La ricarica wireless a distanza di Xiaomi e Motorola spiegata: velocità, salute, tempistiche| Video

06 Febbraio 2021 198

Rimani aggiornato quotidianamente sui video, approfondimenti e recensioni di HDblog. Iscriviti ora al canale Youtube, basta un Click!

Xiaomi prima e Motorola a seguire hanno presentato un concept di ricarica wireless a distanza che ha stupito tutti per l'apparente livello di maturità raggiunta. Non si tratta di apparati futuristici che vedremo forse in un futuro lontano e con forme differenti, ma di progetti spendibili e concretizzabili in prodotti di consumo a in un tempo ragionevolmente breve.

Ci sono implicazioni sulla salute, limiti, dubbi e potenzialità. Vi proponiamo quindi un'analisi completa della tecnologia per capire se e quando potrà effettivamente diventare uno strumento del nostro quotidiano.

Per la realizzazione di questo contenuto e del video in apertura ci siamo avvalsi della gentile e preziosa collaborazione di Igor Spinella, Ingegnere Meccatronico, CEO di Einova by EggTronic e inventore nell'ambito della manipolazione dell'energia a distanza.

DIFFERENZE TRA MOTOROLA E XIAOMI

La prima differenza importante è che Xiaomi ha chiarito alcuni dettagli tecnici di come può funzionare la tecnologia di ricarica wireless a distanza ma non l'ha mostrata effettivamente in funzione, mentre Motorola ha mostrato un video in cui compare una piccola torretta di ricarica e due smartphone che si ricaricano contemporaneamente a circa 1 metro di distanza.

Ecco i due video pubblicati dalle aziende:

Le immagini suggeriscono alcune differenze tecniche tra le due tecnologie anche se la base di funzionamento è la stessa: trasmissione di energia attraverso le onde elettromagnetiche.

XIAOMI


Il sistema prevede una torre di ricarica dotata di un array di 144 antenne che trasmettono onde elettromagnetiche a frequenze millimetriche. Nella stessa torre sono incorporate altre 5 antenne che permettono di identificare l'esatta posizione del dispositivo da ricaricare. Utilizzando la tecnologia beamforming la torre può direzionare l'emissione di onde elettromagnetiche verso il dispositivo da ricaricare. Questo sarà dotato di un'antenna beacon che trasmette alla base le informazioni sulla posizione, e di 14 antenne che ricevono le onde millimetriche. Con il passaggio in un raddrizzatore l'energia veicolata dalle onde elettromagnetiche viene convertita in corrente continua per ricaricare la batteria.

Xiaomi specifica che al momento la potenza con cui vengono caricati più dispositivi contemporaneamente è di 5 Watt e che gli ostacoli presenti nella stanza non interferiscono con la ricarica, aggiunge poi che la funzionalità è garantita anche a diversi metri di distanza tra destinatario e torretta di emissione.

MOTOROLA

Non sono stati comunicati i dettagli ma verosimilmente anche Motorola fa uso delle mmWave per veicolare energia. Questo perché l'alta frequenza delle mmWave consente di trasportare maggiori quantità di energia nell'unità di tempo. Nel video si vede come posizionando una mano davanti al dispositivo trasmettitore il flusso energetico venga interrotto, Chen Jin, direttore della divisione di telefonia di Lenovo ha dichiarato che si tratta di un sistema di interruzione atto a garantire maggiore sicurezza all'utente.

In un secondo video che potete vedere in basso, Motorola ha chiarito altresì che anche il suo tipo di ricarica via etere permette di sorpassare gli ostacoli, come avviene per la tecnologia di Xiaomi.

Il fatto che i due telefoni ricaricati siano posizionati sulla stessa direzione del dispositivo di trasmissione, fa pensare che non sia stato implementato un sistema di identificazione della posizione del ricevente come invece avviene per Xiaomi e che piuttosto l'emissione di onde elettromagnetiche sia orientata in una sola e limitata direzione.

