Echo 4° generazione vs Nest Audio: quale scegliere? Tutte le differenze

11 Aprile 2021 87

Sia Amazon che Google hanno rinnovato i loro altoparlanti smart di fascia media nel corso del 2020. Da una parte ci sono i nuovi Echo di quarta generazione (qui la nostra recensione), dall’altra il nuovo Nest Audio che abbiamo provato lo scorso ottobre. Dispositivi che rispetto alle precedenti generazioni introducono diverse novità, sia a livello di design che di qualità sonora e che, nonostante le funzioni principali siano pressoché le medesime, hanno alcune differenze hardware e quindi si comportano in maniera leggermente diversa a seconda delle situazioni.

Anche il listino è identico: 99,99 euro per entrambi, anche se ormai da diverso tempo è possibile trovarli con street price intorno agli 80 euro nei principali store online e fisici. Quale scegliere dunque? Dipende da molti fattori. In questo articolo cerchiamo di andare a sviscerare tutte le sottili differenze sia in termini di hardware che di utilizzo quotidiano.

SOMMARIO

DESIGN

I due speaker intelligenti hanno un design molto diverso tra loro. Il nuovo Echo di quarta generazione è una sfera con base tronca, mentre il Nest Audio assomiglia più a un parallelepipedo con i bordi smussati. Entrambi sono però rivestiti in tessuto (grigio chiaro o grigio antracite per il Nest, antracite, ceruleo o bianco ghiaccio per l’Echo) e realizzati a partire da materiali riciclati.

Mentre il Nest integra dei pulsanti di tipo touch sulla parte superiore (volume+, volume- e tasto multifunzione al centro, mentre uno switch nella parte posteriore consente di mutare il microfono), l’Echo di quarta generazione dispone di quattro pulsanti fisici che consentono di richiamare l’assistente, regolare il volume o mutare i microfoni.

L’estetica è soggettiva ma nel nostro caso abbiamo trovato il Nest Audio più elegante e semplice da integrare nell'arredamento, mentre l’Echo di quarta generazione, anche a causa del grande LED di stato circolare posizionato nella parte inferiore, risulta più vistoso e in alcuni ambienti potrebbe essere più complesso trovare una corretta collocazione.

Entrambi funzionano grazie a un alimentatore da 30W fornito nella confezione. L’Echo di quarta generazione dispone anche di un jack aux da 3,5 millimetri che permette di collegare il dispositivo a sistemi audio di vario genere in modo da renderli smart.

QUALITA’ AUDIO

Entriamo subito nel vivo della qualità audio. I due altoparlanti intelligenti adottano soluzioni diverse per quanto riguarda il layout interno, per cui offrono una resa differente. Per entrambi c’è comunque la possibilità di equalizzare il suono tramite le rispettive applicazioni.

Il Nest Audio adotta un woofer da 75 millimetri e un tweeter da 19 millimetri che offrono un suono più forte del 75% rispetto al precedente Google Home e sono posizionati in modo da diffondere l’audio frontalmente. Bisognerà dunque tenerne conto quando si andrà a posizionare l’altoparlante, in modo da collocarlo a un’altezza corretta per un buon ascolto.


L’Echo di quarta generazione invece integra al suo interno un woofer da 76,2 millimetri e due tweeter da 20 millimetri. In questo caso c’è maggiore libertà di posizionamento, in quanto il suono viene diffuso in maniera più uniforme.

Due setup differenti che portano a un ascolto notevolmente diverso. Mentre l’Echo di quarta generazione ha un volume più alto e si distingue per una migliore precisione dei bassi e maggiore spazialità, il Nest Audio offre invece un ascolto più preciso per quanto riguarda le frequenze medie e alte. Sebbene il volume massimo sia leggermente più basso rispetto all’Echo di quarta generazione, è più che sufficiente per riempire adeguatamente una stanza di media grandezza e soprattutto non arriva mai a distorsione. L'altoparlante di Amazon invece al volume massimo tende a distorcere leggermente le frequenze alte mentre i medi vengono un po' oppressi dai bassi.

Risultato peraltro confermato da DxOMark che posiziona i due altoparlanti molto vicini tra di loro nella sua classifica, con le dovute differenze per quanto riguarda l’acustica. Entrambi supportano la configurazione in modalità stereo se abbinati con un secondo speaker dello stesso tipo, oltre alla riproduzione in modalità multi room.

MICROFONI

Gli speaker smart riproducono audio ma devono anche ascoltare la nostra voce. Entrambe le soluzioni di Google e Amazon adottano un setup con tre microfoni direzionali, in grado di percepire la direzione della nostra voce. Questa funzione torna utile nel momento in cui utilizziamo più altoparlanti dello stesso tipo, in modo da far attivare quello più vicino a noi.

