L'inquinamento da spedizioni: i numeri di Amazon e l'impatto sull'ambiente

21 Gennaio 2020 346

É indubbio: l'e-commerce ha cambiato il modo in cui acquistiamo i prodotti, addirittura ha modificato i nostri stili di vita. Non solo, visto che ha stravolto - e il processo è tuttora in corso - il tessuto delle città e della società stessa, riducendo al minimo indispensabile i rapporti umani (con l'e-commerce l'unico contatto lo si ha con il fattorino alla consegna) e completando la rivoluzione economico-territoriale dei luoghi in cui viviamo con il doppio salto negozio al dettaglio - centro commerciale - piattaforma online.

Di questo si è occupata la trasmissione RAI Presadiretta nella puntata Vite a domicilio, disponibile in versione integrale nel link in FONTE e on demand su RAI Play (un estratto da YouTube lo trovate a fine articolo). Come l'e-commerce ha cambiato i ritmi della nostra vita? Il gioco vale la candela, soprattutto dal punto di vista dell'impatto ambientale?

E-COMMERCE IN CIFRE (DA CAPOGIRO)
Credits: Pixabay

Partiamo dal dato principale e, forse, più significativo: l'e-commerce è un business da 3.000 miliardi di dollari, numero destinato a crescere nei prossimi anni - 4.000 miliardi di dollari solo nel 2022. E se questi sono dati a livello globale, l'Italia non è da meno: il mercato è cresciuto di 15 punti percentuali solamente nell'ultimo anno. Nel nostro Paese si stima che venga effettuato un acquisto online ogni 37 secondi. Per farla breve:

  • giro d'affari da 3.000 miliardi di $ nel 2019
  • giro d'affari da 4.000 miliardi di $ nel 2022
  • in Italia la crescita lo scorso anno è stata del 15%, con 1 acquisto ogni 37 secondi
  • in Italia il commercio online è quello che è cresciuto di più: i dati più recenti parlano di 4,1 miliardi di euro su 6,4 totali di crescita degli acquisti al dettaglio

I dati si riferiscono ovviamente all'intero e-commerce, che nel nostro Paese - e nel mondo occidentale in generale - trova in Amazon il suo attore più rappresentativo. Ma cosa succede dal momento in cui sul mio smartphone (o dal PC) clicco su Acquista fino a quando non ricevo il prodotto a casa?

DAMMI UN ALGORITMO E TI DIRÓ DOVE ANDARE

Molti già conoscono il processo, ma è bene riassumerlo brevemente per introdurre il tema che affronteremo subito dopo: l'impatto ambientale generato dall'e-commerce.

  • si effettua l'ordine da casa
  • l'ordine viene ricevuto - nel nostro esempio - da Amazon
  • un inserviente - chiamato picker - viene portato nel punto in cui è depositato il prodotto, lo preleva
  • il sistema robotizzato gestisce il prodotto, l'inserviente lo impacchetta e lo invia ai nastri trasportatori, successivamente ai camion e al centro di smistamento
  • (generalmente) il giorno dopo (servizio Prime) il pacchetto con il prodotto acquistato arriva a casa nostra consegnato dal corriere che, tramite un algoritmo, ottimizza le consegne (fino a 150 al giorno) con il tragitto (sulla carta) più breve. Con l'instant delivery la consegna può avvenire anche il giorno stesso

Potremmo schematizzare il funzionamento della filiera che va dalla fabbrica (in Cina, ad esempio) alle nostre case (passando per i magazzini di Amazon) prendendo in prestito il principio dei vasi comunicanti: in pratica, io (Amazon) devo svuotare il più velocemente possibile il magazzino di prossimità in cui è stoccata la merce, visto che tenerlo pieno ha un costo. Unico modo per svuotarlo (ma poi vedremo dopo che l'unico proprio non è) è "aprire il rubinetto" e consegnare i prodotti il più rapidamente possibile. Una volta svuotato, il magazzino va riempito nuovamente con altra merce da chiedere al centro di distribuzione, che a sua volta chiede al centro di consolidamento che a sua volta chiede alla fabbrica in cui la merce viene prodotta.

