Recensione Captain Tsubasa: Rise of New Champions: semplicità e divertimento

31 Agosto 2020 52

Se avete superato i 30 anni (o comunque se ci siete vicini), vi basterà sentire pronunciare la frase cartoni animati sportivi per farvi saltare alla mente tre nomi: Holly e Benji, Mila e Shiro, Slam Dunk. I primi due avranno sicuramente trovato posto nei pomeriggi della vostra infanzia, mentre il terzo - noto anche per uno dei più irriverenti doppiaggi italiani - potrebbe essersi affacciato alla finestra della vostra adolescenza, vista la pubblicazione un po' più avanzata.

Questi tre titoli hanno però qualcosa in comune: l'aver avvicinato intere generazioni di ragazzi e ragazze al mondo dello sport grazie alle vicende di protagonisti giovanissimi e incredibilmente vicini al punto di vista dello spettatore, diventando delle vere e proprie fonti di ispirazione.

A differenza di molti altri anime, però, quelli sportivi difficilmente ricevono adattamenti videoludici di buona qualità e di questo terzetto solo uno è stato più volte ripreso sotto forma di videogioco nel corso degli ultimi 32 anni (tanto è passato dal primo titolo per NES): Holly e Benji, o meglio Captain Tsubasa. Oggi la serie torna con il primo nuovo gioco sin dai tempi di Captain Tsubasa J uscito nel 1994 sulla PlayStation originale: ecco arrivare Captain Tsubasa: Rise of New Champions, annunciato a gennaio e finalmente disponibile.


HOLLY E BENJI LASCIA IL POSTO A CAPTAIN TSUBASA: ALCUNE COSE DA SAPERE

Lo stile grafico adottato dal titolo del 2020 ricalca fedelmente quello che troviamo nel remake dell'anime uscito nel 2018, giunto anche in Italia e caratterizzato dall'utilizzo di tutti nomi giapponesi originali in ogni mercato. L'anime degli anni '80, infatti, aveva localizzazioni diverse in base al Paese, creando quindi un forte senso di discontinuità nei nomi dei personaggi, delle squadre e delle scuole coinvolte. L'operazione del 2018 si è quindi resa necessaria per ricompattare il brand e dargli un'unica identità globale in grado di renderlo maggiormente riconoscibile, mantenendo tutti i nomi originali a cominciare dal titolo: Captain Tsubasa prende quindi il posto di Holly e Benji.

Rise of New Champions segue quindi queste regola e ciò potrebbe creare un attimo di confusione in coloro che si avvicinano al gioco senza essere a conoscenza dell'operazione e delle sue origini. Fortunatamente il titolo include delle schede dedicate ai personaggi che ci vengono mostrate anche durante i caricamenti, in cui troviamo i loro nomi e le principali caratteristiche, in modo da collegarli rapidamente alle vecchie identità.


Ad esempio, non sarà affatto difficile capire che dietro all'immagine stanca di un Jun Misugi che si porta la mano al cuore ci sia proprio il fragile Julian Ross, così come il dentone in bella mostra e il ghigno di sfida dei gemelli Tachibana ci fanno capire subito di trovarci davanti ai gemelli Derrick.

Oliver (Holly) Hutton lascia il posto a Ozora Tsubasa, Mark Lenders a Hyuga Kojiro, Benjamin (Benji) Price a Wakabayashi Genzo, Ed Warner a Wakashimazu Ken, Tom Becker a Taro Misaki e così via (nota: in giapponese il cognome precede il nome). Anche le squadre hanno i loro nomi originali, così la New Team diventa la Nankatsu, la Flynet è in realtà la Furano, la Muppet è la Meiwa e la Mambo la Musashi. Non cambiano la Toho, la Otomo e la Hirano.

Il lavoro di ripulizia del brand riguarda anche il lavoro di doppiaggio, che ora mantiene inalterata la sua identità giapponese proponendoci esclusivamente i dialoghi originali, senza integrare un doppiaggio alternativo in inglese o altre lingue. A dar voce ai giocatori c'è lo stesso cast di attori coinvolti anche nell'anime del 2018. Ovviamente troviamo la localizzazione completa in italiano per quanto riguarda i testi e i menù, che sono stati sottoposti ad un lavoro di traduzione di buona qualità.

