Influencer: quanto vale davvero la loro pubblicità?

21 Ottobre 2019 225

Alcuni marchi hanno smesso di investire sugli influencer per le proprie campagne pubblicitarie: tra questi anche Ipsy, azienda online dedicata ai cosmetici che nel 2011 era stata tra le prime ad assoldare le star dei social media per promuovere ombretti e lucidalabbra. La notizia arriva direttamente da The Wall Street Journal, e traccia i contorni di quello che potrebbe essere l'inizio di un'inversione di tendenza.

La pubblicità affidata agli influencer, si sa, è un affare da milioni di dollari: basta dare un'occhiata alla classifica dei profili Instagram più redditizi del 2019 per scoprire che un post sponsorizzato di Kylie Jenner viene pagato più di un milione di dollari, seguito a ruota da quelli di Ariana Grande (996.000 dollari a post), Cristiano Ronaldo (975.000 dollari a post) e Kim Kardashian (910.000 dollari a post).

Ma qual è il reale impatto di questa pubblicità sulle vendite? In che misura gli influencer sono in grado di far acquistare i prodotti che pubblicizzano ai loro follower? È questa la domanda - è il caso di dirlo - da un milione di dollari che sempre più aziende si stanno ponendo, e che dipende anche dal tipo di seguito di ogni profilo.


Come spiega The Wall Street Journal infatti, se le (grandi) cifre pagate per i post sono ormai arcinote, non è invece possibile misurare l'impatto di questi contenuti, né verificare quante persone reali vedano davvero gli annunci. Il motivo è semplice: molti influencer hanno gonfiato il numero dei propri follower acquistandone di fasulli, e così hanno perso credibilità. Inoltre, l'occhio degli utenti si fa sempre più attento, ed è sempre più facile scoprire chi promuove prodotti che magari nemmeno usa.

A differenza di quanto avviene con la pubblicità canonica via radio, TV e giornali, i cui parametri si basano su autorità certificate di terze parti come Nielsen Holdings, comprare pubblicità su Instagram e altri canali affini è spesso come fare un acquisto a scatola chiusa, affidandosi alla popolarità del social network.


Anche se per il momento le aziende continuano a investire sul mercato pubblicitario degli influencer infatti, il tasso di coinvolgimento dei followers è ai minimi storici. I post sponsorizzati (sulla cui liceità si era espressa anche l'Agcm italiana) sono così tanti che non riescono più a catturare l'attenzione degli utenti, e così il rapporto tra like generati e numero di followers è calato a picco.

Avendo percepito il cambiamento di atteggiamento degli utenti, alcune aziende hanno iniziato a cambiare strategia. Banana Republic, ad esempio, ha iniziato ad affidare una parte della pubblicità ai propri clienti, chiedendo loro di posare con i propri acquisti in cambio di carte regalo da 150 dollari.


Il rivenditore online A Good Company invece ha fatto una scoperta ben peggiore: aveva affidato una campagna pubblicitaria a 4.000 influencer, ma gli incassi sono stati inferiori al previsto. Così ha inviato un sondaggio anonimo ai propri influencer, scoprendo che due terzi degli intervistati ammettevano di aver comprato follower, like o commenti a un certo punto della loro carriera: un divario che si è concretizzato nel flop della campagna pubblicitaria.

D'altronde, secondo la società di analisi HypeAuditor, più della metà dei 1,84 milioni di profili Instagram esaminati è ricorso a metodi fraudolenti per racimolare seguito. La spesa, d'altro canto, è esigua: per comprare 1.000 follower bastano 49 dollari suYouTube, 34 dollari su Facebook e 16 dollari su Instagram. Una truffa che quest'anno costerà 1,3 miliardi di dollari agli inserzionisti che investono in questo tipo di pubblicità, come ha spiegato il professor Cavazos dell'Università di Baltimora.

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Commenti

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Andrea M.

ah capito. troll.

Chris T

A me salgono i brividi a voi boccaloni con la tv.. vi prendono per il cul0 da 30 anni ma continuate.