In questo caso c’è un netto vincitore, ovvero il Nest Audio. I microfoni dell’altoparlante di Google funzionano sempre molto bene e riescono a comprendere tutti i comandi senza troppa difficoltà. Con l’Echo di quarta generazione, a distanza di qualche mese di utilizzo, abbiamo notato di tanto in tanto una maggiore fatica non solo a riconoscere la parola di attivazione “Alexa” ma anche a eseguire alcuni comandi.

ALTRE DIFFERENZE

A livello hardware ci sono poi altre differenze che vale la pena valutare prima dell’acquisto. L’Echo di quarta generazione integra al suo interno sia un sensore di temperatura ambientale, sia l’HUB Zigbee. Quest’ultimo consente di gestire dispositivi connessi di terze parti (come le videocamere di sorveglianza Arlo o le lampadine Philips Hue) senza la necessità di acquistare i rispettivi HUB proprietari. Un vantaggio non da poco soprattutto se si posseggono più dispositivi connessi di diversi brand.

Il Nest Audio non ha purtroppo l’HUB Zigbee, ma la Chromecast integrata, che consente di riprodurre audio in streaming da diversi servizi compatibili, come YouTube Music, Spotify, Deezer e tanti altri ancora. Prima di scegliere dunque è bene valutare i vantaggi e gli svantaggi e soprattutto la quantità di dispositivi da collegare all’uno o all’altro assistente. Da verificare anche la compatibilità della propria Smart TV. Alcuni produttori integrano solo uno dei due assistenti vocali.

DIFFERENZE TRA GLI ASSISTENTI VOCALI

Amazon Alexa e Google Assistant migliorano di settimana in settimana e introducono sempre maggiori funzioni. Entrambi gli assistenti permettono di gestire la maggior parte dei dispositivi smart e connessi, di ricordare appuntamenti, impostare timer, chiedere informazioni e anche di fare chiamate. Google Assistant ha infatti integrato il servizio Google Duo e si può usare adesso per chiamare altri dispositivi compatibili, come avviene sui dispositivi Echo sin dal loro debutto.

Non ci soffermiamo dunque sul funzionamento dei singoli assistenti, che abbiamo già avuto modo di approfondire in maniera adeguata sulla guida dedicata ad Alexa e su quella per Google Assistant, bensì sulle loro differenze.

La differenza più grande consiste nella gestione delle applicazioni di terze parti. Alexa si basa sulle Skill, ovvero delle integrazioni sviluppate da terzi per aggiungere funzioni oppure per installare un nuovo dispositivo smart. Google Assistant risulta sotto questo punto di vista più intuitivo, in quanto è sufficiente aggiungere il servizio desiderato tramite l’apposito pulsante.

Diverso è poi il comportamento: mentre l’assistente Google conferma vocalmente ogni comando, su Alexa si può attivare la risposta breve, oppure un semplice tono di conferma, che nell’uso di tutti i giorni è più pratico. Basti pensare a quante volte abbiamo la necessità di accendere e spegnere una o l’altra luce, o di ricordare un impegno.

C’è poi un altro aspetto da considerare. Può succedere di tanto in tanto che Alexa non recepisca il comando e quindi non esegua nessuna azione. È un comportamento sporadico che però non abbiamo mai avuto modo di constatare con Google Assistant. Inoltre, l’assistente di Google è più comprensivo e permette maggiore naturalezza nella pronuncia del comando, mentre Alexa necessita di maggiore rigore.

QUALE SCEGLIERE

Non esiste una risposta unica a questa domanda, in quanto le similitudini sono tante, la qualità audio è simile e anche il prezzo è molto vicino, soprattutto approfittando delle varie offerte. Utilizzandoli quotidianamente tutti i giorni ormai da qualche mese abbiamo però constatato che preferiamo usare il Nest Audio per alcune cose e l’Echo di quarta generazione per altre.


La maggiore chiarezza acustica del Nest Audio consente di sentire meglio le voci, per esempio quelle delle notizie, e garantisce un ascolto forse meno intenso ma più preciso. Per dire, per ascoltare le stazioni radio è la nostra scelta. Il vantaggio di poter gestire gli impegni e gli appuntamenti sfruttando l’ecosistema Google e la sincronizzazione tra i vari dispositivi è un punto di forza da non sottovalutare.


