Android 10 e 9: Google aggiorna GMS e GDC con nuovi obblighi per i produttori

08 Ottobre 2019 120

Nel corso delle ultime settimane Google ha aggiornato gli accordi GMS (Google Mobile Services) e il programma GDC (Google Device Certification) che servono a regolamentare il rapporto tra la casa di Mountain View e i produttori di dispositivi Android.

Il testo dei documenti non è disponibile pubblicamente, tuttavia i colleghi di 9to5Google e XDA ne hanno ottenuto una copia e hanno condiviso alcuni degli aggiornamenti che riguardano i nuovi obblighi e le poche concessioni fatte da Google nei confronti dei suoi partner.

Ricordiamo che la sottoscrizione degli accordi GMS è fondamentale al fine di ottenere accesso alla suite di applicazioni Google, quindi riguardano tutto il mondo Android, ad eccezione dei dispositivi non certificati, come ad esempio il Mate 30 Pro (Anteprima). Alcune delle novità sono entrate in vigore a partire da inizio settembre, mentre altre saranno effettive solo da gennaio 2020; andiamo a scoprire di cosa si tratta.

ANDROID 10 OBBLIGATORIO DAL 31 GENNAIO 2020

Cominciamo subito con una notizia attesa da molti: a partire dal 31 gennaio 2020 non sarà più possibile certificare dispositivi basati su versioni di Android precedenti alla 10.

Discorso diverso per quanto riguarda Android Go, visto che è ancora possibile certificare dispositivi basati su Android 8.1 sino al 31 ottobre 2019 ed è probabile che quelli che adottano Android 9 Pie continueranno ad essere approvati sino al tardo 2020. Questo non stupisce, dal momento che si tratta di una variante dedicata a terminali più economici.

La lista del nuovo GMS include anche le deadline relative alle precedenti versioni di Android
NUOVO LOGO OBBLIGATORIO ALL'AVVIO

Tutti i nuovi dispositivi basati su Android 10 dovranno mostrare il rinnovato logo del sistema operativo e la dicitura Powered By Android in fase di avvio. Questo obbligo entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2020 e riguarderà tutti i terminali che saranno rilasciati dopo tale data, tuttavia Google invita i produttori a seguire la regola anche con i dispositivi già presenti in commercio, introducendo la schermata in occasione di uno dei prossimi aggiornamenti. Alcuni produttori, come ad esempio OnePlus, si sono già adeguati.

LE GESTURE DI TERZE PARTI ANDRANNO NASCOSTE

Google vuole uniformare l'esperienza d'uso su Android su tutti i dispositivi che verranno commercializzati con Android 10 di serie. A partire da questa versione, infatti, i produttori dovranno adottare le nuove gesture introdotte sull'ultima versione del sistema operativo o far riferimento ai tradizionali tasti di navigazione a schermo.

Ogni gesture personalizzata dovrà essere nascosta e i produttori non potranno mostrarla durante la fase di installazione iniziale. Google non arriva al punto di bandirle completamente, tuttavia pretende che vengano incluse in un menù posizionato in secondo piano all'interno delle Impostazioni (come ad esempio nella voce Avanzate), in modo da non essere facilmente accessibili per l'utente.

Viene poi ribadito che il sistema di navigazione tramite gesture introdotto con Android 9 Pie dovrà essere rimosso e reso non selezionabile dall'utente. Insomma, Google punta fortemente sull'adozione delle nuove gesture di Android 10, lasciando come alternativa ufficiale la vecchia barra con tre icone e che tutte le soluzioni di terze parti siano il meno accessibili possibile.

RICARICA USB PD OBBLIGATORIA PER TUTTI I DISPOSITIVI CON TYPE-C

Novità anche per quanto riguarda una delle componenti hardware degli smartphone e dei tablet basati su Android. Google entra a gamba tesa nei progetti dei produttori e impone il supporto allo standard di ricarica USB Power Delivery per tutti i dispositivi dotati di connettore USB Type-C.

