Apple, la segretezza tra dipendenti sul posto di lavoro minacciata da Slack

26 Agosto 2021 18

Per chi non la conoscesse, Slack è un'app che riunisce la comunicazione e la collaborazione tra team in un'unica piattaforma al fine di ottimizzare il lavoro. In parole povere, è un app che consente di ricreare "virtualmente" un'azienda mettendo in comunicazione tra loro tutti i dipendenti.

Slack era già molto diffusa ma la pandemia gli ha consentito di avere una forte accelerazione. Sono state molte le aziende che l'hanno scelta per consentire ai dipendenti di lavorare da casa, in smart working. Tra queste c'è anche Apple che comunque già la utilizzava dal 2019.

Apple ha avuto da sempre una cultura della segretezza molto rigida che si estendeva non solo ai nuovi prodotti ma anche alle pubbliche relazioni tra dipendenti. Slack, tuttavia, se da un lato ha facilitato le comunicazioni aziendali in Apple, dall'alto ha anche portato molti cambiamenti nel modo in cui i dipendenti non solo si relazionano e discutono dei progetti ma ha permesso anche di iniziare a lamentarsi per quello che non va.

Apple utilizzava Slack internamente già dal 2019

Secondo quanto riportato da The Informant, ad oggi ci sarebbero oltre 3.000 canali Slack interni ad Apple a cui accedono circa 10.000 dipendenti. Inizialmente, i canali Slack erano quelli tipici aziendali ma gradualmente è diventata una sorta di "piazza virtuale" che ha visto l'aggiunta di canali per discutere altri argomenti tra qui quelli relativi ai problemi sul posto di lavoro. Ci cono canali in cui si discute della possibilità di continuare a lavorare da remoto, cosa decisamente contrastata da Apple, canali contro discriminazioni, canali relativi a comunità religiose e tanto altro.

Apple sarebbe comunque intervenuta per rimuovere i canali non correlati direttamente al lavoro. Nei giorni scorsi, ad esempio, avrebbe fatto chiudere più volte dei sondaggi volti a capire eventuali disuguaglianze negli stipendi in base a genere o etnicità. Contestualmente, Apple avrebbe spiegato che per policy aziendale non è concesso creare sondaggi con lo scopo di raccogliere dati sul personale senza passare dalle risorse umane e non è concesso condurre sondaggi sulla diversità, perché sono dati altamente sensibili.

Insomma, Slack è diventato comunque un catalizzatore che sta dando ai lavoratori la possibilità di organizzarsi. Ma ora i dipendenti Apple stanno parlando ora anche direttamente con i media, utilizzando Discord e Twitter per esprimere le proprie preoccupazioni. Cher Scarlett, ingegnere del software nel team di sicurezza globale di Apple, ha affermato che "una clausola di non denigrazione non significa che non si possa dire nulla di negativo sull'azienda. Si può parlare apertamente di discriminazione".

Nei giorni scorsi, un piccolo gruppo ha anche lanciato un sito web incentrato sull'hashtag #AppleToo il cui obiettivo è quello denunciare pubblicamente sia atti di violenza, che abusi, intimidazioni e molestie subite sul posto di lavoro a cui Apple non ha dato seguito.


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Commenti

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Sepp0

"Senza contare gli addetti che lavorano nel mondo dei sistemi e difesa che lavorano in ambienti classificati o ad accesso ristretto."

Che sono tipo 1/miliardesimo della popolazione programmante.

GeneralZod

Anche il capo è sotto-posto di qualcuno. E quando sei ai vertici devi comunque rendere conto agli investitori, ecc.
E' vero che bisogna sempre adattarsi. Ma quando l'azienda è generosa verso il dipendente in cambio quest'ultimo lavora di più e meglio.

Dan Tan

Credo non esista un "best Place to work" (a meno che non sia tu il capo), esiste solo un luogo di lavoro in cui ci si deve adattare. Anche Amazon non è male, se ci si sa adattare (cito Amazon perché da un po' di tempo a questa parte, è stato rappresentato come l'inferno terreno, anche se avendoci lavorato, il grosso problema è più l'essere ammessi, che il lavoro lì)

GeneralZod

A leggere queste notizie mi è saltato il mito di Apple come best place to work.

GeneralZod

Secondo me dipende sempre da cosa fai in quell'ora. Bisogna lavorare per obiettivi, non luoghi o ore.

Gios

Se parli di monkey programmer o di prodotti puramente virtuali si e già si fa.

Se parli di sviluppo embedded no, infatti in pochissimi in questo settore fanno smart working.
Senza contare gli addetti che lavorano nel mondo dei sistemi e difesa che lavorano in ambienti classificati o ad accesso ristretto.

boosook

Quello che non hanno capito è che, se veramente si passa allo smart working totale, un informatico in Romania lavora bene come loro, se non meglio, e costa 1/10. E vale pure per l'Italia.

JustATiredMan

"pì produxion par el paron", come ho sentito dire tempo addietro da un cliente del veneto.

JustATiredMan

Niente di nuovo... lo fanno tutti in modo più o meno velato. Dire che lo faccia solo Apple, mi pare una sciocchezza.

pollopopo

io la chiamerei censura..

con che coraggio ci si lamenta di lavorare per Apple????
E' come se un angelo al posto di servire il Signore si ribellasse.
sarebbe diabolico!

Dayman

Ma tu lo fai "ciacolaree tutto il di", non sei coerente :/

fabrynet

È sempre importante denunciare atti di violenze, abusi, molestie e discriminazioni sul posto di lavoro.
Solidarizzo con i lavoratori.

Daniel

I ga da laoraree no ciacolaree tutto il di

fabrynet

Ma siamo seri per favore, è davvero agghiacciante solo pensarle certe cose.

Francesco Zerbini

ma ha ragione, la gente ormai pensa soltanto a lamentarsi e non fa un ca**o, ormai vogliono lavorare un'ora a settimana dentro l'idromassaggio ed essere pagati di più...

Dayman

bah..

Daniel

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