Il nuovo Echo di quarta generazione risulta preferibile nel momento in cui si desidera una maggiore enfasi del suono, con bassi più presenti e maggiore spazialità. È la scelta ideale per avere un sottofondo musicale anche in ambienti medio grandi o quando ci sono tante persone a casa.

Per quanto riguarda la gestione domotica invece abbiamo preferito Alexa. Nonostante di tanto in tanto qualche comando non venga eseguito, il poter gestire i dispositivi connessi senza avere una frase di risposta a ogni comando è più comodo e meno snervante nell’uso di tutti i giorni. Ci sono però alcuni dispositivi che semplicemente non vanno tanto d’accordo con Alexa. Abbiamo notato non pochi malfunzionamenti con alcuni elettrodomestici di provenienza cinese ma piuttosto apprezzati, oltre che con alcune luci smart. Google Assistant sembra digerire più dispositivi e in maniera migliore.


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Commenti

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Federico

È un problema interessante che non ho mai visto riportare, fammi sapere come va a finire.

Plissk3n
Federico

Hmmm... strano forte.
Di coppie stereo in giro per casa ne ho quattro (questa di 4, due di 3 ed una di Plus 2) e tutte sono perfettamente sincronizzate.
Credo proprio che uno dei due speaker in tuo possesso abbia qualche problema, prova a resettarli. La coppia stereo DEVE essere perfettamente sincrona, altrimenti è un casino.
Mi viene in mente anche un'altra possibilità: i due speaker si sono associati uno alla rete 5 GHz e l'altro alla 2.4 GHz, controlla dall'applicazione.
In ogni caso se il problema non si risolvesse potrai farteli sostituire da Amazon.

Plissk3n
Federico

Ho dimenticato la slide https://uploads.disquscdn.c...

Federico

Questi sono i parametri di equalizzazione che tengo per la mia coppia stereo, ma evidentemente possono cambiare anche di molto in base alla posizione.
Tieni presente che diversamente dai precedenti, questi sono pensati per una irradiazione frontale e non circolare, ossia non per "riempire l'ambiente" ma per dirigere il suono verso un ascoltatore posto di fronte. Non sono direzionali quanto un diffusore classico perché la coppia di mid-tweeter è montata angolata invece che planare, ma comunque hanno un massimo di irradiazione corrispondente alla bisettrice dell'angolo (che andrebbe orientata verso il punto di ascolto).
Come già ebbi a scrivere è possibile che la miglior qualità percepita rispetto alla precedente generazione potrebbe essere dovuta alla particolarità del mio punto di installazione, che introduce una spiacevole risonanza attorno ai 500 Hz. Con i precedenti, caratterizzati da una irradiazione circolare simmetrica, non c'era niente da fare, mentre con questi il problema è sparito.

Diverso è il discorso sulla coppia stereo.
La generazione precedente combinava il segnale stereo verso un singolo gruppo amplificatore - diffusore, e questa è sempre una pessima idea e rende indispensabile la coppia stereo; a quanto pare (non ricordo dove l'ho letto) i nuovi montano un doppio DAC seguito da una coppia di amplificatori. Questo potrebbe significare che almeno la parte dei medio - acuti venga riprodotta in stereofonia (NON ho verificato); così fosse la coppia stereo resterebbe obbligatoria per l'irradiazione verso un particolare punto di ascolto ma potrebbe diventare peggiorativa nel caso in cui si desiderasse una diffusione ambientale.

Insomma sono macchine diverse pensate per utilizzi altrettanto diversi; se devi diffondere musica in un ambiente è più indicata la precedente generazione, se invece devi dirigere la musica verso un punto particolare servono questi.
Gli speaker utilizzati sono uguali, quindi anche la qualità è la medesima.
È un peccato che le prove dei vari modelli non facciano queste considerazioni.

Quanto alla necessità di spegnimento, boh... i miei si impuntano una volta ma già ripetendo il comando tutto torna a posto.
Immagino che tu abbia controllato di avere l'ultima versione di firmware.

L'ho fatta lunga, sorry.

Plissk3n

non sono mai stato "costretto" ma in quelle giornate che non "sente" risolvo il problema momentaneamente... Anche io ne ho presi 2 per fare una coppia stereo ma non mi convincono...quasi preferisco il suono di 1 solo...penso che uno lo rivenderò a breve

Federico

Dover staccare la corrente non mi è mai capitato, però il firmware dei miei Echo 4 tutto è fuorchè a posto.