Allo stato attuale, infatti, alcuni terminali che adottano tecnologie di ricarica proprietaria non sono in grado di offrire la ricarica rapida se collegati a caricatori alternativi con supporto allo standard PD. Insomma, i produttori potranno continuare a proporre le loro soluzioni, a patto che queste siano comunque compatibili con le modalità di ricarica a 1.5A e 3.0A quando non si utilizza il caricatore offerto in confezione.

Google aveva già affrontato questo tema con gli accordi GMS relativi ad Android 7; al tempo il supporto allo standard PD era semplicemente consigliato, tuttavia aveva già riferito la sua intenzione a renderlo obbligatorio in futuro. Quel futuro è ora arrivato.


XDA riporta anche la sezione 13.6 intitolata USB Type-C Compatibility che ribadisce come i dispositivi dotati di porta Type-C debbano essere compatibili anche (non esclusivamente) con le specifiche elencate poco sopra.

New DEVICES launching from 2019 onwards, with a USB Type-C port MUST ensure full interoperability with chargers that are compliant with the USB specifications and have the USB Type-C plug.

BENESSERE DIGITALE E CONTROLLI PARENTALI

A partire dallo scorso 3 settembre, tutti i dispositivi lanciati con Android 9 e Android 10 (e anche quelli aggiornati) dovranno includere almeno un sistema di monitoraggio del benessere digitale e di gestioni dei permessi parentali.

Gli sviluppatori potranno scegliere se utilizzare l'omonima applicazione Benessere Digitale di Google o se sviluppare delle soluzioni alternative; in ogni caso l'app dovrà essere accessibile da una voce in primo piano all'interno del menù Impostazioni. Tutte le app personalizzate dovranno comunque offrire almeno le stesse funzioni del servizio offerto da Google e dovranno superare un processo di verifica da parte dalla casa di Mountain View.

APPLICAZIONI PREINSTALLATE OBBLIGATORIE

Per finire concludiamo con la lista di applicazioni che i produttori dovranno necessariamente preinstallare sui propri smartphone - le cosiddette Core Apps - al fine di rispettare le nuove regole degli accordi GMS. Google presenta due liste, una dedicata ad Android 10 e una ad Android Go, nelle quali sono presenti tutte le app che dovranno essere presenti sul dispositivo sin dal suo primo avvio. Ecco di quali si tratta:

Android 10

  • Google Play Store
  • Ricerca Google
  • Chrome Browser
  • Google Drive
  • Gmail
  • Google Duo
  • Maps
  • Google Play Music (da novembre sostituita da YouTube Music)
  • Google Photos
  • Google Play Movies
  • YouTube

Per quanto riguarda Android 10, segnaliamo che tra gli obblighi vi è anche quello di includere l'applicazione Android Auto fornendole tutti i privilegi delle altre app principali, tuttavia per questa non si deve includere un'icona all'interno del drawer, visto che il servizio si avvierà automaticamente.

Android Go

  • Gboard (la versione ridotta per Go)
  • Assistant Go
  • Chrome
  • Gallery Go
  • Gmail Go
  • Google Go
  • Maps Go
  • Play Store
  • YouTube Go (YouTube in alternativa, qualora la versione Go non fosse disponibile)
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Commenti

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Stefano Carloni

E continuano gli insulti. Basta che sei contento te. Il solito leone da tastiera.

Imbarazzante.

Stefano Carloni
Altra cosa, se ne capisco di informatica chiedilo a qualche quadro che ho appeso nel mio studio. Shhh.

La mamma é contenta?

Name

Ti ringrazio del consiglio ma dato da qualcuno incapace di pensare lo trovo abbastanza ironico. A differenza della tua risposta, che di ironico aveva tipo... nulla :)

Name

"dallo scorso anno"... Ti commenti da solo :)

Stefano Carloni

Anche te, tranquillino perché non hai capito un Razzo del mio messaggio, ovvero che ti sei contraddetto da solo.

