Recensione Resident Evil 3 Remake: il prevedibile Nemesis

01 Aprile 2020 27

Resident Evil 3 Remake arriva ad un anno di distanza dal suo predecessore, ma lo fa in un contesto completamente diverso. Se con Resident Evil 2 Remake tutti si chiedevano come avrebbe fatto Capcom a trasportare un classico dell'era PlayStation nella modernità contemporanea, oggi questa domanda non ha più senso di esistere, in quanto conosciamo molto bene l'eccellente lavoro di adattamento ai tempi di cui è stata capace la casa giapponese.

Analizzare il nuovo titolo Capcom senza tracciare un continuo paragone con il suo predecessore è davvero impossibile, in quanto si tratta di titoli gemelli per molti versi, ma che percorrono due strade molto diverse per raggiungere lo stesso scopo. Scopriamo nel dettaglio in cosa differiscono.

UN REMAKE CHE REINTERPRETA IL GIOCO

Se stavate cercando un modo per vivere l'esperienza del Resident Evil 3 originale, ma che non vi costringesse a fare i conti con le telecamere fisse e un comparto tecnico vecchio di oltre 20 anni, il Remake non soddisfa questa esigenza. Sia chiaro, questa non è una critica nei confronti della strada intrapresa da Capcom, ma un semplice avvertimento per evitare di avvicinarsi al titolo con aspettative molto diverse da ciò che viene offerto.

Resident Evil 3 Remake ci racconta un'altra storia che ha solo alcuni punti in comune con l'originale, dal quale si discosta in maniera molto più netta e marcata rispetto a quanto fatto con Resident Evil 2 Remake. Sin dai primi istanti, infatti, ci troviamo ad esplorare aree di Raccoon City che non abbiamo mai conosciuto prima, l'incontro con il Nemesis e con Carlos avviene in maniera molto diversa e tanti aspetti chiave della narrazione sono stati rivisti profondamente o del tutto inventati per questa occasione.

Protagonista indiscussa è sempre Jill Valentine, (ex) membro della S.T.A.R.S. (le forze speciali di Raccoon City) che aveva già affrontato gli orrori della Umbrella durante le vicende di Villa Spencer raccontate nel primo capitolo della saga. Il gioco copre tutta la sua fuga (o tentativo) dalla città infestata e l'incontro con i membri della U.B.C.S., il corpo di mercenari inviato dalla casa farmaceutica per salvare i cittadini superstiti. Tra le forze speciali troviamo Carlos Oliveira - il secondo personaggio giocabile -, Mikhail Victor, Nicholai Ginovaef e altri.


Il risultato di questo lavoro è un RE 3 che si presenta come un titolo parallelo rispetto all'originale; ci troviamo in una sorta di realtà alternativa nella quale la storia comincia e finisce allo stesso modo, ma tutto ciò che avviene nel mezzo è totalmente diverso. La nuova trama di Resident Evil 3 ha uno stampo molto più dinamico e cinematografico sin dalle prime battute e ci porta ad affrontare situazioni e intrecci del tutto nuovi per il gioco, i quali risultano più credibili e realistici di quelli proposti nel '99.

In particolare sono le sezioni di Carlos ad essere state maggiormente modificate; ovviamente non scenderò nel dettaglio del come, ma vi basti sapere che quando prenderete il controllo del soldato U.B.C.S. sarete chiamati ad affrontare importanti pezzi di trama inedita. Ma non solo, anche Jill si ritrova a percorrere stradine e passaggi di Raccon City che non avevamo mai visto prima e, allo stesso tempo, non si fermerà più in alcuni punti storici come la Torre dell'Orologio e il parco cittadino.

Insomma, la conoscenza pregressa del Resident Evil 3 originale vi servirà a poco nel Remake, ma vi permetterà di apprezzare i tanti richiami al titolo del '99 che sono stati disseminati in ogni singola area del gioco. Questo è un valore aggiunto per chi ha padroneggiato l'originale, dal momento che il remake rappresenta un'esperienza del tutto nuova.

GAMEPLAY: FORMULA CHE VINCE... SI AGGIORNA!

La reinterpretazione di RE 3 Remake mantiene il rapporto con RE 2 Remake sullo stesso livello di quello che il titolo del 1999 aveva con il suo predecessore del 1998. Troviamo quindi la stessa svolta action dell'originale, il sistema di creazione delle munizioni, i barili esplosivi, una semplificazione generale degli enigmi (ridotti all'osso nel Remake) e atmosfere cittadine che risultano essere molto meno claustrofobiche e cupe. Resident Evil 3 Remake continua ad essere un survival horror, ma entrambe le componenti sono molto ridimensionate.