Morale: per contenere i costi devo tenere i magazzini più vuoti possibile, e per farlo devo consegnare il più velocemente possibile. Ciò richiede l'impiego di mezzi, in primis gli aerei, decisamente più rapidi delle navi o di altri sistemi di trasporto. Ed ecco il problema: tutto questo ha un costo non solo economico e sociale, ma anche ambientale. Ha dunque senso ricevere la merce in fretta se questo comporta un peggioramento della salute del nostro (già fragile) pianeta?

LA LOGISTICA DEL CAPRICCIO

Così la definisce Massimo Marciani, Presidente di Freight leaders Council, facendo riferimento al "capriccio" - il desiderio spesso forse evitabile - di ricevere subito la merce acquistata a discapito dell'ambiente e delle generazioni future. Sì, perché se una volta un camion per completare la consegna dell'ultimo miglio era pieno fino all'inverosimile e serviva più posti, ora con la logica della consegna rapida (la logistica del capriccio, appunto) gli stessi camion girano vuoti. In altre parole, da un furgone in più posti si è passati da più furgoni nello stesso posto. Nella sola Italia, ogni giorno circolano per le strade 20 mila furgoni che coprono l'ultimo miglio. Nel 2019 hanno consegnato 318 milioni di pacchi.

E-COMMERCE E AMBIENTE VANNO D'ACCORDO?
Credits: Pixabay

Stando a diversi studi, no. La Scuola Superiore S. Anna di Pisa ha effettuato una ricerca in cui si sottolinea come il volere tutto subito abbia un costo non solo economico, ma anche ambientale. In pratica, l'e-commerce

  • è conveniente solo se l'acquirente deve percorrere (in media) una distanza superiore ai 15km per raggiungere il negozio fisico
  • genera un packaging dal peso 3 volte superiore rispetto a quello dei negozi fisici
  • genera un packaging più difficile da smaltire perché multi-materiale
  • genera un packaging il cui impatto ambientale è 10 volte superiore a quello del classico sacchetto di plastica. In numeri: 182kg di CO2 equivalente vs. 11kg di CO2 equivalente. In pratica, la consegna rapida di un singolo prodotto rappresenta la scelta peggiore dal punto di vista ambientale, con il peggior impatto per prodotto consegnato per chilometro percorso.

L'impronta ambientale generata da Amazon lo scorso anno è stata di 44,4 milioni di tonnellate di CO2, pari all'impronta ecologica dell'intera Svezia (il servizio Prime ha contribuito con ben 5 miliardi di pacchi consegnati). E a luglio 2019 il trasporto aereo di Amazon è cresciuto del 30% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: non una buona notizia, visto che studi del Parlamento Europeo riportano come nel 2050 proprio il trasporto aereo causerà il 22% delle emissioni globali di CO2. Di questo argomento - lato passeggeri e non merce - abbiamo parlato anche nelle nostre Storie, approfondendo il tema e cercando le migliori alternative.

La crescita dell'impiego degli aerei da parte di Amazon

Si è mosso anche il prestigioso MIT per stimare l'impronta ecologica delle spedizioni veloci, traducendo l'emissione di CO2 da queste generata nell'equivalente di alberi necessari per assorbire l'anidride carbonica prodotta in più. Ebbene, i valori vanno da 20 a 300 alberi a consegna, e più spedisci velocemente, più servono alberi per compensare.

E-COMMERCE E TASSE VANNO D'ACCORDO?
Credits: Pixabay

Per l'e-commerce non c'è solo l'accusa di essere stato il responsabile della chiusura solo in Italia di 32 mila negozi dal 2011, 5.000 nel 2019. La Web Tax è infatti l'altra annosa questione che fa litigare i Paesi l'uno con l'altro (non si è ancora arrivati a un accordo, e lo stesso Commissario UE Gentiloni ha ribadito come l'Europa sia chiamata a risolvere il problema in modo indipendente). In Italia la Web Tax c'è, ma si chiama digital tax. É in vigore dal 1° gennaio 2020, e prevede l'applicazione a tutte le società che operano in rete con ricavi superiori a 750 milioni di euro un'aliquota pari al 3% del fatturato sulle transazioni digitali.