Andrea M.

non confondere pubblicità con informazione, gli influencer non fanno informazione, quando dici "mi fido di più di quello che dice un influencer" mi salgono i brividi dalla schiena.

Giorgio
Antonio

Credo che Maxim Castelli sia esploso leggendo il tuo post...

No, ma non ho nulla contro la laurea in psicologia.
Non capisco perché denigrare in modo gratuito.
Ci sono persone validissime con quella laurea che svolgono ottimi lavori.

https://uploads.disquscdn.c...

Tiwi

vero, ma se metti un cartellone in piazza a Milano sai quante persone ci passano davanti
se ti affidi ad un influencer non sai nemmeno se i suoi follower sono reali..

Andrej Peribar

Vero.

Però proprio il link che mi posti spiega perchè è considerato errato o comunque poco elegante.

Perchè trasforma il giornalismo in gossip.
Infatti era considerato tipico delle testate di pettegolezzi.

esempio "Il presidente tradisce la moglie?"

Viene considerato un "mezzuccio" :)

alex

hanno aperto il concerto di un'altra band facendo 3 pezzi in croce (fortunatamente), e il contesto era di gran lunga meno importante rispetto a quello dove si stava esibendo ariana grande

NEXUS

andranno a vedere solo le modelle

Giorgio

La circonvenzione di incapace è un delitto previsto e punito dall'art. 643 del codice penale italiano. Consiste nell'abusare dei bisogni, passioni o dell'inesperienza di persona minore o in stato d'infermità o deficienza psichica, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto.

MatitaNera

Usare i termini di moda è aberrante.

il Gorilla con gli Occhiali

No.

Raphael DeLaghetto

praticamente la stessa cosa..

Raphael DeLaghetto

s'affocono au laghett?

DrWolf2019

Così hanno scoperto la legge della domanda e dell'offerta, con così tante opere interessanti i post buttati lì dei cosidetti influencer non se li caga nessuno

ciro mito

Oddio mi pare lo abbiano fatti pure i maneskin

red wolf

insomma la classica montagna di str__zate e la scoperta dell acqua calda

Repox Ray

Anzi certe volte ottieni pure l'effetto opposto: che figura ci fa l'azienda che fa un contratto di sponsorizzazione a uno che poi si fa vedere in giro col prodotto del competitor?

Mr. Robot

É un bel termine dai. Anche i termini "scopare" e "godere" li sto iniziando ad usare in contesti sbagliati e sono molto apprezzati devo dire

LordRed

Ovviamente non basta solo questo. La sponsorizzazione dell'influencer è uno dei tanti fattori che invoglia all'acquisto di un prodotto, mi pare ovvio che non è il solo motivo.

Chris T

Esatto hanno target differenti, ma ciò non significa che loro sono perfetti e gli altri sono delle m***e, purtroppo gli adulti non ci arriveranno mai perché sono cresciuti abindolati dalla tv credendo che sia oro tutto ciò che viene detto. Io mi fiderei mille volte di più di un Influencer che di uno spot sulla tv ed è per questo che ora vengono calcolati solo gli influencer, perché fanno bene il loro lavoro.

il Gorilla con gli Occhiali

Non fa l'influencer ma solo pubblicità alle aziende.

Andrea M.

E' sempre pubblicità, certo, ma non è lo stesso mezzo di comunicazione, hanno target diversi, un numero di utenze differenti e anche costi diversi.

baldanx2

Un influencer altro non è che il vecchio "testimonial" misurabile precisamente (salvo truffe) online.....chiaro come il sole era che, data l'enorme esplosione (anche i sassi vogliono fare gli influencer), la cosa fosse destinata a rientrare su livelli sostenibili dal mercato

Chris T

Truffa dove? Bisogna solo usare il cervello, perché anche gli operatori ti vendono truffe legalizzate, ma basta informarsi come tutto nella vita.

Chris T

Li chiami testimonial ma hanno esattamente la stessa funzione di un influencer. Bisogna conoscere la persona a cui affidi un prodotto ovviamente, quelli di cui parli tu si credono influencer, ma sono solamente dei poveracci che si credono il top quando sponsorizzano proteine per la palestra, ma se avessi un negozio di abbigliamento e dovessi farmi pubblicità virerei su un Mariano Di Vaio e vedi come le cose cambiano..

