DJI RoboMaster S1: dal torneo al robot educativo | Approfondimento | Video

03 Dicembre 2019 33

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RoboMaster S1 è finalmente arrivato anche sul nostro mercato e noi abbiamo avuto modo di passare qualche giorno in compagnia del primo drone terrestre di DJI: oggi vogliamo raccontarvelo, parlandovi non solo del robot in sé, ma di tutto ciò che orbita attorno a questo ambizioso progetto di DJI.

Si perché il nostro viaggio con RoboMaster S1 è cominciato ben prima del suo annuncio europeo ufficiale - avvenuto a fine ottobre -; la prima volta che ho avuto occasione di provarlo con mano è stata ad inizio agosto a Shenzhen, dove ho potuto assistere anche alla finale della competizione RoboMaster 2019, dalla quale deriva questo S1.

Come avevo già anticipato ad ottobre, infatti, S1 non è altro che la variante commerciale di uno dei RoboMaster che vengono utilizzati per combattere all'interno delle immense arene in cui si svolge l'omonimo torneo. In quel caso però si tratta di robot molto più grandi, personalizzabili e "potenti", in grado di offrire ad ogni team un ampio numero di gradi di libertà che gli consentono di modificare radicalmente il comportamento di ogni unità, ma andiamo con ordine e partiamo dall'inizio.

ROBOMASTER: UN TORNEO DIDATTICO

La competizione RoboMaster prende il via nel 2015 per volere dello stesso CEO e fondatore di DJI Frank Wang, il quale ha visto in questo particolare format uno dei sistemi più efficaci per conseguire diversi obiettivi in un solo colpo:

  • Avvicinare gli studenti universitari delle facoltà scientifiche al mondo della programmazione e dei robot
  • Creare un nuovo evento in grado di trasformare dei comuni nerd in star di livello nazionale
  • Individuare dei talenti nel campo della robotica che, una volta terminati gli studi, possano anche proseguire la propria carriera in DJI
  • Sfruttare la popolarità di cui gode il genere MOBA (Multiplayer Online Battle Arena) per rendere il tutto ancor più accattivante agli occhi degli spettatori

Tutti i partecipanti alla competizione RoboMaster, infatti, provengono dalle principali università della Cina e dell'Asia e - solo di recente - di qualche paese occidentale. Si tratta quindi di giovani dotati di un importantissimo bagaglio di conoscenze tecniche, i quali hanno la possibilità di mettere alla prova il loro talento all'interno di uno scenario molto pratico: una sfida 5v5 (6v6 nei tornei ufficiali) tra robot.

Il campo in cui si gioca la competizione RoboMaster

Il titolo di questo paragrafo utilizza il termine "didattico" per un motivo ben preciso. Per partecipare al RoboMaster non è sufficiente mettersi alla guida di uno dei 5 robot che verranno schierati nell'arena; il vero lavoro comincia molto prima e passa attraverso lo sviluppo di algoritmi di rilevamento ottico, intelligenza artificiale, la creazione di soluzioni meccaniche in grado di rendere più efficiente ogni robot sul campo di battaglia (ognuno ha un ruolo diverso, ne parlerò più avanti).

Ogni team (che può essere composto da decine di studenti) deve quindi sfruttare al meglio le conoscenze in ogni ambito dei suoi componenti, al fine di sviluppare soluzioni in grado di prevalere su quelle avversarie. Soluzioni che non sono poi fini a sé stesse, ma che anzi possono trovare impieghi concreti nel mondo reale e in quello lavorativo.

Ad esempio, un particolare braccio meccanico può essere poi sviluppato ulteriormente in seguito ed essere applicato ad un robot che si occupa di organizzare le merci in un magazzino. Gli algoritmi di riconoscimento visivo possono magari entrare a far parte di quelli che - in futuro - permetteranno a dei robot autonomi di identificare meglio gli ostacoli, e così via. Le unità RoboMaster fungono quindi da palestra per gli ingegneri di domani, i quali nel mentre possono applicare le loro idee all'interno di una competizione unica nel suo genere, in grado di catturare l'interesse e la passione dei milioni di fan che ogni anno si collegano per assistere alle dirette streaming delle varie fasi del torneo.

