Facebook svela i piani per la sua commissione di vigilanza: attiva da novembre 2020

18 Settembre 2019 10

Facebook ha annunciato la propria commissione di vigilanza interna. Sarà completamente indipendente dal resto dell'azienda, e avrà l'ultima parola su ogni decisione. È soprannominata "la Corte Suprema", in riferimento al massimo organo giuridico degli Stati Uniti, ma il suo nome ufficiale è Oversight Board: avrà il compito di rivedere tutti gli appelli richiesti da utenti che ritengono di aver subìto una rimozione ingiusta dei contenuti pubblicati; dovrà anche esaminare i casi segnalati da dipendenti interni di Facebook.

Mark Zuckerberg aveva iniziato a parlare di questa commissione lo scorso novembre. Facebook prevede di finire di assumere tutto il personale previsto (40 membri in tutto, "probabilmente"; al momento ce ne sono 11) entro la fine dell'anno, e di renderla completamente operativa entro novembre 2020. Ogni membro della commissione non potrà lavorare per più di tre mandati triennali - quindi massimo 9 anni. Il lavoro sarà part-time, anche se ci saranno alcuni dipendenti che lavoreranno a tempo pieno per una prima scrematura dei casi da sottoporre a revisione. I nomi dei membri della commissione saranno pubblici, così come ogni decisione che prenderanno (potrebbero esserci eccezioni in caso di rischi per l'incolumità).

Le decisioni della commissione dovranno essere rispettate anche se chiunque altro di Facebook, Zuckerberg incluso, non sarà d'accordo. Ma dallo statuto si capisce che il social avrà ampio spazio di manovra.

Zuckerberg dice che la Commissione si dedicherà a non più di qualche decina di caso l'anno - evidentemente i più importanti, delicati e con le implicazioni più profonde (pensiamo per esempio alle accuse della Russia di interferenze nelle ultime elezioni, o alle polemiche scaturite durante le proteste a Hong Kong) -, e che le sue decisioni saranno sempre rispettate anche se tutti gli altri, Zuckerberg stesso compreso, non risultassero d'accordo. In molti, tuttavia, si chiedono cosa significhi davvero "indipendente": i membri della commissione non saranno pagati da Facebook, ma da un fondo di proprietà di Facebook stessa; e, almeno inizialmente, saranno anche scelti dai dirigenti del social. Esiste poi il grosso problema di essere un'entità globale, che cerca di applicare regole comuni a un bacino di utenza estremamente diversificato: "ciò che è tabù o addirittura illegale in una nazione può essere normale o addirittura incoraggiato in un'altra", come dice TechCrunch.

Lo statuto della commissione lascia poi a Facebook ampia libertà di decidere come implementare le sentenze. Nello specifico: saranno vincolanti solo ed esclusivamente per quel caso specifico, e sarà a discrezione di Facebook decidere di trasformarle in regole generali. Se una decisione della commissione non piacesse a Facebook, potrebbe dichiararla "impraticabile a livello tecnico e/o operativo" e per il prossimo caso analogo sarebbe tutto da rifare. Facebook dice che la commissione ha questo potere, ma potrebbe comportare la perdita di gran quantità di tempo.

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Commenti

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Andrea

Ridicoli, a mio modo di vedere le cose, per 3 principali ragioni:

1- Potevano farlo e basta senza tanto clamore;
2- Parrebbe un pallido tentativo di dire: hei, abbiamo fatto errori uno dietro l’altro nel corso degli ultimi tre anni! Ma ora abbiamo la Santa Inquisizione!
3- Inquisitori con poteri “supremi” nell’ambito aziendale, pagati dall’azienda stessa e scelti dai suoi dirigenti. Gli stessi dirigenti che hanno contribuito agli errori del punto 2.

Pagliacci

Andrea M.

non sto parlando di questo, parlo dell'influenza che può avere a livello di notizie, ha affidabilità pari a zero.

Parliamone

secondo me è sottovalutato, Instagram è in continua espansione ma la verità è che non offre lo stesso modo di interagire che ha Facebook. Gruppi, pagine, luoghi, chat, contenuti, gestione. Su facebook sono davvero tante le possibilità che si hanno per mettere su una piccola o grande realtà.

Francesco Renato

La divisione dei poteri (cioè delle competenze) esiste in tutte le organizzazioni, famiglia compresa.

Andrea M.

imho Facebook è sopravvalutato, ormai è considerato un ricettacolo di cavolate e fake news dai più. Del resto non era nato con lo scopo di fare informazione, ma come social network per fare incontrare le persone.

PassPar2_

Zucchina pel di carota

Giovanni Giorgi

In pratica vuole fare una nazione dell'internet; con le sue leggi, la sua valuta e ora divisione dei poteri

Domenico Caiazza

Interessantissimo, Mark finirà nei libri di storia. Vuole regolamentare un qualcosa che comprende praticamente tutto il mondo civilizzato. Ha trovato il modo di scaricare parecchia responsabilità, d'altronde è l'uomo con più potere mediatico di questo pianeta, è il primo uomo che si trova in una situazione simile. Ha sbagliato in passato e sbaglierà in futuro.. Ma quanta stima si merita!

Chirurgo Plastico

#MandatoZero ;D

~benzo
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