Federico

Il nuovo Echo è decisamente bello, costruito con materiali di pregio e dopo un ritocco all'equalizzazione in coppia stereo suona un po' meglio del precedente Plus 2 gen (e Echo 3), però sul firmware hanno ancora da lavorare

Garrett

Sarà come dite voi. Chi l'ha preso mi ha detto che l'audio è migliore in quello di 3a generazione.
Non si parla di analisi tecnica ma di prova pratica.

uncletoma

come non detto... ora salta le notizie e passa direttamente alla musica *_*

Tiwi

interessante

Luca_87

Io ho il modello precedente e ha gli stessi problemi, mi sono chiesto se infatti Amazon non avesse effettuato qualche aggiornamento per limitare l’ascolto..

Lou54

Peccato. Quindi è come pensavo, potrebbe essere un problema di compatibilità perché a me funziona benissimo, compresa la conversazione continua in inglese.

uncletoma

Fatto, tutto ok, grazie, ma è l'unico vantaggio che ha Alexa su Google: idiot (o boomer) proof ;)

Un accessorio smart lo è davvero se permette sia l'attivazione vocale che manuale, e se funziona anche senza connessione a internet.

Altrimenti è solo un giocattolo per quelli che vogliono fare i "futuristi", ed è pure abbastanza pericoloso dal punto di vista della sicurezza informatica.

Lou54

Prova a dire Hey google parla inglese e da quel momento potrai usare indifferentemente le due lingue. Ripeto, non so se funziona su altri sistemi. Ho avuto esperienze su telefoni non Pixel e non aggiornati sui quali non funziona

Plissk3n

purtroppo confermo,ho in casa 2 echo e 2 Dot (4°) e si ogni tanto non c'è verso scollego e ricollego la corrente e per qualche giorno funzionano regolarmente

Onikurai

https://uploads.disquscdn.c...

sailand

Ho cambiato la risposta sotto se ti interessa.

sailand

I problemi di lingua dettata li ho con iOS pur senza usare né Alexa ne Google assistant. Ho entrambi sull’iPad e ovviamente sullo smartphone ma il Google assistant solo per qualche prova estemporanea.
Su Alexa posso settare solo una lingua, mi capisce pure in inglese ma risponde sempre nella lingua settata (italiano), su Google assistant non ho provato.

Lou54

Non vorrei che il problema fosse la compatibilità con IOS. Google Assistant nasce per Andoid e non so se funziona allo stesso modo su altri dispositivi. Per i documenti, ad esempio, uso Google documents sul cellulare con la dettatura vocale (che poi mi ritrovo sul pc, come succede, credo, con Apple) e non ho mai problemi di lingua. Considera anche che avendo un telefono Pixel ho l'assistente 2.0 con tutte (quasi) le funzionalità (ci sono funzioni che si attivano solo usando la lingua inglese, vedi la lettura di una pagina di giornale che poi legge in italiano, oppure, molto comoda, la conversazione continua e questa cosa mi 'stranisce' alquanto)

sailand

Alexa riconosce le voci (non ho la versione con video) e puoi fargliene identificare più di una. Quanto al profilo, per la domotica l’app alexa pure su smartphone e tablet fa riferimento alla casa e agli ambienti configurati, per altro tipo agenda, ecc. al profilo personale ma prove approfondite non ne ho fatte.
Lato lingua ho provato e pure a me risponde in italiano a domande in inglese, ma io ho settato solo l’italiano, non so settando due lingue (e se si può fare).
Quel che so è che ho settato due lingue sull’iPad e i risultati sono tragicomici: a volte uso la dettatura e io detto frasi in italiano ma lui tenta di scrivere frasi in inglese, ne escono frasi senza alcun senso logico ma scritte con singole parole inglesi (che ovviamente io non ho neanche lontanamente pronunciato). Altre volte invece scrive in italiano corretto, BOH!

uncletoma

Miracast, essendo universale, è comunque diffuso

uncletoma

ottimo, grazie :)

uncletoma

limitante nel senso che non posso mettere due comandi multimediali in sequenza come nell'app Amazon Alexa

Galy

Ma il dot 4 non ha grossi problemi ai microfoni ?
Sulle recensioni c'è solo gente che si lamenta.

Aster

Meglio niente

Emanuele

A parte la grammatica, meglio un articolo "in ritardo" ma ben approfondito che un articolo superficiale.

Lou54

Come dicevo, non conosco bene il mondo Alexa per cui rischio di dire cose inesatte.
Per quanto riguarda la 'privacy' come è messa? Mi spiego. A casa siamo in due, ognuno con il proprio profilo collegato all'assistente. Se io, ad esempio, imposto un promemoria, al momento giusto lo riferirà a me e assolutamente no all'altra persona. Il nest hub max quando gli passi vicino ti riconosce dal viso e si comporta di conseguenza comunicandoti, nel caso, solo le tue informazioni (appuntamenti, promemoria ecc...).
Con le lingue come se la cava? ho provato una volta a fare una domanda ad Alexa in inglese. L'ha capita ma mi ha risposto in italiano, cosa praticamente inutile.

