Recensione HomePod mini: piccolo, ma senti come suona! | VIDEO

24 Novembre 2021 169

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Meglio tardi che mai. HomePod mini, la seconda generazione degli altoparlanti intelligenti di Apple, ha finalmente fatto il suo debutto in Italia.

La versione minion dell’HomePod classico non è nuova al mercato internazionale, dove milita da oltre un anno accanto al fratello maggiore, mandato di recente in soffitta dopo l’esordio del 2017. Il suo arrivo in Italia segna però l’ingresso della Mela Morsicata nel mercato italiano degli smart speaker e un passo avanti nel processo di localizzazione di un dispositivo che è ora capace di dialogare anche in italiano. Dopotutto, l’azienda di Cupertino ha ancora qualche casella da recuperare in questa scacchiera rispetto alla concorrenza, dopo una partenza poco soddisfacente (e in ritardo).

In un mercato già consolidato ma ancora in ascesa, con un’offerta ricchissima e due leader che si contendono serratamente la vetta, qual è il posto di un dispositivo del genere? E che valore aggiunge al comparto?

Lo scoprirete solo leggendo.

SOMMARIO

IL DESIGN: GIÀ VISTO, SEMPRE BELLO

Guardando HomePod mini, il dèjà vu è immediato: nelle fattezze, lo smart speaker di Apple ricorda Echo Dot di Amazon in versione ancora più lilipuziana: una sfera dalle dimensioni veramente ridotte - 84,3 mm di altezza e 97,9 mm di larghezza – avvolta da un morbido rivestimento tessuto a rete che culmina in un pannello retroilluminato in vetro bianco, su cui sono riportati i comandi touch. Questo diventa un caleidoscopio di colori quando viene interpellata Siri e rimane invece illuminato di bianco quando la musica è in riproduzione, con un risultato finale piuttosto ipnotico (e anche un po’ tamarro).

Nella confezione è presente un alimentatore da 20 W (lo stesso degli iPad) con porta USB-C. Le colorazioni disponibili sono cinque: ai classici bianco e grigio siderale in stile Apple si affiancano il giallo, il blu e l’arancione. Nuance divertenti, forse difficilmente mimetizzabili nell’ambiente domestico (a meno che non si abbia una particolare predilezione per il multicolor) ma pur sempre differenti da quel che si vede sul mercato.

Il design di Homepod mini nel complesso accontenta l’occhio, l’ingombro è minimo e permette al dispositivo di adattarsi a ogni stanza della casa.

CHE SUONO!

All’interno della sfera sono nascosti un driver full range, due radiatori passivi e quattro microfoni. Apple ci aveva avvertito: con Homepod mini avrebbero puntato tutto sulla qualità dell’audio, rendendola la carta vincente con cui distanziarsi dai competitor (si spiega così la scelta del nome, che evoca quello di uno dei suoi dispositivi più iconici).

Posso confermarlo: per essere così compatto, il suono è davvero potente, soprattutto quando l'oggetto viene posizionato su una superficie lignea che faccia da cassa di risonanza. I bassi sono morbidi e profondi, le frequenze medie ben equilibrate e i toni alti cristallini e squillanti.

Il risultato? Una trama musicale fitta ed elaborata e un suono avvolgente a 360° che dà il meglio di sé al massimo del volume ma che subisce le limitazioni del cavo, essendo vincolato a una postazione poco centrale. Dietro a tale resa acustica c’è lo zampino dell’Audio Computazionale, “orchestrato” dal chip S5 di Apple (il cervello di Homepod mini, lo stesso degli Apple Watch Series 5 e Apple Watch SE), che permette inoltre a Siri di intercettare i comandi vocali anche con la musica al massimo.

