Quanta intelligenza c’è in un robot aspirapolvere? La risposta di Neato

28 Novembre 2019 17

Devono pulire, certo, ma devono farlo con raziocinio, studiando gli spazi, aggirando gli ostacoli e trovando soluzioni a problemi intricati. Non per niente li chiamano aspirapolvere robot, quasi a magnificarne il quoziente intellettivo, quella capacità intrinseca di “vivere” senza bisogno di (troppi) aiuti da parte dell’uomo.

D’accordo ma si può davvero parlare di intelligenza? E in che misura? Per capirne di più ci siamo recati presso la sede italiana di Neato Robotics, l’azienda americana acquisita da Vorwerk specializzata nella produzione di robot aspirapolvere. È qui che ha sede il team che si occupa di gestire lo sviluppo software e la piattaforma cloud di tutta l’azienda, forse i migliori interlocutori per spiegarci quali sono le soluzioni che fanno di questi apparecchi degli oggetti sempre più evoluti, anche sul piano del "cervello".

I DUE LATI DEL PENSIERO

"Ci sono due tipi di intelligenza – spiega ad HDblog Roberto Ostinelli, Director of Cloud Services di Neato Robotics - quella che risiede sul robot e quella che regola l’interazione con l’utente. La parte onboard è strettamente legata all’hardware, ovvero a tutti quei sensori che permettono al robot di capire dove si trova e cosa sta facendo. Se queste facoltà fisiche sono immutabili, diverso è il discorso per ciò che concerne il modo in cui questi sensori vengono utilizzati, come viene utilizzata l’intelligenza per controllare il movimento, come si aggirano gli ostacoli, cosa deve fare un robot per liberarsi da certi impedimenti. Queste qualità sono in continua evoluzione e per vederne i progressi non serve acquistare un prodotto nuovo, ci sono gli aggiornamenti. L’altra parte di intelligenza è quella che attiene al controllo da parte dell’utente, un capitolo a sé che investe soprattutto la parte di sviluppo delle interfacce, anche quelle vocali".

È un ecosistema composto a strati, insomma, tutti in forte correlazione fra loro. E che, va da sé, risente di certe scelte fatte in origine. Prima fra tutte quella sull’hardware per la navigazione. Sotto questo profilo Neato ha fatto una scelta di campo, come si può vedere su tutti e tre i modelli della gamma Botvac, quella del Lidar come strumento chiave per la mappatura della casa. “La navigazione laser ti permette di effettuare un rilevamento molto preciso dell’ambiente casalingo in tutte le condizioni, anche al buio", spiega Ostinelli, "non a caso viene utilizzata anche sulle auto a guida autonoma. Di sicuro si tratta di una tecnologia che ha impatto su molti aspetti del robot, persino sulla forma. Un robot a D – che è indiscutibilmente migliore per pulire gli angoli – deve essere più bravo a fare manovre rispetto ai classici robot circolari. Per questo deve sapersi orientare meglio. E ciò è possibile solo attraverso una mappatura precisa."

Non perdere la bussola non è solo la condizione necessaria per calcolare il miglior percorso di pulizia, ma anche per risparmiare batteria: “Orientarsi meglio significa non girare a vuoto e dunque risparmiare energie. Un robot che conosce bene la casa, inoltre, è in grado di ricaricarsi in modo strettamente necessario al completamento della pulizia: se termina la batteria sapendo di avere un terzo della casa ancora da pulire tornerà alla base per ricaricarsi dello stretto necessario per completare l’opera”.

IL PROBLEMA DEGLI OSTACOLI

Altro aspetto che richiede intelligenza è quello relativo alla capacità di risolvere i problemi, che significa nella maggior parte dei casi aggirare gli ostacoli e uscire dalle situazioni critiche. "Il robot ha il dovere di trovare una via d’uscita prima di chiedere aiuto all’uomo", sottolinea Edoardo Nosotti, Software Engineer di Neato. Restando sul parallelismo con il mondo automobilistico lo si potrebbe considerare come un problem solving simile a quello effettuato dai navigatori satellitari quando effettuano il ricalcolo del percorso in tempo reale. “L’introduzione delle mappe ha portato i robot aspirapolvere a comportarsi come veri e propri soggetti orientati: conoscono la casa, sanno dov’è la base e con gli ultimi aggiornamenti sanno persino mappare fino a tre piani diversi lasciando all’utente la possibilità di scegliere dove effettuare le pulizie. È un approccio che ci permette di superare il concetto delle barriere fisiche da mettere per terra per delimitare le zone off limits. Una volta mappata la casa l’utente può usare l’applicazione mobile per tracciare direttamente su di essa dei veri e propri confini virtuali, sia per selezionare le stanze da pulire, sia per creare vere e proprie linee i demarcazione per delimitare specifiche aree sulle quali non passare".

L’approccio alla pulizia sfrutta l’elaborazione in tempo reale ma anche una parte di informazioni in memoria. Ad ogni passaggio un robot Neato conserva alcune informazioni del passato che serviranno da confronto. “La casa deve essere comunque costantemente rimappata. Non ci sono solo pareti e mobili, è un ambiente in costante evoluzione. Intelligenza significa semmai non rimappare la stessa zona più volte all’interno di uno stesso ciclo di pulizia a meno che non sia necessario, un passaggio deve essere sufficiente per pulire bene la zona, e ciò è possibile sfruttando un sistema di aspirazione potente".