LE REGOLE DEL ROBOMASTER 2019

Come ho detto poco fa, la competizione RoboMaster pesca a piene mani dal genere MOBA. Chiunque non abbia idea di cosa siano giochi come DOTA, League of Legends, Arena of Valor, Vainglory e molti altri ancora, deve sapere che un MOBA è un genere di giochi che prevede dei combattimenti a squadre all'interno di un'arena.

La particolarità di questo genere risiede nel fatto che ogni personaggio utilizzato dai giocatori è dotato di un suo ruolo e abilità uniche (alcuni saranno più difensivi, altri più forti in attacco ma particolarmente fragili, altri ancora offriranno quasi esclusivamente supporta), fatto che rende fondamentale la creazione di un team bilanciato e composto da giocatori in grado di trarre il massimo vantaggio dal gioco di squadra. Oltre a ciò, anche l'arena svolge un ruolo attivo nella competizione.

Questa ospita le due basi dei rispettivi team, torrette di difesa e altre aree in cui è possibile ottenere potenziamenti temporanei. Lo scopo di ogni partita è quello di distruggere la base della squadra avversaria, sfruttando ogni mezzo a propria disposizione.


Tutto ciò può essere applicato direttamente anche al torneo RoboMaster, con la sola eccezione della personalizzazione del team. Ognuna delle 32 squadre che ha partecipato all'edizione 2019 della competizione (alcune regole cambiano di anno in anno, quindi è bene specificare che parlerò esclusivamente dell'edizione conclusa) era infatti composta da:

  • 3 Robot Standard: sono le unità di base, controllate manualmente dai rispettivi operatori (come Eroe, Ingegnere e Unità Volante). Sparano i proiettili classici e sono la base sul quale è stato progettato RoboMaster S1. Ogni robot standard è dotato di 200 HP (punti vita) e ha un caricatore da 200 colpi (ogni proiettile infligge 10 HP di danno) che può essere rifornito in una determinata zona dell'arena. Sparare in successione genera un surriscaldamento virtuale dell'arma, che impedisce di spammare eccessivamente. Sia gli HP che il margine di tolleranza al surriscaldamento aumentano con il salire di livello; ogni unità guadagna punti esperienza distruggendo i nemici e può raggiungere sino a 300 HP al livello 3 e raddoppia il quantitativo di calore che può sopportare.
Un classico Robot Standard; l'Eroe è un po' più grande, ma molto simile
  • 1 Eroe: l'Eroe è un'unità speciale in grado di sparare i proiettili più potenti presenti nell'arena, tuttavia comincia il combattimento con il caricatore completamente scarico. Ogni colpo dell'Eroe (spara delle vere e proprie palle da golf!) è in grado di infliggere ben 100 HP, ovvero 10 volte il danno dei proiettili standard, i quali possono comunque essere utilizzati dall'Eroe con il suo cannone secondario. L'Eroe inizia con 300HP e può arrivare ad averne sino a 700 aumentando di livello.
  • 1 Ingegnere: L'ingegnere è l'unica unità che non può attaccare, in quanto sprovvisto di armi. Il suo ruolo principale è quello di raggiungere le isole di rifornimento e di utilizzare il suo braccio meccanico per afferrare i box che contengono i proiettili speciali destinati all'Eroe. Una volta caricati nel so cestello, l'Ingegnere e l'Eroe devono incontrarsi per effettuare il passaggio dei proiettili. L'ingegnere è dotato di ben 1000 HP (che non aumentano mai) ed è l'unica unità dotata di rigenerazione automatica. Può anche afferrare gli altri robot danneggiati (con HP a 0) e portarli nella zona di recupero per permettergli di rigenerasi e tornare quindi in battaglia.
L'Ingegnere e un dettaglio del canale con cui rifornisce l'Eroe
  • 1 Unità Aerea; L'unità volante è l'unica a non poter essere utilizzata nelle fasi iniziali dello scontro, dal momento che comincia con il "serbatoio" scarico. Occorreranno 100 secondi per rifornirlo completamente. Ogni anno vengono modificate le regole che stabiliscono il suo funzionamento, al fine di bilanciare questo potente drone. Al momento sono concessi solo 50 secondi di volo, durante i quali può sparare sino a 500 proiettili standard. Il vantaggio offerto da questa unità risiede nel fatto che sia in grado di scavalcare l'armatura della base e di effettuare quindi un attacco diretto. Oltre a ciò, non è dotata di HP, quindi non può essere abbattuta.
L'Unità Aerea
  • 1 Sentinella: La sentinella è l'unica unità completamente automatizzata. Si tratta di un robot che si sposta avanti e indietro lungo una rotaia posta sulla linea difensiva della base, il cui scopo è quello di intercettare tutte le unità nemiche in avvicinamento, dando fondo alle sue riserve di proiettili. In questo caso è fondamentale il lavoro svolto durante la creazione degli algoritmi di predizione, riconoscimento e identificazione del bersaglio, dal momento che la Sentinella dovrà capire da sola quali sono i nemici da attaccare. Ma non solo, visto che dovrà anche essere in grado di schivare gli attacchi avversari: distruggere la Sentinella, infatti, consente di abbassare gli scudi che proteggono la base avversaria, rendendola quindi esposta agli attacchi di tutti i robot. La sentinella ha 600 HP.
Ecco come è fatta la Sentinella

