Bandai Namco sotto attacco ransomware: dati dei clienti a rischio

14 Luglio 2022 11

Bandai Namco, il publisher di molti titoli e serie di successo come Elden Ring, Dark Souls, Soulcalibur, Tekken e molte altre, ha confermato di essere stato oggetto di un attacco ransomware che ha compromesso i dati in mano a diverse divisioni asiatiche del gruppo (non del Giappone), tra cui anche le informazioni relative agli utenti collegati alle sezioni Toys e Hobby Business delle zone geografiche coinvolte.

L'attacco è avvenuto lo scorso 3 luglio e Bandai Namco ci ha messo circa una settimana per confermare se i suoi server siano stati effettivamente compromessi. Al momento non ci sono ancora informazioni precise su tutto il materiale trafugato, visto che l'azienda sta ancora indagando sulla questione.

Secondo quanto emerso, pare che l'attacco sia stato portato dal gruppo ALPHV, anche noto come BlackCat, e allo stato attuale non si sa quali siano state le richieste verso il publisher. Il gruppo è comunque noto nell'ambiente e persino alle autorità come l'FBI, le quali attribuiscono a BlackCat/ALPHV attacchi ad oltre 60 organizzazioni sparse per il globo, tutti eseguiti tramite software estremamente sofisticati. Solitamente lo scopo è quello di estorcere pagamenti in Bitcoin, Monero o altre criptovalute ed è probabile che questo sia il caso anche nell'attacco a Bandai Namco.


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Commenti

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Lucagildo

Leggevo una statistica impressionante: in Italia nel 2021 il 46% delle aziende è stata oggetto di attacco informatico, con un aumento del 600% pre pandemia.

MatitaNera

E buttarlo in fondo al mare

siete solo utonti

dati degli utonti alle mercè di truffatori o peggio.
Ottimo! :)

Squak9000

ti sbagli!

era Cacai

Squak9000

nerd sotto attacco di nerd https://uploads.disquscdn.c...

Il BaK

..Esiste e si chiama "penna USB"... :) E sì, rimane il metodo più affidabile.

Ma suppongo che si parli di veramente tanti dati ed a cui tante persone devono accedere quotidianamente... Non semplice come sembra.

ErCipolla

Perché i dati serve che siano disponibili, isolati dal resto del mondo sono inutili. Esempio stupido dal mondo reale: se ti fermano i carabinieri e ti chiedono i documenti mica puoi dirgli "eh, li tengo a casa in cassaforte perché è più sicuro"

Roundup

Non era Banzai?

T. P.

chissà per agos come è finita...

Alexxx

Perchè non creare una specie di server centrale però che non sia collegato in nessun modo a internet? e li metterci tutte le password e i dati bancari, carte ecc ecc.
Magari un alternanza offline-online solo in base alle richieste dei proprietari o cose simili.

Patrocinante in Cassazione

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