Recensione One-Punch Man: A Hero Nobody Knows. Anche Saitama può fallire

05 Marzo 2020 14

L'universo di One-Punch Man è popolato di eroi, classificati in base alla loro forza, che si adoperano per aiutare i cittadini e sventare le pericolose minacce che mettono a rischio la sicurezza del pianeta. Chiunque, a modo suo, può intraprendere il percorso per diventare un eroe, anche senza possedere abilità particolari: a volte basta anche correre su una bicicletta, indossare un tank top e avere uno spiccato senso della giustizia, per poter entrare a far parte dell'Associazione degli Eroi.

Poi c'è lui, Saitama, un normalissimo ragazzo che svolge l'incarico di eroe come passatempo, che si è sottoposto ad un allenamento nella media (100 piegamenti, 100 addominali, 100 squat e 10 chilometri di corsa, ogni giorno.) e che - come conseguenza di ciò - è diventato l'essere più forte del pianeta (ma ha perso tutti i capelli!), in grado di sconfiggere qualsiasi nemico con un solo pugno, senza mai riportare il minimo danno o ferita.

IL PRIMO GIOCO SU ONE-PUNCH MAN: UNA SFIDA NON DA POCO

Se non trovate un filo logico in tutto ciò, non importa. One-Punch Man nasce proprio come un webcomic (diventato poi un manga e un anime) dal forte tono satirico, nel quale il protagonista è reso volutamente imbattibile e dotato di una potenza smisurata. A controbilanciare tale potere offensivo ci pensa l'indole di Saitama: il più forte degli eroi - nonostante venga scambiato per un novellino anche in base al suo fisico incredibilmente asciutto - non ama combattere. Anzi, non gli importa proprio nulla di tutto ciò che orbita attorno al "mondo degli eroi"; è più impegnato a badare a faccende importanti come quando ci sarà la prossima ondata di sconti, quando andare a fare la spesa e altri problemi della vita quotidiana.

Questa premessa è fondamentale per inquadrare il contesto in cui è ambientato l'ultimo titolo realizzato da Spike Chunsoft, pubblicato da Bandai Namco, al quale spetta proprio il compito di rispettare il grosso limite imposto dall'opera originale - un protagonista che vince sempre con una sola mossa - e renderlo in qualche modo accattivante per il giocatore. Il risultato, purtroppo, non è esattamente all'altezza delle aspettative e One-Punch Man: A Hero Nobody Knows risulta essere un more of the same di quanto già visto con altre produzioni Bandai Namco che non hanno certo lasciato il segno, come ad esempio Jump Force. Ma andiamo a scoprire bene il perché.

BUONO L'EDITOR DEI PERSONAGGI, MENO LE MISSIONI

Realizzare un gioco in cui il protagonista è invincibile non è cosa facile, quindi è stato scelto di ripercorrere la stessa strada già usata in altre produzioni. L'eroe sconosciuto a cui fa riferimento il titolo, infatti, non è il poco noto (nel suo mondo) Saitama, bensì un avatar (rigorosamente muto...) che potremmo creare attraverso un articolato editor che ci viene proposto sin da subito. Le possibilità di personalizzazione sono elevate e nel corso dell'avventura potremo arricchire il nostro personaggio con oggetti e accessori che ne determineranno ancor di più l'aspetto unico (a patto di non trovarsi a fare il cosplay di Saitama o degli altri eroi principali).

In fase di creazione del personaggio potremo scegliere uno stile di combattimento - basato sul pattern degli eroi principali -, il nome originale e il nome da eroe; quest'ultimo sarà quello che ci rappresenterà nel corso di tutte le missioni e all'interno del ranking dell'Associazione degli Eroi, mentre l'altro sarà semplicemente la nostra identità.


Una volta completato il personaggio comincerà la nostra avventura. L'avatar impersonato è quindi uno dei tanti eroi che, missione dopo missione, proverà a scalare le classifiche dell'Associazione degli Eroi per raggiungere il grado massimo (vanno da C, il più basso, a S, il migliore), conquistando quindi fama, gloria e riconoscenza da parte dei cittadini. Progredire nelle missioni ci permetterà di sbloccare nuove aree da esplorare nella città-hub e di accedere quindi a nuovi NPC in grado di assegnarci incarichi sempre più importanti.

Fondamentalmente la struttura alla base del gioco è questa, la stessa identica che avevamo visto anche in Jump Force. One-Punch Man: A Hero Nobody Knows non spicca certo per personalità e appare quasi come una copia (più precisamente un reskin) di quanto già visto in passato: la città principale funge da hub per raccogliere le missioni, senza offrire alcuna interazione degna di nota, e ci mostra gli altri giocatori online, con i quali potremo avviare uno scontro rapido e poco altro.