I risultati non si sono ancora visti, ma si stimano entrate pari a 150 milioni di euro per il primo anno (il 2020) e a 6-700 milioni dai successivi.

IL PACCO NEL PACCO

A volte ci si trova proprio davanti a questa situazione: il pacco che contiene il prodotto da noi acquistato è a sua volta contenuto in un altro pacco. Risultato: si raddoppia il packaging, spesso tra l'altro non ottimizzato visto che

  • può essere multi-materiale (lo scotch sul cartone viene separato dallo spappolatore della cartiera, ma non può essere recuperato)
  • la plastica dell'imballaggio interno va spesso a finire nell'inceneritore
  • l'impiego del solo cartone può essere visto come un buon risultato ma non lo è se si considera l'enorme quantitativo di carta impiegata

Per questo motivo Amazon sta lavorando sul progetto Shopping on Container che prevede l'invio di prodotti privi di imballaggi. Proprio questo risultato è uno degli obiettivi che la società americana si è prefissata per il futuro.

I PIANI DI AMAZON: EMISSIONI 0 ENTRO IL 2040

Chiaro che Amazon non stia semplicemente a guardare, così come gli altri attori dell'e-commerce. La società di Jeff Bezos, in particolare, sta modificando l'intera filiera ("Climate Pledge") per arrivare entro il 2040 a consumare energia proveniente al 100% da fonti rinnovabili e ad azzerare le emissioni, puntando a completare una spedizione su due a impatto zero entro il 2030. Si chiama Shipment Zero, ed è l'ambizioso progetto che prevede anche lo sfruttamento di energia da fonti rinnovabili, bio-carburante per gli aerei e packaging riciclabile.

Lo scorso aprile 4.500 dipendenti Amazon avevano scritto a Bezos una lettera aperta in cui gli si chiedeva di avere una vera e propria "ossessione per il clima": la società sta installando pannelli solari sui suoi magazzini sparsi in tutto il mondo, ed ha da poco effettuato l'acquisto record di 100 mila veicoli elettrici, l'ordine più grande mai fatto al mondo (10 mila son pronti a girare in India).

Stando alle parole di Adam Elman, Senior Lead Sustainability di Amazon Europe, la consegna veloce non è quella più impattante dal punto di vista ambientale, bensì la meno inquinante. Dipende tutto dalla prospettiva con cui si osserva il problema: certo, si può dire che si muovono più furgoni, che si scomodano più aerei (veloci) che navi (lente), ma è anche vero che consegna rapida significa anche ritirare il prodotto da magazzini vicini al cliente, con conseguente riduzione dell'inquinamento generato dai trasporti. In più, sempre secondo Elman, Amazon utilizza gli aerei il meno possibile sia per motivi di logistica che di sostenibilità ambientale.

IL PACCO CHE VISSE DUE VOLTE

É, questo, il "problema" del reso. Un'ottima occasione per l'acquirente, ma una pessima notizia per l'ambiente visto che il prodotto acquistato e poi restituito compie il viaggio 2 volte. Stando ai dati della National Retail Federation, tra il 2010 e il 2015 i resi sono aumentati del 66%, specie nel campo dell'abbigliamento. Zalando - per fare un esempio - consente in certi casi di restituire la merce fino a 100 giorni dopo l'acquisto. E il risultato è che su tale piattaforma la metà dei prodotti tornano indietro (70 milioni di pacchi viaggiano andata e ritorno).

DISTRUGGERE, DISTRUGGERE

Non è la voce metallica di un robot che minaccia, ma il richiamo al nome di un'area presente all'interno dei magazzini Amazon. Si chiama, appunto, Destroy, e lì finiscono i prodotti invenduti che il venditore terzo non intende ricevere indietro. Come si diceva, il magazzino va svuotato il più velocemente possibile, e dopo un certo periodo di tempo la piattaforma propone diverse alternative a chi vende:

  • pagare (sempre di più) per mantenere la merce in magazzino
  • ricevere indietro la merce invenduta (a proprie spese)
  • accettare la distruzione: anch'essa ha un costo, ma fino a poco tempo fa era inferiore rispetto a quello della restituzione, rendendo economicamente più sostenibile per il venditore selezionare questa opzione

Non sempre si tratta di prodotti danneggiati, visto che gran parte della merce che finisce al Destroy è intonsa (caricabatterie, pentole, lenzuola, ma anche smartphone e TV). Sono il più delle volte i venditori cinesi ad affidarsi a questo "servizio", visto che riprendere la merce spedendola nuovamente in Madrepatria costerebbe loro decisamente di più. Si pensi che in Francia ogni anno si distruggono all'interno dei magazzini 3 milioni di oggetti.