LA NASCITA DEI NUOVI EROI

Diversamente da quanto ci si potrebbe aspettare da un gioco di calcio, Rise of New Champions punta gran parte delle sue carte su una ricca campagna single player, che rappresenta la gran parte dei contenuti presenti nel titolo. Nel fare ciò, il gioco ci propone ben 2 archi narrativi che potremo scegliere di affrontare in qualsiasi ordine, anche se è consigliato partire da quello dedicato a Tsubasa.

Le due storie sono racchiuse all'interno de Il Viaggio, dove troveremo l'Episodio Tsubasa e l'Episodio New Hero. Il primo è quello consigliato per iniziare, in quanto si tratta di un lungo tutorial che ci permette di scoprire le meccaniche di gioco basilari partita dopo partita, grazie anche a dei veri e propri allenamenti da effettuare poco prima di ogni incontro. La durata di questa parte della campagna è di circa 4 ore ed è ambientata durante l'ultimo anno delle medie di Tsubasa.

La Nankatsu si trova a dover affrontare il suo terzo torneo nazionale ed è alla ricerca del risultato perfetto, avendo già vinto quelli dei due anni precedenti. Ci troviamo quindi in una fase avanzata della trama dell'anime, visto che vengono saltati tutti gli eventi collegati al periodo delle elementari. Questo fa in modo che nell'arco narrativo Benji (Genzo) sia presente solo sotto forma di ricordo, in quanto trasferitosi in Germania al termine delle scuole elementari.


Il torneo ci permetterà comunque di rinfrescarci la memoria grazie al fatto che quasi tutti i rivali giapponesi di Tsubasa compariranno nelle partite della competizione, sino ad arrivare al celebre scontro con la Otomo e il suo leggendario Mark Lenders (Hyuga Kojiro). I match dell'Episodio Tsubasa non presentano particolari difficoltà e in molti casi sono presenti elementi scriptati necessari a riprodurre situazioni e scene che abbiamo visto nella serie, al punto che alcune partite potrebbero essere vinte in automatico semplicemente evitando di subire delle reti (o, viceversa, dovreste segnarne almeno 2 per evitare un pareggio).

Tutto ciò è funzionale alla narrazione e avviene quasi solo in questa parte della campagna, mentre le cose cambiano una volta che si inizia a giocare l'Episodio New Hero. Questa è infatti la componente più interessante della modalità per il giocatore in singolo, in quanto ci permette di creare il nostro personaggio, sceglierne il ruolo e farlo giocare all'interno di una delle 3 grandi squadre (Toho, Furano e Musashi, non potete scegliere la Nankatsu per motivi di trama) selezionate per prendere parte alle selezioni per la competizione Junior Youth World Challenge.


L'arco della JYWC è del tutto inedito ed è stato creato appositamente per il titolo. Un miliardario americano ha organizzato una competizione mondiale dove le nazionali giovanili di tutto il mondo si possono scontrare per decretare quale sia la più forte sul pianeta. Questo è il primo scenario internazionale per i giocatori giapponesi che hanno appena concluso il torneo nazionale delle medie e l'associazione calcistica del Paese ha deciso di organizzare un piccolo torneo di esibizione, in cui le giovani promesse del pallone possono dar prova delle loro abilità al fine di essere selezionati per far parte del Dream Team che andrà a rappresentare il Giappone.

Qui entra in gioco il nostro personaggio, uno studente del primo anno che viene scelto per rinfoltire i ranghi della squadra che abbiamo scelto in fase di creazione del giocatore. L'editor è piuttosto ricco e ci permette di creare il nostro alter ego pescando da tantissimi elementi che seguono fedelmente i canoni estetici della serie, dalle acconciature ai volti, passando per le maglie e gli accessori. La libertà sotto questo aspetto è davvero tanta e non si limita solo alla fase di creazione.

Alcune voci del ricchissimo editor

Durante la campagna, infatti, il nostro giocatore potrà acquisire tutti i vari stili e tecniche speciali dei compagni e dei rivali, attraverso un sistema di amicizie che viene influenzato sia dalle nostre prestazioni sul campo che dai tanti dialoghi opzionali che consentono di aumentare l'affinità con i diversi personaggi.

