JVC: disponibile l'aggiornamento "Frame Adapt HDR" per i proiettori N5, N7 e NX9

11 Ottobre 2019 4

Aggiornamento 11/10:

JVC ha rilasciato l'aggiornamento firmware v3.10 in anticipo sui tempi inizialmente indicati. I possessori dei proiettori N5, N7 e NX9 possono scaricarlo da questa pagina. La procedura da seguire per completare il processo è descritta qui. JVC ha inoltre aggiornato il software per la calibrazione automatica dei proiettori. JVC Projector Calibration Software versione 12 si può scaricare a questo indirizzo.


Articolo originale - 07/09/2019

JVC ha annunciato a IFA l'uscita di un nuovo aggiornamento firmware per i proiettori D-ILA DLA-N5, DLA-N7 e DLA-NX9. Non sono quindi previsti nuovi modelli riflessivi (per il momento): l'obiettivo dichiarato consiste nel continuare a supportare l'attuale gamma, aggiungendo funzioni e ottimizzando quelle presenti.

Attualmente i proiettori N5, N7 e NX9 dispongono già di varie soluzioni che intervengono sulle sorgenti in HDR. "Auto Tone Mapping" regola automaticamente le impostazioni in funzione delle informazioni contenute nei video in elevata gamma dinamica. I metadati MaxCLL (Maximum Content Light Level, rappresenta il livello di luminosità del pixel più luminoso presente nel flusso video) e MaxFALL (Maximum Frame-Average Light Level, indica il livello medio più elevato inerente la luminosità del fotogramma più luminoso) vengono utilizzati per applicare le opportune correzioni al "tone mapping", l'elaborazione che permette di adattare la luminosità dei contenuti al picco raggiunto dal proiettore.

Con il "Manual gamma adjustment" si può invece intervenire più finemente in modalità manuale. Sono inoltre disponibili due profili specifici per il lettore Ultra HD Blu-ray Panasonic DP-UB9000 | Proiettori 4K JVC: HDR migliorato con il lettore UHD Blu-ray Panasonic UB9000 |.


L'aggiornamento in sviluppo aggiunge il "Frame Adapt HDR" per migliorare la resa dei video in elevata gamma dinamica nel formato HDR10. Questa funzione analizza la luminosità di picco in tempo reale rilevando le differenze per ogni scena e quindi fotogramma per fotogramma. Tra gli aspetti presi in considerazione vi sono saturazione, tonalità e luminosità. Le informazioni ricavate vengono elaborate tramite un algoritmo sviluppato da JVC, capace di ottimizzare automaticamente le impostazioni in funzione della gamma dinamica. Si tratta in sostanza di un'elaborazione dinamica del "tone mapping" simile a quella già in uso su alcuni TV.

A differenza dell'Auto Tone Mapping non è richiesta la presenza di metadati e si agisce direttamente sui valori rilevati dal proiettore. L'elaborazione dei colori passa inoltre da 12-bit a 18-bit, un cambiamento che promette di ridurre il fenomeno del "banding". Quest'ultimo si verifica quando il passaggio tra le sfumature di colore è troppo repentino e non graduale. Le immagini a video mostrano quindi bande o strisce che rendono meno precisa la rappresentazione dei colori. Grazie a questo miglioramento i proiettori JVC potranno mostrare sfumature più graduali e "morbide", ricalcando quanto avviene su televisori come i Sony (con la funzione "Gradazione uniforme") o con gli LG 2019 (con la funzione "Gradazione cromatica").

L'aggiornamento aggiungerà inoltre nuovi schermi alla funzione "Regolazione schermi" e supporterà la lente Anamorfica DCR prodotta da Panamorph per la modalità 16:9. Il firmware arriverà a novembre e si potrà scaricare da questa pagina.

Ricordiamo che JVC ha presentato a IFA i proiettori LX-NZ3 | JVC LX-NZ3, proiettore Laser UHD da 3.000 lumen con HDR |.


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Commenti

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Massimo Olivieri

con questa funzione i jvc possono fare anche a meno di pc con madvr da 1000€ non direi " filmati da un neonato"

Nicola Buriani

Attenzione, qui non si parla di problematiche relative all'esposizione o alla "cattiva gestione" dei contenuti.
Qui parliamo di adattare la luminosità dei contenuti in HDR alle capacità dei proiettori.
Per farlo si ricorre al "tone mapping", che opera generalmente sulla base dei metadati statici, quelli contenuti nel formato HDR10.
Il limite legato a questo tipo di approccio consiste nel fatto che all'interno di un film, serie TV o documentario, il picco massimo può rappresentare una percentuale infinitesimale dei contenuti da mostrare a video.
Può ad esempio capitare che la massima luminosità sia legata alle fiamme più brillanti contenute all'interno di un'esplosione.
Nella restante parte del video i picchi possono essere sensibilmente più bassi.
I metadati statici forniscono praticamente una media valida per tutto il contenuto e non possono perciò ottimizzare sapientemente la resa su schermo.
Un TV potrebbe quindi trovarsi a dover applicare metadati con picchi da 4.000 cd/m2 - nits quando invece la quasi totalità delle informazioni è ben al di sotto delle 1.000 cd/m2 - nits.
Un esempio può essere "Blade Runner 2049", un titolo con MaxCLL che si attesta a meno di 500 cd/m2 - nits e MDL a 4.000 cd/m2 - nits.
MDL è l'acronimo di "Mastering Display Luminance", un dato che riporta la luminosità massima supportata dai display utilizzati per realizzare i contenuti.
Se quindi il proiettore prende come riferimento misure tanto più alte di quelle effettivamente utilizzate o tiene comunque in considerazione picchi rarissimi all'interno dei contenuti, c'è il rischio concreto che la resa sia ben più scura del necessario (perché il proiettore si tiene il margine per mostrare i picchi di luminosità più alti) o che, nel tentativo di ri-bilanciare il tutto, alzi la luminosità in generale perdendo molti dettagli nelle alte luci.
Con l'elaborazione dinamica dei metadati (se ben fatta) il problema viene molto contenuto perché gli equilibri si modificano in base alla scena da mostrare su schermo, non come media su tutta la lunghezza del video.

Marco P.

Sì, perché tutti noi vediamo film o contenuti multimediali sovraesposti e gestiti male manco fossero filmati da un neonato.

scrofalo

Era ora.

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