Con due Homepod mini poi è possibile decidere se creare un piccolo impianto stereo, combinandoli nella stessa stanza (consigliatissimo utilizzarli anche come altoparlanti del sistema home theater di Apple TV), oppure se farli lavorare separatamente, in stanze diverse, sfruttando la modalità Multiroom. E poi c'è un trucchetto particolarmente interessante: avvicinando il proprio iPhone (purché dotato di sensori di prossimità, quindi dall'11 in poi) all’Homepod con un brano o un podcast in riproduzione, dopo una piccola vibrazione il contenuto verrà trasferito quasi istantaneamente sullo smartphone. L'ascolto senza soluzione di continuità è servito.

Non è però tutto oro quello che luccica. Puntando la lente sui servizi di streaming musicale disponibili, è evidente che Apple Music sia profondamente incorporato nel dispositivo, tanto che, senza un abbonamento premium, risulta difficile sfruttare appieno le sue doti audio. Nonostante l'integrazione con piattaforme come Pandora, Deezer, Netease e altri servizi minori, manca il supporto nativo a Spotify, un fatto che ha già sollevato il malcontento generale (anche della sottoscritta). Se è vero che una soluzione c'è sempre, e in questo caso si chiama Airplay 2 (con cui HomePod mini si trasforma in una cassa da controllare con iPhone, iPad o Mac) - è altrettanto vero che un'assenza del genere resta difficile da digerire, soprattutto alla luce delle promesse fatte da Cupertino.

Mancanza di Spotify a parte, dal mio punto di vista, tra i piccoli smart speaker in circolazione, Homepod mini è decisamente quello più indicato per un ascolto musicale qualitativamente elevato, direi ineccepibile, che batte dieci a zero quanto proposto dagli altri brand.

CARATTERISTICHE TECNICHE
  • Audio:
    • Driver full-range, due radiatori passivi
    • Guida acustica per audio a 360 gradi
    • Rivestimento in tessuto acustico
    • Regolazione audio in tempo reale
    • 4 microfoni a lungo raggio
    • Audio multiroom con AirPlay 2
    • Possibilità di accoppiare due HomePod per l'audio stereo
  • Sorgenti audio:
    • Apple Music, acquisti da Itunes, libreria iCloud, servizi musicali di terze parti, Apple Music Radio, stazioni radio da TuneIn, IHeartRadio e Radio.com, Podcast Apple, AirPlay da iPhone/iPad/iPod touch, Apple TV e Mac
  • Controlli touch: riproduzione/pausa, cambio traccia, Siri, volume
  • Connettività: Wi-Fi 802.11n, accesso ospite, Bluetooth 5.0, chip UWB per il rilevamento della prossimità, Thread
  • Dimensioni e peso: 84,3 x 9,7 cm, 345 grammi

INTERFONO E PRIVACY

Interessante la nuova funzione Interfono, con cui è possibile chiedere a Siri di trasmettere un messaggio vocale a uno o più Homepod mini collocati in altre stanze della casa o ai device Apple degli altri membri della famiglia - Apple Watch, AirPods, iPad, iPhone e CarPlay - indipendentemente dal luogo in cui si trovano (dimentichiamoci le urla da una stanza all'altra per avvisare che la cena è pronta).

Funzionalità simili si erano già viste su altri smart speaker (un esempio è DropIn di Alexa) ma restano pur sempre utili, soprattutto se l'abitazione è ampia e se il nucleo famigliare è particolarmente numeroso.

HomePod mini sembra piuttosto affidabile anche sul fronte della privacy: Apple assicura che il device ascolta l’utente solo quando viene pronunciata la hot word “Ehi Siri”, dunque nessuna informazione personale viene intercettata dal device se Siri non è in ascolto. Il comando rivolto all’assistente vocale, inoltre, viene associato a un identificatore casuale e non al proprio ID Apple, mentre i dati personali sono processati direttamente sul dispositivo senza essere dunque spediti ai server dell'azienda.

EHI SIRI, QUAL È LO STATO DELL'ARTE?

