Recensione Nest Audio: suona bene, è bello e costa il giusto

05 Ottobre 2020 99

Nest Audio è arrivato tra noi. Si tratta del nuovo altoparlante smart di casa Google e ha lo scopo di sostituire il Google Home arrivato in Italia a marzo del 2018. La famiglia di altoparlanti connessi di Google si amplia e adesso conta il Nest Mini (lanciato a ottobre dello scorso anno), il Nest Hub dotato di display da 7 pollici e il già citato Nest Audio.

Una gamma più completa e in grado di contrapporsi alla ben più grande famiglia di dispositivi Echo di Amazon. Nello specifico Nest Audio è il rivale perfetto di Amazon Echo, la cui ultima declinazione è stata presentata proprio qualche giorno fa.

Costa infatti 99,99 euro ed è disponibile nelle colorazioni Chalk, come l’esemplare in prova, Charcoal, Sand, Sky e Sage. In Italia al momento si possono preordinare solo le colorazioni Chalk e Charcoal, ovvero grigio chiaro e grigio scuro. È probabile che le altre arrivino in futuro.

SOMMARIO

UN DESIGN TUTTO NUOVO

Nest Audio cambia completamente rispetto a Google Home. Al posto di un barilotto tronco c’è adesso un parallelepipedo molto smussato ai bordi e rivestito per intero in tessuto riciclato derivato dalle bottiglie di plastica, così come il 70% della scocca. Una scelta che abbiamo apprezzato. È molto elegante e ciò permette di installarlo in qualsiasi ambiente.

Misura 175 x 124 x 78 millimetri e pesa 1,2 kg. All’interno della confezione in cartone oltre all’altoparlante c’è anche l’alimentatore da 30W e 24V. Peccato non vedere una porta USB-C al posto dell’ingresso proprietario presente sul retro, nella parte in basso. Sempre sul retro c’è anche uno switch che consente di disabilitare il microfono.

I comandi touch sono posizionati nella parte frontale in alto. Con un tocco a sinistra o a destra si diminuisce o si aumenta il volume mentre con un tocco centrale si può mettere in pausa o avviare la riproduzione musicale. Al centro ci sono i quattro LED luminosi che contraddistinguono gli altoparlanti smart di Google.

Le vere novità sono però nascoste all’interno. Arrivano infatti un woofer da 75 millimetri coadiuvato da un tweeter di 19 millimetri. Rispetto al Google Home capace di diffondere l’audio a 360 gradi, nel Nest Audio gli altoparlanti sono direzionati verso la parte frontale.

Ci sono poi tre microfoni a lungo raggio che hanno un’ottima sensibilità anche nel caso di ambiente rumoroso e sono compatibili con la tecnologia Voice Match di Google. Il processore è un Quad Core A53 da 1,8 GHz. La connettività è garantita dalla presenza del Wi-Fi a 2,4 e 5GHz 802.11b/g/n/ac, dal Bluetooth 5.0 e dalla Chromecast integrata. Manca però la compatibilità con il protocollo Zigbee.

CONFIGURAZIONE

Per installare Nest Audio è necessario installare sul proprio dispositivo Android o iOS l’applicazione Home di Google. Una volta collegato all'alimentazione, l'altoparlante viene individuato e si può dunque procedere all'abbinamento.

Durante la procedura viene si può scegliere se collegare lo speaker ai vari servizi di streaming audio compatibili, come Spotify, Deezer, Youtube Music, oppure Netflix per la parte video. Sfruttando Google Assistant è infatti possibile avviare lo streaming video su un televisore associato con un semplice comando vocale al Nest Audio. La lista di servizi compatibili è molto lunga e comprende anche Disney+, Youtube TV e molto altro ancora.

L’altoparlante può essere usato per effettuare chiamate vocali tramite il servizio Google Duo. Non solo: se in casa sono presenti altri dispositivi Nest o Google può essere avviata una comunicazione a mo’ di interfono. Quando si è fuori casa si può invece chiamare il Nest Audio tramite l’applicazione, proprio come se fosse un telefono fisso. Il servizio sfrutta ovviamente la connessione Internet.