Altra cosa, se ne capisco di informatica chiedilo a qualche quadro che ho appeso nel mio studio. Shhh.

Stefano Carloni

Il fatto è che io ho risposto ironicamente ad un altro utente, ergo tu cosa Razzo vuoi?

Prima di dare dell'ignorante alla gente, pensa. Troll.

csharpino

Va bene siamo arrivati alle mazzette... e con questa è inutile continuare il discorso tanto è chiaro che sei il solito heaters che non aspetta altro che sfogarsi un pò per la sua insulsa vita.. Sei talmente ignorante che pensi che sia Google che paga i produttori quando è invece l'esatto contrario perchè dalla scorso anno sono i produttori che pagano google per installare i sui servizi... Con questo chiudo che non ho tempo da perdere con gente della tua bassezza...

panco89

La flyme 8 beta che hai installato è la versione global? e come hai fatto ad installarla?

Name

Mi spieghi dove le avrei scritte tutte queste str0nzate che mi hai messo in bocca? No davvero, sono shockato!
Prendiamo il tuo esempio e cerchiamo di far capire anche a te la questione: tu sei microsoft ed offri open windows e windows con explorer, il tuo store ed office. Io sono un produttore, voglio fare un pc windows ma le tue applicazioni non mi interessano minimamente, però "windows senza office è inutilizzabile", allora prendo open windows e ci metto su Firefox, perchè simpatizzo per Mozilla, perchè ho accordi con loro, ciò che mi pare, mentre explorer non ha quote di mercato da renderlo un servizio "obbligatorio"; al posto del tuo store, che idem come explorer non è vitale, ci metto quello di steam che ha molti più giochi ed utenti e le applicazioni non mi interessano. Poi ci metto la prova di office di 30 giorni, l'equivalente di quella che è presente su windows "completo", se l'utente si abbona i soldi ovviamente li prendi tu microsoft. Tutto normale, no?
Ora invece la situazione con google: NO, non puoi installare office che è mio, perchè vuoi office devi anche installare explorer ed il mio store.
E devi anche nascondere o mettere in secondo piano o non installare proprio Firefox e lo store di Steam. Ed io ti certifico il tuo pc come adatto a far girare windows.
Cosa si ottiene? Che un OS che di base è open source viene messo in cattiva luce perchè se scegli quello sei totalmente impotente nel proporre dei servizi che sono in posizione dominante nel mercato.
Io non ci guadagno nulla preinstallando office, ci guadagni tu! Ma ci perdi perchè così facendo non puoi più spingere ed obbligare all'uso anche di tutti gli altri tuoi servizi ovviamente! E allora fai un unico pacchetto, fai la certificazione, parli di frammentazione ecc.
Nessuno ha detto che le gapps devono essere gratuite (e comunque, lo sono! Non ci dovrebbe essere alcun pagamento per installare lo store di google dal momento che le transazioni effettuate sullo stesso vanno a google, mica a me che l'ho preinstallato!), bensì che devono essere installabili liberamente senza obblighi di o tutte o niente.

La multa agcom ha delle limitazioni imposte, non è che agcom decide di fare le "multine". Ed anche tutti gli altri organi hanno un massimale che non possono superare per le multe, informarsi non fa mica ammalare eh! Il problema è che anche miliardi sono un nulla rispetto al guadagno, te l'ho già detto.
Lo capisci, sì, che se io offro i servizi e sono sempre io che certifico, c'è qualcosa che non va? E' naturale che dirò: sììì, puoi avere le mie applicazioni singolarmente, ma devi avere la certificazione. Come si ottiene la certificazione? Installando tutte le applicazioni.

