Apple vince una battaglia nella lotta per condannare il monopolio dell'App Store

02 Dicembre 2021 7

Vittoria importante quella di Apple nell'ambito della class-action avviata negli Stati Uniti dagli sviluppatori dell'app Coronavirus Reporter. Importante perché, al di là del caso concreto, la sentenza del giudice Edward Chen (corte distrettuale della California) contiene elementi che la casa di Cupertino potrebbe utilizzare nei provvedimenti antitrust che la vedono coinvolta.

Prima i fatti: oggetto di discussione è la decisione di escludere dall'App Store l'app Coronavirus Report, perché - in base alle regole fissate da Apple - non è possibile pubblicare app che riportano informazioni sul virus, a meno che a fornirle non siano "partner selezionati", vale a dire enti sanitari riconosciuti, come agenzie governative e istituzioni sanitarie. Gli sviluppatori dell'app e i co-querelanti sostengono che Apple ha applicato regole analoghe per escludere altre app, violando le norme antimonopolistiche ed hanno chiesto un'ingiunzione preliminare per neutralizzare il blocco imposto da Apple. Contestato anche l'obbligo di pagare i 99 dollari annui necessari per l'iscrizione all'App Developer Program.

Risultato: tutto respinto. La richiesta di ingiunzione non è stata accolta e anche la causa non ha fondamento per essere trattata. L'aspetto più interessante della vicenda sta nelle motivazioni: oltre al fatto che i querelanti non sono riusciti a definire esattamente in quale mercato Apple detiene un monopolio, il giudice sottolinea che quand'anche Apple detenesse una posizione monopolistica, ciò non implicherebbe necessariamente violare le norme antitrust. È quest'ultimo l'aspetto più importante dell'intera questione.

CLASS ACTION DALL'ARGOMENTAZIONE CONFUSA

Primo punto a sfavore degli autori della class action: non hanno adeguatamente descritto in quale mercato Apple assume una posizione monopolistica. E non è solo una questione formale. Nella denuncia sono stati citati più mercati: quello degli smartphone, il mercato delle app istituzionali per iOS, il mercato nazionale della distribuzione delle app per smartphone. E ancora il mercato degli smartphone negli Stati Uniti e il mercato degli smartphone iOS negli Stati Uniti. Il giudice ha concluso che le definizioni di "mercato" non erano chiare.

I mercati rilevanti sono riducibili a due: quello degli smartphone e quello delle app per iOS. Nel primo Apple sostiene - ma lo confermano anche i dati oggettivi - di non detenere alcun monopolio. Nel mercato delle app per iOS si può invece affermare che Apple abbia un monopolio sulla vendita e sulla distribuzione - anche se sul punto l'azienda ha dimostrato di non concordare. Se gli sviluppatori non rispettano le regole per pubblicare contenuti in App Store, difficilmente riescono a renderli disponibili per gli utenti iOS, a meno che non scelgano di percorre la più disagevole strada del jailbreak e della distribuzione tramite canali paralleli.

MONOPOLIO NEI MERCATI MONOMARCA: VIOLAZIONE ANTITRUST RARA

È sull'ultimo punto che si registra uno dei passaggi più significativi della sentenza: nel "mercato monomarca" (distribuzione app per iOS) in cui Apple detiene oggettivamente una posizione di monopolio, essendo l'unico partecipante, non è automatico parlare di violazione della normativa antitrust. Al contrario, il giudice ritiene estremamente raro che in un mercato monomarca si verifichino questo tipo di violazioni e aggiunge che gli autori della class action non hanno portato argomenti sufficienti per dimostrare il contrario.

Per esemplificare, il giudice ha paragonato l'App Store a un giornale che pubblica alcuni annunci pubblicitari e ne rifiuta altri. Se la pubblicazione di un qualsiasi annuncio viene respinta, l'inserzionista non può far valere a priori il danno per violazione delle norme antitrust. Al limite, in questo scenario, si potrebbe parlare di vera e propria violazione antitrust se l'annuncio respinto pubblicizza un servizio di notizie concorrente.

Il merito del provvedimento sarà comunque oggetto di ulteriori discussioni, perché gli attori hanno già preannunciato che presenteranno appello.


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Commenti

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momentarybliss

A quanto mi pare di capire si sono attaccati all'accusa di monopolio in maniera temeraria e poco circostanziata perché nel merito avevano già perso in partenza

Felix

Com’era ovvio, non può detenere un monopolio su “se stessa”… normale che in un sistema operativo proprietario sviluppato da Apple, che gira esclusivamente su hardware proprietario sviluppato da Apple, l’unica che possa vendere app sia, guarda caso, Apple.

Simone

Ah ma sei vivo allora!

yepp
frank700

Non ti scordare i brevetti, anche su cose già esistenti.

Roberto

ce niente da fare.. gli states sono sempre i più ridicoli.. in tutto.. da copyright per bimbi di 4 anni ai tribunali..
antitrust e monopolio... ovvio che ha il monopolio nessuno sano di mente può contraddire, nemmeno apple... possono solo dire che anche essendoci monopolio sono giusti ed equi.. ma anche qui meglio lasciare fuori le barzellette.. dove cìè profitto non c'è equità, MAI.

Paolo Giulio

Forse il titolo dovrebbe essere

"Apple vince una battaglia nella lotta CONTRO il PRESUNTO monopolio dell'App Store"

Il titolo attuale fa sembrare che Apple stia lottando "per condannare il monopolio" e abbia vinto "una battaglia".

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