Un'idea al vaglio - in Italia - è quella della donazione in sostituzione della distruzione (in Inghilterra già lo si fa). Esiste il problema dell'IVA sul donato, ma il Ministero dell'Ambiente ha garantito che si lavorerà sulla modifica delle discipline normative per superare questo ostacolo incentivandone l'applicazione.

Alcuni numeri:

  • 100 TV nuovi invenduti hanno un'impronta ecologica pari a quella generata viaggiando da Milano a Pechino 54 volte
  • 100 macchine da caffè nuove invendute provocano uno spreco d'acqua pari a una piscina olimpionica
  • 100 smartphone nuovi invenduti hanno la stessa carbon footprint di 4 viaggi Milano-Pechino con un'auto di cilindrata media

Parla di e-commerce e lo si può acquistare sull'e-commerce: Sorry We Missed You di Ken Loach può aiutare a pensare. Perché si chiama proprio così? É la frase del biglietto che il corriere lascia nella buca della posta quando non trova nessuno in casa.

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Commenti

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Alessandro Zerilli

Un genio!

sopaug

ah ok, capito tutto. Colpa mia che pensavo di parlare con una persona normale :)

Alessandro Zerilli

Non sono d'accordo: Iacona non è assolutamente rapportabile alle iene (che appoggiarono tra l'altro Stamina). Poi ognuno si tenga la sua opinione, ci mancherebbe.
Finito il tempo di silviob e con quello di matteos bellamente in auge, ormai mi aspetto il raschio del barile da questo Paese.

sopaug

mah è solo infiocchettato in maniera più credibile, la versione versione "porfessionale" delle Iene. Così la gente appena un pelo sopra il livello della d'Urso e soci pensa che sia attendibile. Non sopravvalutarlo.

Alessandro Zerilli

Presa Diretta è giornalismo d'inchiesta che passa in televisione, mica il liquame della d'urso & soci. Non confonderei i due piani.

Mauro B

Se compri una lavatrice online chi la consegna deve ritirare quella vecchia. Poco ma sicuro.

Frederik

Non ho idea di che trasmissione sia ma grazie delle info. Io ne aspetto alcuni da Aliexpress fin da novembre quindi di tempo ne passa più che abbastanza direi. E poi credo che se si trasmettesse anche in questo modo il virus sarebbe già arrivato un pò ovunque con le spedizioni di oggi, nessuno sento che ne parla.

L'estraneo

stando ai numeri:
318,000,000 di pacchi in un anno su 20,000 furgoni risulta che ogni furgone ha consegnato ogni giorno (festivi compresti) 44 pacchi al giorno, un furgone 44 pacchi togli i festivi e arriviamo a 60(cosi a spanne)
non so se questo dato sia positivo o negativo, cioe, 60 consegne in un giorno significa 5 consegne all'ora se teniamo conto dalle 8,00 alle 20,00, non mi sembra male

sopaug

ahahahah beato te che ti acculturi con la televisione

StuartPot

ne ha parlato Burioni alla trasmissione Melog, il virus non è stato studiato ancora, ma ci sono dei virus che sopravvivono in condizioni ottimali anche 5-6 giorni, quindi potenzialmente anche su oggetti e non solo con contatto diretto con altre persone.
Io ho comprato delle cose dalla Cina ma in genere per arrivare ci mettono qualche settimana, non penso arriverebbero in Italia ancora "infetti" ammesso che siano infetti.

M.

