Apple rimuove Fakespot da App Store su input di Amazon

18 Luglio 2021 21

Sparito Fakespot per iOS dall'App Store, anzi rimosso. Rimosso da Apple - "in modo improvviso e senza alcuna spiegazione" secondo il fondatore Saoud Khalifah - su input di Amazon, la piattaforma su cui agiva Fakespot per depurare le recensioni dei prodotti da quelle non veritiere. L'e commerce si era detto preoccupato dall'ultimo aggiornamento dell'app di Fakespot, troppo invasivo sul codice tanto da mettere a rischio i dati dei clienti Amazon. Ma riavvolgiamo il nastro.

LA PANORAMICA SULLA VICENDA

È Apple a fornire una panoramica sulla vicenda. Racconta che Amazon l'8 giugno scorso ha segnalato Fakespot per violazione della proprietà intellettuale, quindi Apple ha messo in contatto i due protagonisti spiegando il problema ed i passaggi che Fakespot avrebbe dovuto seguire per mantenere l'applicazione su App Store e risolvere così la controversia. Sarebbe stato dato parecchio tempo agli sviluppatori dell'app per provvedere alle modifiche ma evidentemente, oltre due settimane più tardi, Fakespot non si era mossa in maniera adeguata, quindi Apple, il 29 giugno, ha contattato nuovamente un responsabile per sollecitare le operazioni, e sottolinea di aver atteso parecchio prima di procedere alla rimozione dell'app da App Store.

Khalifah conferma il contatto avuto con Apple il 29 giugno durante il quale gli sarebbe stato detto che la Mela avrebbe potuto essere costretta a ritirare l'app dallo store virtuale, ma tiene a precisare di non aver avuto alcuna indicazione da parte di Apple sulle modifiche da apportare all'app. Insomma, la Mela si sarebbe limitata a stabilire un contatto tra Fakespot ed Amazon, in cui ciascuno ha esposto le proprie ragioni senza che si arrivasse ad un punto di incontro, e avrebbe fatto da spettatrice fino all'improvvisa rimozione dell'app dall'App Store.

LE RAGIONI DI AMAZON

Amazon ha esplicitato la sua posizione ai colleghi di The Verge. Fakespot avrebbe violato il punto 5.2.2 delle guideline di Apple per App Store: "se la tua app accede, monetizza l'accesso, visualizza o utilizza contenuti da un servizio di terze parti, assicurati di essere autorizzato a farlo in modo esplicito coerentemente con i termini di utilizzo del servizio". Dal racconto di Amazon filtra come la società non avrebbe mai concesso l'autorizzazione a Fakespot per operare sul suo portale, principalmente perché il suo modus operandi è ritenuto invasivo sul codice del portale di e commerce, utilizza sistemi simili a quelli di hacker e malintenzionati e potenzialmente può accedere ai dati sensibili dei clienti, tra cui indirizzi e-mail, indirizzi di consegna, informazioni sulla carta di credito e cronologia del browser.

La seconda ragione che ha spinto Amazon a muoversi contro Fakespot è di carattere commerciale: "L'applicazione in questione fornisce ai clienti dati fuorvianti sui nostri venditori e sui loro prodotti, danneggia le loro attività e crea rischi potenziali per la sicurezza. Apprezziamo il provvedimento di Apple". Inoltre, continua Amazon, che ha pure acquistato dello spazio nella divisione americana dell'App Store per far apparire la sua applicazione tra i risultati di ricerca per la key "Fakespot", "Abbiamo seguito da vicino il lavoro di Fakespot sulle recensioni valutate come inaffidabili, che erano invece affidabili in oltre 80 casi su 100. Semplicemente non hanno le informazioni che abbiamo noi per determinare con precisione la veridicità di una recensione".

Adesso in USA l'app di Amazon appare come primo risultato per la key "fakespot"

Di tutt'altro tenore le dichiarazioni di Khalifah, secondo cui Amazon fa la prepotente con le piccole aziende che evidenziano le crepe nella loro azienda e non ha mancato di sottolineare come senza alcun dollaro investito in marketing l'app di Fakespot per iOS fosse riuscita ad ottenere oltre 150.000 download. Non è chiaro se Amazon abbia contattato anche Google per adottare un provvedimento analogo sul Play Store, ma potrebbe essere una mossa sovrabbondante visto che l'app per Android non viene aggiornata dal 2019.


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Commenti

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alex-b

se hai bisogno di cose elaborate per ridere (o anche solo sorridere) ogni volta anche per un commento a caso su un blog a caso mi spiace per te. Si tratta di elasticità mentale, magari la mente piccina è proprio la tua.

Fanno ridere le cose più elaborate, non le menti piccine.

alex-b

mah per me è il contrario se non si riesce a sorridere per una battutina leggera. E se non ti fa ridere puoi anche astenerti dal comme tare eh, non sei obbligato a rompere.

le rece su amz sono vere come le banconote da 2 euri

Il problema è che non fa ridere. Per niente. Chi ride per ste boiate ha seri problemi.