SPIRITO DI ADATTAMENTO

L’intelligenza sarà sempre più rilevante anche nell’ottica di concedere ai robot aspirapolvere la facoltà di riconoscere il maggior numero di superfici e cambiare, di conseguenza, la modalità di aspirazione. “Ad oggi i robot sono testati per adattarsi a una grande varietà di condizioni, tappeti compresi, ma nel futuro ci sarà spazio per riconoscimenti specifici, sia che si tratti di superfici sia per ciò che riguarda il tipo di sporco. È un aspetto particolarmente sentito da chi possiede animali domestici. Oggi possiamo già offrire versioni speciali dei robot con spazzole e sistemi di aspirazione ad hoc per il pelo di animale, in futuro vorremmo poter offrire una pulizia specifica per ogni esperienza, fare in modo cioè che il robot comprenda autonomamente la situazione e sappia adattarsi al contesto".

Non meno importante sarà il discorso manutenzione. Se oggi i robot forniscono dei semplici suggerimenti su quando cambiare i filtri o svuotare il cestino, nel futuro i robot saranno sempre più proattivi nel ricordare certi doveri. Chiarisce Nosotti: "Il fatto che i robot siano autonomi non significa che ci si debba completamente disinteressare di loro. In questo senso la tecnologia dovrà aiutarci a rendere questa interazione sempre più semplice, sarà il robot stesso a ricordarci le piccole azioni da compiere per migliorarne il funzionamento".

LA RELAZIONE CON GLI ASSISTENTI VIRTUALI

Una parte di queste passerà senz’altro dall’interazione vocale. Sotto questo profilo, i robot aspirapolvere sono già connessi agli assistenti virtuali di Google e Amazon ma l’impressione è che si tratti di un percorso ancora tutto da costruire. "È vero", ammettono i responsabili di Neato, "ci sono dei limiti, alcuni legati proprio al tipo di interazione che viene richiesto a un aspirapolvere robot. Pensiamo ad esempio alle mappe: non si può pensare di sfruttare le sole interazioni vocali per mostrare funzione visual come quelle che riguardano la zonazione. Il mercato però sta evolvendo rapidamente e lo dimostra l’uscita degli smart display, dispositivi che offrono un‘interazione visiva oltre che vocale. Di certo stiamo entrando in una fase più matura di questo mercato che ci porta a lavorare a contatto sempre più stretto con i principali produttori di intelligenza artificiale. Amazon e Google non sono dei semplici dispositivi che ricevono istruzioni, sono dei veri e propri hub per la smart home. L’idea è quella di orchestrare tutta la casa connessa tramite specifiche skill, coordinare tutta una serie di azioni concatenate che fanno parte della nostra vita. Ad esempio, uscire di casa e fare in modo che la casa intelligente provveda autonomamente ad abbassare tapparelle, spegnere la caldaia e ovviamente avviare il robot aspirapolvere".

In collaborazione con Neato


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Commenti

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O_Marzo

e si, effettivamente così è un po' limitante

Vincenzo

Io il d7 l'ho preso solo per la pulizia multipiano e perché pagato 370 euro ma come detto capita che si blocca, non torna alla base, poi se lo sposto anche a mano in una stanza per farlo pulire nel 70% dei casi gira gira e non torna alla base da solo, poi se non parte dalla base non ha le linee di demarcazione quindi può fare danni, altra cosa ancora può pulire o solo tutta la casa o solo 1 stanza alla volta, insomma per un prodotto top di gamma mi sembra un po' 'poco'...

O_Marzo

Non ho mai provato i beato ma ti posso confermare che non ho mai avuto questi problemi con il roborock s50

andQlimax

Appunto perchè una canna da pesca è diversa da una centrale nucleare, la canna da pesca costa molto meno rispetto ad una centrale nucleare.

QUello che intendevo comunque è che un robot aspirapolvere buono costa 900 euro, quanto uno smartphone è ben più avanzato. So che non sono paragonabili, ma appunto per quello visto che non c'è alta tecnologia dentro un robot aspirapolvere, non capisco perchè costino così tanto e perchè la gente li compri. tutto lì

Ansem The Seeker Of Darkness

Il metodo è semplice, è lo stesso che si utilizza per aspirare la polvere con lo smartphone. E' pieno di guide su internet.

Vincenzo

Personalmente non sono soddisfatto del d7 per la fascia di mercato che copre, mappa che non si aggiorna, più di qualche volta si è bloccato(e la casa sempre quella è,una volta proprio vicino la gamba di un tavolino si è bloccato), non torna alla base se si fa partire da un'altra parte, gira e gira ma il torna alla base 'non si attiva mai'...insomma non è per nulla 'intelligente' per quello che costa, meno male che l'ho pagato poco,secondo me uno xiaomi fa meglio

GePaCa

Ho preso recentemente un Neato D4 Connect a 300 euro (che ha tutto quello che mi serve). Se si va verso Xiaomi con lo stesso prezzo si prende un top di gamma. Dubito che gli street price possano scendere di molto dato che siamo arrivati al prezzo di un buon aspirapolvere a batteria.

rsMkII

Oppure vendi l'energia che produci e ti compri il pesce già pescato... XD

The Riccio Returns

beh semplice dai, l'acqua che evaporando fa girare le turbine poi la riversi nel fiume direttamente.. li trovi che galleggia già cotti anche.. XD

roby

Un paio di sensori di rilevamento..questo è

edd
Babi
Tetifu Guohog
Ansem The Seeker Of Darkness

Ma guarda, io pensavo di prendere una canna da pesca, ma poi ho pensato che rispetto ad una centrale nucleare non ne valesse la pena e ho lasciato stare

@bearbops

Da possessore di Neato D7 lo ricomprerei all’istante sia per la qualità del prodotto che per l’applicazione e l’integrazione con Alexa.

matteventu

"In collaborazione con Naato"

Fix? :)

andQlimax

Quando costeranno l'80% in meno avvisatemi... In paragone alla tecnologia che c'è dentro uno smartphone, i robot aspirapolvere sono dei trabiccoli con un motore e un software acerbo.

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