Sei il classico ignorante che sguazza in balia delle situazioni. Chiaramente non hai neanche visto la puntata di Presa Diretta.

sopaug

hai un concetto di economia e finanza tutto tuo...
Ripeto, il mondo cambia, in un senso o nell'altro, se non vi va bene fatevi promotori di una "battaglia sociale" e vediamo dove andate, a me sembra la battaglia contro i mulini a vento, e peraltro i mulini a vento mi fanno anche comodo in questo caso. Quanto alla mia progenie, mi adatterò (e li farò adattare) di conseguenza per permettere loro di eutrofizzare nello status quo economico, non è mica detto che l'attuale sia meglio, anzi. E' solo quello attuale.

Tutta questa paura del cambiamento è in realtà la paura di perdere rendite di posizione derivanti da un modello di distribuzione poco efficiente su scala globale, sotto tutti i punti di vista.

AntonioSM77

Tommaso... e se ti dicessi che qualche decennio (o qualcosa in meno) fa ho acquistato un televisore da oltre 1500 euro (panasonic plasma VT-30) senza averlo mai visto dal vivo? Non lo avevano... mi sono basato sulle recensioni. Così come ho acquistato l'ultimo (un sony xf9005) senza manco guardarlo, sono andato da MW che sapevo essere in promo e l'ho preso.
Quel mouse logitech mx ergo che stai andando a comprare io rischio di non trovarlo. Il rischio qui è che io faccia ping pong con la macchina in auto tra MW, Euronics, Expert e Trony e dopo mezza giornata di giri (e 50/60KM)io non sia riuscito neanche a vedere il prodotto che volevo acquistare.
Tempo fa ho acquistato il MI A3, ai tempi in promo da Euronics a 179Euro, lo sai che sono dovuto andare da MW (lì a 229) per vederlo acceso (visto il suo schermo non full hd volevo vederlo dal vivo altrimenti non ne avrei avuto bisogno) che da Euronics non lo facevano accendere, ma solo toccare.
Sto acquistando delle casse nuove per l'home teather, Q Acoustics 3020i, tu pensi che nel giro di 50KM da me ci possa essere qualcuno che le ha da venderle o addirittura da ascoltare? Speranza vana... allora le acquisto a 167 da Amazon Spagna che le ha messe in promo e non le compro nemmeno da amazon italia che le ha 235.
A volte conviene non muoversi di casa e fare un click.
Mi spiace, ma bisogna adeguarsi ai luoghi ed ai tempi in cui si vive.

Walter De Santis

Ma, sai, saltuariamente ordino anche io su amazon, l'importante è non farsi prendere dallo shopping compulsivo online.

Tommaso

Come prima cosa mi permetto di farti notare che una cosa legale non sempre è giusta. Quindi nascondersi dietro una legge sinceramente è poco lungimirante. Se nel passato tutti quelli che han fatto le battaglie sociali avessero fatto lo stesso ragionamento, oggi lavoreresti 6 giorni a settimana per 10 h al giorno. Era legale all'epoca ma non era giusto.
Poco lungimirante perché l'interesse momentaneo che puoi avere nel risparmiare qualche euro nel comprare qualcosa potrebbe non essere la migliore scelta a lungo termine. Per te o per la tua progenie.
Dare soldi al tuo negozietto sotto casa, pagando qualcosa anche più che altrove, fa circolare il tuo denaro attorno a te. Pagare con una carta di credito una delle mille mega distribuzioni prende i tuoi soldi e li spara nell'iperspazio finanziario. E non li rivedi più.

E dare sempre la colpa ad altri non risolve proprio nulla. Colpa del governo perché permette certe cose? Certo, che lo è, ma è pure colpa tua che ci compri le cose e gli dai i soldi.

Non voglio fare un discorso integralista del cappero (o sovranista, o Km 0 o come cavolo li volete chiamare), ma pensare che Amazon & Co. siano il progresso ed il futuro ed il tuo negozietto sotto casa la preistoria non so quanto sia corretto... Oltre ad essere chiaramente altrettanto integralista.

peace and love

Tommaso

Purtroppo hai ragione, nel senso che i governi odierni poco o nulla fanno per arginare il massiccio fenomeno dell'elusione fiscale.
Vero è però che un pochino ci si può anche informare per fare qualcosa, anche se ha molto il sapore della pulce contro la balena... Si sapeva da mo che Apple in Irlanda pagava meno dell'1% di tasse per accordi col governo Irlandese, o che la Dell non avesse la sede in Irlanda per ragioni tanto diverse...

