WhatsApp e informativa sulla privacy: cosa succede da oggi, 15 maggio

15 Maggio 2021 483

I nuovi termini di servizio e la nuova informativa sulla privacy di WhatsApp entreranno in vigore da sabato 15 maggio e i gestori della popolare piattaforma di messaggistica hanno predisposto un'apposita pagina di supporto che illustra in maniera dettagliata cosa succederà qualora si dovesse decidere di non accettarli.

La premessa è che per gli utenti europei nulla cambierà in termini sostanziali rispetto al regime precedente, WhatsApp ha chiarito più volte l'aspetto più critico: non condivide i dati dei suoi utenti con Facebook nell'area europea; la decisione di condividere solo determinate informazioni con le aziende di Facebook sarà sempre legata alla libera scelta dell'utente. Anche se lo scopo della nuova informativa è illustrare in modo più chiaro e dettagliato quali informazioni possono essere condivise - sempre su base volontaria - la novità ha sollevato critiche - non solo da parte degli utenti - perché di fatto, non accettando i nuovi termini e l'informativa, si perde la possibilità di utilizzare la popolare piattaforma di messaggistica.

La pagina ufficiale di supporto chiarisce che non verrà precluso di colpo l'accesso a WhatsApp, si tratterà di un processo graduale che richiederà alcune settimane. Nel frattempo, però, l'accesso alle funzionalità di WhatsApp sarà effettivamente limitato.

COSA SUCCEDE DAL 15 MAGGIO

Sino a quando non accetterà i nuovi termini e la nuova informativa privacy - sarà possibile farlo anche dopo il 15 maggio - l'utente andrà incontro alle seguenti limitazioni e potrà continuare ad utilizzare le seguenti funzioni (alcune soggette a limiti temporali)

  • Non si potrà accedere all'elenco delle chat, si potrà però rispondere a chiamate e videochiamate in arrivo. Chi ha abilitato le notifiche potrà leggere e rispondere ai messaggi o richiamare in caso di chiamata e videochiamata persa;
  • Dopo alcune settimane con funzionalità limitate, non sarà più possibile ricevere chiamate in arrivo o notifiche e WhatsApp interromperà l'invio di messaggi e chiamate;
  • Sarà possibile esportare le chat e scaricare un rapporto dell'account (è possibile contattare direttamente WhatsApp - da QUI - per chiedere eventuale assistenza al riguardo, oppure seguire le istruzioni riportate nelle pagine di supporto ufficiali, qualora si intenda procedere in autonomia: come scaricare la cronologia su Android e iOS e come scaricare il rapporto )

Ci sono altri aspetti da tenere presenti:

  • Le limitazioni sopra descritte non verranno applicate contestualmente a tutti gli utenti il 15 maggio, come detto il processo sarà graduale;
  • WhatsApp non eliminerà automaticamente alcun account, a meno che non sia l'utente stesso a chiederlo;
  • WhatsApp applicherà comunque la regole previste per gli account non attivi, ciò significa che saranno eliminati gli account dopo 120 giorni di inattività (per inattivo si intende l'account che nel periodo in oggetto non stabilisce mai una connessione Internet con WhatsApp). I dettagli sull'eliminazione degli account inattivi possono essere consultati in questa pagina di supporto;

In breve, non accettando i nuovi termini di servizio e la nuova informativa privacy WhatsApp diventerà progressivamente sempre meno utilizzabile. L'utente alla fine si troverà di fronte alla scelta se accettarli o cambiare app di messaggistica.


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Commenti

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C'è-chi-dice-No!

Io l'ho silenziate tutte per sempre in due secondi.

Rasoio

Io bruciato la casa e i documenti della mia famiglia e ora viviamo in Messico

Kevin

I dati non sono in comune ma è relativamente facile mettere assieme le informazioni di due database separati se entrambi contengono degli identificatori univoci come quelli che ho elencato sopra, specialmente se entrambi i db sono gestiti dalla migliore azienda di data mining al mondo

malapropysm

Non è vero che a nessuno interessa chi sei TU. È vero che a fini di profilazione interessa il tuo cluster, ma tu sei tranquillamente tracciabile in quanto persona. Che poi abbiano o non abbiano il tuo nome e cognome è davvero importante? Tu non sei nome e cognome, ma i dati e le informazioni che ti rendono identificabile come persona. Detto ciò si sanno anche il tuo nome e cognome visto che usi app di messaggistica e social network dove presumibilmente utilizzi il nome reale.