COSA CAMBIA RISPETTO ALLA RICARICA WIRELESS CON PAD

Parlando di ricarica wireless a tutti noi viene in mente la ricarica wireless con pad o basetta di ricarica, un sistema che conosciamo ormai da alcuni anni e che tecnicamente è imparentato con le nuove soluzioni proposte da Xiaomi e Motorola.

Nel caso della ricarica wireless classica viene sfruttato il campo magnetico generato da una bobina percorsa da corrente alternata che si trova all'interno della basetta di ricarica, il campo magnetico agisce per prossimità su una seconda bobina integrata all'intero del dispositivo ricevente (smartphone, cuffie, ecc.) inducendo una corrente elettrica, questa attraverso un raddrizzatore viene convertita in corrente continua a bassa tensione che va a ricaricare la batteria del dispositivo.


  1. Bobina del trasmettitore
  2. Bobina del ricevitore
  3. Corrente nella bobina del trasmettitore
  4. Campo magnetico geneerato
  5. Corrente indotta nella bobina del ricevitore
  6. Batteria che si ricarica

Le ricariche "Air" di Xiaomi e Motorola fanno invece uso di una trasmissione via antenna, sfruttano quindi gli stessi principi di trasferimento dell'energia attraverso campi magnetici e campi elettrici ma lo fanno attraverso le onde elettromagnetiche per trasferire a distanza l'energia.

COME PUO' FUNZIONARE

Xiaomi e Motorola hanno trovato il modo di sfruttare le onde elettromagnetiche per trasferire energia in modo orientato ed efficace, contenendo le dispersioni. Dunque la novità non è tanto nello spostamento di energia a distanza, quanto piuttosto nel aver messo a punto un meccanismo efficiente e sicuro.

D'altra parte già a cavallo tra '800 e '900 Nikola Tesla aveva intuito la possibilità di trasferire energia a distanza costruendo la Tesla's Tower a Wardenclyffe e negli ultimi anni diverse aziende avevano mostrato la ricarica wireless a long range in occasione di fiere internazionali come il CES di Las Vegas.

Il trasferimento di energia attraverso le onde è qualcosa che l'uomo ha imparato a controllare da molto tempo, si contano decine di applicazioni diverse che sono ormai di uso comune: i laser utilizzati nella manifattura per le incisioni o per il taglio, i cannoni ad ultrasuoni che si utilizzano negli aeroporti per allontanare gli stormi, le diverse applicazioni di raggi gamma nella cura del cancro. Ancora più intuitivamente possiamo riflettere sul fatto che tutti noi siamo costantemente immersi nelle radiazioni emesse dal sole, che illumina il pianeta e lo riscalda trasferendo, attraverso lo spazio, parte dell'energia emessa dalla nostra stella.

FISICA, NON MAGIA

Nell'affasciante mondo del wireless non c'è magia ma alcune regole fisiche che possono essere sfruttate a proprio favore per le più disparate applicazioni. Vediamo qualche cenno teorico sul come sia possibile trasferire energia via etere attraverso le onde elettromagnetiche.

Un inziale movimento di cariche elettriche induce una variazione di campo magnetico, a sua volta questa genera un campo elettrico perpendicolare che metterà in moto un nuovo campo magnetico e così via la trasmissione continuerà con un andamento sinusoidale concatenato tra campo magnetico e campo elettrico, permettendo il trasferimento dell'energia iniziale nel vuoto.

immagine: prof. Valerio D’Andrea

Un'onda elettromagnetica è caratterizzata da una frequenza e da una lunghezza d'onda, inoltre trasporterà una certa energia che si misura in Joule (J) e che aumenta in modo proporzionale alla frequenza. Tale energia si misura nell´unità di tempo per unità di superficie e si definisce densità di potenza espressa in Watt su metro quadro (W/m2).

La densità potenza è proporzionale al quadrato dell’ampiezza del campo elettrico e magnetico associati alla forma d'onda. Si può infine arrivare a trovare l'intensità dell'onda moltiplicando la densità di potenza per la velocità della luce.