Per farti un esempio io sto uscendo adesso per andare a comprare il mouse della Logitech mx ergo (quello con la palla, nella speranza di migliorare i miei dolori alla mano); me lo compro da un negozio qui vicino casa facendomi una passeggiatina e spendendo 15€ in più che comprarlo da Amazon. A me 15€ non cambiano la vita, sicuramente il mio gesto singolo non cambia nulla a livello globale, ma se ogni tanto tutti noi facessimo questo tipo di ragionamenti le cose, forse, andrebbero un pò diversamente. Magari i colossi sarebbero un pò meno colossali?
Anche perché, va detto, prima di comprarlo online sono comunque andato a provarlo in negozio; come immagino (e spero) tu sia andato a vederti la TV prima di comprarla...
Continua a comprare l'acqua sotto casa, magari a comprare la frutta e la verdura al mercato e non al supermercato (oltretutto in Calabria avete roba buonissima...) che magari qualcosa lentamente si riesce a cambiare. Lo spero almeno!

peace and love

sopaug

non capisco il sarcasmo. E' la realtà dei fatti e non vedo cosa ci sia di male. Il mondo cambia e le necessità dei molti (il pubblico) prevalgono su quelle dei pochi (i piccoli commercianti).

AntonioSM77

Ciao e grazie per il commento.
Il tuo commento non farebbe una piega se non ci fosse un governo e degli organi, da questo istituiti, preposti al controllo.
Se Amazon vende in Italia io lo uso per acquistarci, se poi fa magheggi con tasse etc io non lo so e non sono in grado di saperlo.
Tra l'altro, come ho scritto nel post sopra ormai di negozi "privati" alternativi ad Amazon ne sono rimasti ben pochi, quasi tutti sono franchising o store di catene che di italiano hanno ben poco. Che ne so io che anche loro non facciano magheggi strani con le tasse?
Io posso fare una scelta consapevole e favorevole all'ambiente e all'economia quando vivendo a Reggio Calabria compro una cassa d'acqua locale anziché comprare la Levissima che viene da oltre 1500km di distanza.
Ma se compro un TV Sony perché il mio si è rotto o lo compro dal MW che sta a 15Km da casa mia oppure da Amazon a mio parere non cambia granché né dal punto di vista ambientale né dal punto di vista economico.

Tommaso

E' il concetto di risparmio che dovrebbe cambiare. O meglio, in un'epoca globale dovrebbe avere un orizzonte più ampio.
Se compri su Amazon il prodotto costa meno quindi pensi di risparmiare. Il problema è che applichi un concetto di economia "locale" in tempi di economia globale.
Se Amazon elude le tasse del tuo paese, vuol dire che in Italia non le paga. E quindi dirai? E quindi, per esempio, quando il suo furgone ha lasciato il magazzino per portarti il pacco a casa ha percorso strade che TU hai pagato e loro no.
Amazon (ma vale per mille player globali, ovvio) usufruisce di infiniti servizi locali che tu paghi e loro no. O meglio, che TU paghi al posto loro. Ti sta bene messa cosi' la cosa?
Poi il tuo governo deve aumentare le TUE tasse o fornirti servizi di m3rd4 ( e quindi pagarti TU i servizi) ed i tuoi euro che hai risparmiato comprando su Amazon dove sono finiti?

Il negozietto sotto casa magari viola la legge non facendoti lo scontrino e non paga le tasse lo stesso, ma Amazon lo fa legalmente. Capisci la radicale differenza di prospettiva?

Un'ultima cosa. Mai nascondersi dietro la "legalità". Ciò che è legale non sempre è giusto, meglio lasciare qualche neurone sempre in allerta...

peace and love

Tommaso

Lungimirante. Ecco come definirei questo intervento. Lungimirante.
Bravo.

Pirullo

ho capito il punto di vista del negoziante, ma io consumatore posso mai farmi incul4re ben 19 euro in più?

Walter De Santis

Ancora? Ma se un negoziante in italia paga il 60% di imposte, come me può competere con amazon che nel nostro paese me paga solo il 27%?
E ci credo che lo trovi in meno.

