Huawei, 130 aziende USA chiedono licenza per commerciare. Nessuna autorizzata

28 Agosto 2019 110

Le aziende statunitensi sono state autorizzate a riallacciare i rapporti d'affari con Huawei all'inizio dell'estate, almeno sulla carta; ma nella pratica nessuna di quelle che ha fatto domanda (si parla di oltre 130, secondo fonti di Reuters) ha ricevuto il nulla osta dal Dipartimento del Commercio USA. A quanto pare, nessuno dei dirigenti ha capito bene cosa voglia esattamente Trump, e quindi c'è un'ovvia reticenza a prendere decisioni basandosi su informazioni poco chiare.

L'apertura di Trump verso Huawei, che è diventata una pedina strategica nella guerra commerciale tra USA e Cina da quando Trump ha attivato il ban, era arrivata nel corso del summit G20 di fine giugno. Pochi giorni dopo, sono arrivati dettagli più precisi sulle modalità: Huawei sarebbe rimasta iscritta nella "Entity List", ma le società USA interessate a venderle prodotti avrebbero potuto fare richiesta di una licenza speciale al Dipartimento del Commercio, che sarebbe stata concessa solo dopo aver escluso eventuali rischi per la sicurezza nazionale. Le indicazioni ufficiali promettevano una ripresa degli affari entro 2-4 settimane, che sono scadute intorno alla metà di agosto.

Donald Trump

Non si sa quando e come la situazione si sbloccherà, anche perché la guerra commerciale con la Cina va avanti in modo imprevedibile: Trump non sembra adottare una linea coerente nel tempo, alternando discorsi di aperture e buone intenzioni nelle trattative ad aumenti dei dazi di importazione, che inevitabilmente generano reazioni analoghe da parte della Cina. Solo negli scorsi giorni Trump ha ordinato alle aziende americane di trovare una soluzione per slegarsi dalla Cina, salvo poi ammorbidirsi e parlare di ripensamenti poco dopo. Secondo un'analisi di Bloomberg di maggio (nel VIA), finora sono le aziende (e i consumatori) statunitensi che hanno risentito di più della guerra commerciale, non quelle cinesi.

Tra i fornitori di Huawei figurano aziende del calibro di Google, Qualcomm e Microsoft. Secondo le stime di CNN, dei 70 miliardi di dollari spesi da Huawei per componenti, 11 miliardi sono andati a società statunitensi. Che sparirebbero se il ban entrasse effettivamente in vigore.

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Commenti

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Angelo Mongillo

Continui a non capire, o a voler avere ragione. Qui nessuno sta dicendo che devono spostare tutto istantaneamente, ma potrebbero iniziare a farlo senza problemi, le altre nazioni investirebbero miliardi se saprebbero che, ad esempio, Apple e Google produrranno tutto da loro. Succederà la stessa situazione della produzione di criptovalute in Georgia, grossi incentivi così da avere grossi utenti. Inoltre, gli operai specializzati e i tecnici specializzati non appartengono ad un posto senza possibilità di muoversi. Quanti stranieri lavorano in Svizzera? Oltre 2 milioni. Perché? Perché hanno capacità e quindi si sono spostati in quel paese per poter lavorare con i loro titoli di studio/la loro esperienza lavorativa. Ad oggi, il discorso dei tecnici specializzati che vivono in un solo posto e non sanno come spostarsi non regge. Mentre, per le infrastrutture ci vorranno un paio di anni per arrivare ad una grossa produzione, ma, in economia c'è una legge di domanda ed offerta, se la domanda super molto l'offerta, allora tanta gente e tanti stati si catapulteranno su tale domanda per aumentare la propria ricchezza. Portando l'esempio del Taiwan, lì quando devono creare un nuovo stabilimento di produzione è stesso lo stato a dargli il terreno richiesto. Il mondo è vasto, e la Cina non è altro che una nazione, se smette di essere la fabbrica del mondo, questo posto lo prenderà un qualsiasi stato, che sia India, Brasile, Argentina, Venezuela, Taiwan, Vietnam ecc. Basta fare allarmismi, e mettere un paese all'apice di tutto. 