Ciò ci permetterà di acquisire man mano le tecniche più devastanti - incluso il Tiro della Tigre o il Tiro Guidato, ma anche il famoso Dribbling Sudamericano e tante altre - che renderanno il nostro alter ego una vera e propria mina vagante sul campo, in quanto potenzialmente in grado di incarnare tutte le migliori doti dei vari giocatori in un solo personaggio (nota: durante le partite controlleremo comunque tutta la squadra, ma possiamo passare direttamente al nostro personaggio premendo R3).


Le nostre performance sul campo andranno anche ad influire direttamente sui parametri che verranno migliorati di partita in partita, rendendoci sempre più efficaci nel nostro ruolo. Oltre a ciò, il conseguimento di determinati risultati (come vincere con uno scarto di 2 o 4 reti) ci permetteranno di ottenere punti bonus che possiamo spendere manualmente per il potenziamento delle statistiche. Insomma, anche in questo caso massima libertà di personalizzazione. Per finire non manca la possibilità di equipaggiare delle abilità passive in grado di influire sulle statistiche o sulle meccaniche di gioco.

L'Episodio New Hero è quindi molto più interessante e divertente rispetto a quello dedicato a Tsubasa - ma ce lo aspettavamo già dalla premessa -, tuttavia è bene segnalare l'enorme presenza di dialoghi e scene di intermezzo con dialoghi a scelta multipla, in grado di influire in maniera poco significativa sullo svolgimento della trama. New Hero, infatti, è strutturato come una vera e propria stagione dell'anime (se prestate attenzione ai dialoghi riuscite anche a capire quando dovrebbe idealmente finire una "puntata" ed iniziare quella successiva) e questo significa che tra un match e l'altro ci sono lunghe sessioni di dialoghi necessari all'avanzamento della trama. Ci fa capire che non ci troviamo certo davanti ad un gioco di calcio qualsiasi.

PAD ALLA MANO: UN ARCADE PURO

Pad alla mano, quella che era una sensazione trova immediatamente conferma: Captain Tsubasa: Rise of New Champions non integra alcun elemento simulativo, bensì è un vero e proprio arcade con tema calcistico. Lo schema dei controlli è quello di un classico FIFA o PES - quindi molti giocatori si sentiranno subito a casa -, ma le partite (che durano 60 minuti, con 2 tempi da 30, come nell'anime) si svolgono in maniera completamente diversa.

Nel gioco non esistono falli derivanti dal contatto tra i giocatori e le uniche volte che sentirete il fischietto dell'arbitro sarà allo scadere dei tempi, per un fallo laterale o per un fuori gioco (la mitica trappola del fuori gioco torna a colpire!). Eliminando questo aspetto dall'equazione è anche più semplice accettare che ad ogni contrasto il giocatore avversario venga letteralmente fatto volare via!

Il cuore del gameplay verte attorno alla gestione dello Spirito (la stamina) di ogni giocatore e al controllo della meccanica della Zona V di squadra. Partiamo dalla prima. Lo Spirito permette al giocatore di effettuare gli scatti, di eseguire con successo un dribbling, di effettuare un salvataggio/deviazione in extremis in difesa e di attivare le tecniche di tiro speciali. Nel caso dei portieri, lo Spirito è fondamentale per parare, in quanto quando raggiungerà lo zero sarà impossibile bloccare la palla.

Fuori gioco! Una delle rare volte in cui sentirete il fischietto

Di base è praticamente impossibile segnare una rete usando il semplice tasto di tiro, in quanto questo genere di attacco incide in maniera quasi nulla sulla barra di Spirito del portiere. Sono invece i tiri speciali a rappresentare il modo più semplice per segnare, anche se pure in questo caso non è detto che un Tiro della Tigre non possa essere parato con relativa facilità da un portiere esperto. Oltre allo Spirito, infatti, entrano in gioco anche altre meccaniche che tengono conto delle proprietà del tiro speciale (come potenza, velocità, tipo di tiro), le statistiche di attacco e tecnica del giocatore e le varie abilità e statistiche difensive del portiere.

Leggendo queste ultime righe sembra di descrivere un gioco di ruolo e non un gioco sportivo e ciò è in parte vero: la gestione del personaggio, della squadra e delle sue abilità è importante quasi quanto il match in sé, in quanto vi permetteranno di contrastare meglio gli avversari sempre più agguerriti che troverete sia durante la trama che nelle sfide online.

