Didacta 2019: la realtà virtuale al servizio della scuola, con Lenovo

10 Ottobre 2019 10

Studiare gli antichi Egizi in prima persona ai piedi di una piramide in costruzione, immergersi nelle profondità degli oceani per vedere da vicino i grandi cetacei, oppure rimpicciolire a tal punto da poter osservare dall’interno i componenti di una cellula: il tutto restando comodamente seduti al proprio banco.

Fantascienza? No, sono solo alcune delle tante possibilità offerte dalla realtà virtuale in ambito didattico che Lenovo, in collaborazione con Google (già distintosi per aver portato la Reggia di Versailles in VR con Arts & Culture), ci ha mostrato in occasione di Didacta 2019. La fiera internazionale dedicata al mondo dell’istruzione, giunta alla terza edizione con il sostegno di Indire (Istituto Nazionale Documentazione Ricerca Educativa), si tiene in questi giorni alla Fortezza da Basso a Firenze.

L’obiettivo è tentare di immaginare come sarà la scuola del futuro, soprattutto in riferimento alla tecnologia. La questione non è banale poiché, come ha ricordato Marco Berardinelli di Google for Education Italia, ne va della preparazione degli studenti, anche in relazione al mondo professionale che li attenderà: un panorama in continua evoluzione, che vedrà affermarsi professioni che oggi non esistono ancora.

Ciò che non cambierà, però, sono le competenze richieste. Secondo The Economist, le cinque più importanti sono creatività, comunicazione, attitudine alla collaborazione, capacità di prendere decisioni e di risolvere problemi. Tutte aree che la tecnologia – se integrata adeguatamente con la didattica – potrebbe contribuire a sviluppare.

A questo proposito, dal punto di vista della dotazione informatica le scuole italiane sembrano ben messe. Come ha spiegato Guido Terni, Education Manager di Lenovo Italia, basandosi sui dati di Futuresource Consulting, il 90% delle scuole italiane ha almeno un’aula di informatica, mentre tre anni fa tale percentuale raggiungeva a stento il 40%.

Marchio leader all'interno delle scuole è oggi Lenovo, con una presenza che si attesta intorno al 35%. Ora, ha proseguito Terni, è tempo di fare il prossimo passo:

“Dopo l’adozione dei pc, adesso la scuola deve compiere lo step successivo, ovvero far sì che la tecnologia diventi un fattore abilitante, innanzitutto per comprendere il mondo che ci circonda e le nuove culture, grazie ai nuovi, vasti orizzonti che permette di raggiungere”.

REALTA’ VIRTUALE PER UNA LEZIONE IMMERSIVA

Vasti orizzonti che si concretizzano anche grazie alla realtà virtuale. Inforcati i visori Lenovo Mirage Solo con Daydream, i visitatori dello stand hanno potuto provare in prima persona l’esperienza della classe immersiva: guidati da un docente dotato di tablet, si sono lasciati trasportare tra antiche piramidi e fondali marini, focus sulla vita delle api e viaggi spaziali.

Un’esperienza davvero coinvolgente che permette di esplorare entusiasmanti possibilità didattiche grazie ai contenuti messi a disposizione gratuitamente da Google Esplorazioni: basta scaricare l’app per intraprendere più di 900 viaggi VR o esaminare oggetti AR.

L’ideale sarebbe che ogni alunno avesse un visore. Tuttavia, per iniziare a sperimentare in classe basta anche un dispositivo mobile abbinato a una cardboard. Oltre a fruire dei contenuti, docenti e alunni possono anche crearne di nuovi grazie ad applicazioni come Tour Creator, a partire da foto originali a 360° o 180°, oppure da immagini prese da Street View (che permette anche di arrivare sul bordo di un vulcano).


DA FRUITORI A CREATORI DI CONTENUTI

Creatori di contenuti sono, ad esempio, gli alunni dell’Istituto Alessandro Volta di Pescara che partecipano al laboratorio tenuto dal professor Renzo Delle Monache, docente di sistemi e reti. Grazie alla collaborazione con Lenovo, gli studenti sviluppano contenuti didattici avanzati AR o VR da proporre ad altre scuole di grado pari o inferiore.

Tra i contenuti già realizzati figurano, ad esempio, la riproduzione navigabile delle macchine di Leonardo, ma anche giochi interattivi sviluppati con Unity che approfondiscono nozioni di fisica, chimica e biologia. Una fucina di idee, insomma, che si nutre della creatività dei ragazzi.