In ultima analisi l'energia trasportata dipende dalla frequenza dell'onda e dall'intensità che a sua volta è legata alla densità di potenza. La quantità di energia trasportata da un onda determina se e quanto quest'onda può essere capace di agire spaccando i legami molecolari.

Da qui onde elettromagnetiche ad alta intensità che vengono usate per riscaldare il cibo nel microonde e onde elettromagnetiche di pari frequenza che vengono utilizzate per veicolare i dati attraverso la rete WiFi. Le prime sarebbero potenzialmente in grado di provocare gravi danni ai tessuti organici (infatti il cibo si cuoce), le altre vengono irradiate negli ambienti in cui viviamo senza che provochino problemi di salute importanti (a parte per alcuni soggetti ipersensibili).

Le onde elettromagnetiche possono essere pericolose per l'uomo, per questo esistono norme che regolano i limiti di esposizione e di conseguenza i limiti di emissione degli apparecchi.

LIMITAZIONI NELLA POTENZA E SALUTE

Come è emerso dalla nostra chiacchierata con l'Ing. Spinella, le limitazioni di natura legislativa nella quantità di energia trasportabile dalle onde EM nell'ambiente hanno un ruolo fondamentale nella definizione delle tecnologie presentate da Xiaomi e Motorola.

Xiaomi ha parlato di 5 Watt di potenza nella ricarica a distanza dei dispositivi, un valore che non permette certamente di ricaricare a grande velocità un dispositivo come uno smartphone e rende la tecnologia più che altro spendibile per l'alimentazione di piccoli dispositivi come sensori, orologi o smart band.

Nel caso di Motorola invece non si parla di numeri ma il fatto che la trasmissione di energia si interrompa bruscamente frapponendo una mano tra smartphone e torretta, fa pensare che la potenza in gioco sia superiore e che la casa abbia trovato il modo di riconoscere un ostacolo organico.

Ci siamo chiesti se il limite dei 5 Watt dichiarato da Xiaomi fosse dovuto ad uno stadio ancora poco avanzato della tecnologia e la risposta è no. Inoltre è improbabile che l'intensità (e quindi la potenza) possa aumentare se si vuole mantenere attiva la trasmissione anche con ostacoli di natura organica. Il motivo è semplice: oltre una certa densità di potenza non è possibile emettere onde elettromagnetiche rientrando nei limiti di legge.

Non ci troviamo dunque di fronte ad un limite tecnico nel trasferimento di energia ma ad un limite ancora più complesso da superare perché influisce direttamente sulla salute dell'utente.

COSA DICE LA NORMATIVA

Le linee guida dell' ICNIRP (International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection) prevedono un valore limite di 61 V/m per il campo elettrico, pari a circa 10 W/m2 in termini di densità di potenza.

Attenzione: i 5 Watt di cui parliamo per la ricarica di Xiaomi rappresentano l'effettiva potenza in ingresso per la ricarica e non sono i W/m2 che caratterizzano la densità di potenza dell'emissione elettromagnetica. Non ci è dato sapere quale sia l'output dalla torretta di ricarica, ma chiaramente deve rientrare nei limiti di legge.

Il video di Motorola può invece suggerire che l'emissione sia superiore ai limiti di legge ma compensata da un sistema di interruzione automatica per evitare l'interazione con i tessuti organici. Questo potrebbe "teoricamente" portare a potenze di ricarica decisamente superiori ma qui rientriamo nel campo delle ipotesi poiché l'azienda non ha condiviso sufficienti dettagli.

Come ci ha suggerito Igor Spinella, in entrambi i casi i dubbi sulla salubrità del sistema ci sono e sono legati ad una zona grigia della normativa. Le linee guida prevedono in effetti un'emissione delle onde legata alle normali antenne radio che irradiano in tutte le direzioni indistintamente, mentre, per trasportare energia con una certa efficienza (senza quindi incorrere in grande dispersione) Xiaomi e verosimilmente anche Motorola, fanno uso di onde millimetriche emesse da una matrice di antenne.