Per quanto riguarda la Zona V, si tratta di una barra di squadra che si riempie gradualmente in base alle buone giocate dei singoli. Una volta piena potrà essere utilizzata in due modi. Il primo consiste nel fornire un aumento temporaneo delle statistiche e della velocità di recupero dello Spirito a tutta la squadra.

Ciò è molto utile per avere quella spinta in più durante le fasi offensive e la sua durata è sufficientemente ampia da permettervi di sfruttarla anche per 2-3 azioni consecutive. La barra della Zona V può però anche essere consumata completamente per effettuare una parata sicura al 100%. In questo caso vi basterà premere L2 durante l'animazione di tiro del vostro avversario e una vibrazione del pad vi confermerà che l'estremo difensore bloccherà la palla ad ogni costo.

Il Nuovo Tiro della Tigre ha lasciato il segno del suo passaggio. Gli effetti sul campo permangono per tutta la partita, anche nel secondo tempo

Le meccaniche alla base di Captain Tsubasa: Rise of New Champions sono quindi molto simili a quelle di un picchiaduro arcade basato sul principio del carta/forbice/sasso, solo che qui vengono trasposte in un contesto completamente differente, ma il cui risultato è lo stesso. Per questo motivo il titolo risulta abbastanza semplice da giocare e adatto a tutti, anche se ciò incide negativamente sulla profondità del gameplay e riduce le partite ad uno schema ben definito: azzerare il prima possibile lo Spirito del portiere con attacchi continui e ripetere sino allo scadere del tempo.

A ciò ci aggiungiamo una certa legnosità dei movimenti e un'intelligenza artificiale ai minimi termini, non tanto per il grado sfida - visto che i team più avanzati saranno in grado di darvi filo da torcere -, quanto per il posizionamento sul campo di tutti i giocatori e la loro non perfetta capacità di raggiungere la palla facendo il percorso più lineare e semplice possibile.

Ad esempio, certe volte vedrete avversari e vostri giocatori correre attorno al pallone senza raggiungerlo con successo, lasciando che il personaggio che state controllando in quel momento riesca a prendere possesso della palla senza troppi problemi. Sotto il profilo tecnico il gioco non brilla ma non offre neanche cali deludenti, mentre sono molto gradevoli le colonne sonore che accompagnano le varie fasi di gioco e i menù.

TANTI EXTRA E UN RICCO COMPARTO MULTI PLAYER

Ci avviciniamo alla conclusione citando gli ultimi aspetti interessanti. Il primo riguarda la presenza di un ricco comparto multi player sia in locale che online nelle rispettive modalità Versus e Versus Online. Per quanto riguarda il Versus (in locale quindi), possiamo scegliere di effettuare un semplice incontro singolo, una sfida ai calci di rigore o persino organizzare un torneo (il tutto sino a 4 giocatori). Le modalità a disposizione sono abbastanza varie e soddisfacenti e rendono Rise of New Champions quel titolo adatto da avere sempre a disposizione per quando volete organizzare una serata tra amici con un gioco che non sia troppo impegnativo e che coinvolga anche coloro che non amano il calcio.

Versus Online, invece, vi permette di creare delle stanze pubbliche o private per sfidare i giocatori online in incontri amichevoli. Non manca anche l'aspetto competitivo (anche se il gameplay alla base del titolo non si presta affatto) dato dalla modalità Incontro di Lega. Qui sarà possibile creare la propria squadra, personalizzarla (dalla scelta dei giocatori a quella delle uniformi e del gagliardetto) e prendere parte a delle vere e proprie leghe, suddivise sulla base del grado massimo della squadra.

Ciò significa che ogni team non potrà puntare ad includere tutti i giocatori più potenti, ma dovrà essere bilanciato al fine di rispettare i parametri di ogni lega. Nel complesso non abbiamo riscontrato problemi di lag o disconnessioni durante le partite giocate, ma va anche detto che i nostri test sono avvenuti nella fase precedente al lancio, quando i nostri avversari erano pochi e tutti i colleghi intenti nel testare il titolo.

