Recensione Asgard's Wrath: un must per i possessori di Oculus Rift

25 Ottobre 2019 13

Asgard's Wrath è sbarcato da qualche giorno sull'Oculus Store e abbiamo avuto modo di provarlo sul nostro Oculus Rift S (di cui vi avevamo parlato nella nostra recensione). Siamo quindi pronti a raccontarvi le nostre impressioni su una delle esclusive più attese per la piattaforma Rift.

Abbiamo provato il titolo di Sanzaru, realizzato in collaborazione con gli Oculus Studios, sulla nostra classica configurazione desktop (Intel i9-9900X, 32GB di RAM, GPU Nvidia GTX 1080 Ti, SSD Samsung 960 Pro 512GB) che ci ha permesso di eseguire il gioco a dettagli alti senza alcun tipo di incertezza, mentre è stato possibile riscontrare cali nella stabilità del frame rate spingendoci a dettagli massimi. Segnaliamo che sono richiesti 165GB di spazio disponibili.

Ma Asgard's Wrath è un titolo che porta con sé un peso ben più gravoso; quello di convincere i possessori di Rift - e soprattutto chi non lo possiede - di essere la punta di diamante dell'offerta di giochi AAA nativi per la Realtà Virtuale. Senza troppi giri di parole, il team di Sanzaru ha svolto un lavoro eccellente nel confezionare un'esperienza convincente e accattivante, che ci permette di immergerci integralmente nella mitologia norrena, di Asgard e dei 9 Regni.

TRAMA: ACCATTIVANTE MA NON ORIGINALISSIMA

La trama di Asgard's Wrath ci fa impersonare il nascente dio degli animali, pronto a farsi strada nel pantheon norreno, il quale viene subito preso sotto l'ala protettrice di Loki, il dio dell'astuzia e dell'inganno. Il nostro percorso si incrocerà anche con quello di alcuni mortali che, per un motivo o per un altro, hanno un forte risentimento verso gli dei. Ciò offrirà terreno fertile per prenderne letteralmente il possesso mentre si viaggia da una regione all'altra dei 9 Regni.

Lo scopo della possessione è molteplice. Da un lato permette di interagire su scala umana con il mondo materiale, mentre dall'altro rappresenta un modo per conoscere meglio le storie dei nostri ospiti e per fornirgli l'aiuto divino di cui hanno bisogno per soddisfare la propria sete di vendetta, il tutto mentre seguiamo un percorso abilmente orchestrato dal nostro mentore Loki. Insomma, rancore umano e inganni divini si incontrano: cosa potrà mai andare storto? Beh, questo lasciamo a voi scoprirlo.

Asgard's Wrath si presenta quindi come una via di mezzo tra un Elder's Scrolls e l'ultimo capitolo di God of War, creando una sorta di sensazione di già visto; dalla prima serie viene ripresa la visuale in prima persona e alcuni degli elementi da action RPG, mentre dal secondo è ripreso il tema dello scontro con le divinità e parte degli elementi che hanno ispirato il sistema di combattimento fortemente action.

Nel corso delle oltre 30 ore di gioco potremo quindi esplorare in lungo e largo Asgard e gli altri regni, avventurandoci in tanti dungeon e risolvendo alcuni enigmi generalmente molto semplici. La componente esplorativa è varia ma non eccelle particolarmente; anche il level design è abbastanza semplice. Segnaliamo anche la presenza di un sistema di crafting per la creazione di armi e accessori e di tante quest secondarie che aggiungono circa una decina di ore in più per portare a termine il titolo.

GAMEPLAY: LA VERA STAR

L'aspetto principale del gameplay verte sull'alternanza tra la forma divina - le cui dimensioni sono colossali - e quella umana. La forma divina ci permette di vedere tutta l’area di gioco dall’alto e di sfruttare tale maestosità per pianificare la prossima mossa, per spostare i comprimari o per risolvere enigmi semplici.

I comprimari in questo caso sono rappresentati da creature creature marine e terrestri che riusciremo a trasformare in mostri al servizio della nostra controparte umana. Ad esempio, potremmo trasmutare uno squalo in un essere bipede (avete mai visto gli Street Sharks? Ecco) che combatterà per noi e ci permetterà di risolvere determinati enigmi, o ancora potremo farlo con una tartaruga per sfruttare le sue naturali doti difensive.