La vera protagonista degli altoparlanti intelligenti, si sa, è l’assistente vocale ingabbiata al loro interno, capace di incidere significativamente sull'esperienza d’uso del dispositivo. Siri, pioniera di tutti gli smart assistant, negli anni (ben dieci dal suo lancio) è però rimasta indietro rispetto alla concorrenza, nonostante l'azienda continui a investire nell'apprendimento automatico e nell'Intelligenza Artificiale per affinare le sue performance.

Nel tempo, con il recente lancio di iOS 15, Siri ha compiuto non pochi progressi in ottica di prestazioni, localizzazione e affidabilità e utilizzando Homepod mini si nota piuttosto facilmente. Con il solo uso della voce è possibile effettuare chiamate e inviare messaggi, fare ricerche online, accedere a news, musica, promemoria, traffico, barzellette, previsioni meteo, traduzioni, e molto altro.

Tuttavia, i comandi più elaborati restano fumosi, il bagaglio di frasi pre-impostate è ancora magro e i tempi di risposta troppo dilatati. Inoltre, al contrario dei modelli disponibili su altri mercati, l'integrazione con le app di terze parti è piuttosto ridotta (WhatsApp e Telegram necessitano ancora dell'intermediazione di iPhone) e alcuni servizi non sono ancora stati localizzati.

Vanno però riconosciuti anche dei meriti: ho apprezzato la reattività della smart assistant nel comprendere a quale dispositivo Apple sia rivolto il comando. Ad esempio, gli input diretti ad Homepod mini con un iPhone in mano vengono recepiti dal dispositivo senza senza interferenze. Con la funzione Dov'è, inoltre, diventa ancora più semplice rintracciare gli oggetti smarriti, che siano un iPhone o un portafogli con AirTag al seguito: quando la skill viene attivata vocalmente, HomePod mini fa istantaneamente riprodurre un suono ai dispositivi e agli accessori tracciati in Dov'è, in modo da ritrovarli ancora più facilmente all'interno delle mura domestiche.

Al netto di tali considerazioni, è innegabile che la concorrenza resti un passo avanti.

SMART HOME: LA STRADA È ANCORA LUNGA

HomePod mini è concepito anche come hub per la casa intelligente con cui è possibile controllare elettrodomestici o altri dispositivi smart compatibili con Apple Homekit, il protocollo di domotica a marchio Apple "governato" tramite l'app ufficiale, Casa (il quale, diversamente dalla concorrenza, è aperto anche ad app di gestione di terze parti). Per la configurazione, basta avviare l'app Casa dall'iPhone o iPad e compiere un paio di semplici passaggi, la gestione quotidiana si basa invece su interfaccia vocale.

Dal punto di vista della domotica, ci sono però ancora forti limitazioni: la disponibilità degli accessori compatibili con la piattaforma è ancora limitata rispetto a quelli controllabili attraverso i sistemi di Alexa e Google Home. Per funzionare, inoltre, Homekit implica l'utilizzo di dispositivi Apple, al contrario dei due sistemi concorrenti, che possono essere gestiti indistintamente da utenti Android e iPhone. Si tratta di evidenze che hanno contribuito a rendere meno versatile - e meno diffusa - la piattaforma Homekit. Almeno per ora.

Il futuro è infatti ancora tutto da scrivere e il supporto al nuovo standard IoT Thread, che coinvolge i principali produttori del settore, potrebbe ampliare il ventaglio di possibilità di HomePod mini come hub domestico e dell'intera smarthome della Mela.

Di sicuro, l'arrivo di una nuova chiave d'accesso alla casa intelligente di Apple crea una terza polarità che potrebbe calamitare l'attenzione delle aziende e accelerare il processo di integrazione universale del framework proprietario.

PREZZO E DISPONIBILITÀ

Lo smart speaker di seconda generazione della Mela morsicata è disponibile su Apple Store e i negozi autorizzati al costo di 99 euro. Un prezzo un po' più alto rispetto ai competitor, ma decisamente inferiore alla media dei prodotti Apple. Dopotutto, uno dei motivi del timido successo del primo Homepod era stato proprio il costo elevato (349 dollari) che, nonostante il taglio sul listino (299 dollari), ne ha disincentivato la diffusione.