Non ci sono veri e propri momenti di paura e tensione, così come sarà davvero molto difficile trovarsi in situazioni in cui è bene dosare ogni pallottola per evitare di restare a secco, specialmente al livello di difficoltà Standard (sconsiglio assolutamente la modalità assistita). La sfida si fa più interessante in modalità Estrema - accessibile sin da subito - dove basteranno pochi attacchi per procurare un Game Over, ma anche in questo caso il numero di munizioni è quasi sempre più che sufficiente per non dover ricorrere al coltello.


A proposito, questo è tornato ad essere l'unica arma infinita disponibile sin da subito (quindi non si rompe più, come invece accadeva nel 2) ed è stato aggiornato con nuove movenze che permettono di effettuare un passo indietro subito dopo aver eseguito un fendente. Questo rende il coltello un'arma molto più sicura e affidabile che in passato; non ci troviamo più nella condizione che ci costringeva ad accettare il pericolo, dato dalla poca gittata dell'arma, in cambio della sua durata illimitata.

Oltre al coltello, sono state aggiornate anche le possibilità di fuga da un attacco imminente, grazie all'introduzione della schivata (Jill) e del contrattacco (Carlos). Questa meccanica è particolarmente potente in quanto vi permette - con il giusto tempismo - di evitare dei danni e di portarvi in una posizione di vantaggio. Infatti, dopo aver eseguito la schivata, vi basterà premere il tasto di mira per puntare automaticamente l'area più vulnerabile del vostro avversario (solitamente la testa), il tutto con un effetto di rallentamento del tempo che vi concede qualche istante in più per aggiustare la mira o per sparare una raffica di colpi.

Per il resto il sistema di combattimento e gestione dell'inventario è praticamente identico a quello di Resident Evil 2 Remake (troviamo quindi delle borse che aumentano la capienza e abbiamo a disposizione le casse per depositare gli oggetti in eccesso), con la differenza che il sistema di mira è volutamente meno preciso nelle fasi iniziali, almeno sino a quando non recupererete delle modifiche per le armi che ne migliorino la stabilità


Tutte queste novità aumentano ulteriormente la mobilità e la vostra capacità di controllare al meglio Jill e Carlos, tutti fattori che la serie tende da sempre a limitare il più possibile, al fine di aumentare la tensione, che di conseguenza è davvero difficile da percepire in quasi ogni fase di gioco. Persino in quei pochi casi nei quali l'orda di zombie proverà a sopraffarvi con una schiacciante superiorità numerica.

A mettere un po' di pepe ad alcuni scontri ci pensa l'introduzione di attacchi nemici che uccidono il giocatore in un colpo solo. Le semplificazioni descritte tendono a facilitare un po' troppo le cose, motivo per cui Capcom ha scelto di dotare alcune creature di attacchi letali efficaci anche se la salute è al massimo. In precedenza queste mosse venivano messe in atto solo quando il giocatore aveva già subito dei danni, mentre ora è necessario prestare attenzione e mantenere le giuste distanze da alcuni avversari, specialmente da quelli appartenenti alle varie famiglie di Hunter.

NEMESIS: HA MOLTO DA IMPARARE DA MR. X

L'aspetto che meno mi ha convinto nel gioco è stata l'implementazione di Nemesis. La B.O.W. è potente, agile, implacabile e impossibile da fermare, tutti tratti che dovrebbero far tremare il giocatore al solo pensiero di doverci avere a che fare. Peccato però che tutte le sue apparizioni siano scriptate e prevedibili, così come lo è la sua uscita di scena.

Non vi capiterà mai di incontrare casualmente il Nemesis, visto che si farà vivo puntualmente allo scattare di determinati eventi (avete raccolto una chiave specifica, sbloccato una porta e così via) che potete anche intuire dalla comparsa dell'icona che vi avvisa dell'avvenuto salvataggio automatico. Insomma, l'arrivo di Nemesis è praticamente telefonato e allo stesso modo sarete sempre in grado di capire quando lo avrete seminato. Tutto ciò spezza notevolmente la tensione di ogni suo incontro, in quanto vi basterà correre verso la prossima destinazione per non doverci più fare i conti. Almeno sino al prossimo salvataggio automatico.