La trasmutazione avviene sfruttando i nostri poteri divini, mentre il controllo sulle creature potrà essere esercitato solo dopo che torneremo nel corpo umano posseduto. Se quindi la modalità divina ci permette di mettere a frutto i nostri poteri, sarà il corpo mortale a dover affrontare i combattimenti principali e la maggior parte dell’esplorazione dei 9 Regni. Ed è proprio in questa modalità che viene il bello.

Si perché, una volta vestite le spoglie mortali, potremmo muoverci liberamente, combattere in prima persona utilizzando lo stile a noi più consono. Siamo noi gli artefici delle combo, di ogni singolo attacco, parata e contromossa. Ogni controller Oculus Touch rappresenta una delle nostre mani e, di conseguenza, potremo utilizzarla liberamente nella maniera che più ci risulta congeniale.

Volete combattere con uno scudo e una spada? Ok! Volete impugnare due armi? Va bene anche quello! Preferite usare una spada e lanciare a distanza la vostra arma secondaria? Non c’è alcun problema! Volete risolvere i combattimenti a scazzottate? Beh, problemi vostri... Armi e scudi possono essere danneggiati e riparati, ma in alternativa possiamo raccogliere e usare immediatamente quelle lasciate cadere dai nostri nemici.

Bastano queste poche righe per descrivere la libertà che Sanzaru ha voluto lasciare al giocatore nel momento in cui si ritroverà coinvolto in un combattimento. Ogni parata è frutto della vostra bravura nel muovere l'arma o scudo nella giusta direzione e effettuare questa azione con il giusto tempismo vi permetterà di contrattaccare con efficacia maggiore. Ogni mossa non è scriptata; non vi basterà muovere leggermente il polso per combattere, non ci sono binari che il vostro copro virtuale seguirà.

Ad aumentare il livello di coinvolgimento ci pensano anche altri fattori, come ad esempio la possibilità di afferrare e mangiare i vari cibi (dovrete portarli alla vostra bocca) per recuperare punti vita, o quella di posizionare oggetti sul proprio petto (come le pozioni) per poterli afferrare rapidamente durante uno scontro. Infine non manca la possibilità di giocare senza alcuna interfaccia a schermo: ciò che vedrete sarà solo l’ambiente che vi circonda, nessun indicatore o altro elemento “artificiale” potrà interferire con la vostra esperienza in prima persona.

La forma umana è senza dubbio quella più appagante e divertente da giocare, mentre quella divina rappresenta più una sorta di deus ex machina che permette il raggiungimento di obiettivi altrimenti impossibili per un mortale, ma che non viene approfondita al punto di rappresentare un'alternativa interessante da giocare. Una volta sfruttata per risolvere l'enigma di turno, tornerete rapidamente nel vostro copro mortale per poter giocare davvero.


Tutto ciò porta con sé qualche piccola imperfezione, come una non sempre perfetta interazione degli oggetti, qualche compenetrazione di troppo e un'intelligenza artificiale non eccellente. Nel complesso la formula risulta comunque convincente, nonostante il gioco non riesca ad eccellere in nessun aspetto. Le meccaniche RPG non sono troppo approfondite, il combattimento - seppur liberissimo - non evolve in maniera particolare, il comparto grafico non fa gridare al miracolo, la trama è interessante ma non brilla per originalità.

Tuttavia, nonostante una serie di elementi che, se analizzati singolarmente, potremmo considerare più che sufficienti, l'amalgama che si crea quando li si unisce all'esperienza VR ha permesso a Sanzaru di portare a casa un risultato che è ben al di sopra della somma dei singoli componenti.

CONCLUSIONI

L’opera di Sanzaru rappresenta ad oggi l’esperienza più coinvolgente che è possibile trovare su una piattaforma VR, almeno su PC. La longevità del titolo, unita all’ottimo resa delle meccaniche di combattimento e alla bontà della formula di gioco, ne fanno un acquisto praticamente obbligato per tutti i possessori di un Rift che vogliono trarre il meglio dalla propria periferica

Certo, non ci troviamo davanti ad un titolo in grado di ridefinire il genere action RPG - le fasi esplorative (così come gli enigmi) sono molto basilari -, ma si tratta di un gioco che riesce a far emergere in maniera evidente tutti i punti di forza della piattaforma VR.