Tentativo di riscatto o mossa strategica che sia, il rapporto qualità-prezzo di HomePod mini è a mio avviso ottimo e potrebbe far guadagnare ad Apple nuovi adepti.

NE VALE LA PENA?

HomePod mini non è un dispositivo pensato per tutti: è concepito per i fedeli membri del clan della Mela morsicata (di cui faccio moderatamente parte anche io): quelli, cioè, che collezionano ogni tassello del suo fitto, scintillante ecosistema e si muovono comodamente al suo interno. Per sfruttare appieno le potenzialità di questo smart speaker, bisogna infatti possedere determinati requisiti, come l’abbonamento ad Apple Music (prioritario), un iPhone o iPad tra le mani e uno stuolo di servizi e dispositivi terzi compatibili affinché sia utilizzabile come hub per la casa intelligente.

Riformulando i quesiti iniziali, un prodotto del genere serviva al mercato? Più che altro, la sensazione è che servisse di più ad Apple per potersi ritagliare uno spazio in quel segmento di mercato. Ci è riuscita, anche bene, perché per i suoi estimatori HomePod è un vero gioiellino: si incastra a pennello nell'ecosistema della Mela, ha una qualità audio notevole (gli audiofili prediligeranno però altro), un aspetto gradevole e dimensioni davvero ridotte.

Per noi loro, quindi, è un grande sì. Per tutti gli altri, forse no.

OTTIMA QUALITÀ AUDIO RAPPORTO QUALITÀ-PREZZOESTETICA E DIMENSIONIBUONA INTEGRAZIONE CON L'ECOSISTEMA APPLEFUNZIONE INTERFONO
SIRI È ANCORA INDIETROHOMEKIT È POCO DIFFUSO TRA LE TERZE PARTINO SPOTIFYSI PRESTA ALL'APPLE-CENTRISMO
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Commenti

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Researchspace

Eh si quello è un vero peccato..

Sbrillo

ma chi lo ha, a livello di suono a quale degli echo è paragonabile?

GerryB
Researchspace
Researchspace

Fermo.. non hai ancora presente la direzione del suddetto prodotto.. è fatto per una sua specifica clientela, per chi possiede o vuole una totale integrazione con l'ecosistema Apple questo è il punto di forza del HomePod mini.
Per chi non interessa questa specifica c'è il ben altro come il Echo di 4ª o il Nest Audio..
E ti parlo da possessore di un Echo Dot di 4ª che non gli interessa di acquistare ne di difendere HomePod mini..

GuessWho'sGuest

Le specifiche tecniche non sono soggettive, e la qualità prezzo è quantificabile... Non stiamo parlando di cover. Non ci può appellare neanche all'ottimizzazione software in questo caso.

Per il resto compra quello che vuoi, ma è giusto informare che si sta comprando un oggetto di qualità inferiore, con compatibilità inferiori, ad un prezzo alto rispetto alla concorrenza.

Mario Rossi

ok, sei l'idiot4 di turno. buona giornata.

Gianni Alberto Passante

problemi di comprensione? fanno dei corsi specifici adatti a chi soffre di questo problema.

Bannato!

Allora per dispetto lo metto in lavatrice!
Anzi lo filmo e poi il filmato lo metto su YouTube così se lo vede Mr. Cook gli viene un infarto!

Ferdinando G Pirredda

la cosa che non me lo fa acquistare è il non supporto a spotify, altrimenti lo avrei già preso

Researchspace

Per te può essere pessimo ma non per altri.. lo stesso può valere quello che per te risulta un buon prodotto può essere robaccia per gli altri utenti..
Cioè, seriamente siamo arrivati a questo punto? per cui HDBlog non dovrebbe più proporre articoli su prodotti che a te non piacciono?.. stiamo scherzando..
Se non ti piace quello che discutono.. non aprire neanche l'articolo..