ErCipolla
Name

Ed io ti ripeto: il punto infatti non verte sull'essere open o meno l'OS.
Il punto di Adriano prendeva spunto da ciò per far notare come, con un OS open, comunque ci siano limitazioni ESTERNE che ti impongono in ogni caso di dover rinunciare alla versione AOSP, per l'appunto!
Se tu sai che con un fork di android come può essere per il mate 30 dovrai fare magheggi vari per avere servizi che sono ormai "indispensabili", che fai? E' chiaro che, potendo scegliere, tu il fork di android non lo usi per i tuoi device! Chini il capo e prosegui a produrre prodotti con android by google, perchè questa fa sì che tu abbia così tante rogne da non valere la pena di "differenziarti"/distaccarti.

A me sembra più che google se ne freghi semplicemente, questo perchè alla fine della fiera la realtà è che le multe sono sempre più basse rispetto a quanto ti fa guadagnare ciò che fai! E' come dire che se io oggi rubo 1000€, SE dovessero beccarmi mi multano e ne dovrei pagare 100, ovvio che io continuo a rubare perchè andrò sempre in positivo no? ;)
Pensa anche a microsoft, che salvò Apple solo per avere un briciolo di concorrenza e quindi non rientrare in limitazioni più severe.

Name

Vuoi sapere cos'ha usato google? Le mazzette!
La notizia è di anni ed anni fa e venne interpellata anche Motorola a riguardo, chiedendo se fosse vero che i produttori che accettavano di preinstallare i servizi google ricevessero compensi e rispose con un bel NO COMMENT!
A me sembra piuttosto ovvio che Mozilla, per citare un'azienda come un'altra, non abbia il medesimo potere economico di google per dire ai produttori vi diamo soldi su soldi se usate Firefox al posto del vostro browser o chrome, quindi...
Per tutto il resto: basta fare leva sui servizi dominanti: o installi anche google+ oppure non ti lascio installare youtube e play store.

Samsung preinstalla tutto, ma in home quando tiri fuori dalla confezione il telefono, cosa ci trovi? Anche in questo stesso articolo leggiamo (leggo, perchè tu sei evidentemente diversamente abile) che i produttori possono mettere le proprie gestures ma devono essere nascoste il più possibile nei meandri dei menù rispetto a quelle di google che devono essere lì belle evidenti! Quindi non vedo perchè stupirsi che Samsung prosegua ad installare i propri servizi OLTRE quelli di google, perchè guarda un po': non può scegliere di installare solo i propri ed evitare certi doppioni! Oltre al fatto che è una delle poche, Sony non lo fa più, HTC, Nokia, motorola, ecc ecc. Troppo comodo citare Samsung come normalità se invece è solo un'eccezione.

Andrea65485

Si può sempre fare CaioOS e sotto un po più piccolo

Powered by android 10

Tizio Caio
ErCipolla

Le gapps non sono nate per essere gratis. Android si, e ancora lo è (a parte che open e gratis non sono sinonimi, vedi il famoso distinguo tra "free speech" e "free beer", ma sorvoliamo).

In pratica è come se qualcuno ti regalasse una macchina e tu ti lamentassi se poi cerca di venderti gli accessori... "mi vuoi far pagare i tappetini? Ma la macchina non era gratis?". Discorso che non ha molto senso...

ErCipolla

"ma l'OS è di google è normale facciano ciò che vogliono"

Ma non è vero! L'os è open source, e ci puoi fare quello che vuoi (nei limiti delle varie licenze open source chiaramente) in barba a quello che pensa Google. La baggianata che certi commentatori tentano di far passare è che qui si parli di limiti sull'SO, quando non è così, le regole sono per la certificazione Google (per avere le gapps in pratica).

È questo che non mi pare si stia capendo. Il tuo discorso ha buone intenzioni, ma mi pare un po' privo di fondamenta... anche il discorso sul "quando fa comodo e quando no": cosa vorrebbe dire? È pieno di aziende che producono sia software open che proprietario, esempio lampante Microsoft. La demarcazione qui è molto semplice: Android è open, i servizi Google no. Punto e fine, non è così ingarbugliato o ambiguo come lo stai facendo sembrare.