A loro volta, le missioni si susseguono con una progressione lineare e una ripetitività costante, sino al punto in cui dovrete grindare le missioni secondarie per raggiungere i requisiti necessari al proseguimento di quelle principali. Ovviamente queste sono il cuore pulsante del gioco, in quanto ci permettono di prendere effettivo controllo del nostro avatar e degli altri eroi per gettarci nel bel mezzo dei combattimenti.

BATTLE SYSTEM: UN PICCHIADURO SENZA PROFONDITÀ

Il gioco, infatti, è principalmente un picchiaduro/action ad arena, con alcuni elementi RPG legati alla crescita del personaggio. Durante gli scontri impersoneremo principalmente il nostro avatar, ma capiterà spesso di trovarci a tu per tu con altri eroi della serie, come Spatent Rider, Tank Top Tiger, Silver Fang e molti altri ancora.

L'ambientazione temporale scelta è quella che ripercorre gli avvenimenti della prima stagione dell'anime, quindi chi conosce bene la storia troverà tanti volti famigliari ad accoglierlo. Una volta incontrati, gli altri eroi svilupperanno un certo grado di affinità verso il nostro avatar e ciò ci permetterà di usarli durante gli incontri di allenamento, nelle battaglie singole e nel multi player. Ma non solo; fare nuovi incontri renderà accessibili nuovi stili di combattimento che potremmo equipaggiare e far salire di livello. Specializzandoci in un determinato stile sbloccheremo mosse sempre più potenti che arricchiranno il nostro potenziale offensivo.

Purtroppo il bilanciamento non è perfetto e stili come quello Esper e Macchina risultano decisamente più versatili e potenti di quelli Normale e Potenza. Questo perché possono contare su un maggior numero di attacchi a distanza e quindi di un controllo più efficace del combattimento, mentre gli stili che prediligono un approccio ravvicinato tendono a restare maggiormente esposti.


Ciò comporta un grado di profondità del battle system generalmente molto basso; una volta che si è padroneggiata la parata e la schivata, il tutto si ridurrà allo spam degli attacchi più potenti senza troppe preoccupazioni. D'altronde anche la varietà di nemici - decisamente bassa - non permette di accedere ad un battle system complesso. Da ciò deriva la ripetitività delle missioni, le quali risultano spesso essere molto simili tra loro anche per le modalità di svolgimento.

A spezzare un po' la ripetitività ci pensano alcuni eventi casuali che possono alterare il campo di battaglia. Durante gli scontri, infatti, non è raro trovarsi davanti a vere e proprie catastrofi naturali - come la pioggia di meteoriti - che ci costringono a distogliere l'attenzione dallo scontro per evitare di subire danni aggiuntivi. A ciò si aggiunge anche una seconda meccanica, ovvero l'ingresso in scena degli eroi più famosi.

Durante le lotte, infatti, capiterà di veder comparire un timer che ci segnala l'arrivo imminente di un eroe, pronto a darci man forte con uno dei suoi attacchi caratteristici. Una volta giunto sul campo, potremo anche controllarlo completamente per proseguire lo scontro nei suoi panni. All'interno di questa meccanica si posiziona anche Saitama, l'eroe invincibile, il quale agirà come vero e proprio deus ex machina per portare a termine delle battaglie contro nemici cruciali, il tutto con il suo inconfondibile pugno.

MULTI PLAYER

La potenza di Saitama resta invariata anche nel multi player. Qui possiamo utilizzare sino a 3 eroi alla volta - alternandoli 1 ad 1 sul campo di battaglia - e qualora volessimo usare Saitama è possibile farlo solo come ultima scelta; ma non solo, dovremmo anche attendere il suo arrivo (ci metterà 150 secondi per presentarsi). Una volta giunto sul campo, potremo usare Saitama per sconfiggere ogni avversario con un colpo solo, senza subire alcun danno.

Sebbene ciò possa sembrare sbilanciato, è bene tenere presente che questa scelta comporta che il giocatore abbia accesso a 2 soli combattenti per i primi 150 secondi dello scontro, mentre l'avversario disporrà di 3 eroi, a patto che anche lui non decida di usare Saitama. In tal caso - con due Saitama sul campo - lo scontro non verrà deciso in un colpo solo, ma si trasformerà in una battaglia tradizionale.

Nel complesso l'esperienza multi player è di buona qualità dal punto di vista del netcode, ma l'assenza di un battle system bilanciato rende il tutto poco attraente. A patto che le cose non cambino con un prossimo aggiornamento, è improbabile che la componente online possa attrarre molti utenti per un lungo periodo di tempo.