Queste sono le regole alla base delle singole unità in gioco, alle quali vanno aggiunte altre precisazioni. Ogni base è dotata di 2000 HP e subisce il 50% dei danni quando gli scudi sono attivi. Questi bloccano il danno proveniente da tutte le unità di terra, ma - come specificato prima - non quello dell'unità volante, le cui incursioni sono estremamente pericolose. Oltre a ciò, dal 2019 è stato introdotto un particolare sistema in grado di offrire dei potenziamenti temporanei ad ogni squadra.

Per fare ciò bisognerà colpire tutte le pale di una ventola posta al centro dell'arena (c'è un set di pale per team); la prima squadra a colpirle tutte riceverà un bonus temporaneo che incrementa il danno effettuato e i punti vita di ogni unità. È possibile raddoppiare l'efficacia del bonus se lo si ottiene sino a 2 volte di fila.

Le pale della particolare ventola che attiva i bonus di squadra

Un match termina quando una squadra ha distrutto la base avversaria, tuttavia esistono anche altre condizioni di vittoria. I match hanno una durata massima di 7 minuti (+3 iniziali di preparazione) e nel caso in cui non venga distrutta alcuna base, il punto viene assegnato alla squadra la cui base ha più HP residui. Qualora anche questo dato fosse identico, si procede al conteggio dei danni effettuati. Se anche questi sono uguali, si passa alla conta dei punti vita totali residui di tutte le unità in gioco e solo se anche questo risultato è pari viene dichiarato un pareggio. Segnalo infine che ogni squadra viene rappresentata dal colore blu o rosso durante lo scontro.

Tutte le unità RoboMaster si controllano con mouse e tastiera, come in un normale FPS
PER LA GLORIA (E MAGARI UN POSTO DI LAVORO!)

Vincere un'edizione della competizione RoboMaster è senza dubbio una grande fonte di soddisfazione, ma apre anche delle porte precedentemente impossibili da varcare. Il premio per il primo team classificato ammonta a ben 75.000 dollari, una cifra che può sembrare importante, ma che in realtà non rappresenta il vero motivo che spinge i partecipanti a competere. Come ho detto in precedenza, infatti, ogni squadra è composta da almeno una decina di membri (ma mediamente siamo sull'ordine della ventina) e partecipare alla competizione comporta dei costi che vengono coperti solo nel caso in cui ci si posizioni sul gradino più alto del podio.

DJI aiuta i team offrendo alcune unità RoboMaster in prestito (vengono inviate con mesi di anticipo, in modo da poter essere testate e preparate con calma), ma quelle mancanti vanno acquistate e il loro prezzo supera i 10.000 dollari. Ovviamente si tratta di spese che vengono prese in carico dalle università che sponsorizzano i propri team, ma è assolutamente chiaro che non è il premio in denaro a motivare i partecipanti.


Lo è invece lo status di celebrità che per un anno accompagnerà i vincitori. DJI ha infatti creato un evento che nel giro di pochi anni è finito sulla bocca di tutti, facendolo diventare un vero e proprio fenomeno culturale, in grado persino di ispirare un reality show, una serie anime, un manga e persino un documentario. Vincere il RoboMaster significa quindi essere gli idoli di milioni di giovani ragazzi e ragazze che hanno seguito con tanta passione ogni singolo scontro.