La struttura delle antenne ad array consente di direzionare le onde EM verso una direzione ben precisa evitando di disperderle nell'ambiente. In questo modo la potenza effettivamente assorbita da eventuali ostacoli è nettamente maggiore rispetto a quella assorbita se l'emissione non fosse stata direzionata (vedi animazione).

Come per ogni nuova tecnologia è bene analizzare la situazione con occhio critico e attendere chiarimenti ma allo stato attuale stiamo parlando in entrambi i casi di prodotti non ancora commercializzati e che necessariamente dovranno passare soddisfare i requisiti di legge prima arrivare nelle nostre case.

LE DIFFERENZE CON LE MMWAVE DEL 5G

I dubbi sono più che leciti: da un lato le istituzioni comunicano sicurezza e tranquillità quando si parla di 5G e onde millimetriche, dall'altro però ora ci troviamo dinnanzi a tecnologie che sfruttano le stesse frequenze per veicolare energia e caricare uno smartphone.

Di certo nessuno vorrebbe ricaricarsi come un dispositivo elettronico e l'associazione con rischi per la salute sorgono spontanee, sia per quanto riguarda il 5G sia per quanto riguarda le ricariche wireless a distanza. Ma c'è una spiegazione ed è la stessa del pollo che si cuoce al microonde mentre noi non ci cuociamo davanti al router wifi.

Nelle telecomunicazioni - comprese quelle che riguardano gli smartphone - le onde elettromagnetiche con frequenze millimetriche vengono utilizzate per veicolare informazioni attraverso varie modulazioni della forma d'onda, la potenza di emissione si limita perciò al necessario per raggiungere il target. Le intensità dell'emissione sono estremamente basse e significative per lo più in prossimità delle antenne, decadono molto velocemente e vengono influenzate dall'ambiente in cui si muovono.

Nel caso di una ricarica via etere invece le informazioni sono solo una piccola parte del processo ma l'obiettivo primario è quello di trasferire energia. Per questo motivo tutto l'apparato sarà progettato per minimizzare le dispersioni e massimizzare l'efficienza nelle conversioni.

Nonostante le frequenze utilizzate siano le stesse dunque, le potenze in gioco possono essere diverse come è diverso l'ambiente in cui le tecnologie devono operare. Tecnologie simili ma con fini diversi e campi di azione diversi.

Anche ipotizzando che un'esposizione prolungata alle radiofrequenze del 5G possa portare a problemi di salute, questo non implica che lo stesso si verifichi con la ricarica wireless a distanza e viceversa. In tutti i casi comunque gli apparati devono rispettare la normativa, auspicando che questa sia aggiornata e tenga il passo dell'innovazione.

IN CONCLUSIONE

Al termine di questa analisi e grazie alle riflessioni maturate insieme all'Ing. Spinella, possiamo trarre alcune conclusioni non definitive e necessariamente provvisorie sulla tecnologia di ricarica wireless a distanza presentata da Xiaomi e Motorola.

  • Le potenzialità di applicazione sono notevoli
  • La complessità della tecnologia è importante e questo porta a lunghi tempi di progettazione e ottimizzazione
  • Sussistono limiti di legge nelle potenze che possono essere impiegate e che potenzialmente potrebbero anche essere abbassati con un aggiornamento (doveroso) della normativa.
  • I limiti di emissione e le difficoltà intrinseche nella tecnologia obbligano a compromessi importanti sulle potenze in gioco

Xiaomi e Motorola hanno avuto il merito di presentare qualcosa di interessante, certo è che gli ostacoli tecnici e normativi che accompagnano la ricarica wireless a distanza non saranno facili da superare.

Verosimilmente non vedremo prodotti pronti per il commercio nei prossimi mesi ma la strada verso un'alimentazione completamente wireless è sicuramente stata imboccata.