GuessWho'sGuest

Certo ognuno è libero, ma da sito di tecnologia non consiglio robe così pessime. Grazie che per il sistema Apple è il migliore... È l'unico!

Giusto avvertire chi lo vuole acquistare che sta comprando robaccia rispetto alla concorrenza.

Mario Rossi

alla peggio, se si sporca troppo lo butti in lavatrice. ah no... quelli sono i nuovi cellulari ip68

Mario Rossi

ok, adesso ridillo in maniera comprensibile.

Gianni Alberto Passante

ma perchè, un audiofilo compra un dispositivo da 90 euro per ascoltare musica? io ho un impianto megagalattico ma un coso di questi per ascoltare la musica mentre si taglia la cipolla è un'altra cosa.

The Dark Knight

Ma è introvabile...

KenZen

Certo. E non sperare nel BF, accattone.
Saluti

Researchspace

Quello di avere il dispositivo pienamente incorporato nell'ecosistema di Apple.. o per chi ama è non può non fare a meno di un suo prodotto.

Sinceramente non lo vedo come un prodotto fuori senso, cioè è fatto per una sua specifica clientela.. anche se il suddetto ha i suoi pregi ma anche vari difetti.
Se Apple migliorasse quello che gli sta attorno ci sarebbero più motivi per acquistarlo.

Researchspace

Ma è chiaro...
Ma a parte questo.. quello che non vogliono ragionare.
Se un utente ha già in possesso di un ecosistema Apple sarà più attirato sul HomePod Mini che gli altri competitors, ma lo stesso si può benissimo dire per chi ha un ecosistema basato su Alexa o sul Nest non andranno ad acquistare altro.. anche se può costare meno o che sia qualitativamente migliore...mi pare semplice da capire..

Laubas

Vero che nervi..
Capisco che si può preferire Echo al HomePod mini.. ma non riesco proprio a capire la critica verso gli altri che scelgono qualcos'altro che non va a genio a loro.. ma ognuno è libero di acquistare o spendere quello che ritiene..

sailand

Si, come prodotti di “serie” si fra i tanti ascoltati. Ma non ho mai sentito qualche iper realizzazione artigianale con i costosissimi altoparlanti giapponesi Goto. Se ne vociferano meraviglie e se posso sognare ancor più sfrenatamente…

Researchspace

Ma sono del parere che ognuno è libero di acquistare quello che vuole scegliendo l'ecosistema che più gli aggrada...
Sinceramente non vi capisco dei problemi vi fatte.. che qualcuno scelga quello che a voi non piace.. bah

GuessWho'sGuest

Che bello rinchiudersi spendendo di più ed avendo minore qualità..
Contenti voi...

Bannato!
TyMayuS

Sinceramente non riesco proprio a vedere un solo valido motivo per acquistarlo (e lo dico da un utente apple di lungo corso). E l'unico dispositivo che mai penserei di comprare ; limitato , costoso ed inutile.
Preferisco millemila volte amazon echo che fa tutto , lo fa meglio , lo fa su piu piattaforme e lo fa ad un costo minore.

Marco

io non ho fatto alcun paragone con home pod mini dal punto di vista della resa musicale , anche perchè non l'ho mai sentito ... ho più che altro fatto un paragone di costo , ossia ho detto che gli echo dot hanno un ottima resa musicale e li si trova a 19 euro...