E forse è proprio questo il suo più grande merito, mostrare al pubblico cosa è possibile fare in un ambiente del tutto nuovo e le cui potenzialità sono ancora da esplorare. È proprio il fatto di essere “un gioco per la Realtà Virtuale” a rendere Asgard’s Wrath un’esperienza unica e di conseguenza a definire i suoi pregi e i suoi limiti.

È evidente come il team di Sanzaru abbia dato maggior priorità alla cura di tutti gli aspetti che riguardano l’immersività del giocatore, tralasciando invece quelli più strettamente legati ai criteri di valutazione tipici del medium videoludico. D’altronde la VR dà questa possibilità; un titolo può quindi essere incredibilmente coinvolgente e appassionante anche senza che si tratti di un capolavoro. Basta il fatto di viverlo in prima persona a renderlo unico.

Asgard’s Wrath non ha particolari meriti per quanto riguarda aspetti come la realizzazione tecnica - la cui qualità è altalenante, tra modelli di armi, oggetti e mostri ben realizzati e fondali meno ispirati - o la trama: il suo principale pregio è quello di permetterci di vivere un'avventura unica e da due prospettive molto diverse da loro, il tutto condito con un gameplay frenetico e carico d'azione, che però porta con sé anche l'inevitabile problema legato alla motion sickness.

In ogni caso Asgard's Wrath è un acquisto caldamente consigliato a tutti i possessori di Oculus Rift - ricordiamo che il titolo è disponibile in esclusiva solo sul Rift - e i 39,99 euro richiesti su Oculus Store rappresentano un buon investimento che verrà ampiamente ripagato nelle oltre 30 ore di gioco.

VOTO: 8,9

Immersivo Ottima longevità per il genereCombattimento libero e appaganteAmbientazione e trama sempre accattivantiMette in mostra le potenzialità di Oculus Rift
Attenzione alla motion sicknessNon eccelle in alcun campo specifico

13

Commenti

Regolamento Commentando dichiaro di aver letto il regolamento e di essere a conoscenza delle informazioni e norme che regolano le discussioni sul sito. Clicca per info.
Caricamento in corso. Per commentare attendere...
GeneralZod

Secondo me per nVidia.

GeneralZod

Sì, ma serve USB 3.1 Gen 2 da 10 Gbps.

Anthem90

Sono sonari che non sopportano che ci sia qualcosa di meglio dei loro giocattoli. Senza contenuti. Ma col filo!!

Anthem90

Questi sono visori, questi sono giochi! Non quella cagatona di psvr.

Fabyo

Ma l'oculus rift ed eventualmente il quest (se ho ben capito esiste già il modo di usarlo anche col pc) non sono compatibili con la windows mixed reality?

Danilo

Dovrebbe andare anche con il Quest + Oculus Link, il che rende il Quest ancora più appetibile di quanto già sia.

Pip

"Nel corso delle oltre 30 ore di gioco"

Già mi basta questo per comprarlo ad occhi chiusi.
È pieno di ottimi giochi per la realtà virtuale, ma per la maggior parte delle volte, a parte pochi arcade come beat saber e space pirate trainer, durano veramente troppo poco, due o tre ore...
Prendiamo robot recall ad esempio: è fighissimo e tutto il resto, ma i pochissimi livelli vengono subito a noia, che ci vuole ad aggiungere una modalità survival?

Max Severest

Chi messo i voti meno a questo intervento potrebbe motivare?

Gianluca Attanasio

Non riesco più a staccarmi da questo gioco

S. Vinci

Dicoti no!

dino bianchi

ragazzi non lo comprate, non prendete un visore e non prendete questo gioco perchè letteralmente non riuscirete a giocare ad altro, la recensione dice il vero ma pone poca enfasi sulla spettacolarizzazione delle scene che vivremo in prima persona, guardare Asgard sarà uno spettacolo unico, bere birra con Loki sono emozioni che vi entreranno sotto pelle, esperienze come ormai pochi giochi non VR riescono ancora a regalare.

winzozzlagdroidiphogna

solo se non sei abile a parlare.

Pietro Smusi

è uno scioglilingua per caso?

Recensione Nintendo Switch Lite: la console che mancava | Pregi e Difetti

Asus Rog Phone 2: tutto su accessori ed esperienza gaming | Video Recensione

Nintendo Switch Lite: le nostre prime impressioni | Video Anteprima

Recensione The Dark Pictures: Man of Medan; l'atmosfera horror c'è ma non basta