Gabriele Cannarozzo

Io li uso entrambi in 2 camere diverse.
Secondo la mia esperienza lato domotica Alexa ha una marcia in più, può sembrare una cosa da poco ma le risposte brevi ai comandi domotici sono comodissime e ci sono una marea di skill per i vari dispositivi.
Google è più macchinoso in questo, anche se a livello discorsivo è migliore di Alexa, di poco ma migliore.
Per la riproduzione musicale non posso paragonarli perché sono di fasce diverse, Google mini con echo plus..

Onikurai

In che senso limitante scusa, clicchi comando personalizzato e scrivi "fammi ascoltare le ultime notizie"

https://uploads.disquscdn.c...

boosook

Guarda, ho fatto le prove (non con l'8", ma con echo dot e input, fra l'altro non riscontrando differenza fra i due) e un buon dac (Dragonfly Red), la differenza non dico che non ci sia, ma devi metterti lì ad ascoltare i dettagli e quando sei in audio multiroom, quindi verosimilmente stai facendo altre cose e la musica la tieni come sottofondo, non la senti. Se poi voglio ascoltare per bene (cosa che ormai mi succede sempre più di rado...) attacco il dac diretto.

sailand

Ho provato a dire ad alexa sullo smartphone (app installata per sola prova) di accendere la luce di casa mia mentre ero a casa di mia madre ed ha funzionato. Sia Alexa che Google sono legati al profilo utente, non alla localizzazione o alla rete di collegamento.

DjMarvel

avuto google per 2 anni, passato ad alexa perché più veloce ad eseguire i comandi. 4 secondi di differenza sono tanti per la domotica.

Er Nutria

Io ho alexa da 8" e la line out esce veramente con scarsa qualità. Ti potrei consigliare un dac come il fiio D3 da 25€ che è tutto un altro suonare

Lou54

Mettici poi che l'assistente è multilingua. Se faccio una domanda in italiano risponde in italiano se la faccio nella seconda lingua impostata (basta dirgli parla in ...) risponde in quella lingua.
E poi è vero multiutente. Se, ad esempio, imposto un promemoria o un evento lo riferirà solo a me e a nessun altro. Sinceramente non so se anche Alexa lo fa ma l'ultima volta che ho provato no

Lou54

Il primo requisito è che la soundbar o l'impianto HiFi abbiano il Bluetooth ( in caso contrario si possono usare degli accessori) e collegarla al cellulare. Poi dall'app Google home nella sezione riservata alle impostazioni del nest scegliere il dispositivo per la riproduzione dell'audio

SteDS

Anche per il mirroring "puro" è decisamente più performante, la differenza con Miracast o Airplay è abissale

uncletoma

so che si possono collegare, ma non ho ancora capito come, me lo spieghi, per piacere? grazie :)
(nest mini)

uncletoma

il problema sono i contenuti multimediali, in ogni azione/routine ne puoi dare solo uno, che andrà sempre e comunque alla fine. Echo non ha questo limite

uncletoma

eh, ma così è limitante :(

uncletoma

letto... e risposto: nada :/

Luke

TL:DR vedete voi

boosook

Nooo figurati se mi metto a farlo, poi il BT a me ha sempre dato problemi nella vita per qualsiasi cosa e non lo voglio nemmeno vedere. :)

boosook

Eh purtroppo no, non hanno l'uscita jack audio... al momento sto con Echo, anche perché ormai ne ho 5 in totale. In futuro si vedrà...

Onikurai

I contenuti multimediali devono essere sempre gli ultimi nelle routine purtroppo. Prova usando dei comandi personalizzati,anziché selezionando il menù "contenuti multimediali",scrivigli il comando che vuoi esegua

Marco

Personalmente ho provato entrambi gli assistenti... la mia scelta definitiva alla fine sono ststi i dispositivi Google Home/Nest, con i quali mi trovo benissimo ormai da quasi tre anni!

Lou54

Leggi il post di Onikurai più in nasso

capawht

Mmmm, a me Google Home permette di fare tutto questo. Ho impostato varie routine sia al buongiorno, sia per frasi mie e gli facico fare varie cose tipo chiudere persiane, abbassare le luci, regolare il volume del telefono, tutto in un'unica routine con la sequenza che voglio e posso modificarle quando voglio. Ho pure ricontrollato adesso per conferma.

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