KenZen

Che domande! (facepalm)
Con il panno Apple, ovviamente!
Saluti

Luca_87

Per te

Luca_87

Io quello che cercavo lo trovo in questo Homepod, cioè possibilità di poter sincronizzare calendari e promemoria con tutte le app Apple senza dover usare la app di Alexa e il controllo della domotica.. Per me perfetto solo per queste cose

Luca_87

Spiritosone

KenZen

Quindi il paragone come lo fai? 3 dot con un HomePod mini? Perchè è evidente che paragonati a 3 mini risulterebbero inferiori.
Saluti

Mario Rossi

certo quello di apple e' migliore. ma non e' acquistabile da un vero intenditore. uno che ci capisce poco e niente e compra su amazon, compra apple solo perche' c'e' la mela sopra.

Mario Rossi

si ok, e' chiaro che sia migliore. quello che non e' chiaro e' s l'utente medio percepisca la differenza oppure compri perche' c'e' una mela sopra. propendo per la seconda ipotesi anche perche un vero intenditore non li guarderebbe nemmeno per sbaglio.

Researchspace

Ah ok.. ho frainteso il tuo commento.. chiedo venia
Comunque prova a dare un'occhiata sul web - plugin HomeBridge Alexa

Marco

singolarmente sono nella media , ma 3 o più nella stessa stanza fanno un ottimo suono

KenZen

No no... io chiedo perchè vorrei proprio usare un Echo dato che ne ho ordinati un paio per testare l'audio.
Saluti

Researchspace

Eh vallo a spiegare.. che questo dispositivo ha un suo mercato e una sua clientela specifica che può non interessare un dispositivo Echo o Nest

Researchspace

Eh ma questo è Apple... certo questo dispositivo interessa per chi possiede o vuole l'ecosistema Apple.. mi pare semplice da capire..

Researchspace

Possiedo un Echo Dot (quello a sfera) che ha rivestimento in tessuto a rete anche se la trama risulta più fina di questo.. sinceramente non è che si sporca o attira tanta polvere.. basta una spolverata..

Researchspace
Bannato!

È una con le halle! Ottima proprietà di linguaggio e ottime capacità di analisi.

Però ... la polvere da quell'aggeggio come la togli?

KenZen

Ho la domotica con HomeKit. Posso usare un Echo (non dot) per gestirla al posto del mangiato HomePod?
PS: di spotify fottesega.
Saluti

Researchspace

Certo questo prodotto e predisposto per chi possiede o vuole l'ecosistema Apple.. il resto va su Amazon Echo o Google Nest

KenZen

I dot sono oggettivamente una cagheta "musicalmente parlando".
Saluti

Researchspace
Marco Mapu Marchi

Complimenti per la recensione, hai toccato ogni aspetto con chiarezza

Keres

Grazie, gentilissimo anche per aver riportato la tua diretta testimonianza , riesco a malapena ad immaginare quanto siano davvero su un altro pianeta! ^^
Quindi tra le due come sogno sceglieresti Acappella?

sailand

La mia personale recensione è di poche righe.
Andai ad ascoltarle con un amico che è progettista e redattore di una nota testata del settore alta fedeltà.
Come uscimmo dalla sala d’ascolto ci guardammo in faccia e dicemmo all’unisono: “vado a casa e butto l’impianto!”
Eppure non abbiamo impianti scarsi, anzi.
Con le MBL mi successe una cosa che poche volte ho provato: l’impressione di avere davanti a me una cantante in carne ed ossa invece che delle casse. Con le Acappella provai la stessa sensazione ma per una intera orchestra.
Non era una questione di volume o altro ma semplicemente dimenticarsi che non si è ad un concerto sinfonico

peogty

Della qualità audio personalmente sbatte poco avendo un impianto yamaha….pur avendo un iPhone preferisco google
Home solo per la maggiore compatibilità di accessori: togliendo alcune prese meross non compatibili(vecchio modello) passerei a HomePod se ci fosse una compatibilità totale con i BroadLink

sailand

Attualmente Amazon echo quarta generazione (senza dot) sta in promozione a 59,99 invece di 99,99.
Magari non lo trovi perché è esteticamente identico al dot ma più grande (dalla foto non si capiscono le dimensioni), devi fare caso al nome scritto e al prezzo.

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