ErCipolla

In realtà non mi dispiacciono, è che sono abituato ad avere le scorciatoie associate alla pressione prolungata o doppio tap sui tasti della navbar, che trovo molto comodo

Cid

Niente più powered by Ciao Os all'accensione?

Madfranck

quello che tu non hai capito e' che doveva fare quello che ha fatto apple fin dall'inizio: un os ben definito con linee guida ben definite ed hardware ben definito.Non puoi inziare a vendere m3rda e dopo 10 anni sei ancora li che scremi la m3rda dalla cioccolata... perche' significa che si sta facendo come i gamberi: si torna sui propri passi e si (cerca) di reiniziare da capo con una nuova verginita'... ma il chiulo rimane rotto. E x metterci una pezza ci vanno altri 10 anni. per fare quello che apple ha fatto fin da subito.

Horatio

Quali sarebbero le gesture di Android 10?

JakoDel

Tutti quelli abbastanza recenti, basta installare la flyme 8 beta/daily :)

Name

Questo documento lascia pensare il contrario veramente, anche perchè le gapps sono considerate app di sistema infatti non le puoi disinstallare ma solo disattivare.
Non c'entra in senso stretto con l'open source, ovvio, c'entra con l'open source per come lo intende google: quando serve allora è tutto open source, quando deve mettere paletti ed obblighi diventa tutto di e by google e bisogna eseguire alla lettera, ed è ironico no?
Specialmente è ironico che su un sito del settore, con utenti che seguono il settore e che dovrebbero "saperne", non si facciano minimamente approfondimenti in tal senso (sai no, anche solo per educare nuovi arrivati o fare un ripasso ecc) ma anzi sia pieno di fanboy che "ma l'OS è di google è normale facciano ciò che vogliono" mandando per l'appunto in vacca tutto.

Xing Yang Ming

Che modello?

kedwir

Non scherziamo, anche volendo non riuscirei a scattate le foto.. la pasta l'avrei finita ancora prima di tirare fuori il cellulare dalla tasca!

JakoDel

Su meizu ho gia il nuovo logo Android all’accensione, carino

Mako

ah perchè la webview non è incline a falle simili

Patafrosti

Può essere, le tue risposte mi sembravano un po' criptiche

ErCipolla

Questo è un discorso completamente diverso, che non c'entra nulla con l'open source. E oltretutto discorso su cui l'unione europea ha già multato Google, infatti in futuro saranno costretti a fornire anche le gapps singole anziché l'intero bundle

Tiwi

mi pare giusto

Giangiacomo

Vedi che non ci siamo ancora ? Il tuo è il ragionamento che Google ha fatto nei primi anni di Android; ovvero, prendiamoci qualsiasi schifezza che possa installare Android, non importa che lagghi, che sia pieno di bug o falle di sistema, l’importante è che ci prendiamo tutta la festa grossa di mercato dell’utenza. E così è stato (lato tablet e Smart Watch invece non lo è stato). Da Lollipop però le cose sono cambiate, arrivano linee guida ogni anno sempre più ferree per tutti (utenti, sviluppatori e produttori) e viene fatta scrematura su hardware persino. Esce da Nougat Android Go per mercati emergenti e per telefoni con hardware del 2010 (per intenderci). Da Lollipop Google ha puntato su ridurre la frammentazione, consumi e alleggerire il suo OS. Su consumi e linee guida ferree ci sta riuscinde da Oreo in poi, lago frammentazione non ancora. E questo perché permette certe castronerie come il fatto che i produttori devono aggiornare in tempi molto brevi i device (gli sviluppatori le app con le ultime API e features) e non possono certificare device se non con l’ultimo sistema operativo uscito da un mese. Questo ridurrebbe il tutto. Tu forse non lo sai ma a Google costa caro il fatto di avere tutta questa frammentazione, vuol dire più lavoro di mantenimento per tutta la baracca. Chissà come mai poi ora aggiorna i suoi Pixel per 3 anni con i major update (probabile che nei prossimi anni si arrivi a 4/5 anni). Perché ha capito che c’è un gap tra il suo OS e quello di Apple che deve essere ancora colmato e infatti è quella la direzione che sta prendendo. Prima era tutti e tutto il pattume possibile e inimmaginabile, ora è hardware e software per tutti ma con linee guida dettate dal produttore dell’OS.