Walter De Santis

Fesserie simili? Infatti il nostro paese con continue delocalizzazioni industriali sta messo veramente bene e la crescita del pil è fantastica...
E continuare a comprare da chi paga le tasse all'estero è veramente una manna per l'economia del nostro paese.

sopaug

e perchè dovrei tornare indietro? 10 anni fa tutto il mondo aveva ritmi diversi.

Rocco Siffredi

"ma secondo te io ho il tempo di andare a prendermi ogni cosa che mi serve?"

Quindi immagino che 10 anni fa tu eri senza nulla perchè non avevi tempo di andarti a prendere niente.

Pirullo

io ho trovato al negozio in centro un SSD della Samsung a ben 20€ (venti) in più e per lo stesso taglio di GB. Ma di cosa stiamo parlando?

Pirullo

io finora ho fatto solo un reso ad Amazon per un accessorio da 10 euro. Non l'hanno neanche voluto indietro, mi hanno ridato i soldi e bon. Il negozio sotto casa l'avrebbe fatto? non credo proprio.
Il "pacco nel pacco": io, personalmente, non voglio far sapere cosa ho comprato, sono fatti miei e quindi preferisco che la scatola originale sia contenuta dentro un'anonima confezione di cartone.

Se paga le tasse qui o lì non sono fatti di mia competenza.

sopaug

se pensi che amazon non rispetti una legge provalo nelle sedi opportune. E' inutile che sbatti i piedini ( e poi lavori per amazon)

xAkmarx

Sei tu che non ce la fai, vatti a ripassare il concetto di concorrenza sleale, eppure mi pare di parlare italiano come te.

Ahahahaha si forse un po' :)

sopaug

te l'ho detto... Se non ce la fai e allora cambia mestiere o almeno settore merceologico. Quando sono arrivate le auto i maniscalchi sono spariti. Stesso discorso, è inutile lamentarsi o cercare di incarcerare lo sviluppo auspicando provvedimenti ad hoc per drogare il mercato.

xAkmarx

Ma tu lo sai quant'è il ricarico di un venditore ad esempio sulla roba tecnologica? Margine quasi nullo. Cosa dovrei fare se non mi stanno bene le policies di Amazon, dovrei usare altri canali? Ma se lo hai detto tu stesso che tu copri su amazon proprio perche' sei tutelato. Il mercato è soffocato dalla sua politica, comprate da me,dica Amazon che io faccio piegare anche a 90 gradi i miei affiliati pur di far sembrare che io sono il migliore.Risultato? Lui è sempre il migliore, gli affiliati dopo le perdite di prodotti costosi ( vari resi di telefonini, schede madri, video, ecc) chiudono perchè il ricarico è ridicolo. Svegliamoci per cortesia...

sopaug

non vendere su amazon se non ti vanno bene le sue condizioni, mica sei obbligato. O tutelati con assicurazioni di qualche tipo. Non riesci a vendere su altri canali e non ti vanno bene le policies di amazon? Cambia mestiere.

Che poi vorrei vedere numericamente quanti sono questi soprusi di amazon... Tra tutti quelli che conosco io di furbate ne avrò contate nemmeno una decina da quando è arrivato in italia.

sopaug

a "capitalistiche" ho smesso di leggere. Immagino a seguire sproloqui su "rinuncia ai diritti" e fesserie simili. Saluti.

Walter De Santis
AntonioSM77
Walter De Santis

Certo che spetta allo stato e non al cittadino, ma secondo me ognuno di noi dovrebbe pure avere una coscienza civica, non lamentiamoci poi se l'economia va a rotoli...
Anche io a volte ordino online ma non più di 2-3 volte, proprio per questi motivi.