Se si posseggono due Nest Audio è possibile abbinarli in stereo tramite l’opzione “Accoppiamento Altoparlanti".

COSA PUO' FARE

Completato l’abbinamento tramite l’applicazione si può associare l’altoparlante a una determinata stanza o gruppo di dispositivi. Cliccando sull’icona dello speaker si ottiene una schermata in cui è possibile gestire il volume e controllare la riproduzione. Nella parte in alto a destra ci sono due piccole icone.

La prima permette di equalizzare l’audio: si possono regolare i bassi e gli alti a seconda delle proprie preferenze.

Cliccando invece sull’ingranaggio si accede a tutte le impostazioni del dispositivo. In questa sezione è possibile gestire gli abbinamenti Bluetooth, selezionare la modalità Non Disturbare e tanto altro ancora.

Tra le voci più interessanti c’è sicuramente la possibilità di diminuire il volume e la luminosità dei LED in automatico durante le ore notturne. C’è poi una voce che consente di impostare la sensibilità dello speaker al comando “Ok Google”. Purtroppo, tale funzione è disponibile solo sul territorio statunitense. Arriverà sicuramente in Italia con prossimi aggiornamenti.

Tramite l’assistente Google integrato e i comandi vocali si possono poi eseguire tutte le operazioni che con il tempo abbiamo imparato a conoscere. Controllare altri dispositivi connessi all’interno della nostra casa, chiedere informazioni generali, conversioni tra valute e unità di misura, gestire la lista della spesa, gli appuntamenti, il meteo e tanto altro ancora.

ESPERIENZA D'USO

Il nuovo hardware per il momento dà il meglio di sé con la lingua inglese. Il chip dedicato al machine learning consente all’altoparlante di essere fino a due volte più veloce rispetto al precedente Google Home. Nella nostra esperienza possiamo dire che l’attivazione e l’ascolto sono più veloci rispetto al Nest Mini. Anche i comandi e le risposte vengono fornite con un tempo inferiore.

In generale l’impatto è quello di avere a che fare con un dispositivo più prestante e dalla migliore qualità rispetto agli altri modelli della famiglia Nest, ma al momento le vere novità sono disponibili solo negli Stati Uniti e per godere appieno delle prestazioni del nuovo speaker di Google dovremo attendere futuri aggiornamenti.

Ritorneremo su questo aspetto non appena le novità saranno disponibili anche in lingua italiana.

CHROMECAST INTEGRATA, CONTENUTI A PORTATA DI SMARTPHONE

La Chromecast integrata, come succede sugli altri altoparlanti della famiglia Nest, e tanti altri dispositivi, consente al dispositivo di riprodurre contenuti audio da diversi servizi compatibili.

Sul Nest Audio in particolare permette di riprodurre audio da tante applicazioni. C’è ovviamente YouTube Music, ma anche Spotify, Deezer e tanti altri ancora. Per usare la Chromecast integrata è necessario che sia lo smartphone che l’altoparlante siano connessi alla stessa rete Wi-Fi. Dopodiché è sufficiente avviare la riproduzione musicale dal proprio smartphone, che sia iOS o Android, e cliccare sull’apposita icona dedicata alla condivisione.

Lo speaker inizierà a riprodurre musica grazie alla connessione Wi-Fi e il cellulare potrà essere usato per fare altro. Ciò consente di avere una qualità più alta dello streaming, attivare la riproduzione audio multi-room nel caso si abbiano più altoparlanti connessi e permette anche di risparmiare la batteria del cellulare.

Ovviamente si può collegare il cellulare anche tramite Bluetooth, ma la qualità dello streaming audio sarà inferiore e se si riceve una chiamata si interromperà la riproduzione.

Se invece si possiede un dispositivo con display e Chromecast integrato, come il Nest Hub o una smartTV, si può usare Google Assistant per avviare la riproduzione video da applicazioni come YouTube TV, Netflix e altro ancora.

