era possibile sparare in movimento

David Lo Pan

Anch'io ho notato che RE7, giusto per il filmato conclusivo di fine gioco, è riuscito a riallacciarsi al filone classico di RE, con il capitolo a parte in cui il protagonista è il mitico C. Redfield a chiudere il cerchio.

A parte quello, però, nulla a che vedere con i primi capitoli, ma a me questa "svolta" è piaciuta. Giocarselo di sera tardi, con tutte le luci spente, con le cuffie collegate al Dualshock, ha offerto davvero molto, in termini di emozioni forti, cuore accelerato, disgusto e ansia.

Ad esclusione del 4 capitolo, che mi piacque moltissimo, ai tempi della PS2, i successivi capitoli sono stati una grande delusione.

Confido in questo nuovo filone dell'horror, un plauso alla Capcom!

Nickever Professional™

E' anche vero che dopo resident evil 7 sono usciti due capitoli come il 2 ed il 3 che per quanto siano remake comunque hanno mostrato che al pubblico ancora interessa moltissimo la visuale in terza persona e capcom questo lo sa bene.
Secondo me vedremo ancora la prima persona in resident evil 9 ma comunque qualche capitolo nel mezzo (revelations 3?) con la visuale in terza persona.

Superdio

RE2 remake è tanta roba

iclaudio

a finirlo...una volta fatto il villaggio non ho potuto fare il castello,era finito il tempo a disposizione ...ma dai

momentarybliss

Boh, per me la strada intrapresa con RE 2 Remake era perfetta, azione ed esplorazione in terza persona. Dato che Village graficamente Village pare tanta roba, aspetterò di giocarlo su PS5, e quindi fra un bel po' di tempo ancora, immagino

Paolo Giulio

Credo che il mio preferito sia RE4 anche se confesso che gli ultimi non li ho giocati.

Masnia

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