Recensione Sonos Roam, lo speaker più piccolo di una bottiglia da mezzo litro

06 Aprile 2021 5

Piccolo sarà anche bello ma in ambito audio è raramente efficace, per ovvi motivi fisici. Le dimensioni – pur non essendo l’unica variabile in gioco – rappresentano un limite oggettivo per i driver e tutti gli altri componenti che garantiscono potenza e profondità al suono che fuoriesce da uno speaker.

Anche per questo, l’uscita del nuovo Roam rappresenta una sfida abbastanza inedita per Sonos. La società californiana, che in questi anni ci ha abituato a prodotti di medio calibro - anche sul fronte dei portatili - non si era mai cimentata col genere ultra-portatile, un filone che conta ormai tantissimi modelli Bluetooth ma non sempre di grande qualità.

La possibilità di utilizzare il prodotto in anteprima per qualche giorno ci ha permesso di ricavare alcune impressioni più concrete e di rispondere al dubbio che ci è nato spontaneo fin dal giorno dell’annuncio: vale davvero la pena spendere 179 euro per quello che, in fin dei conti, è uno speaker che più che per la qualità audio è associato all’idea di portabilità e versatilità?

PICCOLO MA SOLIDO

Visto da vicino il nuovo Roam è indiscutibilmente piccolo - le dimensioni sono più o meno quelle di una bottiglietta d’acqua da mezzo litro – ma non per questo impalpabile. Non tanto per il peso (430 grammi), quanto più che altro per la qualità dei materiali che conferiscono una sensazione di rassicurante solidità. A ciò si aggiunge la (bella) trovata della base triangolare, un design pensato appositamente per garantire il duplice orientamento, in verticale o orizzontale.


Certo, il Roam finisce “sdraiato” nella maggior parte delle occasioni (per ovvi motivi di equilibrio) ma poter contare anche sulla posizione eretta è comunque un vantaggio, specie nella riproduzione stanziale (leggasi casalinga) e ancor di più se si dispone dalla basetta opzionale di ricarica wireless (di cui vi parleremo dopo).


Ma, è inutile girarci intorno, il Roam non è un prodotto pensato per stare in casa. La sua natura è quella dello speaker nomade, da portare al parco, al mare o in bici per una pedalata "assistita" da una colonna sonora.

Basta infilarlo nella tasca dello zaino o addirittura nella tasca di un giaccone e passa la paura, anche di fronte a una giornata con rischio pioggia. Il grado di protezione IP67, infatti, conferisce al Roam la facoltà di affrontare senza particolari patemi qualsiasi tipo di insidia meteo. Resta da capire se la società (o i produttori di terze parti) porteranno sul mercato anche qualche accessorio utile per il fissaggio in movimento.

DAL BLUETOOTH AL WIFI IN UNA MOSSA

Comunque. Piaccia o meno il nuovo Roam è indiscutibilmente uno speaker Sonos, sia fuori che dentro. I quattro pulsanti funzionali – play, pausa, avanti, dietro, attivazione microfono – non sono a sfioramento ma sono pressoché invisibili sulla base dell’altoparlante.

A questi si aggiungono sul fianco dell’altoparlante il tasto per la commutazione WiFi/Bluetooth e l’ingresso per la ricarica USB Type-C. Non c’è traccia, invece, dell'ingresso per jack da 3,5’’, una mancanza che farà magari storcere il naso a chi preferisce il cavo nel collegamento al proprio PC portatile sebbene la tendenza, anche su questo fronte, sia ormai quella del wireless.


Il pairing con lo smartphone e qualsiasi altro dispositivo Bluetooth è rapido e indolore. Non sono consentite però connessioni multiple: chi si collega al Roam sarà l’unico legittimato a controllare la musica, almeno fintantoché non si disconnetterà dal dispositivo.

Il vero benefit di questo Roam sta però altrove. Più precisamente nella possibilità di funzionare anche in WiFi e – tramite questo – accedere all’omonima applicazione della casa. Da qui si potrà integrare il Roam all’interno dell’ecosistema multiroom della casa (ovviamente per chi fosse provvisto di altri speaker Sonos) e utilizzare tutti i servizi compatibili annegati nell’app, compreso il nativo Sonos Radio. Ma anche altre cose: controllare la percentuale di batteria residua, per esempio, abilitare il controllo vocale su Alexa (o Google Home), avviare la riproduzione diretta su iPhone, iPad o Mac via AirPlay, senza contare l’indipendenza dallo smartphone, o perlomeno dalle comunicazioni su rete cellulare: in WiFi, insomma, non ci saranno mai interruzioni causate dalle chiamate in entrata o in uscita.


EQUILIBRATO, MA NON ASPETTATEVI MIRACOLI

Ok. Ma come si comporta questo Sonos Roam in fase di ascolto? In poche parole potremmo definirlo equilibrato, pulito, non particolarmente potente né esuberante alle frequenze estreme ma comunque attento a non incappare nelle possibili distorsioni che spesso si incontrano su prodotti di questo tipo. La funzionalità Trueplay (qui vi spieghiamo cos'è), disponibile in modalità always-on (attraverso il microfono integrato) e in Bluetooth, rappresenta sicuramente uno dei plus dell’ecosistema Sonos anche su questo prodotto, ma più in generale il Roam sembra essere tarato per cavarsela in tutte le condizioni ambientali e con tutte le tracce musicali, dal jazz raffinato alla pop più tamarra.