Sotto questo punto di vista Nemesis non regge assolutamente il confronto con Mr. X e il continuo stato d'ansia provocato dal suo girovagare all'interno della centrale. Parte della colpa di ciò è anche da imputare alla struttura lineare del titolo. Nel secondo capitolo eravate costretti a passare buona parte della campagna andando avanti e indietro all'interno della centrale R.P.D., quindi gli incontri casuali con Mr. X erano molto probabili (specialmente se sentivate i suoi passi nella stanza accanto), mentre in Resident Evil 3 Remake è tutto più lineare e sono rare le occasioni in cui capita di uscire dai binari. Il backtracking è ridotto al minimo e lo avvertite solo se decidete di esplorare al massimo ogni area per raccogliere tutti gli oggetti nascosti.

LONGEVITÀ: SI DOVEVA FARE DI PIÙ

Un altro tasto dolente (ma personalmente meno della questione Nemesis) riguarda la longevità di RE 3 Remake. In modalità Standard ci ho messo appena 6 ore e 11 minuti per arrivare ai titoli di coda procedendo con un ritmo molto lento (includendo tanto backtracking per raccogliere ogni singola munizione, documento, erba curativa e così via). La campagna principale di Resident Evil 2 Remake non è molto più lunga (circa 2 ore in più), ma il fattore rigiocabilità è pesantemente influenzato dalla presenza di 2 protagonisti (e altrettante storie), della Nuova Partita 2 e diverse modalità extra.

Resident Evil 3 Remake non ha nulla di tutto ciò e la componente single player si esaurisce nel momento in cui completate la campagna principale. Certo, c'è la possibilità di cimentarsi nelle varie sfide - che consentono di ottenere punti da spendere nell'acquisto di oggetti e armi infinite -, ma si tratta di obiettivi da conseguire sempre all'interno della campagna principale (uccidi tot mostri con una determinata arma, ecc). Tutto quello che un tempo era riservato alla modalità The Merceneries, qui è affidato agli obiettivi.


Dal punto di vista della longevità ritengo che il già citato taglio delle location non abbia avuto particolari conseguenze sotto questo frangente. È vero che il Remake non ci porta ad esplorare diverse aree presenti nell'originale, ma è altrettanto vero che ci offre altri scorci di Raccoon City, che vanno a bilanciare quelli rimossi. Pesa tanto, invece, la rimozione di tutte le fasi di scelta multipla presenti nel titolo del 1999, le quali permettevano di affrontare percorsi leggermente diversi e contribuivano a rendere molto più varia una seconda o terza sessione di gioco.

Purtroppo Capcom ha scelto di rimuovere del tutto questa funzionalità - decisione, se vogliamo, anche comprensibile, per evitare di spezzare il ritmo del gioco -, ma nel fare ciò non ha offerto nulla in cambio che potesse compensare questa perdita. Il risultato è un titolo di breve durata che non incita i giocatori a riprenderlo in mano una volta concluso.

COMPARTO TECNICO: OTTIMO SU TUTTI I FRONTI

Dal punto di vista tecnico Resident Evil 3 Remake riprende e raffina ogni aspetto del suo predecessore, almeno su PlayStation 4 Pro, piattaforma sulla quale ho provato il titolo. La qualità degli scenari, degli effetti particellari, delle texture dell'ambiente e dei personaggi è stata ulteriormente migliorata e il frame rate è quasi sempre a 60 fps. Ricordo che PS4 Pro renderizza il gioco a 1620p (come nel 2) e sfrutta il checkboard rendering per raggiungere il 4K. Xbox One X fa girare il gioco a 2160p nativi - con un frame rate meno stabile - e le versioni base delle due console, PS4 e Xbox One S, lavorano rispettivamente a 1080p e 900p con frame rate sbloccato oltre i 30 fps.

Il colpo d'occhio è quindi molto simile - ma più pulito - a quello che abbiamo avuto lo scorso anno e troviamo le solite finezze che ci avevano già colpito in positivo, come ad esempio l'effetto delle bruciature persistente sulla texture della pelle degli infetti, i danni causati dai proiettili delle nostre armi (segni sul corpo, rimozione di arti e così via) e il sapiente utilizzo dell'illuminazione in tempo reale - che crea giochi d'ombre suggestivi. Eccellente il lavoro svolto dal punto di vista delle animazioni, specialmente per quanto riguarda quelle facciali dei personaggi principali, in grado di restituire sempre il corretto stato d'animo che vogliono trasmetterci.