VIDEO


198

Commenti

Regolamento Commentando dichiaro di aver letto il regolamento e di essere a conoscenza delle informazioni e norme che regolano le discussioni sul sito. Clicca per info.
Caricamento in corso. Per commentare attendere...
pedrosw

potremmo caricare i cellulari a gratis trovandoci sotti i tralicci dell'alta tensione?

efremis

Finalmente sono riuscito a leggere anche l'articolo oltre al video.
Complimenti.

www.vr-italia.org

Le industrie farmaceutiche sono multinazionali hi-tech, per cui sì, come per qualsiasi altra industria hi-tech una parte consistente degli utili viene reinvestita in ricerca, perché lavorano in concorrenza e non c'è altro modo per arrivare prima del tuo concorrente. Se non investi tantissimo in ricerca ogni nuova cura sarà scoperta non da te, ma da un altro.

Se si muore ancora di cancro è perché non abbiamo ancora capito come curare tutte le forme in cui si presenta, anche se sono stati fatti progressi straordinari negli ultimi 30 anni, tanto che oggi se lo chiami "male incurabile" fai arrabbiare un sacco di persone. Di sicuro, però, non puoi incolpare di questo le case farmaceutiche, perché per loro se il paziente muore è un fallimento totale, il paziente morto non può più spendere soldi. Il massimo risultato che può ottenere la casa farmaceutica è tenerti in vita più possibile, ma sempre con la necessità di essere curato. Il problema però rimane sempre la concorrenza, se tu hai già brevettato il farmaco che, per dire, cronicizza l'AIDS, quindi obbliga il malato a comprare le tue medicine per tutta la vita, il tuo concorrente è obbligato a trovare una cura migliore se ti vuole battere e guadagnare lui i miliardi che stai guadagnando tu. Se esistesse un'unica casa farmaceutica allora sarebbe lecito pensare che ti stiano dando solo una frazione minima del loro potenziale, così da spendere poco e guadagnare molto, ma la concorrenza tra case diverse è agguerrita, come in ogni altro settore, dalle auto ai computer.

Non sono diversi da chi produce processori o schede video, puntano tutti al profitto, ma mentre loro fanno i calcoli di profitto noi ci godiamo risultati che altrimenti, semplicemente, non esisterebbero.

Alex Zanini

A volte i metodi della nonna sono (e spesso restano) i migliori.
Secondo te tutti i miliardi di dollari che le case farmaceutiche guadagnano poi li mettono completamente per la ricerca? Chissà perché di cancro si muore ancora senza contare tante altre malattie curabili e debellabili...
Sono contento per te che credi alla loro buona fede io no...

www.vr-italia.org

Cosa c'entrano le case farmaceutiche con il metodo scientifico? Il metodo scientifico è un concetto di epistemologia, una branca della filosofia, che è indipendente da come venga messo in pratica. Ti dice in che modo dovresti ragionare, poi spetta a te farlo.

Poi, se vuoi, ma è un discorso totalmente separato, possiamo parlare di case farmaceutiche e interessi economici. Quando ti ammali cosa fai? Cerchi una cura. Pensi che quella cura esisterebbe senza quegli interessi economici? Non ho nessun diritto di chiedere alle case farmaceutiche di essere mosse da ragioni di sentimento, sono aziende, come la Apple, loro mi danno qualcosa che voglio e io pago, solo che quel qualcosa che voglio è più importante di uno smartphone. Quei soldi per altro saranno investiti in nuova ricerca scientifica, per stare sempre un passo avanti alla concorrenza. Io gliene darei 10 volte tanti di soldi, tu fai come credi ovviamente, puoi sempre scegliere di curarti con i rimedi della nonna, gratis, fatti in casa.

