NFT, metaverso e blockchain, anche Square Enix si unisce al carrozzone

03 Gennaio 2022 9

Uno dei principali campi in cui si concentrerà Square Enix nel 2022 sono blockchain, metaverso e NFT: la software house giapponese, responsabile di alcune delle serie di videogiochi più famose e diffuse al mondo (Final Fantasy, Tomb Raider, Kingdom Hearts, Deus Ex) l'ha annunciato tramite il suo presidente Yosuke Matsuda in una lettera di inizio anno (si può leggere in forma integrale seguendo il link FONTE in fondo all'articolo). Dalla lettera si evince in particolare l'interesse del dirigente nei confronti dei token non fungibili e delle potenziali implicazioni della tecnologia crypto, tanto che a questo punto è molto facile prevedere che arriveranno gli NFT marchiati Square Enix.

Del resto si può dire che il 2021 sia stato un anno di assoluto boom per gli NFT, e che lo studio giapponese segua le orme di ormai un discreto numero di protagonisti del settore gaming. Citiamo per esempio Atari e Ubisoft. Secondo Matsuda, l'NFT sarà il sistema ideale per chi vorrà contribuire alla crescita di un gioco generando a propria volta contenuti - insomma, sembra che si parli di una versione riveduta e corretta dei classici UGC (User Generated Content) con un'infrastruttura tecnologica più moderna e decentralizzata.

La lettera di Matsuda è molto generica e non fornisce alcun dettaglio concreto su quali siano effettivamente i piani di Square Enix per integrare NFT, metaverso e blockchain nei suoi giochi - né come queste tecnologie potranno migliorare l'esperienza dei giocatori. Sappiamo comunque che negli scorsi mesi la società aveva annunciato una partnership con Double Jump Tokyo per creare contenuti digitali relativi a Million Arthur, serie di giochi (card game F2P e MMORPG) particolarmente popolare in Giappone da cui sono scaturiti anime e manga.

Quel che è certo è che le reazioni del pubblico - in particolare sviluppatori indipendenti e giocatori - sono state negative praticamente all'unanimità: meme e prese in giro spopolano sui social. Del resto, è un pattern che ormai sta diventando famigliare: quasi tutti gli annunci in chiave NFT di studi ed editori finiscono più o meno nello stesso modo, e diverse società hanno in ultimo deciso di cancellare i loro piani di conseguenza. Matsuda sembra al corrente di questa eventualità e sembra non curarsene granché - del resto ritiene che siano la chiave per una "crescita autoalimentata dei giochi".


9

Commenti

Regolamento Commentando dichiaro di aver letto il regolamento e di essere a conoscenza delle informazioni e norme che regolano le discussioni sul sito. Clicca per info.
Caricamento in corso. Per commentare attendere...
Sbrillo

complimenti per la classe.

Tony Sterk

Si fanno una marea di soldi con NFT, tu continua a fare il morto di fame come fai ora che al resto ci penserà Darwin

ErCipolla

Il discorso è sempre quello: lo scopo dell'industria videoludica da anni ormai è la transizione dal videogame tradizionale alla slot machine. Quello che vogliono non è creare opere d'ingegno, è creare prodotti in serie fatti per essere veicoli dai quali vendere i "gettoni" ai ragazzini, che si tratti di skin, NFT, lootbox o altro il fine ultimo è continuare a farti pagare dopo che hai acquistato il prodotto base.

Sbrillo

Intenditori? Di ste ca**te? Torna a fare il bm perché qua di intenditori non ce n’è. NFT è la più grande cretinata del secolo, metaverso e altre cose, annesse. Vergognoso come una cosa del genere possa avere valore

Tony Sterk

Dai torna a fare il boomer su whatsapp che qui parlano i grandi

Giorgio
T. P.

https://media3.giphy.com/me...

Andhaka

No, che dici... guarda come hanno prezzato umano quell'ottima conversione per PC, uscita dopo un anno e senza mezzo problema, di Final Fantasy VII Remake Tardigrade. :D

Cheers

NaXter24R

Vabè ma loro non fanno testo. Avidi come Square ce ne sono pochi.

LEGO Star Wars: The Skywalker Saga provato: enorme e divertente

Recensione Horizon Forbidden West: un open world ricchissimo

GTA 6, ci siamo: Rockstar lo ha confermato ufficialmente!

Anteprima Ghostwire Tokyo: parola d'ordine originalità