Interessante notare come Capcom abbia cambiato radicalmente l'approccio al comparto audio con Resident Evil 3; se il secondo capitolo era caratterizzato da uno snervante silenzio che vi permetteva di sentire i passi delle creature in lontananza, il nuovo titolo si fa molti meno problemi nel proporci un maggior numero di musiche di sottofondo, molte delle quali ripescate e reinterpretate da quelle originali. Vi capiterà spesso di pensare: questa è proprio una musica da Resident Evil.

Per finire, restando in tema audio, anche questa volta troviamo il doppiaggio completo in italiano, affiancato da una localizzazione dei testi ben fatta e convincente.

CONCLUSIONI

Resident Evil 3 Remake non può essere considerato in alcun modo un brutto gioco, tutt'altro: è un ottimo titolo che appassionerà senza dubbio i fan della serie, anche al netto delle criticità.

Purtroppo soffre pesantemente il paragone con il suo predecessore. Per ironia della sorte ci troviamo davanti ad un titolo che ripropone esattamente gli stessi punti deboli dell'originale, soprattutto per quanto riguarda la longevità, in questo caso ulteriormente ridotta dall'assenza delle scelte alternative che avrebbero senza dubbio aumentato il fattore rigiocabilità.

Anche in questo caso, come nel 1999, il gioco intraprende una svolta più action, accompagnata da una sensibile riduzione della componente horror e dal drastico ridimensionamento degli enigmi. Le situazioni in cui sentirete il peso della tensione sono davvero poche e anche il Nemesis non rappresenta una minaccia neanche lontanamente paragonabile a quella offerta da Mr. X, visto che è abbastanza prevedibile sapere quando comparirà e quando invece ci lascerà liberi di esplorare, senza avere il timore di incontrarlo per caso.


Questa versione di Resident Evil 3 Remake non riesce a strappare il wow che ci era uscito così naturale con il Remake del secondo episodio, specialmente se consideriamo il prezzo di tutto il pacchetto e cosa ci viene offerto. Ora più che mai è evidente come RE 2 e RE 3 Remake fossero due elementi di uno stesso progetto che è stato diviso solo in seguito; in un universo parallelo qualcuno avrà avuto l'immensa soddisfazione di acquistare un singolo blu-ray con entrambi i titoli, portandosi a casa la miglior raccolta di remake mai realizzata.

Così non è stato per noi e il risultato dell'operazione fatta da Capcom (perché ormai ha senso valutare i due titoli come la conclusione dello stesso progetto) è stato quello di centrare a pieno il bersaglio con uno e di mancarlo - seppur di poco - con l'altro. A poco vale l'inclusione di Resident Evil Resistance nel pacchetto (di cui parlerò separatamente); sarebbe stata l'aggiunta perfetta ad un titolo corposo di suo, ma non può essere assolutamente pensato come ad una soluzione che permetta di sopperire alla scarsa longevità di RE 3. Capcom, mostraci cosa sai fare con Resident Evil Code Veronica.

VOTO

Voto: 7,9

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Commenti

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Michele Franco

Io l'ho finito ed ho impiegato 10 ore. Quindi non è corretto quello che dicono. Vanno considerati anche i filmati, non solo il momento in cui agisci. Sicuramente è più breve rispetto ai capitoli precedenti, ma non è da 5 o 6 ore.

Masashi Obata

Le scene cinematografiche iniziali lasciano ben sperare all'inizio e si è indotti a pensare a un capolavoro, purtroppo non è così. Lo aspettavo da più di vent'anni questo remake, tenendo conto che il 3 è il mio RE preferito(insieme a Jill come personaggio) ma sono rimasto un po' deluso. È eccessivamente corto, hanno tolto le mie 2 parti preferite e praticamente non ci sono enigmi da risolvere. La modalità standard per me è ok, sicuramente è difficile andare a secco di munizioni, ma la modalità standard RE2 remake era troppo difficile. Praticamente lo hanno svuotato delle parti caratterizzanti(modalità mercenari inclusa) e ha perso appeal.

lore_rock
Gabriele_Congiu

Forse se TUTTI dicono che dura tra le 5 e le 7 ore, magari dura DAVVERO tra le 5 e le 7 ore. Ti è mai venuto il dubbio? Provalo e ne riparliamo

ilmondobrucia

Parlo della difficoltà

Vincenzo Tassone

Parlare di un 8 come fosse un 4 ...mi sa che qua i ridicoli siete voi ...

cip93

la delusione sarà per chi lo ha preso in preordine, 60€ per mezzo gioco.....da fan della serie vedrete che ha combinato Capcom, cioè hanno peggiorato un gioco di ps1, invece di migliorarlo e aggiungere qualche cosa, hanno tagliato mezza storia assurdo.