Alex Zanini

Mi spiace ma io non credo che la scienza faccia sempre le cose per il nostro bene soprattutto per il semplice fatto che dietro ad ogni ricerca ci sono molti interessi e sono sempre a livello economico. Non sono e non saranno mai solo per il bene dell'umanità vedi quello che fanno le case farmaceutiche atte a fargli guadagnare vagonate di soldi alle spalle della salute delle persone.

www.vr-italia.org

Il tuo è un errore molto ingenuo e molto comune, la scienza funziona sempre per prova positiva, non per prova negativa, sarebbe come voler dimostrare l'esistenza di un unicorno rosa al centro della terra chiedendoti se sei capace di dimostrare il contrario. Non funziona così, mai. E' chi porta la tesi (l'oggetto X fa male alla salute) che è tenuto a dimostrarla. In medicina, infatti, gli studi non cercano di dimostrare che un composto è innocuo, ma il contrario. Se non riesci allora aumenta il tuo livello di confidenza nella non tossicità dell'oggetto del tuo studio, ma la dimostrazione che è innocuo è impossibile, perché richiederebbe infiniti soggetti per infinito tempo.

Alex Zanini

Per curiosità tu sei in grado di provare che le onde elettromagnetiche siano innocue alla nostra salute?

Simone de Falco

Lasciando stare che ovviamente ci sia una resa palesemente differente fra un impianto a terra ed uno spaziale. Ma il mio era fantasticare. Mamma che balle

www.vr-italia.org

E sei in grado di provarlo? Di citare uno studio che mostri il rapporto causale e non solo la correlazione?

Sei in grado di dire che è proprio quello, e non qualcos’altro ?

sopaug

sì, la differenza è che io l'ho anche capito :)

c1p8HD

Per lo meno la RAI però dovrebbe esser regolamentata :(

Alex Zanini

Hai mai sentito parlare delle radiazioni delle antenne di Radio Maria...?

Alex Zanini

Nemmeno tra mille anni capiremo completamente il nostro corpo.

Alex Zanini

Infatti i casi di cancro sono in aumento grazie a tutte le radiazioni che ci girano intorno.

Alex Zanini

Aspetta che presto grazie agli uomini delle compagnie telefoniche (vedi Colao) alzeranno i limiti per farci crepare più velocemente...

Alex Zanini

Il peggio crea ascolti e introiti c'est plus facile...

olè

grazie cosa ho vinto?

LaVeraVerità

I feticisti della tecnologia si domandino qual'è l'efficienza di conversione dell'energia in un sistema del genere e quanto bene faccia al pianeta l'adozione di massa di simili sistemi.

LaVeraVerità

https://uploads.disquscdn.c...

Snapdragon

Mi confondo con il mio defunto 5x lol

derapage

Ottimo risultato! per curiosità usi app per seguire una traccia o navigazione automatca verso destinazione (tipo maps)?

con le tracce per la MTB uso ORUXMAPS ma non ho ancora trovato qualcosa di più adatto per la moto.

DeepEye

Dipende. Quando ho fatto il giro del lago di garda (per me son 500km in totale tra andata e ritorno), l'ho tenuto acceso per 5 ore buone.

derapage

navigazione a schemo acceso o lo risvegli quando serve?

DeepEye

4500mah di batteria, faccio senza problemi 5-6h in moto, e mi rimane ancora batteria dopo.

derapage

"giornate di navigazione"?
che telefono hai? anche i più dotati come batteria dopo 3h/3h30 di schermo acceso a massima luminosità e GPS crollano. In moto/bici non sono mai riuscito ad usare lo smarphone in modo continuativo senza una batteria esterna.

ErCipolla
matteventu

Nexus 4 aveva il retro in vetro però XD

tulipanonero1990

A quale pro? Abbiamo il deserto del Sahara ancora del tutto inutilizzato, come pure Texas e New Mexico negli USA, parliamo di estensioni gigantesche in territori del tutto inospitali, perché andare nello spazio a cercare quello che abbiamo già a disposizione qui? Mi ricorda un po’ come le teoria di colonizzazione dello spazio quando con un decimo se non meno delle risorse umane potremmo rendere abitabili porzioni rilevanti del nostro pianeta.

sopaug

niente oh, di leggere l 'articolo o di guardare il video non se ne parla eh? Guarda che non è che siccome hai finito la scuola dell'obbligo o l'hai letto su wikipedia devi sentirti obbligato a ripetere la lezioncina ad ogni post.