Hai ragione, gli SMS non prevedono note vocali (colpa mia, non pensavo che si mandassero note vocali ai clienti, lo trovo veramente poco professionale) ed è vero che le app di messaggistica hanno vantaggi in più in quanto a funzionalità.

Ma a mio parere ne esce molto meglio un'azienda o un professionista che dice di non utilizzare Whatsapp per motivi di sicurezza informatica e privacy piuttosto di uno che l'utilizza.

Se al cliente si danno più scelte di contatto (email, numero di telefono, sms, Telegram, Signal) e manca solo Whatsapp, il problema a quel punto è del cliente.

Vanos

Onestamente io sono molto più preoccupato della sicurezza che delle privacy. I dati raccolti a scopo pubblicitario riguardano, appunto, sesso, orientamento politico, religioso, ma a nessuno interessa chi sei TU, nessuno di questi dati può ricondurre direttamente a te come individuo. Quei dati interessano al fine di proporti pubblicità mirate e, all'interno di un contesto statistico, fose, a sviluppare nuovi prodotti in base alle tendenze di mercato.

Al contrario, data breach come quelli accaduti ad Ho e compagnia bella, quelli si che mi preoccupano, perchè vengono rilasciati in chiaro dati che mi riguardano.

Che WhatsApp e gli SMS abbiano le stesse funzioni parliamone. Non esistono gli SMS vocali, non si possono inviare immagini, video, condividere file. Anche chiedere al cliente di migrare su Telegram non è affatto professionale: se io sono l'azienda, sono io che devo tenere in conto delle piattaforme di comunicazione più usate, non il cliente. Io mi devo adattare a lui, non lui a me.

Che Telegram lo usino tutti è assolutamente falso, è una visione distorta da blog, dove bene o male bazzicano quasi solo ed esclusivamente utenti consapevoli, o, se vogliamo, possiamo chiamarli nerd.

Ti assicuro che sui telefoni dell'utenza media Telegram non c'è, e Signal neanche sanno cosa si. C'è WhatsApp e basta, e questo, bene o male, IMPONE di utilizzarlo, perchè nel mondo reale, per l'utente medio, alternativa non c'è. O meglio, c'è, ma non la si conosce.

malapropysm

Il luogo è l'UE se non ci sono decisioni di adeguatezza con i Paesi terzi o l'utilizzo di clausole contrattuali (BCR)

malapropysm

Non è questione di paranoia, essere attenti a non dare informazioni personali a destra e a manca non è paranoia, è sicurezza.

Non ho mai detto che i servizi a pagamento siano seri, alcuni servizi - taluni a pagamento - sono orientati alla protezione dei dati e alla privacy. Esempio? Protonmail o NextCloud che sono o open source oppure sono stati investigati (audit) con risultati pubblici.

Per quanto riguarda le ricerche, ci sono ottime alternative tipo DuckDuckGo e Qwant, che sei sai fare le ricerche per chiavi di ricerca ti restituiscono ottimi risultati (certo se di norma su google scrivi "come fare le equazioni con excel aranzulla aiuto" funziona meglio google), e poi c'è sempre Google per le ricerche specifiche che non riesci a fare con le alternative (ho mai detto di non usare mai mezzo servizio di Google?).

C'è una differenza tra far sapere a Google tutte le tue preferenze e informazioni personali (il lavoro che fai, orientamento sessuale, orientamento politico, abitudini di consumo ecc) e solo una piccola parte quando necessario. In fin dei conti i big data funzionano proprio quando sono big e la profilazione è più accurata.

Gli SMS hanno le stesse funzioni di qualsiasi Whatsapp, non vedo il problema. Comunque basta non stare su Whatsapp e dire ai clienti di contattarti tramite SMS o Signal o Telegram, la maggior parte ce l'ha (a meno che la tua clientela non siano anziani) o trova una soluzione.
Ma per dire, se tu fossi medico mi scoccerebbe non poco sapere che su Whatsapp ci sono dati e metadati delle conversazioni con te, così come se dovessi usare gmail.