E K

Il 5g non é medico, ma avrá una sua importanza anche in ambito medico. Poi, certi brevetti vengono depositati solo in alcuni paesi (e mi pare di aver capito che ARM ha il grosso dei brevetti depositati prima in Europa e poi in USA mentre solo alcuni sono esclusivamente "americani"), altrimenti il ban americano sui brevetti non potrebbe esistere (credo).

Chirurgo Plastico
Aniene

Mettiti nei panni di una azienda a caso che fa grossi volumi di vendita per un secondo, prendiamo ad esempio Apple o Samsung: hanno necessità di avere un prodotto pronto per essere messo in commercio in tempi stretti dopo la presentazione di una nuova versione. Mettiamo caso per assurdo che vogliano spostare la produzione, e che a Taiwan un operaio gli costi meno che un operaio cinese: Taiwan in quanto tempo potrebbe predisporre la produzione su vasta scala di milioni di pezzi? In quanto tempo potrebbero creare la filiera di produttori di componenti utili per l'assemblamento? In quanto tempo potrebbero istruire gli operai all'utilizzo dei sistemi di produzione che la Cina ha impiegato decenni a sviluppare? Quanti miliardi di dollari di investimenti devono sborsare le aziende per creare nuove fabbriche? Contando che oggi la presentazione di un modello avviene con cadenza annuale, la transizione stando oggi le condizioni è impossibile. Molto più semplicemente aumenteranno di un po i prezzi per far fronte a questa finta guerra economica voluta dall'amministrazione trump e superarne i dazi come è già stato concordato. Nessuna multinazionale americana vuole perdere i profitti che sta facendo grazie alla cina.

Angelo Mongillo

Inoltre, la Cina già con la sua potenza di crescita ha enormi problemi interni, figuriamoci un rallentamento/non crescita o addirittura una contrazione cosa comporterebbe... Il problema è che parecchie persone tifano come se si stesse giocando una partita di calcio, senza avere un quadro completo...

Angelo Mongillo

Ora ho avuto modo di leggere l'articolo interamente e leggere i commenti. Io non sono sempliciotto, ma tu hai ribattuto su un solo mio punto, che stava a dimostrare che alternative valide ci sono ovunque, ho portato l'esempio del Vietnam proprio per dare un idea, che la Cina non è l'unico posto di produzione come vorresti far credere al mondo, semplicemente, le aziende sperano di non dover investire altrove e quindi guadagnare per alcuni anni meno. Inoltre, cosa che non hai nominato, sai che Taiwan ha un know how spettacolare e possibilità di produzione elevate? Come anche la Corea del sud, o l'India, che non è la civiltà arretrata come vorresti far passare, ma, essendo molto estesa, ci sono centri all'avanguardia e luoghi in cui non sanno cos'è la legge. Inoltre stanno paesi del sud America che non aspettano altro ;) il mondo è vastissimo, anche se non sembra.

Gark121

Ti ringrazio.
Tra l'altro nel post precedente ho dimenticato di aggiungere perché la Cina non può sopportare la stagnazione: l'ordine pubblico. In Cina fondamentalmente il sistema di controllo e limitazione della libertà personale regge fintanto che tutti hanno un lavoro, tutti hanno una casa etc. Se l'economia dovesse smettere di andar bene, e 30-50 milioni di persone (ossia il 5% della popolazione attiva, meno di quanti siano i disoccupati in Europa oggi) si trovassero senza lavoro, mantenere l'ordine pubblico diventerebbe impossibile. Ecco perché la Cina deve continuare a crescere a ritmo forsennato e a occupazione quasi piena.

Angelo Mongillo

Bhe, l'importante è leggere testate non di parte e farsi un idea non di parte, e non dipendente da un marchio, è sinonimo di intelligenza questo!

Aniene

Il vietnam ha 1 fabbrica che era di Nokia e che notizia di ieri, strano caso che tu abbia risposto oggi usandola come esempio ma andiamo avanti, verrà utilizzata da Google per spostare la produzione di Pixel. I Pixel venduti sono stati 3.2 milioni nel 2018 contro i 77 milioni di iphone venduti da apple, la cui costruzione è interamente soddisfatta dalle aziendi cinesi. Senza contare le tutte i milioni di telefoni prodotti per Samsung e tutte le marche cinesi. Che il trend non possa essere invertito questo è sicuro, ma per avere un prodotto perfetto come quelli che escono dalle fabbriche cinesi dopo decenni di investimenti e know-how ormai acquisito ci vogliono altri decenni e per il momento solo 1 compagnia usa su decine che fanno profitti grazie alla Cina sposterà la produzione. Siete troppo semplicistici o sempliciotti.