www.vr-italia.org

Guarda che saranno vietate le stoviglie usa e getta DI PLASTICA, non le stoviglie usa e getta. La gente comprerà ed userà quelle biodegradabili, in carta o in cellulosa, i più non se ne accorgeranno nemmeno. E la normativa è stata pensata proprio in funzione dell'alternativa. Per esempio le bottigliette di acqua e bibite, fatte con la stessa plastica che sarà vietata per piatti e posate, non subiranno nessun divieto. Eppure io in giro vedo molte più bottigliette di plastica buttate sui bordi della strada, che non piatti e posate. La ragione, o almeno una delle ragioni, è che non siamo attrezzati per produrre decine di miliardi di bottigliette in bioplastica compostabile, quindi per qualcuno diventerebbe realmente scomodo e penalizzante, non solo più costoso.

Escludendo le cose che si scoprono essere altamente tossiche, il resto si vieta solo quando esiste una valida alternativa per i consumatori, dove per valida si intende poter fare la stessa cosa, al massimo sostenendo un costo, non accettando una rinuncia.

ErCipolla

È chiaro che dove tracci la linea non è scolpito nella pietra, ma va deciso con il buon senso collettivo e dopo dovuti studi sull'impatto che ha una certa cosa in rapporto ai benefici, lo davo per scontato. Per fare un esempio: in Europa saranno presto vietate le stoviglie usa e getta di plastica. Questo crea una "scomodità" in molte situazioni a mio avviso infinitamente più grande della "scomodità" di dover attaccare un cavetto per ricaricare il telefono. Però è stato fatto perché evidentemente si è deciso che i benefici di quel tipo di prodotti non erano sufficienti da giustificarne l'impatto.

Quindi no, non è vero che basta vi sia richiesta di mercato e qualcosa viene prodotto, ci sono certe cose per le quali, collettivamente, si è deciso che il gioco non vale la candela, come nell'esempio che ti ho appena fatto. È mia opinione (ripeto: opinione) che così dovrebbe essere anche per questo sistema di ricarica se (e sottolineo: se, non abbiamo ancora i numeri quindi è tutta teoria per ora) si rivelasse inefficiente come alcuni sostengono.

ErCipolla

È una supposizione, data da principi base di fisica: nell'aria l'energia trasportata da un'onda decade con il quadrato della distanza, ergo la dispersione è molto alta e di conseguenza l'efficienza è molto bassa.

Poi ripeto: se salta fuori che con qualche metodo hanno minimizzato questa inefficienza ben venga, ma finché non tirano fuori i numeri la logica fa supporre che non sia così. Staremo a vedere.

Snapdragon

Risposta esatta

Snapdragon

Esatto

Snapdragon

Speriamo!

Snapdragon

Non so, per me é davvero comoda in auto per brevi tragitti, o quando sto lavorando e mi devono alzare spesso e aspetto una chiamata portandomi il telefono appresso, non torturo la USB.
Considerando che il costo per implementarlo é esiguo perché non metterla?

Snapdragon

Ciao, mi risulta che lg g7 non sia più a listino, ma non sono esperto nemmeno io

Snapdragon

Adoravo la plastica

www.vr-italia.org

E che te ne fai dell'efficienza fine a sé stessa? Se ne fai un discorso ambientalista, come mi è parso, è certamente meglio consumare poco in modo inefficiente che consumare tanto in modo efficiente. Forse il motore V12 della Rolls-Royce Ghost è più efficiente di quello della Punto, ma per l'ambiente sarebbe meglio avere solo punto o solo Rolls-Royce? Ma, di nuovo, non sarà mai questo il punto. Prima mi dai ciò che desidero, poi se vuoi farmi ancora più felice mi dai una versione più efficiente dal punto di vista energetico di ciò che desidero. Chi compra la Rolls-Royce non pensa all'efficienza, pensa alla Rolls-Royce.

sopaug

ma dove lo ha i letto che disperdono la maggior parte dell'energia? Non è vero, punto. Ascolta il video e studia.

Per le auto ci sono scenari in cui il consumo non conta perchè sono uno strumento di lusso o di piacere, un caricatore no, il discorso non regge.

adimo

Domanda, sono assicurati questi?