Sig. Stroboscopico

Lo pensavo anche io, poi mi sono obbligato a provare la nuova soluzione e alla fine mi trovo meglio.
Ma non ti nascondo che qualche volta ripenso ai vantaggi dei tasti fisici XD

Patafrosti

Google ha comprato Android e ne ha fatto quello che è oggi integrando i suoi servizi, chi comprerebbe uno Smartphone Android senza servizi Google fuori dalla Cina?
Fosse rimasto 100% open avrebbero perso un'occasione in più di lucro

ale

Samsung, Huaweii, Xiaomi, quasi tutti i produttori hanno il loro browser stock preinstallato affiancato a Chrome.

Quando ti colleghi ad una rete WiFi il portale di accesso viene renderizzato con la webview di sistema, non vieni più rimandato in un browser, da parecchie versioni di Android alla fine.

Senza contare che un browser preinstallato è per forza di cose vecchio, e per chi magari non aggiorna subito le applicazioni si ritrova con un browser potenzialmente con falle di sicurezza anche gravi, che per me è molto peggio che non avere un browser. Almeno uno accende un nuovo telefono, non trova nessun browser preinstallato e ne installa uno all'ultima versione aggiornata e sicura.

Come detto: questo é l'"open source" di Google.

Madfranck

mi fai sorridere quando dici che google tenta di sconfiggere la frammentazione. Sarebbe come chiedere a Microsoft di fare un OS serio. Da scompisciarsi. Ma comunque il punto e' questo: prima crei un puttanaio di varianti di android e poi vuoi riunificare tutto sotto un'unica versione. Pero' vuoi anche permettere di continuare ad usare vecchie app, vecchi telefoni (e per vecchio intendo quello dell'anno scorso) e permettere di installare ancora 8.1 sotto Android one. Ovviamente vuoi anche permettere che le varie case continuino a poter "pacioccare" android, anche nella versione 10. C'e' qualquadra che non mi torna. AH, dimenticavo: gli aggiornamenti fatti ad catzum e solo quando le varie case decidono di farli anche se sono gia pronti...non contano?. Vedi che la differenza di 5 mesi non e' poi cosi' rilevante?. Se invece avessero detto: dal 10 come ti do android cosi' lo installi e guai a te se ci metti le mani sopra ed inoltre aggiornamenti regolari per tutti delle patch ogni mese ed aggiornanento di android sempre per tutti ogni volta che esce la nuova release o subrelease... allora si: 5 mesi farebbero la differenza

DeeoK

Se non vado errato l'UE ha avviato un processo contro Google a riguardo.

Name

Android marchio è di google, l'OS NO.
Le gapps e tutto il codice privato aggiunto ad android AOSP è proprietà di google.
Se sei ign0rant3 taci.

Name

E tu si vede che non hai capito un caxxo di come funziona.
Ciò che hai descritto è tutto corretto, in un mondo in cui le gapps hanno l'1% del mercato.
Nel nostro mondo fatto di potere a google, ci inginocchiamo a pecora al tuo volere, google ha servizi in posizione più che dominante: il play store è ormai lo store "ufficiale" di android, facciamo che è presente su ogni android e quest'ultimo ha il 70% di mercato, significa che il play store ha una quota di mercato sugli store mobile del 70% ergo posizione dominante. Youtube? E' in posizione dominante. Chrome? E' in posizione dominante.
Ciò significa che se tu produttore NON vuoi sottostare agli obblighi di google ed hai il TUO browser ed il TUO store ma vuoi ovviamente inserire youtube, ti viene negato perchè non hai la "certificazione".
In un mondo corretto - se solo tu fossi dotato di intelletto come il 90% dei commentatori qui - ci sarebbero due cose: la certificazione google che impone aggiornamenti veloci e 2 update di android con possibilità di installare separatamente le app che si vuole con la certezza che gireranno bene; e la non certificazione che non ti da alcuna certezza, il produttore potrebbe non aggiornare mai android nè sistema nè sicurezza, le app che installi potrebbero crashare ecc. Sui suoi pixel, invece, trovarti tutto l'ecosistema google obbligatorio.

