Foxconn, l'avventura in Wisconsin continua a non decollare

22 Ottobre 2020 33

La fabbrica di LCD di Foxconn in Wisconsin non esiste, in buona sostanza: un'analisi governativa indica che la società taiwanese, uno dei più grossi assemblatori al mondo di hardware (produce tra le altre cose gli iPhone, gli iPad, i Mac e altri dispositivi Apple), non sta rispettando il contratto firmato con il governo USA, e fortemente pubblicizzato da Trump come un successo personale, circa tre anni fa.

L'obiettivo era costruire un'enorme fabbrica di display LCD di generazione 10,5, per rendere l'America più centrale nel ruolo di produzione materiale dei prodotti tecnologici, ma ad oggi non c'è alcuna traccia di questa struttura. Foxconn ha anche detto che uno degli edifici effettivamente realizzati ospiterà un impianto produttivo di LCD di 6° generazione, ma non ci sono prove a sostegno di questa tesi né indicazioni che la situazione cambierà nel futuro prossimo - per esempio non sono stati nemmeno ordinati i macchinari necessari alla produzione.

Inoltre, anche se ciò fosse vero, si tratterebbe dell'impianto di 6° generazione più piccolo al mondo. Il report dice che l'impianto sembrerebbe più avere un fine dimostrativo che essere un business sostenibile nel lungo termine. Tutt'al più potrebbe rappresentare l'ultima fase di assemblaggio di componenti prodotti altrove. Tradotto: impiegherebbe molte meno persone delle 13.000 previste inizialmente nel contratto, e avrebbe un impatto decisamente inferiore sulla supply chain locale.

Trump presso il cantiere in cui sarebbe dovuta sorgere la fabbrica di Foxconn, in Wisconsin

Che l'accordo con Foxconn non stia andando come previsto non è notizia nuova: nel corso degli anni si sono costantemente riportati problemi e risultati sotto le aspettative da parte dell'azienda taiwanese. Per esempio: entro fine 2019 avrebbe dovuto impiegare circa 2.080 persone, mentre era arrivata solo a 281. Era poi emerso che molti di questi lavoratori erano stati assunti solo nell'ultimo periodo per incrementare i numeri, ma poi erano stati licenziati poco dopo. Entro fine 2022 i dipendenti dovrebbero diventare, come dicevamo, 13.000, ma sembra sempre più difficile che questo obiettivo sarà raggiunto.

Da oltre 16 mesi il governo avvisa Foxconn che non sono stati raggiunti i termini per ottenere i finanziamenti pattuiti. Il problema è che già ora molto denaro pubblico è stato speso nella realizzazione di infrastrutture che probabilmente Foxconn non sfrutterà mai; anzi, pare addirittura che fino ad ora il governo abbia speso più di Foxconn nel progetto - circa 400 milioni di dollari contro 300.

Finora Foxconn si è rifiutata di modificare i termini del contratto, come ha proposto a più riprese il Wisconsin; anzi, in reazione a queste ultime notizie Terry Gou, fondatore della società, ha rilasciato un comunicato piuttosto aggressivo in cui dice che l'azienda vuole continuare a "lavorare come partner con coloro che trattano Foxconn come una partner", e che l'impegno nel progetto in Wisconsin è subordinato all'impegno dell'amministrazione pubblica a livello locale, statale e federale. Insomma, la si potrebbe interpretare anche così: se Donald Trump non sarà rieletto, è facile che tutta l'iniziativa naufragherà definitivamente.


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Commenti

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Marco Mazzocchi

In realtà quello è anti Cina.

scorie_radioattive

Il 99% dei filo Cina/filo dittatura che sporcano qua dentro non lo sa.

Marco Mazzocchi

Cosa c’entra la RPC se Foxconn è taiwanese ?

Roberto
ErCipolla
ghost

Ma a noi che interessa? Lol

piervittorio

Il problema è proprio lì, ovvero che dici quello che pensi.
E quello che pensi, è frutto in un severo deficit neurognitivo.

Mew

Balle sovraniste

Nuwanda

perseguono, semmai...

ydlale
Andee Kcapp

Talpa l'economista?
Ma, invece, sei solo talpa e nient'altro.

Nyles

Che vedano l'ora o meno agli usa importa poco... Se vogliono continuare a vendere del mercato più ricco del mondo devono farlo, in caso contrario perdono quest'opportunità.

jkcargo

e quindi?

ReArciù

il giochetto di offrire incentivi per far aprire fabbriche alle aziende lo ha fatto per anni l'italia con la fiat e non è andato a finire bene

Giulk since 71'

Insomma puoi spostarti in qualsiasi punto del globo ma certi "giochetti" li trovi ovunque, le aziende perseguitano solo il mero profitto

Aster

Non avevamo dubbi.

ReArciù

e pensare che una volta insegnavano che l'economia pianificata era il modello su cui si basavano i paesi socialisti....

Massimo

ma cosa c'entra la cina con foxcon?
foxcon e taiwanese

scorie_radioattive

È palese che non sei del 99 e che non sei sempre stato talpagamer. Dai su..almeno sforzati di più. Comunque non durerai tanto, fidati

Certo, e sicuramente le aziende cinesi non vedono l'ora di andare a produrre negli USA mentre le aziende connazionali vengono escluse dal commercio mondiale tra sanzioni e ban.

TalpaGamer99

Non si può fare, sono sempre stato talpagamer99, quello che dice quello che pensa senza peli sulla lingua, non sono mica un personaggio costruito come tanti altri qui in giro.

momentarybliss

Una fabbrica di LCD come porrebbe gli USA più centrale nel ruolo di produzione materiale dei prodotti tecnologici?

scorie_radioattive

Abbiamo capito tutti che sei un troll di prima categoria, ma dopo un po’ basta dai, oramai cambia personaggio

scorie_radioattive

Già i diritti dei lavoratori e delle persone ... “COSTI DI PRODUZIONE” cit.

scorie_radioattive

È KolpA deglI UsAaaa!!1!1!1!1!

scorie_radioattive

Connor perché non torni con castelli? Almeno tieni il personaggio..su multiplayer con i multi account ci sei ancora ?

uncletoma

no

scorie_radioattive
TalpaGamer99

Ecco cosa succede a fare accordi con aziende estere, alla fine ci guadagnano sempre gli altri, il capitano americano Trump sicuramente sarà rieletto, ma come prima cosa dovrà stracciare il contratto con Foxconn, che addirittura risponde aggressivamente invece di chiedere scusa per i danni ad aver creato una fabbrica fantoccio cartonata. La fabbrica dovrà essere riconvertita e sviluppare pannelli lcd americani con tecnologie americane, dando lavoro agli americani e vendendo solo agli americani. Per fortuna in Italia abbiamo da anni gli artigiani che lavorano nelle nostre valli, ma l'attuale crisi economica li spazzerà presto via e resteranno solo le aziende cinesi :(

Nyles

Non è bipolare, obbligando le aziende cinesi a produrre anche negli stati uniti gli alzano i costi di produzione e quindi li rendono meno competitivi.

Gen

ma foxconn non era taiwanese?

Però la politica statunitense si deve decidere: o dichiarano guerra commerciale alla Cina con tutte le relative conseguenze, o invitano le fabbriche cinesi sul territorio americano al fine di creare occupazione.

Questo comportamento bipolare, ovviamente, non può portare a nulla di buono.

Pier_p

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