Certo, il Move resta di un altro livello, sia per potenza, sia per corposità, e lo si capisce quando si riproducono tracce più impegnative a livello di bassi, ma l’obiettivo di Sonos non è certo quello di cannibalizzare uno dei suoi prodotti più riusciti, motivo per cui ci si può e ci si deve accontentare di qualche compromesso.

Un compromesso che verrà digerito con maggior facilità da chi è già in possesso di altri altoparlanti Sonos e può quindi portare il Roam dentro e fuori l’ecosistema multiroom accessibile via WiFi. Senza contare che sfruttando la rete fissa è anche possibile riprodurre formati audio più pregiate come le tracce lossless compatibili sull’app S2.

Qui di seguito un breve saggio delle performance dei due speaker portatili Sonos con la stessa traccia riprodotta via AirPlay allo stesso volume (mic posizionato a circa un metro di distanza da entrambi).

Quanto all'autonomia le promesse dalla casa sono rispettate: con una ricarica completa lo speakerino della società americana è in grado di marciare ininterrottamente per poco meno di 10 ore. Dopodiché bisognerà provvedere alla ricarica (non fulminea) attraverso un comune alimentatore USB Type-C.

Dispiace davvero che la società non abbia voluto inserire nella dotazione base la piattina per la ricarica wireless, un accessorio che è venduto separatamente a poco meno di 50 euro e che, visto il prezzo d'ingresso comunque elevato, era lecito attendersi in confezione.


Caratteristiche tecniche

  • Dimensioni: 168 x 62 x 60 mm
  • Peso: 0,43 kg
  • Struttura con due amplificatori classe H, mid-woofer ellittico e tweeter
  • Equalizzazione regolabile
  • Calibrazione TruePlay
  • Beamforming e cancellazione dell’eco multicanale
  • Grado di protezione IP67 contro particelle di polvere e spruzzi d’acqua. Può rimanere immerso in acqua fino a 1 metro per 30 minuti.
  • Wi-Fi supporto trasmissioni a 2,4 o 5 GHz compatibile ( 802.11 b/g/n/acI
  • Bluetooth 5.0
  • Apple AirPlay 2
  • Temperatura operativa: Da 5 °C a 35 °C
  • Porta USB-C 15 W, 5 V/3 A.
  • Autonomia fino a 10 ore di riproduzione continua con una sola ricarica; conserva la carica fino a 10 giorni in modalità Sospensione.
CONCLUSIONI

Piccolo, robusto, maneggevole e con canoni audio e stilistici che rientrano appieno nella tradizione Sonos. Il nuovo Roam rispetta le promesse ma lo fa a caro prezzo: 179 euro sono un cartellino piuttosto salato per il settore, anche se qui c'è l'indubbio vantaggio di un prodotto concepito per poter lavorare sia in Bluetooth che in WiFi e, da qui, connettersi agli altri speakers Sonos, anche in modalità multi-room.


A conti fatti sta proprio qui il vero motivo di appetibilità. Al di fuori di questo, infatti, il Roam resta un prodotto interessante ma che rischia di rimanere un po' schiacciato nel mezzo: fra le alternative più economiche delle altre marche da un lato e, dall'altro, dalla tentazione del fratello maggiore Move, un prodotto certamente più pesante (e costoso) ma con meno compromessi sul piano sonoro e con una basetta di ricarica wireless già inclusa in confezione.


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Commenti

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GeneralZod

Mi piace Sonos e probabilmente la prossima casa la farcirò di suoi altoparlanti. Ma questo è un po’ fuori dal vaso anche per i loro canoni.
All’aperto è decisamente troppo piccolo e poco potente. In casa potrebbe trovare una buona collocazione ma lo hanno volutamente azzoppato sul surround e nel mentre verrebbe meno l’utilità delle sue dimensioni. Aggiungo che la mancanza di un pulsante BT come per i JBL potrebbe rendere antipatici gli accoppiamenti.
Infine ci sono prodotti cinesi, come gli Anker Soundcore, che costano la metà, sono ugualmente rugged e suonano pure meglio (es. stereo con radiatori passivi per i bassi). Per me è no.

Dark!tetto

Puoi collegarne diverse "in sequenza" ho appena letto in un'altra recensione e anche qua viene velatamente accennanto nella parte multiroom. Rimane un costo esagerato, con lo stesso prezzo ci prendi 2 JBL flip, che non saranno smart ovviamente, ma puoi accoppiarle per ottenere un suono sicuramente più pieno IMHO. Certo ci sarebbe da ascoltarla questa, ma come dici tu, alla fine rimane una singola e sola cassa

Roberto Catania

Acquistando un'altra Roam si può fare la coppia stereo ma non è possibile utilizzarlo come speaker surround nel sistema home theater di Sonos

Gigiobis

presumo si possa fare... è l'ormai omnipresente funzione TWS (true wireless stereo)

Giampaolo Righetti

Si ma qui stiamo parlando sempre di una cassa MONOFONICA, il fatto che si riempiano la bocca della qualità di ascolto mi sembra fuorviante. Va bene che anche ne avessero integrate un paio, di casse, il triangolo stereofonico sarebbe insufficiente. O si possono collegare due casse alla stessa fonte e trasformarle in stereo? A caro prezzo ma almeno...

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