Foxconn mai così male da 20 anni. Ma la ripresa è vicina (smartphone esclusi)

15 Maggio 2020 5

Foxconn ha subìto un duro colpo a causa del coronavirus e per tutto ciò che ne è conseguito in termini di chiusure e blocchi della produzione. Le difficoltà in cui versa l'azienda taiwanese erano emerse già in precedenza, ma il contesto economico di questi ultimi mesi non ha fatto altro che aggravare la situazione.

Nel primo trimestre dell'anno è stato toccato il record minimo dei profitti degli ultimi 20 anni, con un calo del 90% rispetto allo scorso anno (70,2 milioni di dollari). E questo, Foxconn, l'aveva previsto, tant'è che sin da subito ha cercato di anticipare la riapertura delle sedi produttive nella speranza che i nuovi ordini da parte dei committenti - Apple e nuovi iPhone su tutti - tornassero a dare un certo equilibrio ai libri contabili dell'azienda.


Già a inizio marzo si erano manifestate le intenzioni di tornare alla normalità produttiva nel giro di poche settimane, e poco dopo il fondatore Terry Gou aveva parlato di una ripresa dei processi "oltre le aspettative", con le condizioni ideali per affrontare la stagione di picco produttivo. Insomma, Foxconn è intenzionata a mantenere le promesse fatte ai committenti, certa che il rispetto delle tempistiche rappresenti la chiave per un ritorno al profitto. In questo contesto sono dunque stati riaperti i centri produttivi garantendo ai lavoratori condizioni di sicurezza sanitaria e distanziamento sociale.


Dunque il peggio sembra essere ormai alle spalle: certo, la domanda sul mercato è ancora debole (basta vedere le previsioni di DigiTimes per rendersene conto), ma i nuovi ordini e la forza lavoro ritornata in attività tra produzione in loco e smart working potranno aiutare l'azienda taiwanese ad invertire la tendenza di questi ultimi mesi, già a partire dal secondo trimestre come detto dalla stessa Foxconn. Nel Q2 2020 si prevede una crescita a doppia cifra rispetto al trimestre gennaio-marzo, anche se ciò non basterà per evitare un calo rispetto ad aprile-giugno 2019.

Il ritorno alla crescita, però, non vedrà il contributo del comparto smartphone: la pandemia ha causato un "enorme impatto sulla domanda", e per tutto il 2020 sono previste vendite in calo del 15%. Si tratta di un dato non di certo confortante per Foxconn, considerando che il 42% delle sue entrate proviene proprio dalla divisione dei prodotti consumer.

Credits immagine d'apertura: FT.com


5

Commenti

Regolamento Commentando dichiaro di aver letto il regolamento e di essere a conoscenza delle informazioni e norme che regolano le discussioni sul sito. Clicca per info.
Caricamento in corso. Per commentare attendere...
Gnammo

produrre smartphone apple oramai è sintomo di fallimento

Bodale
ghost

Il titolo riassume gli ultimi 20 anni dell'Italia xD

Francesco Renato

Gli US non perdonano, ma cosa dici? US e Cina sono come marito e moglie, le loro economie sono fortemente interdipendenti, non possono fare a meno l'una dell'altro, una eventuale recessione economica della Cina sarebbe devastante per l'america, la borsa americana crollerebbe.

tsebis

Nei primi tre mesi del 2020 hanno cessato l’attività circa mezzo milione di aziende con revoca della business licence. Il totale della forza lavoro occupata in Cina equivale a circa 775 milioni di persone: alcuni analisti stimano che almeno 200 milioni di persone si troveranno in futuro senza lavoro. Gli US non perdonano, la Cina si troverà in una crisi senza precedenti che la riporterà indietro di parecchi anni.

Apple annuncia i processori proprietari per Mac basati su architettura ARM

macOS Big Sur ufficiale: benvenuti processori Apple

iPadOS 14 ufficiale: ecco come cambia iPad

iOS 14 ufficiale: tutte le novità, widget inclusi