ErCipolla

Non sto dicendo che l'algoritmo usato dall'app per identificare le recensioni sia buono o meno, io non l'ho provata. Il mio discorso è che, in generale, non è una buona cosa che chi gestisce un servizio sia in grado di mettere a tacere chi mette in cattiva luce tale servizio. In questo caso magari l'app era effettivamente scadente (ripeto, non lo so) ma lasciarlo decidere unilateralmente ad Amazon è problematico, è come chiedere all'oste se il vino è buono, le loro affermazioni valgono quanto una scoreggia.

Per quanto riguarda privacy, dati, ecc: le pagine dei prodotti su Amazon sono pubbliche, pertanto non vedo con che diritto impediscano ad un'app esterna di analizzarle, che violazione ci sarebbe? Sono pagine accessibili anche se non si è nemmeno loggati ad Amazon. Con la stessa "scusa" potrebbero, per esempio, chiedere ad Apple di rimuovere tutte le app che analizzano le inserzioni amazon e ti dicono se lo stesso oggetto si trova per meno soldi su altri negozi, tanto "accesso ai dati" ormai vuol dire tutto e niente... è un altro modo per rinforzare il loro monopolio facendo la voce grossa perché hanno agganci e spalle larghe.

un conto è se fai un sito e dici che amazon fa schifo, sei liberissimo di farlo, un conto è sovrapporti al mio sito con funzionalità di dubbio funzionamento. anche perchè non hai prove che tolga solo le recensioni farlocche.
il tutto ovviamente senza autorizzazione esplicita.

quello che c'è scritto è che potenzialmente stai dando informazioni personali a un app terza con vantaggi moooooooolto discutibili.
che poi è vero che il concetto di privacy salta fuori un po quando fa piu comodo e negli altri non si ha nulla da nascondere

ErCipolla

Ho scritto che l'app "metteva in evidenza la cattiva qualità di un certo prodotto o servizio". Per me evidenziare recensioni farl0cche e/o comprate è mettere in evidenza la cattiva qualità del servizio offerto da amazon, poi se tu non sei d'accordo con questa definizione possiamo discuterne.

ErCipolla

Ma chi ha mai detto che venivano oscurate recensioni? Magari leggi il commento prima di rispondere... io ho scritto:

Non è neanche corretto oscurate un'app perché mette in evidenza la cattiva qualità di un certo prodotto o servizio

quest'app faceva esattamente quello: evidenziava le recensioni ritenute fasulle/comprate, per me quello rientra nel "mettere in evidenza la cattiva qualità del servizio offerto da amazon".

alex-b

fatt na risata

Riccardo Mineri

hihihi

Che tristezza.

C'è-chi-dice-No!

Purtroppo non ti hanno sostituito la maestra alle elementari e ora quando leggi non capisci nulla.
Non veniva oscurata una recensione negativa. Non hai capito.

L'app faceva altro ma fa niente.

Se facesse quello che dici sarebbe lecito

ErCipolla

Non è neanche corretto oscurate un'app perché mette in evidenza la cattiva qualità di un certo prodotto o servizio. Seguendo quella logica dovremmo oscurare qualsiasi sito di recensioni su qualsiasi argomento perché "fanno soldi" parlando male del lavoro altrui, mi pare ridicolo...

alex-b

l'importante è preservare faketaxi

1984

i primi ponti stampati 3D son roba di anni fa fatti in calcestruzzo

Amazon è l’unica responsabile del proprio sito. Se qualche associazione vuole condannare Amazon per le false recensioni sarà lei responsabile di moderarle.

Non è corretto fare soldi sulle spalle di altri con funzioni di dubbia qualità

Dajant

Parlare senza aver approfondito la faccenda mi pare alquanto inutile. Se la suddetta app violava i termini di servizio è giusto che venga rimossa.

ErCipolla

Eh ma Apple quando rimuove app lo fa esclusivamente per la sicurezza degli utenti, non certo per fare favori a qualche altro big a cui da fastidio essere pubblicamente spu**anato, vero? Vero? Ah, che bella cosa lo store esclusivo...

Paolo Giulio
Abbiamo seguito da vicino il lavoro di Fakespot sulle recensioni valutate come inaffidabili, che erano invece affidabili in oltre 80 casi su 100.

Nella vicenda mancano un sacco di dettagli, soprattutto su quali parametri l'app stabilisce che una recensione sia affidabile o falsa. Ma, al di là di ciò, se le percentuali di "FALSI POSITIVI" è alta come indicato nel quote, beh, finissi in quella percentuale (e quindi PENALIZZATO), mi inc***zerei non poco.

Pur comprendendo la finalità dell'app, o hai un margine di errore pari a cifre accettabili (1%? 0puntoqualcosa?) oppure NON STAI offrendo un servizio valido e stai pure DANNEGGIANDO qualcuno (fossero anche pochi, quei pochi hanno il diritto di essere tutelati).

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