Per finire, segnaliamo che il gioco include una vasta gamma di oggetti collezionabili (come filmati extra in stile anime) che possono essere sbloccati sia compiendo determinate azioni che acquistandoli dallo store in cambio dei PG, la valuta che ottenete in game. Il titolo non presenta microtransazioni, quindi i PG vengono assegnati solo in base ad azioni strettamente legate al gioco. Nello store troverete anche tante acconciature, stili delle divise, scarpini, elementi per comporre il vostro gagliardetto e pacchetti per ottenere carte amicizia con cui aumentare l'affinità con gli altri personaggi.

CONCLUSIONI

Captain Tsubasa: Rise of New Champions è un titolo che deve essere approcciato senza alcuna pretesa di trovarsi tra le mani un titolo prettamente calcistico. La sua anima è completamente arcade e sotto quest'ottica riesce a regalarci ore di divertimento grazie ad una formula di gioco ormai praticamente sparita dal mercato, sostenuta da una corposa campagna per il giocatore singolo che supera abbondantemente le 20 ore.

La presenza del multi player in locale è poi quell'aggiunta che ci voleva per trasformarlo in una sorta di party game in grado di coinvolgere e divertire anche quell'amico/amica totalmente estraneo/a al mondo del calcio, ma con la passione degli anime (soprattuto se avete 30-35 anni e da piccoli avete sognato con l'anime originale!).

Al netto di ciò bisogna fare i conti con un comparto tecnico che si alterna tra alti e bassi, senza però mai raggiungere eccessivi picchi di eccellenza o di mediocrità, se non per quanto riguarda alcuni comportamenti dell'intelligenza artificiale: non è raro vedere un gruppo di giocatori correre attorno al pallone senza che nessuno riesca a prenderne il controllo per diversi secondi.

Il frame rate non si spinge oltre i 30 fps neanche su PlayStation 4 Pro (su cui lo abbiamo provato) e la realizzazione complessiva dei modelli e dei campi non ci ha impressionato. Diversamente, le animazioni delle tecniche speciali, gli intermezzi durante le partite (specialmente durante la storia di Tsubasa) e il completo doppiaggio giapponese riescono a trasmettere perfettamente le emozioni delle fasi concitate delle partite più importanti.

Se quindi siete stati dei grandi fan di Holly e Benji ed eravate alla ricerca di un gioco in grado di placare la nostalgia, Rise of New Champions è il titolo fatto per voi. Non è un capolavoro ma sa come farvi divertire e questo dovrebbe essere più che sufficiente per avere la vostra attenzione. Il gioco è disponibile per PlayStation 4, Switch e PC (solo digitale).

VOTO: 7,2


52

Commenti

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Henry

hahaha TOP!

Vale

Bello, c'è uno che si vanta di usare gli emulatori, evvai! Chissà come si sentirebbe lui se rubassero i frutti del suo lavoro. La pirateria è da pezzenti.

Vale

Che tempi meravigliosi, cartoni e giocattoli mitici, cantanti e band memorabili, videogiochi agli albori... oggi hanno i Me contro Te, slime, Achille Lauro, e Fortnite sulla plei...

Vale

Non li sopporto, al diavolo i puristi dei manga che sono più noiosi dei loro discorsi, per noi erano e sono Holly e Benji punto.

Vale
Vale

Guai contraddire i mangaboys, pare che per loro esistano solo quelli.

Vale
Vale
Arturo Smeraldo

Aspetto l'emulatore switch e ci giocherò su Android,proprio ieri ho letto la notizia di un emulatore in lavorazione per Android!

Nuanda

l'ho scritto sotto, a livello di gameplay era più profonda la versione per GameBoy di 30 anni fa....

Andrea Cinello

secondo me non rispecchia molto l'anime... il campo è troppo corto!!!!

Emiliano Frangella

C'è Kenshiro per ps4

LoseYourself

Gioco da massimo 3. Bisogna passare il 70% del tempo a prendere a pallonate potenziate il portiere per fargli diminuire la stamina e solo poi forse si riesce a segnare. Il tutto cercando di arrivare alla porta avversaria senza essere distrutto da piedi a martello e placcaggi. Formula che può funzionare per 5 partite massimo e poi diventa noiosissima.