L’obiettivo, hanno spiegato gli studenti Pierpaolo Camplone e Andrea Fanese - rispettivamente 17 e 18 anni - è diventare distributori di contenuti digitali per altre scuole e magari gettare le basi per un mestiere, facendosi notare anche nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro. Il sogno nel cassetto? Lavorare nel mondo delle nuove tecnologie.


10

Commenti

Regolamento Commentando dichiaro di aver letto il regolamento e di essere a conoscenza delle informazioni e norme che regolano le discussioni sul sito. Clicca per info.
Caricamento in corso. Per commentare attendere...
www.vr-italia.org

LOL... che resa :-)

Non hai voglia di scrivere mezza frase per giustificare un tuo pensiero.

Anche un "in effetti, pensandoci, forse mi sbagliavo" sarebbe onorevole, non è che pensiamo male di te, tranquillo ;-)

MatitaNera

Non c'ho voglia.

www.vr-italia.org

Giura che non mi stai trollando. E' impossibile che tu non capisca cosa ti sto chiedendo.

"devi metterlo addosso" è una caratteristica dell'oggetto, non è di per sé negativa o positiva, sei tu che dovresti dirmi, se è negativa, il perché.

Quando andavo a scuola avevamo un laboratorio linguistico. Attaccati ai banchi c'erano delle cuffie audio professionali (grossine a quei tempi). Quando la professoressa ci diceva di indossarle noi le indossavamo in testa, a nessuno è mai venuto in mente che fosse un problema, ma magari allora ci sfuggiva quel qualcosa che tu, forse, ora sarai in grado di spiegarmi.

(il caso vuole per altro che in inglese le cuffie audio si chiamino headsets, esattamente come i visori VR )

Non farmi nessuno schema, dimmi semplicemente "qualcosa che va messo in testa a scuola è sbagliato perché...". L'unica cosa che mi aspetto da te è che completi questa frase, aggiungendo caratteristiche che siano oggettivamente negative, e non caratteristiche fini a sé stesse. Così forse potrei iniziare a capire il tuo pensiero.

MatitaNera

Mi sembra così semplice. Il visore devi metterlo addosso. Tutto il resto no. Vuoi un piccolo schema?

www.vr-italia.org

Si, ma facciamo a capirci... Le tue non sono motivazioni applicabili ad uno strumento didattico. E' pesante che spezza il collo? E' ingombrante che non entra in classe? No, quelli sono dei banali visori wireless stand-alone, poco potenti ma anche molto leggeri e pratici. Pure i libri di scuola sono ingombranti, pure la lavagna è grande, è pure nera e pesante, ma non sono obbiezioni sensate.

Dove sta scritto che se una cosa te la devi mettere in testa allora non è adeguata per l'uso scolastico? "E' ingombrante" è una caratteristica, comune a molti oggetti, a quella dovresti attaccare un motivo per cui quella caratteristica comporta un impedimento.

- Vado a Roma in treno
- no, il treno è ingombrante...

Ti ricordi quando è successo che hai abolito la necessità di sostenere le tue affermazioni con un argomento logico?

MatitaNera

E' ingombrante e devi mettertelo in testa. Non c'entra nulla il pc.

www.vr-italia.org

Che avrà sviluppo zero è probabile, se la scuola non è cambiata da quando ci andavo io, 30 anni fa.

Ma "sono comunque ingombranti" non è una risposta. Pure il PC da cui ti sto scrivendo è ingombrante, ma mica è un problema, gli ingombri non influiscono sulla funzionalità in questo caso. Se me lo dovessi portare in treno, allora sì, sarebbe parecchio ingombrante, inutilizzabile. Il contesto è importante, non è che possiamo ignorarlo e giudicare a sentimento.

MatitaNera

Sono comunque ingombranti. Anche in classe. Ma tanto, sai che svilupopi avrà questa cosa? Zero.

www.vr-italia.org

In una scuola e seduti ad un banco, a parte i soliti pregiudizi sulla VR, che altri problemi potrebbe dare l'ingombro? Parlassimo di oggetti da usare in mobilità capirei l'obbiezione...

Non parliamo nemmeno di "effetto psicologico sul pubblico che non capendo di specifiche tecniche preferisce usare l'empatia nelle sue scelte", perché è una scuola, l'insegnante ti dice "mettetevi questo", e tu lo fai.

MatitaNera

Sono troppo ingombranti e invasivi quei visori. Finchè saranno così non faranno molta strada.

Mobile

Il mobile in Africa: nulla è scontato | Storie

Android

Migliori Smartwatch e Smart Band da compare al Black Friday 2019: ecco i top 7

Amazon

Le migliori offerte week end verso Black Friday: Smartphone, Tablet, Informatica

Android

Samsung Galaxy Fold live batteria (4.380mAh): terminato alle 24 con il 5%