L'atmosfera che si respira all'interno dello stadio - specialmente durante gli ultimi match delle finali - è davvero quella che accompagna ben altre competizioni sportive, il tutto reso ancor più accattivante da un particolare gadget che viene distribuito ad ogni tifoso. Si tratta di uno speciale braccialetto che si illumina del colore del proprio team ogni volta che questo ottiene un punto; quando ciò accade, lo stadio esplode in un'ondata di led rossi o blu che lampeggiano all'impazzata, accompagnati dalle fragorose grida di gioia dei tifosi.

Punto per la squadra blu!

Ma vincere (o anche partecipare) il RoboMaster non vuol dire solo avere la possibilità di diventare una celebrità. Significa anche - in moltissimi casi - porre delle solide basi per il proprio futuro lavorativo, dal momento che DJI (ma anche altre aziende del settore) tengono gli occhi puntati sui principali talenti che emergono nel corso della stagione, per seguirne il percorso di studi e, al momento opportuno, proporgli un posto di lavoro nel settore di loro maggior competenza.

Insomma, l'aspetto interessante del RoboMaster è proprio il grande numero di campi che riesce a mettere in contatto tra loro. Il mondo dell'istruzione, quello degli e-sport e quello del lavoro vengono raggruppati sotto un unico cappello, mettendo in stretta correlazione delle realtà che possono trarre reciproco beneficio da questa particolare collaborazione.

Gli studenti hanno a disposizione una competizione in cui concretizzare la teoria studiata, le aziende hanno uno strumento particolare per verificare le abilità dei futuri ingegneri (un qualcosa che non può essere valutato con un semplice colloquio) e le facoltà scientifiche registrano nuovi iscritti tra i giovani che si appassionano a questo settore seguendo il torneo. Un circolo virtuoso in cui vincono tutti.

ROBOMASTER S1: COSA ARRIVA NELLE NOSTRE CASE

Difficile considerare questa come una classica recensione di un prodotto qualsiasi. Sino ad ora vi ho parlato esclusivamente di ciò che c'è dietro al RoboMaster S1, di come nasce e di qual è stato il suo ruolo principale, prima che DJI decidesse di miniaturizzarlo e portarlo al pubblico generalista.

In realtà S1 non è un prodotto che può essere capito senza aver preso in considerazione da dove arriva, dal momento che anche questo piccolo (si fa per dire...) drone rientra all'interno del circolo virtuoso di cui ho parlato poco sopra. DJI infatti mira a portare una versione condensata dell'aspetto didattico di cui ho parlato in precedenza, in modo da rivolgersi ad un pubblico di adolescenti e non più di universitari.

L'idea alla base è sempre quella: proporre un drone che permetta a ragazzi e ragazze di avvicinarsi al mondo della programmazione e dell'ingegneria, motivo per cui ogni RoboMaster S1 viene venduto completamente disassemblato. L'esperienza comincia quindi già all'apertura della scatola, visto che la prima cosa da fare è rimuovere ogni pezzo, recuperare le istruzioni e dedicare circa un'oretta del proprio tempo per il montaggio.

La confezione contiene tutto il necessario e anche qualche vite di ricambio, quindi non dobbiamo procuraci altri strumenti oltre a quelli che troviamo nella scatola. La guida di assemblaggio è abbastanza chiara, anche se è bene prestare particolare attenzione e non avere fretta; guardate con calma le immagini per identificare le giuste linee guida per montare correttamente ogni singolo pezzo.

Una volta assemblato (e aver ricaricato la batteria!), RoboMaster S1 può essere utilizzato come un qualsiasi altro drone di DJI: basterà scaricare la sua applicazione per cominciare a guidarlo in giro per la stanza. Ma la confezione include anche altri elementi che ci fanno capire che S1 non è un semplice giocattolo telecomandato. Troviamo infatti anche dei bersagli e del nastro per realizzare delle linee guida.