Walter De Santis

E no, avere tutto in un'ora è proprio il lo stratagemma che utilizzano le società capitalistiche e consumistiche per fartu comprare sempre di più, basta un click e in un'ora hai tutto, così ogni giorno quel tasto. Schiaccia sempre di piu per acquistare a volte cose pure inutili, ed il portafogli rimane vuoto.
Dai!, anche se ti rendi conto che alle 24 ti si sono bucate le ciabatte tu ordinale che alle 8 di mattina te le. Faccio trovare, così entri nella. Spirale si comprare sempre di più.
Certo che è legale, ma il lavoro dei riders è legato la processo di impoverimento del nostro paese, che ti costringe ad accettare lavori da. Schiavo. Come.gli straniei in bici che portano il cibo per just it.
Le hai sentite le interviste alla trasmissione presa diretta?
Stipendi da fame.
Bhe, io una società così non la voglio.

xAkmarx

Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Ripeto, per me uno storie che da venditore mi obbliga a sostituire un prodotto perché lui non può farci brutta figura si chiama concorrenza sleale. Se giustamente vai in un negozio fisico e riporti un'oggetto palesemente manomesso o rotto non te lo cambiano giustamente.

AntonioSM77

Beato te che puoi permetterti di non vedere se una cosa è cara o meno. E peccato non ci sia tu al posto di coloro che, a volte, mi rifiutano il preventivo perché più caro rispetto ad un concorrente.
Poi il discorso di scegliere Amazon va a discapito, solitamente, di altre grosse aziende non necessariamente italiane.
Mediaworld è tedesca, Euronics ha sede ad Amsterdam, Expert è svizzera, sei certo che non facciano anche loro magheggi con le tasse? Unieuro e Trony sono italiane.
Comunque sono dell'idea che non debba essere io a dover controllare quale sia la situazione delle tasse, ma che ci siano degli organi preposti a farlo sia per loro che per il negozietto sotto casa che per il kebabbaro o fast food che sia.

Noodles

Sai leggere? Ho detto spesa! Ovviamente non mi nascondo e come tutti noi acquisto elettronica principalmente online. Non necessariamente da Amazon.

Certo acquistare anche il rotolo di carta igienica da Amazon mi sembra esagerato.

Frederik

Quindi tu sei dentro ?

sopaug

mischi le mele con le pere, la legge è la legge, i sindacati sono un'alttra cosa. Amazon non viola la legge e i lcontrollo dei lavoratori che svolge è assolutamente legale, se hai prove del contrario presentale nelle sedi opportune, non sbraitare su un blog. E se la legge non ti va bene la colpa è proprio dei sindacati.

Che sia regresso è una idea tua, per me avere in 1h tutto ciò che mi serve è un progresso enorme, ovvio che come in tutte le rivoluzioni qualcuno dovrà cambiare mestiere. Non mi risulta che il progresso automobilistico sia stato fermato per preservare il lavoro dei maniscalchi, tutti i pipponi sul "mio paese" e menate varie sono solo tentativi di portare l'acqua al proprio mulino.

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Potenza dei media...
Guarda te i problemi che si fa la gente.

Samuele Capacci

a me sin ora è andato tutto bene, non ho mai fatto un reso, quello che mi arriva cerco di tenermelo, anche perchè fare un reso è una rottura, non so come faccia la gente a farne così tanti. A natale mi hanno regalato delle scarpe e una felpa, tutto comprato online, mi è andato bene tutto, proprio a pennello, e non misuravo scarpe da più di un anno.

Walter De Santis

Anche il 27 non sono per nulla poche.

Samuele Capacci

I negozi che vendono oggetti diversi dal cibo non hanno futuro, c'è troppa poca scelta. Invece credo che i negozi di alimentari non moriranno presto, ma a parte questo è ovvio che online a prescindere c'è sempre più scelta. Nei negozi fisici semplicemente ormai molta roba non la trovi, o se la trovi devi fare una fatica enorme e girarti chissà quanti negozi.

Walter De Santis

Quindi vorresti delle città virtuali?

Walter De Santis

Sì e no!.
Io preferisco pagare un po di piu, ma sapere che ho comprato da una azienda che rimane nel mio paese e che realmente fa bene al mio stato.
Voglio che il negozio sotto casa mia rimanga aperto, non voglio più vedere solo kebbabari e fast-food.
Amazon offre un ottimo servizio ma facile da fare quando paghi una fetta di tasse all'estero, difficile quando paghi il 60%in italia

Walter De Santis

Non mi convince i vestiti vanno provati, le scarpe vanno calzate e farlo online non è possibile, pena continuo resi.

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