ErCipolla

Se per te ritenere inaccettabile una soluzione che disperde la maggior parte dell'energia utilizzata vuol dire essere "talebani" allora si, sono talebano e me ne vanto.

Detto ciò, ovviamente sono supposizioni, se è più efficiente meglio per tutti, ma come è stato fatto notare anche sotto l'energia trasmessa nell'aria si riduce con il quadrato della distanza, quindi l'efficienza con questa tecnica sarà sempre molto bassa. E quella cosa del "non la farebbero comunque per il costo"... non ne sarei mica così sicuro. Come ci sono automobili che consumano il triplo di altre, non vedo perché non dovrebbero mettere in commercio una soluzione inefficiente se possono comunque venderla grazie al "effetto wow".

ErCipolla

Sono perfettamente d'accordo con te, stavo tentando di lasciare il beneficio del dubbio per il quieto vivere, ma anch'io sono convinto che più in là di un tot sia impossibile andare a mezzo aria, appunto per la inverse-square law, dalla quale non si scappa.

ErCipolla

Infatti io ho parlato di equilibrio, sei tu che continui a ragionare in termini assoluti o "solo comodità" o "solo efficienza". La mercedes consuma di più dell'utilitaria, ma non 10 volte tanto. Io sono partito dal presupposto che questa soluzione disperda il 90% dell'energia nell'aria, e a mio avviso una inefficienza così elevata sarebbe criminale. Se invece salta fuori che disperde tipo il 10-15% se ne può parlare (però viste le premesse ho seri dubbi che sarà così bassa la dispersione, vedremo quando rilasciano numeri più precisi)

Jlm70

Da quanto inteso il flusso di ricarica è molto direzionale, anche per evitare emissioni nocive continue in direzione di esseri umani o animali. Prima la torretta determina la posizione precisa del device da caricare, poi inizia a "sparare" in tale direzione. E tendenzialmente si blocca se un ostacolo viene trovato nel mezzo. Penso che il device in carica debba pure stare fermo nella posizione, o variare di molto poco. Pertanto non può funzionare con antenne 5G sulle case o ricarica alla fermata del bus, come qualcuno scrive (dove i flussi in uscita dovrebbero essere tantissimi... insomma niente Independance Day;)... Da capire bene quale sia la potenza in uscita dalla torretta (non solo i 5W ricevuti dal device) e quindi se sia dannosa o meno, specie per quanto riguarda gli esseri organici in prossimità del cono di ricarica... dopo diverso tempo di esposizione... Insomma lo capiranno i nostri figli, noi saremo le cavie.

kedwir

Al di là della novità tecnologica, è sempre bello sentire parlare qualcuno con cognizione di causa di un'argomento. Ben vengano altre collaborazioni del genere

darkn3ss1

Già col discorso del limite normativo a 5w perde totalmente senso...
Rischi per la salute, sicuramente ci sono... essendo 5w pochissimi per caricare uno smartphone che nel frattempo si sta scaricando, starà in continua carica e continua emissione di onde
Poi non é dato sapere l'efficienza, ne arriva 5w al device... ma quanti ne consuma?
Ottimo che si innovi ma preferirei trovare sistemi più efficienti di immagazzinamento di energia

maset

Bellissima tecnologia, sarebbe da applicare sulle celle telefoniche, così da rimuovere le batterie dai cellulari e alimentarli direttaente, darebbe una bella innovazione al design degli smartphone, pieghevoli e non.

Cid

Si esatto ad efficenza i sistemi ad induzione attualmente diffusi sono messi male.

Mi TV Q1 75’’: ecco come si presenta il primo QLED di Xiaomi

Ha senso un TV 8K nel 2021? Ecco cosa possiamo già vedere in Ultra HD

FreeBuds Studio e Gentle Monster Eyewear II: Huawei a tutto audio | Anteprima VIDEO

Recensione nuove Amazon Fire TV Stick 2020 e Lite: un gadget indispensabile