Gark121

Non mi prendo meriti diversi dall'aver letto qualche testata affidabile in materia, tipo il sole 24 ore.
Non sono assolutamente un esperto, tutt'altro. Sono solo curioso XD

Angelo Mongillo

Concordo con tutto ciò che hai detto, un analisi ottima della situazione, complimenti
L'altro utente si è volatilizzato hahha

Angelo Mongillo

Bhe, tralasciando che la manodopera ed il costo è molto inferiore da altre parti, ad esempio, in Venezuela un operaio prende 20 dollari, in Cina 300, l'India ha grosse fabbriche e molti interessi e agevolazioni per produrre da lei, non ci dimentichiamo che un 50% dei DVD vengono proprio dall'India (per fare un esempio), come anche il Vietnam, Nokia li aveva fabbriche per produrre smartphone ed altri prodotti tecnologici, lato processori c'è la 3 fonderia al mondo che ha fabbriche in Europa e stati uniti, con costi molto maggiori e non concorrenziali come ai cinesi, ma delle leggi ad hoc risolverebbero il problema(oppure, il Taiwan ha delle fabbriche avanzatissime e concorrenziali con la Cina, infatti molti prodotti tecnologici da li provengono)... Tutto questo, per dirti che le alternative ci sono, basta fare investimenti ed in meno di un paio di anni la Cina abbasserà il proprio potere

Angelo Mongillo

Aggiungi che le aziende cinesi posso investire all'estero, mentre se un azienda occidentale vuole fare investimenti sul suolo cinese, ad esempio acquistando azioni di un azienda cinese viene bloccata. Questo non è libero mercato, ma è un tentativo di essere "padroni" del mondo. Ed io, personalmente, a differenza di tutti gli utenti che difendono la Cina strenuamente, non voglio perdere i miei diritti,lla mia libertà.

Gark121

Tecnicamente sei comunque a rischio uguale a prima. Il trump di turno può bannarti anche da un paese Europeo.
Detto ciò, la situazione è comunque diversa da come la descrivi, e comunque i brevetti si registrano solitamente sia in America che in Europa.
E i brevetti di cui si parla qui non sono brevetti medici...

E K

Piú che Cina o USA io pensavo a Germania, Francia o Irlanda.
Immagina che un produttore x, che magari produce qualcosa di essenziale in ambito medico (esempio a caso) di un paese y che fa qualche sgarbo al Trump di turno, si vede bloccato l'accesso a dei brevetti fondamentali e senza i suoi macchinari non si possono guarire delle persone in altri paesi del mondo, che nulla c'entrano con il ban.

Un paese non dovrebbe poter bloccare indiscriminatamente l'accesso e l'uso di proprietá intellettuali registrate, solo per capriccio di un qualche politico.

In questo l'Europa (ogni paese europeo) é anni luce davanti a tutto il resto del mondo.

Gark121

Bah, oddio, questa cosa è un'arma a doppio taglio. Il motivo per cui certi brevetti si depositano in USA è proprio quello: gli usa sono la nazione in cui le scelte politiche degli altri paesi sono meno rilevanti. A maggior ragione dopo questa situazione, mantenere il brevetto in America e quindi vincolato al mercato più ricco del mondo è a maggior ragione importante.
Al netto del fatto che in Cina parlare di brevetti è una barzelletta, ma immagina di avere un brevetto chiave in Cina adesso: improvvisamente sarebbe a rischio la tua collaborazione con intel, amd, arm, qualcomm, Dell, Apple etc etc etc

Gark121
Boronius

Bombe atomiche?

ydlale

non 'è proprio cosi ... hanno il piano per diventare il primo al mondo

ydlale

la ferrari per lei solo lusso, la pasta per poco significativo per il Pil lei una cosa importante rappresenta utile per il pil

salvatore esposito

concordo che lui sia un clown ma vediamo di non essere offensivi soprattutto verso persone che non hanno alcuna responsabilità di ciò che fa e dice lui

E K

Sicuramente un futuro presidente avrebbe molto da fare e risolleverebbe sicuramente le sorti, ma non é tanto Trump quanto il fatto che ha dimostrato il controllo assoluto che tuttora hanno gli USA nei confronti del mercato tecnologico.