COMPARTO TECNICO: NON CI SIAMO

La ciliegina sulla torta è rappresentata dal comparto tecnico, decisamente sotto tono per una produzione di inizio 2020. I modelli degli eroi sono ben realizzati, fedeli e dettagliati, ma gli scenari risultano spogli e anonimi. Le animazioni legnose, il frame rate instabile anche su PS4 Pro, i muri invisibili nella città-hub e le texture non molto definite ci danno la sensazione di trovarci davanti ad una remastered di un titolo di scorsa generazione realizzata con poco impegno.

Il primo sospetto sul fatto che qualcosa non quadrasse ci è venuto dopo aver guardato il peso del gioco sulla nostra PlayStation 4: appena 8,59GB per la versione 1.02 del gioco, praticamente un terzo del peso di Jump Force e circa la metà rispetto ad Ultra Street Fighter IV. Basta questo dato per farci capire che il titolo dedicato a One-Punch Man non rientra assolutamente tra le produzioni più ambiziose di Spike-Chunsoft.

CONCLUSIONI

One-Punch Man: A Hero Nobody Knows è un titolo che può essere portato a termine in circa una quindicina di ore e che avrebbe potuto trovare un enorme potenziale sul frangente della longevità, grazie ad un comparto online solido. Purtroppo mancano le basi per un battle system coinvolgente e profondo che sappia tenere i giocatori incollati al titolo.

Nel complesso l'IP viene sfruttata bene nella resa dei momenti comici e nella caratterizzazione di tutti i celebri eroi dell'universo di One-Punch Man, ma il tutto viene applicato ad un prodotto molto fiacco, datato e affrettato, che non aggiunge nulla di più al panorama PS4, Xbox One e PC (le piattaforme su cui è disponibile).

In fan del manga e dell'anime potrebbero comunque passare delle piacevoli ore immersi nel loro universo preferito ed è proprio a questi che si rivolge il titolo principalmente, ovvero a tutti quelli che amano la serie e che sono alla ricerca di una trasposizione videludica che gli permetta di rivivere gli eventi da un altro punto di vista, anche al netto degli evidenti problemi. Per tutti gli altri, è meglio rivolgersi altrove.

VOTO

CONTENUTI/MODALITÀ DI GIOCO 6,5

GAMEPLAY 6,5

TECNICA 5

MULTIPLAYER - 6

LONGEVITÀ' 6

GLOBALE 6

Modelli dei personaggi principaliSi respira l'aria dell'opera originaleEditor dell'avatar molto curato
Comparto tecnico di basso livelloIl battle system è piatto e poco profondoStruttura a missioni ripetitiva e noiosa

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Commenti

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Desmond Hume

L’anime è strafigo, non pensavo.

Galimba

Concordo. Le caratterizzazioni e le tecniche le avevi già pronte mutuando il manga.

Repox Ray

Non hai detto che con Spatent Rider puoi lanciare la bicicletta... quello già basta per giustificare tutto il gioco! XD

TheFluxter

O altrimenti per citare Wikipedia: "esecuzione ripetitiva, da parte del giocatore, di quest primarie o secondarie con l'unico scopo di far crescere il personaggio, aumentarne le abilità o sbloccare nuovi contenuti più velocemente, per non essere portati a spendere soldi veri, spesso anche a scapito del divertimento" meglio "grindare" ahaha veramente.

TheFluxter

Mi aspettavo fosse una m***a..unica nota simpatica, Saitama che shotta i nemici, onesto.

TheFluxter

E' che nel gergo tecnico si chiama proprio "grindare", poi se non si è nel mondo dei videogiochi è un termine che difficilmente si conosce.
Diciamo che il giocatore casual su Angry Birds non conosce il termine "grindare", mentre un giocatore di LoL o Warcraft lo conosce molto bene come termine, mentre "fightare, buildare, droppare" vogliono dire 3 cose diverse, ma non sono termini usati nel mondo dei videogiochi

TheFluxter

Vero, al posto di "grindare" avrebbero potuto scrivere "ripetere in maniera noiosissima obiettivi uguali l'uno a l'altro senza la minima struttura, ma farli a tal punto da arrivare ad una saturazione della zona scrotale massima, però riuscendo poi ad avanzare all'interno del gioco"

Gabriele_Congiu

Ok

Nix87

Avrebbe reso di più solo come picchiaduro...

Galimba

Anime esilarante, però in effetti difficilissimo da rendere in un gioco.

Account Anniversario

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Per non dimenticare

Giardiniere Willy

Non è che devono scrivere in italiano, ma almeno in una lingua esistente che venga compresa dai più.

Fightare, buildare, droppare... È più facile imparare l'armeno

Tolemy

E vogliono pure 60€ per questa cosa?!?

Account Anniversario

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