Addentrandosi nell'applicazione dedicata (disponibile per Android e iOS) è possibile accedere ad una vasta serie di corsi e tutorial che aiuteranno il possessore del drone a sviluppare programmi da dare in pasto a S1, in modo da fargli eseguire algoritmi automatizzati completamente personalizzati. I linguaggi di programmazione a disposizione sono due: Scratch 3.0 e Python. Il secondo vi offre maggior flessibilità, ma è adatto a coloro che già conoscono qualche base, in quanto dovrà essere compilato manualmente usando le classiche righe di codice, mentre Scratch 3.0 permette la creazione di programmi pescando dai vari blocchi a disposizione.


Quest'ultimo metodo è particolarmente indicato per coloro che sono digiuni di programmazione, in quanto è possibile creare degli algoritmi semplicemente trascinando dei blocchi preimpostati. Uno dei primi tutorial insegna come realizzare un sistema che permetta e RoboMaster S1 di contrattaccare ogni volta che viene colpito alle spalle, e basterà seguire le semplici indicazioni a schermo per cominciare a prendere famigliarità con Scratch. Ovviamente tutte le parti relative alla programmazione sono in lingua inglese.

I bersagli e il nastro per le linee guida possono essere utilizzati sia come marker visivi - RoboMaster S1 è infatti dotato di una videocamera stabilizzata - durante l'esecuzione di programmi (ad esempio: segui la linea blu, raggiungi il bersaglio 4 e spara, trova il bersaglio 1 e fai un suono, e così via), sia all'interno della modalità multi giocatore.


RoboMaster S1 mantiene infatti tutti quegli aspetti competitivi che abbiamo visto all'interno del torneo da cui deriva e permette a più giocatori di organizzare delle vere e proprie sfide. Il sistema supporta sia una modalità tutti contro tutti, sia una gara a squadre. Non manca anche la possibilità di organizzare delle gare di velocità, utilizzando i marker visivi come checkpoint o per generare armi e bonus da utilizzare nella corsa.

Va da sé che RoboMaster S1 diventa sempre più divertente all'aumentare delle unità presenti attorno a noi, ma ciò non vuol dire che il robot non possa essere utilizzato anche in solitaria. Tutta la parte dedicata alla programmazione, infatti, può essere vista come una vera e propria palestra per affinare le proprie capacità di coding - o magari crearle da zero -, mentre l'aspetto ingegneristico può essere ulteriormente sviluppato creando dei moduli aggiuntivi. La scheda madre di S1 è infatti dotata di una porta d'espansione a cui possono essere collegati accessori esterni che poi possono essere programmati anche utilizzando C e C++.

Insomma, tutta la parte relativa alla programmazione di S1 è davvero molto completa e rappresenta una solida base da cui partire per affrontare questo settore in maniera diversa dal solito, ovvero senza limitarsi a creare algoritmi fini a sé stessi da far processare ad un compilatore. RoboMaster offre infatti un feedback concreto che permette di toccare con mano gli effetti di ogni riga di codice.

Un'altra delle caratteristiche uniche di questo drone riguarda la struttura delle sue ruote. DJI ha infatti implementato quattro motori e delle particolari Ruote Mecanum composte ognuna da 12 cilindri, grazie alle quali RoboMaster può muoversi praticamente in ogni direzione, sfruttando lo stesso principio di funzionamento che regola quello della vite. Tutto ciò si traduce in una libertà di movimento davvero unica, che richiama quella tipica dei droni volanti per cui è nota la società.


Ogni RoboMaster S1 è inoltre equipaggiato con un doppio cannone; una bocca utilizza una luce laser, l'altro dei pallini in gel atossico. Prima del loro utilizzo è necessario immergerli in acqua, dal momento che vengono venduti liofilizzati, per risparmiare spazio, e si consiglia sempre l'utilizzo degli occhiali protettivi posti in confezione. In ogni caso il software limita l'inclinazione del cannone ogni volta che viene riconosciuta una persona, inn modo che questo non possa sparare ad un'angolazione superiore a 10°. Si tratta di una misura di sicurezza che non è possibile aggirare in alcun modo. L'armatura di S1 rileva quindi sia l'impatto dei pallini che la luce laser emessa, in modo da poter capire quando il drone è stato colpito con successo.