UN SUONO COINVOLGENTE

Come tutti gli altoparlanti in commercio uno degli aspetti da valutare attentamente è la qualità della riproduzione audio. Al momento non abbiamo a disposizione il concorrente diretto di questo Nest Audio ovvero l’Echo di quarta generazione, ma viste le migliorie e il progresso tecnologico abbiamo provato a metterlo alla prova con un Echo Plus di seconda generazione il cui prezzo si attesta su poco meno di 90 euro, a causa della svalutazione del tempo.

La differenza principale consiste nel posizionamento degli altoparlanti. Nest Audio diffonde l’audio dalla parte frontale mentre Echo Plus a 360 gradi, come il precedente Google Home.

Un sistema per riprodurre l'audio a 360 gradi può rivelarsi svantaggioso se lo speaker viene posizionato vicino a un muro o all’interno di un mobile. Torna utile su altoparlanti che vengono usati in mobilità, ma in un ambiente casalingo uno smart speaker viene posizionato vicino a una presa elettrica e di conseguenza con una parte del dispositivo rivolto verso la parete.

Nella maggior parte dei casi, dunque, la soluzione introdotta con il Nest Audio è più vantaggiosa in quanto consente di diminuire eventuali riverberi.

Per quanto riguarda la qualità di riproduzione il Nest Audio segna un deciso passo avanti rispetto al Google Home. L’audio è più corposo e finalmente i bassi sono apprezzabili e non sovrastano le altre frequenze. Un altro punto a suo vantaggio. Ascoltando Back in Black degli AC/DC, durante l’assolo le chitarre non vengono infatti sopraffatte dalla batteria ma anzi sono protagoniste così come dovrebbe essere.

Nest Audio riesce ad avere un suono più bilanciato con frequenze equilibrate su tutto lo spettro musicale. Anche il volume massimo è ben alto e consente di coprire adeguatamente una stanza di 20 metri quadri senza però diventare fastidioso per eventuali vicini.

Possiamo tranquillamente dire che il claim di Google riguardo al Nest Audio è vero. Il suono è ricco, pulito e naturale.

Anche a volume massimo i microfoni riescono a percepire bene la nostra voce, e l'assistente lo abbassa temporaneamente quando viene chiamato in causa dall'utente. È comunque un’opzione che si può gestire dall’applicazione.

Ci sono poi alcune funzioni interessanti. La prima è Media EQ: l'equalizzazione viene adattata in maniera intelligente a seconda del contenuto riprodotto. Dunque, se ascoltiamo un podcast ci sarà un'attenzione maggiore sulla riproduzione delle voci, mentre se passiamo alla musica rock l’equalizzazione si adatta in tal senso.

L’altra è Ambient IQ. L’altoparlante è in grado di riconoscere l’ambiente circostante e i rumori di fondo e imposta di conseguenza alcuni parametri della riproduzione. Impossibile però dire se tale tecnologia sia efficace o meno con parametri oggettivi. Abbiamo provato a usare lo speaker in diverse stanze e il risultato è sempre stato soddisfacente.

CHI DOVREBBE ACQUISTARLO

Nest Audio è un ottimo altoparlante intelligente. La sensibilità dei microfoni e la reattività ai comandi richiesti è precisa e la qualità audio ci ha sorpreso in maniera positiva per l’equilibrio restituito. La Chromecast integrata permette di ascoltare contenuti in streaming da diversi servizi, riprodurre contenuti direttamente dallo smartphone, raggruppare dispositivi Nest compatibili per ottenere un audio multiroom e tanto altro ancora. Infine, il posizionamento di prezzo: 99,99 euro al lancio, ovvero 50 euro in meno rispetto al listino del Google Home.

Resta comunque da considerare che il mercato degli smart speaker è molto particolare. Il lancio di un nuovo prodotto difficilmente può sconvolgere o innovare come avviene in altri settori. L’altoparlante smart dipende infatti dall’assistente vocale. Ciò significa che le funzioni dell’assistente devono essere identiche per ogni dispositivo a prescindere dall’anno di presentazione e dalla fascia di prezzo.