Finora hanno tenuto una posizione da eminenza grigia, senza fare uscite forzate, e nessuno aveva veramente chiaro cosa possa significare avere gli USA contro.

Quanto detto dal presidente di ARM é stato illuminante, d'ora in poi, a prescindere dalla bontá del presidente americano, chi fará ricerca e investirá denaro su brevetti essenziali ci penserá 2 volte prima di depositarli in america e rischiare di essere vincolato ai capricci di un qualsiasi presidente futuro.

E questo in una decina di anni eliminerá l'unico punto di potere che ancora rimane in mano agli americani.

E K

Sei assai crudele.

Gark121
Gark121

Prova a vendere prodotti industriali. Auto (ripeto, non 100 Ferrari l'anno), macchinari, mezzi agricoli, ma anche molti altri beni. La cosa sta cambiando progressivamente proprio perché gli stati stanno stringendo accordi relativi a certe categorie di prodotti, quindi progressivamente queste limitazioni stanno venendo meno su cose come il cibo, beni di lusso, e prodotti elettronici. Ma la cosa è progressiva e proprio legata a singoli accordi: io autorizzo X prodotti, in cambio tu abbassi quel dazio. Non è qualcosa di automatico.
Poi chiaramente, anche con quelle limitazioni, la Cina resta un mercato importante per i paesi industrializzati (tra cui Germania e Italia), ci mancherebbe, ma ci sono ancora molte limitazioni, sopratutto relative a tutto ciò che non incide direttamente sulla popolazione e la cui limitazione non è quindi causa di malcontento diretto.

Luigi Andreoli

Il comunismo come lo intendi tu ormai è anacronistico, di comunista c'è rimasto solo il partito unico. La Cina ha intrapreso la strada del benessere, tant'è che ormai i trentenni cinesi guadagnano più dei trentenni italiani, e la colpa non è dei comunisti.

ydlale

Puoi mandare qualsiasi cosa a vendere in cina!
Infatti se vai in cina puoi comprare di tutto al supermecato dalla pasta Barilla salumi (pocchi i cinesi non mangiano carne cruda) biscotti, cioccolato la Nutella, 5 cereali ovette Kinder e i gelati della algida poi la moda non ne parliamo pieno di made in italy.
Su YouTube e pieno di video

Non dire c a z z e t e per favore
Se mi trovi una cosa che non può essere mandato in cina se lo trovi diventiamo ricchi

Gark121

no, calma. io non ho parlato di un c a z z o. mi sono limitato a rispondere ad una tua dichiarazione su un post di un altro utente, che per altro ha riportato i dati de "il fatto quotidiano" (e già qui....) alla meno peggio. quello che mi limito a constatare, che in nessun universo la cina ha fatto un dato economico 3 volte migliore di quello americano. è cresciuta in percentuale del doppio. in valore assoluto probabilmente "poco" di più.

inoltre, mi permetto di aggiungere, il rallentamento della crescita non ha niente a che far col raggiungimento dello status di "paese sviluppato" e se guardi agli obbiettivi che si è posto il governo cinese stesso, quello è un obbiettivo da raggiungere per il 2049. si perde qualcosa nella traduzione credo, ma la maggior parte delle testate autorevoli lo hanno tradotto come "moderato benessere da raggiungere per il centenario della rivoluzione".

il rallentamento della crescita è legato al fatto che la domanda interna cresce solo quando stimolata, e gli stimoli hanno creato forte indebitamento degli enti "locali" (che poi chiamare ente locale qualcosa che regola regioni grosse, popolose o produttive come italia o spagna fa ridere, ma tant'è), anche più che alla guerra commerciale. la cina sta volontariamente cercando di controllare la sua crescita verso qualcosa di sostenibile, non perchè dopo 27 anni di crescita (creata dal costo infimo della manodopera sfruttata a livelli degni della prima rivoluzione industriale) sia in qualche modo diventata una paese sviluppato, ma perchè sa che senza un mercato interno forte sarà sempre vulnerabile ai capricci di qualcun altro. il problema è che questa operazione non sta funzionando quanto previsto, e stanno sacrificando punti di pil (e non solo) per mantenere ferma la rotta in questa direzione.