Durante l'utilizzo del RoboMaster S1 è possibile registrare tutto ciò che viene inquadrato dalla telecamera FPV di cui è dotato. Il drone integra uno slot microSD per inserire una memoria dedicata, tuttavia - inn sua assenza - è anche possibile dare in modo che il filmato (massimo 1080p a 30 fps) venga salvato direttamente sullo smartphone o sul tablet collegato. Inoltre è possibile controllare S1 in due modalità: tramite connessione diretta tra dispositivo e drone o sfruttando un access point comune. Quest'ultima modalità è indispensabile per l'utilizzo delle funzioni multi giocatore.

RoboMaster S1 ha un'autonomia di circa 30 minuti con una sola ricarica e tra gli accessori aggiunti disponibili è presente anche un controller fisico. Questo funziona in maniera analoga ai classici pad che DJI usa sulla serie Mavic, tuttavia in questo caso è presente una sola leva analogica (dedicata al movimento), mentre per orientare la telecamera è necessario continuare ad utilizzare il touchscreen del dispositivo connesso. Il controller ha un costo di 169 euro (il kit include anche una seconda batteria e una riserva di pallini) e integra anche due porte USB A per poter collegare una tastiera esterna, in modo da facilitare le fasi di coding in Python.

CONCLUSIONI

DJI ha scelto la sigla S1 per indicare che questa prima versione commerciale del RoboMaster è uno step one, un primo passo. Approfondendo la storia di questo prodotto è chiaro come questo primo passo non sia altro che l'ultimo passo di una lunga serie di eventi cominciati ormai quasi 5 anni fa, e che ora mostrano i loro frutti in questo particolare prodotto.

La società ha più volte ribadito che sarà il successo commerciale di S1 a determinare se ci sarà anche un S2, poi un S3 e così via. Ho già sottolineato come questa non sia una vera e propria recensione del drone, in quanto non si tratta di un prodotto valutabile con i classici criteri che si possono applicare ad uno smartphone, un PC o qualsiasi altro prodotto commerciale. Raccontare invece la sua storia e le sue potenzialità come strumento didattico, invece, può aiutare ad inquadrare meglio quello che, ad un primo sguardo poco attento, potrebbe essere scambiato per un costoso giocattolo.

Ovviamente RoboMaster S1 non offre la stessa versatilità della sua controparte da torneo, ma rappresenta senza dubbio un'ottima porta d'ingresso verso il mondo della programmazione e potrebbe risultare un'investimento interessante per tutti coloro che siano alla ricerca di un regalo di natale tecnologico, ma allo stesso tempo educativo. Il prezzo richiesto, 549 euro, è in linea con la qualità costruttiva eccellente del prodotto (una volta assemblato è estremamente solido e robusto) e con le potenzialità di questo drone, il tutto a patto che l'utilizzatore sia davvero appassionato del tema e che non si limiti ad usarlo come un semplice drone radiocomandato, ma che abbia voglia di dedicare tempo e energie verso il mondo della programmazione e che voglia emozionarsi nel costruire con le proprie mani qualcosa di tecnologicamente avanzato.

Se quindi avete in mente la persona adatta a RoboMaster S1, vi ricordiamo che potete trovarlo sullo store ufficiale di DJI.

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Commenti

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spino1970

Sì, e hanno vittoria facile sulla tua solitaria

Max

ma che hai 2 cellule che litigano tra loro?

makeka94

Nel mondo del modellismo tutti i modelli hanno radiocomando opzionale, un radiocomando futaba di fascia media costa oltre 800€

spino1970

E la risposta sarebbe? Io ho capito solo Tarapìa tapiòco! Prematurata la supercazzola, o sbaglio?

Tiwi

con il drone ci fai riprese aeree quando sei in giro o in vacanza, puoi fare ottimi video e puoi divertirti a volare, con questo ci giochi in casa, e se non hai qualcun altro che lo ha non puoi nemmeno fare una sfida in 2, insomma, se lo usi da solo ti annoi dopo 5 minuti

reft32

che ricordi :)

sul sito di arduino trovi praticamente di tutto.

su amazon c'è ad esempio il H0_V Professional o il sodial che contengono tutte le parti necessarie.

io penso di puntare per la prima volta a un qualcosa con tutti i componenti, per farmi un idea e poi fare un progettino piu grande personalizzato

Max

tipo?