Mako

tolto samsung, gli altri usano chrome, e devi pure calcolare che magari per connettersi al wifi c'è un portale d'accesso, e senza browser non ci entri

Name

Il problema che non capite è molto semplice: se io produttore volessi SOLO il play store (quindi un servizio dal quale google comunque ci guadagna) mi viene vietato e non ottengo alcuna certificazione, huawei docet.
Per avere youtube, servizio che ha praticamente il monopolio, io devo accettare TUTTI gli obblighi di google, indistintamente che mi pesi o meno accettarli.

Giangiacomo

Disinstallare proprio no, disabilitare si. Intanto per prima cosa lo sai vero che è stata multata per questa cosa Google, non può obbligare gli operatori terzi che costruiscono i loro Device a installare app di Google a prescindere, ma per ora Google si è solo limitata a ridurre le app obbligatorie pre-installate. Forse altre 2/3 multe da miliardi di dollari e capiranno che non possono obbligare l'utente ad avere app pre-installate come Play Film e Duo (per dirne due). Che differenza fa 5 mesi ? Una bella differenza dato che Google tenta da anni di sconfiggere la frammentazione. Sai vero di cosa stiamo parlando o dici così per dire ?

Giangiacomo

Si, far adottare il nuovo OS dai dispositivi (non presentate) un mese dopo averlo rilasciato per i Pixel.

Giangiacomo

Non è tra quelle installate obbligatorie in teoria

ale

La situazione attuale è già incasinata. Un utente accende un telefono nuovo e gli viene subito creare un account Google, quando magari di averne uno non gliene può fregar di meno, incluso creare un indirizzo GMail anche se ha già una casella di posta su un altro servizio.

Poi gli viene proposto di attivare una caterba di servizi inutili e dannosi per la privacy, a cui probabilmente cliccherà accetto senza leggere perché non comprende.

Infine si ritrova un telefono pieno di applicazioni inutili che non usa e che non sa come disattivare perché non è ovvio per un utente non esperto. Ad incasinare di più le cose ci si mette anche il fatto che si ritrova spesso due applicazioni che fanno la stessa cosa, ad esempio Chrome ed il browser stock installato dal produttore, l'applicazione Galleria e Google Foto, GMail e il client di posta installato dal produttore, ecc.

Al contrario la cosa sensata sarebbe imporre una schermata durante la configurazione iniziale in cui gli venga proposta una scelta fra più alternative, ad esempio gli venga fatto scegliere quale browser vuole, quale client di posta, ecc, di modo che poi vengano installate quelle e non ci siano doppioni. E dove non viene richiesto obbligatoriamente di registrare un account Google se l'utente non è interessato ai servizi Google.

ale

L'unica cosa che deve esserci in caso di reset è il Play Store, con cui installare le app che ti servono. Inoltre il fatto che non ci sia Chrome preinstallato non significa che non ci sia un browser, dato che con tutta probabilità avrai il browser stock installato dal produttore del telefono.

secuflag

Android è gratis ed è open source.
L'articolo parla delle nuove disposizioni per poter ottenere la certificazione GDC che è una cosa differente.

ErCipolla

Ti sbagli (capibile perché ti basi sulla notizia, molto semplificata, riportata dai redattori qui si hdb).
Le regole valgono solo se vuoi che la tua system image venga certificata da Google. Ma se non ti interessano i servizi Google puoi comunque farti la tua versione di Android e fare quello che vuoi sia a livello sia di UI che di funzionamento, come è sempre stato.

Patafrosti

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