se guardi qualche analisi fatta da gente competente (ossia non me), ci sono forti preoccupazioni sulla situazione, perchè la cina fondamentalmente si fonda sulla crescita. non è ancora al punto di poter sostenere un'economia di stagnazione o quasi come i paesi realmente sviluppati. è un gigante, con mani grosse e forti, ma con almeno uno dei due piedi ancora d'argilla, e i tentivi di puntellare quel piede stanno andando meno bene di quanto il governo vorrebbe. cadrà? sicuramente no. ma quanta prosperità dovranno lasciare sul piatto per restare su, specie con questo clima con gli usa, non è dato sapere. almeno non a me.

broncos

Io sapevo il contrario, se vuoi produrre in Cina devi condividere parte delle tue conoscenze.

Ma non so nulla del fatto che se vuoi vendere in Cina devi produrre per forza da loro.
La Germania esporta un sacco in Cina ad esempio e l'Italia nel suo piccolo ha appena stretto accordi. Sei sicuro che esista sta cosa?

Gark121

i beni di lusso ovviamente no, ma le cose prodotte in massa assolutamente si. le auto "normali", i mezzi industriali, etc. le 100 ferrari non incidono su oltre 10 mila miliardi di PIL della cina. magari un milione di automobili più modeste si.

Zeta

Apple Google e Microsoft mica fanno scarpe che puoi piantare una tenda in qualunque bosco per produrle

Zeta

Leggi larticolo

Zeta

E dove lalvorano nei boschi e nelle tende?

broncos

la stretagia di Trump non l'ha capita nemmeno lui, te forse sei l'unico ad avere le idee chiare

broncos

i vini italiani e le Ferrari che vendono in Cina quindi li producono in Cina???
che la Cina si debba aprire e lo sta comunque facendo piano piano non ci piove, ma mi sa proprio che hai scritto qualcosa che non quadra

Magnitudine

Con i suoi dazi ora gli americani la soia se la mangiano come zuppa ! Cogli@onazzi !

Min@kia ma dalla 2a guerra hanno mai vinto una delle guerre che hanno esportato ?

Magnitudine

Speriamo banni anche tutte le zoccole della sua famiglia.

RitornoAlFuturo
Magnitudine

Ahahhahaha

Magnitudine

Per farci la carta igienica :)))

Magnitudine

El parrucca s'è dato la zappa sui cogli@ni

Mauro Morichetta

L'intento di Trump è quello di riportare il lavoro negli stati uniti rendendo meno convenienti gli scambi commerciali che inevitabilmente ti si ritorcono contro. Il problema è che l'intento giusto detto dalla persona sbagliata, inoltre le sue dichiarazioni altalenanti sono tra quello che vorrebbe fare con quello che gli dicono di fare che sono due cose davvero contrastanti.

Vladyslav Singur

Hai parlato del peggior risultato economico degli ultimi 27 anni, e immagino ti riferisci alla crescita annuale del Pil. Parliamo comunque di seconda economia mondiale che è cresciuta del 6,6% nel 2018.
Per questo dico che il peggior risultato economico della Cina è comunque migliore di X volte quello statunitense.

È del tutto normale che ci sia un progressivo rallentamento della crescita dopo 27 anni di espansione economica.
La Cina non è più un paese in via di sviluppo, ma un paese sviluppato.

salvatore esposito

ti ringrazio, tu invece quando deciderai di essere lucido e soprattutto sobrio?

salvatore esposito

I tuoi commenti sono tutti della stessa risma.
ha fatto account solo per creare flame?
https://uploads.disquscdn.c... https://uploads.disquscdn.c...

Comitato_no_Disqus

Grazie, molto chiaro ed esaustivo

Cristian Louis Watta

si probabile

UP82

ma quello non era Corona

H92

Dr. Freudstein, il leggendario bot politico spara fakenews!
Non cita nessuna fonte, ma bastano due minuti per verificare che le sue affermazioni sono balle spaziali:

esempio,

"ha perso 5 milioni di posti di lavoro"

fonte autorevole che dice il contrario:

https://www.statista.com/statistics/226141/unemployment-rate-in-china-by-quarter/

tana per lo sparafesserie!

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