LaBraceAccesa

Esatto.
All'epoca il terzo lo terminai sulle stesse ore tue esplorando e curiosando, alla seconda run in meno di 2 ore.
Però c'era quel particolare che ogni volta che lo finivi ti sbloccava un breve documentario su un personaggio della saga e per averli tutti bisognava rigiocarseli 8 o 9 volte, ma questo non mi sembra un motivo valido per definirlo un gioco longevo.
La modalità mercenari ti strappava un altra oretta ma era più un mordi e fuggi.

LaBraceAccesa

Non generalizziamo dai...

Mica durano tutti 5 ore eh, ed io i RE li ho giocati tutti.

LaBraceAccesa

Eh si perchè la longevità dei primi resident evil non se la ricorda nessuno...
Ma dove volevi andare a parare con l'ultima riga?

Cloud387

Meno male che io non compro mai al Day One e comunque a prezzo pieno,
Aspetto la Key a 4 spicci su instant gaming

ilmondobrucia

Come tutti i giochi moderni di adesso.

Fabio83

Veramente un peccato... dopo il lavoro spettacolare fatto col remake del 2, da questo nuovo remake mi aspettavo davvero tanto; e anche la demo mi aveva mandato l'hype alle stelle...

Ma 60€ per un pomeriggio di gioco anche no :(

Gabriele_Congiu

Non raddoppi le ore neanche se esplori tutto, lasci il pad sul divano, vai a pranzare e torni. Nelle 6 ore di cui ho parlato ho mancato solo una cassaforte segreta e 3 documenti (su oltre 50).

Prova e mi dirai

Nico87

Non dappertutto, IGN per esempio ha detto che ci vogliono più di 5 ore per finire la sola campagna ma senza aver fatto esplorazioni e backtracking.
Quindi qualcosa che non va c'è. Voi continuate pure a leggere solo le recensioni senza aver mai provato il gioco, che fate bene così.

Oblomov

Lo stanno già facendo, sveglia

LaBraceAccesa

Leggendo un po di recensioni dappertutto tutti concordano sull'eccessiva facilità, linearità e poca longevità di gioco.
È un titolo da prendere a pochi euro.

Castoremmi

Abbattere uno zombie è difficile come nel 2. Per le munizioni era quasi scontato considerando il maggior numero di nemici

Castoremmi

Che peccato però

Gaio Giulio Cesare

Leggendo varie opinioni sembra non regga il confronto con il 2. Per esempio qui leggo nessun problema con le munizioni, mentre nel 2 bisognava stare attenti, perchè ce n'erano poche e per abbattere uno zombie ce ne volevano un bel pò. Poi Mr.X mi ha letteralmente fatto spaventare, la prima volta che ho scoperto che era libero di passeggiare per la centrale (me lo sono ritrovato davanti mentre mi avvicinavo a una macchina da scrivere) mi è salita un'ansia incredibile per tutto il resto della mappa.

Cerebral Assassin

Probabilmente lo stanno già facendo, e questo remake è venuto male perché hanno affidato lo sviluppo a un team secondario

Sonic

Ma invece di perdere tempo con questi due remake non era meglio dedicarsi a Resident Evil 8?

Paki

Leggevo di altre recensioni, qualcuna di queste addirittura ha dato 9 al gioco per la qualità visiva, ma, tutto il resto? Sarà anche carino, il 2 mi è piaciuto tantissimo questo 3 Remake sarà da recuperare tra 1 anno a una ventina di euro. Hanno tentato il bluff.

Vash

di RE3 questo non ha neanche la puzza, il nuovo nemesis sembra un peluche al confronto dell'originale.... e poi su RE originale, gli sciupun al cuore erano assicurati.... qui è acqua di rose al confronto, bah...

comatrix

Infatti coloro che lo hanno provato in anteprima, anche se in versione preliminare, vociferavano che non è all'altezza del predecessore (purtroppo), dicono che lo hanno reso troppo facile

momentarybliss

Quindi i 64 euro per quanto mi riguarda li vedono col binocolo

Shalashaska

Grossa delusione

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