Infine il discorso sulla tecnologia che non deve complicare la vita. Vero, forse non deve neanche troppo semplificarla a scapito dei diritti. Lo so che si è sempre tutti consapevoli di quello che si fa a parole, però nei fatti non è così e spesso non si colgono tutti i rischi che ci sono e quelli che ci potrebbero essere.

Basterebbe avere usato Internet negli ultimi 25 anni per capire da dove si è partiti, cosa è stato e cosa è diventato oggi. Ma mi rendo conto che, specialmente le generazioni più giovani che sono nate con Facebook, Whatsapp, IG e TikTok partono già male

Alex 15

Se si passa ad altra app , ad esempio Telegram,se amici e clienti vogliono contattarci devono fare lo stesso

saetta

Lo so, però siamo in tanti è venuto quasi naturale per gli altri, non posso tirarmi indietro ,ma non è tanto l'uso di wh e che sei sempre al lavoro in questo modo

Melissa Sanna
LuPo

È il monopolio della comunicazione il problema

Gerry Ares

A mio avviso, più che di privacy, si tratta di dignità. Il messaggio che whattsapp ha mandato agli utenti, personalmente, lo traduco così: "accetta queste modifiche sulla condizioni riguardanti la privacy, oppure non potrai più utilizzare l'app di cui non puoi assolutamente fare a meno. E ricorda, siamo noi a farti una cortesia nel permetterti di usarla". Questo era il succo del primo messaggio di whattsapp e questo è, evidentemente, quanto pensa dei propri utenti (e, secondo me, ha ragione a pensarlo). Per cui, per quanto mi riguarda, non si tratta di privacy (quella, ormai, è andata a farsi benedire da anni). Si tratta di dignità. Poi ciascuno sceglierà come regolarsi.

Gerry Ares

Se non erro, anche Edward Snowden consigliò Signal.

Marcus

ad oggi non mi risulta

Vanos

Certo, comodissimo far migrare una rubrica di 4500 contatti ad alternative valide. E poi si possono sempre usare gli SMS, per tutto il resto... c'è il fax.

Gerry Ares

Mi permetto di dire la mia. Il problema, a mio avviso, non è la privacy, che è andata a farsi benedire da anni. Il problema è il modo di porsi che whattsapp ha avuto: o accetti o non usi più l'app, prevaricando la dignità dell'utente. Capito che aveva esagerato nell'arroganza, ha fatto un (finto) passo indietro ed ha modificato l'atteggiamento, ponendosi con modi differenti. Ma la realtà è che whattsapp, dei suoi utenti, pensa esattamente quello che ha lasciato trasparire dal primo messaggio e, a quanto pare, ha ragione di pensarlo. Ora la scelta sta all'utente, accettare, dando anche la dignità a costoro, o smettere di usare whattsapp ripiegando su altre piattaforme.

MarioT

Lei non sa chi sono io.

MarioT

Ecco, ad esempio, a me farebbe piacere parlare con te, dimmi come posso trovarti che qualunque app va bene :-D

MarioT

Lo hai fatto diventare tu tale. Appena, per lavoro, mi hanno accennato "Whatsapp" li ho bloccati all'istante. E, nel caso ti interessasse, non ho perso clienti così facendo.

MarioT

D'accordo sulla seconda parte, ma la prima e cioè "oggi come oggi non si può assolutamente rinunciare a WhatsApp" è una poottanata colossale.

Ikaro

telegramma ha introdotto le funzioni a pagamento quindi ora è il male...

Vanos

Tu sei cos sicuro che i servizi a pagamento siano così seri, sicuri e trasparenti? No, perchè io non lo sarei poi così tanto.

Lee alternative ci sono? Certo, e le ricerche come le fai, con Bing? O con Yahoo? Prima o poi passerai sicuramente da Google. O comunque per qualche sito che include API di Google per il tracciamento a scopo pubblicitario.

Gli SMS? Nel 2021? E magari per inviare una foto, un file, un listino PDF usiamo il fax?

Va bene la paranoia, ma se la tecnologia mi deve complicare la vita, ne faccio volentieri a meno.

Vanos

Tato cosa fai? Qualunque servizio tu stia usando, Disqus, Teams, Google, Outlook, dipendi da qualcuno. Sono tutti uguali, non cambia nulla, e non è Nadella sia più simpatico di Zuckerberg, anzi..