Chris T

Mi pare ovvio che ci dev’essere una valutazione, ci sono influencer e influencer come in ogni cosa..

Mr. Robot

Messi é talento. Cristiano Ronaldo é allenamento, costanza e passione.
Messi ha un dono; CR7 se lo é creato

Mr. Robot

Tanta roba allora

Mr. Robot

Ma che sia ignorante come una bestia o che non abbia alcuna competenza sono d'accordissimo. Bisogna dare adito al fatto, però, che é un vero e proprio professionista nel suo lavoro. Si allena tantissimo, non é mai infortunato ed ha una forma fisica strabiliante che pochissimi altri calciatori possono vantare. Nel suo ambito se li merita tutti i soldi che guadagna (a differenza di altri)

Rumenta

Mi dici che azienda sana di mente vorrebbe seriamente Maradona come testimonial? Dico, a parte quelli che vengono il pezzotto? :D

Il giorno in cui CR scomparirà dai radar, smetterà di essere un testimonial appetibile. Mi dici l'ultima réclame con Kareem Abdoul Jabbar o Gullit o Yuri Chechi che hai visto?

Essere "leggende" non implica essere spendibili come testimonial. Schumacher oggi di cosa può essere testimonial? Dei cateteri?
Prendi un Totti. Totti è un testimonial spendibile perché si è costruito una carriera di "personaggio" parallelamente a quella di calciatore. Finito di tirare calci alla palla ha continuato a vendere sé stesso. Così che i personaggi di cui sopra non hanno fatto. Ci ha provato Del Piero, ma è rimasto "quello che parla con gli uccelli". :D

E comunque lL'articolo dice che la redditività di questi miracolati viene meno perché le aziende hanno mangiato la foglia, avendo ormai capito che larga parte dei follower sono acquistati.

Poi, oh, questa è la mia opinione e penso non ci sia altro da dire.
Pace, bene e trigu meda!

Andrej Peribar

Può essere come dici.
Non sono molto esperto di social

Massi91

Un milione a "post", non "a campagna pubblicitaria", mi sembrano cifre esagerate.

Ogni post fà riferimento a una campagna diversa. Discorso diverso sono le stories

Massi91

Dal mio punto di vista (gestisco una pagina di lingerie russa) è molto meglio interfacciarsi con i microinfluencer (fino a 1.000follower) dato che ti chiedono poco e di norma non sono acquistati, quindi è utenza reale.

Dark!tetto

Ho premesso che proprio la ferragni è un discorso a parte, ma sbagli pensando che se Ronaldo smette di vincere smette di essere famoso. Non ne mancano di esempi, nel calcio stesso tutte le vecchie glorie sono finite in squadre dove non hanno vinto nulla, ma questo non cambia la loro popolarità. Oggi tu ti ricordi di Pelè, Maradona e forse anche di chi ha avuto carriera breve come Van Basten, nonostante tutto anche Michael Jordan dice qualcosa a molte persone. Vuoi o non vuoi questi personaggi hanno lasciato il segno e la loro immagine continua ad essere sfruttabile, e probabilmente lo sarà anche dopo la dipartita. Se non sei del settore non lo sai nemeno chi sono gli influencer oggi, ma anche se non ti piace la formula 1 per esempio sai chi è Schumacher, anche senza essere appassionato di Boxe conosciamo tutti Tyson e Alì. Sull'immediato ovviamente non cambia nulla, ma l'articolo parla appunto di una redditività che già inizia a venire meno. Il fatto è che ci sono molte più persone che possono diventare la prossima Chiara Ferragni spodestandola, che un nuovo CR7.

Prendo questi esempio per semplicità, ma al posto di CR7 vanno bene anche altre eccellenze dei vari settori sportivi e non.

Rumenta

in realtà Ferragni in alcuni contesti ha invertito i ruoli, diventando sponsor e non più testimonial. Oggi come oggi "Ferragni" potrebbe comparire sulle maglie di una squadra di calcio (così come è comparsa sull'acqua Evian e come compare nella carriera del marito). Quindi, attenzione.