T. P.

io più o meno lo stesso anche se lessi Dylan Dog più degli altri all'epoca...
ho letto poi anche fumetti giapponesi e americani in ordine sparso e mi capita ancora di farlo di tanto in tanto...
ultima vera passione: Rat-Man
Rido ancora di gusto quanto mi capita sottomano!!! :)

ilmondobrucia

Beh nel cartoni i falli c'erano dai

Paul

"Tsubasa si allena tirando i rigooriiii, Genzo si allena parando i rigoriiii!"

No, non funziona...

Sono del '77 e seguivo questo cartone come una religione. Era strapopolare e chi nega, avendo vissuto quel periodo, MENTE SAPENDO DI MENTIRE! :D

ilmondobrucia
ilmondobrucia
Squak9000
slashdot

Chi ha trent'anni o quasi era bambino negli anni 90 prima ancora che negli anni 2000

Frankbel

Quando presi in mano il primo Zagor, smisi di leggere quella robetta per pupetti, non avevo ancora 10 anni. Poi lessi Tex e Mister No per qualche tempo, un po' di Dylan Dog e Nathan Never. Il mio vero amore fu martin Mystère.
Oggi leggo fumetti giapponesi.

Frankbel

Ma anche sì, storielle autoconclusive, brevi e scollegate senza una trama generale.

Giovanni

Però la sigla dei Superboys era il Top altro che Holly e Benji.

Manuel Bianchi

"Se avete superato i 30 anni (o comunque se ci siete vicini)" ... In che senso? Io lo guardavo quando ne avevo 12 e ora ne ho 47, sarebbe stato più indicato dire se avete più di 45 anni , poi ci amncherebbe uno può avere ventanni ed essere cresaciuto con l'uomo tigre ma questo non ne fa un cartone degli anni 2000....

T. P.

Si concordo! :)
Quello che volevo dire è che topolino si iniziava a leggere prima, in genere, di tex e via dicendo...

Shingo Tamai

Topolino è letto da tutte le fasce di età, ancora oggi

E io che sono degli anni di Ken Shiro e di City Hunters, c'è qualcosa?

boosook

Senza nulla togliere a quelle che hai citato, Topolino banale non si può leggere :) La pubblicità quando mai è stata un problema sulle riviste...

A 40 anni, non hai mai speso meno per un gioco :P

T. P.

topolino si leggeva quando sia era più piccoli, se ben ricordo, rispetto ai titoli che hai menzionato tu...

T. P.

beh shingo mi aspettavo più critiche visto che è concorrenza...
a proposito, nessun gioco in vista per i superboys?

Frankbel

Forse intendi dire Tex, Zagor, Martin Mystère, etc. Topolino era troppo banale e infarcito di pubblicità, insopportabile.

boosook

Io parlo del cartone. Sul manga non discuto, ma il manga in Italia è una cosa di nicchia, il cartone penso che l'abbia visto ogni ragazzino della generazione X... a fumetti si leggeva solo Topolino. :)

Gupi

Holly e benji era la vita

Gupi

Che nomi del caxko

Frankbel

Mai detto il contrario, ma non credo che sia nemmeno avvicinabile all'apice del genere, sia per storia, che qualità delle tavole.

boosook

A 40 anni si tirano fuori. Tanto il target è quello. :)

boosook

Ma dai, in Italia Holly e Benji spopolava.

Frankbel

Se hai almeno 40 anni ricordi capolavori del genere spokon come Ashita no Joe, Kyojin no Hoshi e Tiger Mask. Captain Tsubasa era popolare ma non è tutto sto granché, probabilmente il successo era dovuto al tema calcistico.

Francesco

Diciamo..... Se hai superato i 40.

Azz
Giup2p

Solo amore per Holly e Benji.

Sherthes

Direi che ne vale la pena SOTTO ai 20. Volevo prenderlo pure io, ho dato un'occhiata ai gameplay e ho passato a cuor leggero

Nuanda

sarò pure fan del cartone o del manga, come tutti quelli che lo hanno amato negli anni 80.... rimane il fatto che a livello di gameplay era più profonda la versione per GameBoy che mi son giocato tutta in giapponese 30 anni fa....

Yui Hirasawa

Se sei fan del manga sorvoli sui difetti

sbirindello

Tutto bello. Ma 70€ sono eccessivi.

Shingo Tamai

Preso per PC è molto divertente, soffre purtroppo di crash e qualche bug. La storia è un forse troppo piena di dialoghi.

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