I margini su cui si può intervenire sono solo hardware: microfoni più prestanti, Chromecast integrata, altoparlanti più potenti e di migliore qualità, integrazione o meno di un display e una fotocamera. Ma di fatto se chiedete all'Assistente Google di effettuare un’operazione sul Nest Audio, sul Nest Mini o sul vecchio Google Home il risultato finale sarà il medesimo.

Possiamo consigliare Nest Audio a chi desidera un dispositivo che suoni bene, da poter abbinare tramite Bluetooth a un computer o al cellulare, e bello da vedere. Se invece siete interessati solo a provare l’esperienza di Google Assistant senza grosse pretese, il Nest Mini è la scelta più indicata.

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Commenti

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ally

perdona se cercano di diversificare l'offerta, manda una lettera di lamentele, ti ascolteranno...

baldanx2

Eh.....anche DDAY te lo raccomando.....

TotoRacing

e di che prego. Ti invito a leggere anche la nostra guida completa a Google Assistant, magari scopri anche qualche altra funzione interessante ;) la trovi linkata nell'articolo

Dike Inside

Grazie, stasera a casa provo!

TotoRacing

Prima di tutto bisogna avere più dispositivi nest audio. Dopodichè li rinomini dall'applicazione Home. Fatto ciò è sufficiente dire per esempio al Nest in cucina: "Ok google, chiama nest camera da letto" e parte la modalità interfono.

Su Alexa si può fare la stessa cosa ma si chiama modalità "Drop-IN"

Dike Inside

Ma invece come si fa ad usare i vari nest come interfono? Sono molto interessato!

pollopopo

fra i due l'unica cosa utile è il reso amazon

Tiwi

beh, non lo capisci benissimo, ma sempre meglio di un testo scritto :D

I'mNotYourFatherLuke

Hanno editato l'articolo, se scorri sotto nei commenti c'è riportata la versione originale

Emanuele

Funziona allo stesso modo di una Chromecast Audio.

Desmond Hume

no per la papera fatta da hdblog

Andrea M.

troppe ore a fissare video di pornhub?

Squak9000
PeachGem

presi 4 google home a soli 20 euro in più di questo :))

G.Rossi

Capita proprio a pennello https://www.dday.it/redazione/37165/google-e-diventata-anche-una-azienda-audio-e-ha-capito-che-la-qualita-e-fondamentale. Fa passare il concetto che per sentire bene bastano mini speaker come questi. Questa sarebbe informazione di qualità?

baldanx2

Certo che ha Chromecast integrato.......ma se non sai di che parli come fai a fare un commento così......

G.Rossi

Non è mia intenzione neanche dargli addosso ma come critico hdblog perché la qualità mi sembra in caduta libera così mi sembra giusto dire che nelle cose che seguo io, quelle dove mi posso accorgere se qualcuno sbaglia, be li day sbagliano spesso e volentieri e non sono piccole imprecisioni, a volte si leggono cose che sono proprio totalmente sbagliate. Faccio qualche esempio: la curva del gamma delle tv che diventa la curva di contrasto, gli oled lg che secondo loro non possono attivare la funzione oled motion pro in hdr quando poi qui su hdblog e in rete ti fanno vedere perfino i grafici che misurano il comportamento con quella funzione attiva. E non è una cosa da poco perché se non ricordo male quella funzione manca solo con lo streaming e questo mi fa pensare che loro la prova l'abbiano fatta solo con lo streaming altrimenti se ne sarebbero accorti. Poi ci sarebbero le modalità giorno del dolby vision consigliate per chi la tv la guarda di sera e potrei andare avanti ancora. Magari sarò sfortunato io ad aver beccato proprio gli unici articoli pieni di errori grossi eh però permettimi di avere dei dubbi. Avrei anche da ridire su alcuni articoli fatti per fare delle specie di denunce di problemi un esempio è quello su netflix che aveva ridotto la qualità. La redazione di dday spinge da anni lo streaming dicendo che tanto la qualità non cambia molto anche se non è vero per niente. Però se la qualità di netflix cala allora li va bene farci l'articolo perché l'argomento si presta bene a scatenare indignazione. O come quello sull'episodio scurissimo del trono di spade dove improvvisamente si riscopriva che mettere a posto le tv e avere un segnale di qualità serve. L'informazione che piacerebbe a me è un'altra.

https://www.google.com/chro...