Max

Una persona con uno stipendio normale, magari può investire su un drone, perchè lo può usare, questo è poco più di un giocattolo.

Loris Piasit Sambinelli

perchè è decisamente utile avere un gps su una action cam che già di suo le action cam hanno batterie che durano il nulla.
E poi lamentarsi dei pacchetti combo? semplicemente ti compri il drone e le batterie aggiuntive a parte se non vuoi spendere quei soldi.
Comunque come già detto, non ti piace dji? lasciali li dove è , nel frattempo lei regna bellamente nel suo settore (quindi il mercato le da ampiamente ragione)

Igioz

hai idea di quanta roba ci sia dentro questo giocattolo?
hai dato una occhiata a come è ingegnerizzato?
è uno spettacolo, fuori prezzo ma un piccolo gioiellino di tecnica

Igioz

questo sarebbe davvero carino, ma fuori prezzo
piuttosto stavo valutando di prendere il tello con qualche accessorio, circa 160€ di spesa
ma la cosa che + mi frena è la registrazione video NON onboard (che ca@@ata) e la portata del radiocomando, essendo tramite wifi
qualcuno l'ha provato/visto?

marco

Altissimo livello ahahaha si perché lo Spark con il prezzo di partenza di 400€ e passa era un affare, soprattutto i 1080p a 30fps, oppure la combo dei mavic 2 pro che è praticamente venduta separatamente come un rene (per un borsello e delle batterie in più)
Oppure la sono Action che non ha il GPS

Tony Carichi

L'affarino è carino, lo userei per vedere chi c'è nelle altre stanza di casa mentre sono ancora a letto e per vedere che tutto sia al suo posto.
Affascianante la meccanica delle ruote, rivoluzionarie!

Loris Piasit Sambinelli

io ne sono convinto come ne è convinto il mercato.
o ha torto pure il mercato?

marco

Si sì proprio questo, convinto te convinti tutti.

spino1970

In quale universo parallelo volare significa fare più cose? E' come dire che un Boeing 737 è meglio di una nave da crociera: perché? Perché arrivi prima? Vale solo se il tuo scopo è la velocità.

Loris Piasit Sambinelli

non si smentisce mai per essere azienda leader di mercato che ha saputo rivoluzionare un mercato? o meglio, creare un mercato?
non si smentisce mai a fare prodotti di altissimo livello con un rapporto qualità prezzo più che corretto? volevi dire questo?

spino1970

Tipo che impari a creare gli algoritmi per farlo funzionare al massimo? D'altronde è "solo" lo scopo con cui nasce...

Bertone

si ma stiamo confrontando prodotti diversi, questo è un prodotto a scopo didattico, il drone è ludico/lavorativo, è come dire che con i 1200€ del mavic pro 2 uno può prendersi un iphone 11 pro ;)

Club25

Mi ricorda molto il wheelson di Modern Warfare https://uploads.disquscdn.c...

Senza conoscenze di programmazione si.
Con un po' di volontà di mettersi in gioco è ben descritto nell'articolo l'alto potenziale che ha.

Personalmente inizierò con qualcosa di molto meno costoso come regalo di natale per iniziare a valutare a che livello sono e iniziare a migliorare

Max

i droni ci fai molto altro, potresti lavorarci, fare il filmino della vacanza, controllare lo stato di un tetto, oppure fare una foto panoramica. co so coso che ci fai giri nel salone?

marco

500€ e il controller è venduto separatamente..dji non si smentisce mai, patetica.

eL_JaiK
Tiwi

con i droni ci fai molte più cose però, specie con quelli da 800euro

Tiwi

prodotto di nicchia, non adatto ne a bambini ne agli adulti..molto meglio un bel drone a questo punto

Mark

Che cafòne, machemodisono?

Kamgusta

Cosa sono queste frociate? Ridatemi Robots Wars https://uploads.disquscdn.c...

IDGAF

che fine ha fatto?

spino1970

beh, vale anche per i droni di pari livello...

eL_JaiK

Recensione in collaborazione con:
https://uploads.disquscdn.c...

Bravi che avete sistemato, prima dalla home, l'articolo portava direttamente su YouTube

Max

bello, ma alla fine con il controller va a costare 800 euro, eccessivo per giocarci un po.

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