Il concetto poi di marketing di base è chiaro, anche condivisibile, facendo finta che esistano ancora i contratti di sponsorizzazione a vita (se esce fuori che Ronaldo è uno stupratore, per dire, guarda che fine fanno gli sponsor :D ).

Questo però è un discorso che continua a esulare dal tema dell'articolo, secondo me. Ferragni è famosa finché a Follwer e CR è famoso finché vince. Finita la carriera, sarà famoso finché riuscirà a restare tale (quindi far parlare di sé in qualche maniera).

Onestamente di cosa campino oggi che sono pagati gozziliardi per mettersi un paio di scarpe invece di un altro è davvero ininfluente.

Andrej Peribar

Onestamente non saprei.

Potrebbe essere esattamente come dici :)

Alessandro

generalmente li pagano dando materiale gratis. a loro non costa nulla e l'influencer di provincia si sente importante.
a livello di ritorno economico, è quasi zero, però ti fai un po' di pubblicità e fai conoscere il marchio

Alessandro

credo che quei prezzi hanno delle esclusive temporali. ad esempio ronaldo fa circa un post pubblicitario a settimana, in mezzo a tanti post personali.
se facesse decine di post pubblicitari ogni giorno, non potrebbe chiedere quelle cifre

MarcoP

Più che altro mi stupiscono le aziende più piccole che affidano la pubblicità alle pseudo influencer di provincia, con qualche migliaio ti follower conquistati con due foto in costume... Non so quanto le paghino (o se le paghino) e se, dal momento che mi sembra una pratica sempre più diffusa, effettivamente possano avere un ritorno economico.

Alessandro

tutto è cambiato da quando per legge bisogna indicare che si tratta di pubblicità con l'hashtag #ad.
gli influencer o semplicemente le persone famose, fanno ottima pubblicità quando è implicita, non quando è dichiarata.
ad esempio quando molti giocatori di nba iniziarono a presentarsi al campo indossando le Beats, di colpo la beats è diventata un'azienda miliardaria poi persino comprata da Apple, mentre fino a pochi mesi prima manco esisteva.

ma questo è successo perchè nessuno sapeva che si trattava di pubblicità (magari alcuni giocatori davvero le compravano perchè gli piacevano) e quindi tutti i fans hanno iniziato a comprarle per imitarli.

invece la pubblicità non vale niente. ad esempio a cosa serve la ferragni che fa pubblicità a huawei quando sanno tutti che usa l'iphone? in quel caso il suo post non vale nulla

sgarbateLLo

So’ foche de laghetto

Dark!tetto

Si che cambia, non lo fa se l'investimento è fine a se stesso e per una breve campagna, se invece si guarda a lungo termine cambia un botto. Lavoro ed ho lavorato nel marketing e ti dico che pagherei oggi per far sponsorizzare un mio prodotto alla ferragni, ma se voglio sponsorizzare un brand vado diretto su altro in base al settore, ferragni & co. sono instant influencer e per ottenerne il massimo in termini di redditività si deve sfruttare questo momento di bolla. Non vedrai mai nessun influencer di questi con un contratto di sponsorizzazione a vita come testimonial.

Repox Ray

UN INFLUENCER, ESISTE SOLO UN INFLUENCER...

rsMkII

La differenza sta proprio in questo: non segui la persona in quanto tale ma ciò che ti porta come contenuto, quindi segui l'argomento. Quando invece si tende a seguire la persona, si scade nel grottesco... XD

alex

Ma hai sicuramente ragione, e infatti non seguo nessuno di quelli che non propongono nulla se non la loro immagine, perché non mi danno nulla. Al contrario ci sono personaggi considerati influencer che però hanno una storia dietro come professionisti del loro settore, e a quel punto ha senso per me seguirli se sono interessato all'ambito.

rsMkII

La prossima bolla pronta a scoppiare? Tesla, mi sa... :(

rsMkII

Ma in tutto questo discorso non cambia il concetto di follower e di influencer. Il fatto che siano diversi, insomma, non cambia il discorso delle pubblicità in questa fase.

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