Frazzngarth

Non ho spostato niente;

La cifratura se la vuoi c'è anche su Telegram, il fatto che non sia "di default" è totalmente ininfluente;

Saluti a te.

sopaug

niente di fondamentale per gli utenti europei.

Per noi europei il cambiamento riguarda solo l'integrazione con l'app wa business, con l'informazione relativa ai dati che scambi con le aziende che la utilizzano e che possono raccogliere i dati relativi alla conversazione per scopi di marketing e profilazione.

Per gli utenti extraeuropei diventa invece anche obbligatoria la condivisione dei dati con fb, quindi analizzano, profilano, e targhettano con ads su fb.

sopaug

no, il GDPR si applica ai dati di cittadini europei, non c'entra nulla il suolo europeo, se sei in India e offri un servizio a utenti europei si applica lo stesso il GDPR. Lo sancisce l'articolo 3.

olè

non lo sapevo guarda... in ogni caso sei liberissimo di non credermi ma non solo trovavo la pubblicità su fb ma anche su google ed amazon, perciò non voglio assolutamente tornare a pagare un app del genere.

Melissa Sanna

Che non cambia nulla ci credono in pochi

Melissa Sanna

Non si dovrebbe usare android solo per gboard

Scanato Khan

Non è una mia scelta dipendere da WA, è una scelta dei miei clienti. Se quelli vogliono contattarmi ed essere contattati su WA, sono io che mi devo adattare a loro. Non posso decidere a modo mio.

Portobello

telegram è ufficialmente al di sotto di Signal, lo dicono i capiscioni di sicurezza a crittografia.

nonècosì

non ho parlato di sede ma luogo in cui vengono processati i dati, il GDPR si applica sul suolo europeo

LuPo

La coerenza è una merce rara

LuPo

Bruttissimo dipendere da Zuckerberg....

LuPo

Quindi va bene dipendere da WhatsApp?
Dico solo che è un'occasione per riflettere poi ognuno decide a modo suo...

Scanato Khan

Pazienza un po' meno, se si tratta del cliente che ti paga lo stipendio...

Melissa Sanna

Usare gmail nel 2021 dovrebbe essere motivo di arresto…almeno per chi è giovane

Melissa Sanna
Melissa Sanna

Certo che va bene, solo che l’e2e c’è solo nelle chat segrete mentre signal sono di default, anche sui gruppi

malapropysm

Ho chiesto a Whatsapp proprio la stessa cosa. No, devi disinstallare l'app

malapropysm

bufala.
qualsiasi azienda che offre servizi in Ue è soggetta al GDPR, non importa dove sia la sede.

malapropysm

Oppure non cedere a tutti i servizi "gratuiti" delle big tech e cominciare a dare un valore economico ai propri dati.

Alternative a Gboard ci sono, così come a gmail, così come a google search ecc, basta informarsi, talvolta pagare per alcuni servizi e rinunciarne ad altri che non sono essenziali. Il che non significa rinunciare a tutto, ma essere in grado di scegliere consapevolmente.
E per quanto riguarda i clienti, ormai hanno tutti SMS gratis, whatsapp è proprio necessario?

EscanorLion

Telegram non va più bene? Sono rimasto indietro. Qualcuno ha informazioni esaustive?

leonardo

invece sì, se gli account sono su app sullo stesso dispositivo hanno tre profili (wa,instagram e facebook) collegati allo stesso device id.

Mi basta questo "perché quelle Cloud non siano sicure".
Basta questo per capire ciò che conosci.

A posto così. :)

Alessio

Li ho già letti, sono tutti sbagliati, e si possono riassumere in "non end to end = non sicuro", nessuno spiega dettagliatamente il perché non siano sicure quelle cloud. Durov ne ha già parlato, non tutto ciò che leggi su internet è vero, bisogna imparare a distinguere ciò che è fattuale da ciò che è scritto da persone a cui fa comodo dire il contrario.
Ti basta andare sul FAQ ufficiale di Telegram per capire che ciò che scrivono in giro sono solo bufale.

teo

Dimentichi i vocali di minuti e minuti

Melissa Sanna
Melissa Sanna

Il gregge è la massa, la massa da che mondo e mondo non si fa domande, e in informatica la massa non sa nulla

Ci sono fior di articoli sulla crittografia usata nelle chat classiche di telegram, rispetto alla e2e.
Leggili, sono di facile comprensione anche per i non addetti ai lavori. :)

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