Google Nest ha Chromecast integrato, lo scrive chiaro anche Google nelle specifiche del sito.

Massimo Potere

come qualità audio, sonos one è paragonabile al echo studio. Quindi di conseguenza dovrebbe essere facilmente distinguibile la maggior qualità audio del sonos rispetto a questo.

Non l'ha capito neanche l'autore dell'articolo....

Castiel

Non è mia intenzione tessere le lodi di DDAY ma posso affermare con abbastanza certezza che ci sono dei giornalisti veri almeno.
Negli anni hanno tirato fuori inchieste vere e proprie (come quella sulla siae, sono praticamente l'unico giornale italiano che abbia indagato su quello che fanno li dentro) e spesso intervistano gente del settore (ceo di aziende, ecc).
Poi a prescindere che anche li escano fuori le solite news di tutti, ma almeno c'è la base per essere definito giornale.

Comunque purtroppo la colpa è la nostra.
Come ogni azienda si fa quello che il pubblico vuole, non quello che serve. Finchè la gente cerca contenuti vuoti, contenuti vuoti verranno prodotti.

Io insisto a dire che l'informazione online è purtroppo un bug del nostro sistema perchè non si può far agire l'informazione sugli stessi meccanismi dell'economia normale.
Lo scopo di un'azienda è rispondere a un bisogno dei clienti ma non si puó informare la gente su quello che vogliono perchè la maggior parte delle persone cercano conferme di quello che sanno, non nuove informazioni. Quello che si viene a creare è un meccanismo distruttivo delle informazioni invece che aggiuntivo (basta vedere tutti i clickbait e il modo in cui si distorce totalmente il significato di qualcosa).

G.Rossi

Hdblog sta peggiorando molto e probabilmente hai ragione tu sui motivi ma che dday sia tutta questa gran qualità insomma. Io seguo più che altro la roba video e quella audio e di errori grossi ne leggo su dday e non qui e sono grossi e per niente rari, l'ultimo lo hanno scritto oggi con un articolo pieno di errori.

Itachi

È cosi ovunque perchè non è finanziariamente fattibile pagare uno stipendio a una persona che sa quello che fa e che pubblichi questa quantità di articoli al giorno.

La maggior parte degli articolisti sono tizi presi per strada e pagati (come quasi tutto in italia) pochi spicci.

Se guardi DDAY dove invece si vede che sono tutti esperti di quello di cui parlano pubblicano se va bene 6-7 articoli al giorno infatti.

Il problema è che confondete un aggregatore con un giornale. HDblog non è un giornale, è un aggregatore, non fanno altro che copia incollare roba dai siti usa e quelli che scrivono quasi mai sono veri dipendenti.

I'mNotYourFatherLuke

Non riuscivo a capire come si potesse scrivere una castroneria come quella sulla Chromecast integrata, poi ho letto il nome dell'autore e ho capito... Insomma non è la prima volta che leggo un suo articolo in cui si capisce che non ha un'idea di quello che sta scrivendo.

G.Rossi

Sugli auricolari andiamo già male adesso, dell'audio non ne parlano mai così fanno prima se c'è un argomento che ti mette in difficoltà lo salti e ciao, problema risolto.

G.Rossi

Mi sono reso conto di cosa avevano scritto solo leggendo il tuo commento il mio cervello era andato in blocco su quella frase. Io non capisco che direzione stiano prendendo con il blog mi sembra che la qualità degli articoli sia in continuo calo. Ormai scrivono mille persone ma praticamente nessuno è veramente ferrato negli argomenti che tratta, sembra che tutti parlino di tutto senza conoscere davvero niente. Mi chiedo come è possibile che non si rendano conto che così non va bene.

Ngamer

sono convinto che oggetti del genere dovrebbero costare poco con un audio accettabile e basta oppure con audio di qualità ma li il prezzo sarebbe ben piu alto invece cosi mi volete fare spendere di piu per avere un audio alla fine un poco superiore a uno smartspeaker base che fa le stesse cose

pollopopo

uno è low energy..l'altro no, inoltre la velocità di riconnessone dei moduli zigbee è quasi istantanea....

pollopopo

come fai a capire se suona bene da un video.....

Desmond Hume

i miei occhi stavano sanguinando e credo di aver capito il perché

I'mNotYourFatherLuke

Complotto mode on:

Se l'audio del microfono del telefono è di pessima qualità lo possono usare per addestrare le AI® a ricostruirlo

kedwir

l'una non esclude l'altra, e il chip zigbee costa nulla o quasi, è solo politica aziendale.

Ansem The Seeker Of Darkness

mi pare entrassero in quelle aperte e raccogliessero informazioni sui dispositivi connessi. Ci fu una condanna quindi non dovrebbe essere troppo difficile trovare informazioni.

ondaflex

cioè le craccavano?

ondaflex

esatto, dovrebbe avere una uscita hdmi per poter dire che ha la chromecast integrata.
Allo stato comanda la chromecast integrata nel tv o altrove

Tiwi

una prova audio sarebbe stata gradita cmq sono interessanti, anche se il prezoz è quel che è

Mako

ma infatti è inventato

Viktorius

Ma è una funzione presente da sempre su tutti gli smart speaker, e lo faceva la vecchia chromecast audio. Tutto ciò non c'entra niente con la chromecast video che dice l'articolo

Mako

ci puoi mandare musica dalle app che lo supportano, youtube music, spotify ecc ecc, senza dover occupare l'audio del telefono

Migliorate Apple music

Per ora ti fa scegliere solo 1 numero alla volta

Viktorius

Mamma mia, certo che lo è. Assurdo. Probabilmente si riferiva alla posso di usarlo per lo streaming dei servizi audio, ma è una cosa vecchissima, e che non c'entra niente con la chromecast video

matteventu

Dimmi tu se non è raccapricciante che mettano a recensire un Nest Audio un tizio che non sa cosa sia Chromecast integrata.

Il prossimo passo sarà far recensire degli auricolari ad un sordo?

Viktorius

Infatti è una grande feature. Peccato solo che si possa associare un solo numero, perché quando ho provato a fare l'associazione con il numero tim di mia moglie, ha rimosso il mio.

Magari ho sbagliato io qualcosa oppure nel frattempo hanno aggiornato. Riproverò

Viktorius

Ma, costa 50 €in meno del vecchio home, ed è appena uscito. Non mi sembra poi così caro. Calerà sicuramente di prezzo con le offerte natalizie, magari in accoppiata alla nuova chromecast con google TV (già usufruito di un offerta simile a natale scorso da unieuro, presi un nest mini + una chromecast a 59 €, e cosiderando che allora nest mini era uscito da poco e costava appunto 59 €, in pratica la chromecast l'ho presa gratis)

Viktorius

Infatti, pensavo di aver letto male, e successivamente di essermi perso qualcosa, infatti avevo chiesto qui nei commenti come funzionasse. Ma grazie al tuo commento, ho capito che bob sono io a non aver capito

Viktorius

Non ho capito come funziona la chromecast integrata

TotoRacing

scelte aziendali. Pure amazon non integra zigbee in tutti i suoi dispositivi ma solo su quelli di fascia alta. Probabile sia anche un fattore di costo.

TotoRacing

Ciao,
questa possibilità dipende dall'assistente vocale più che dal dispositivo. E' stata spiegata nella guida completa all'assistente Google che abbiamo pubblicato quest'estate e che abbiamo linkato a metà recensione.
Ti allego screen :)

Grazie per il feedback in ogni caso
https://uploads.disquscdn.c...

Enzo

ho anche io un sonos ma play1... mediamente i sonos costano il doppio... quindi...

Artorias

In teoria, poi mi viene da pensare allo scandalo successo con siri e con alcune smart TV lg e samsung anche se erano di entità minore

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