Lo streaming video non è tutto uguale: come funziona e le differenze tra i contenuti live e non live

06 Agosto 2019 46

Lo streaming è la tecnologia del futuro per la fruizione di contenuti video professionali, come film, serie TV ed eventi sportivi. Negli Stati Uniti, per esempio, la MPAA (Motion Picture Association of America) ha dichiarato (PDF) che negli 2018 il numero di abbonamenti a servizi come Netflix e simili ha superato quello di case collegate al “via cavo”, la TV premium statunitense - e non di poco: si parla di 613,3 milioni di utenti contro 556 milioni. A livello globale, secondo una ricerca di Ampere Analysis, il fatturato del mercato dello streaming raggiungerà i 46 miliardi nel 2019: supererà quindi il fatturato dei cinema, che dovrebbe attestarsi intorno ai 40 miliardi.

Le cifre precise potrebbero variare a seconda della campana che si ascolta - fisiologico, quando si parla di proiezioni e ricerche di mercato - ma tutti concordano: lo streaming sta crescendo molto in fretta, sia come utenti che come fatturato, a discapito di tutti gli altri canali di distribuzione - che nella maggior parte dei casi sono in calo.

I VANTAGGI DELLO STREAMING

I vantaggi dello streaming sono piuttosto ovvi: grazie alla tecnologia on-demand, è possibile guardare ciò che si vuole, quando si vuole e dove si vuole. Basta avere una connessione a internet ragionevolmente veloce, un dispositivo compatibile e un abbonamento attivo. Smartphone, TV, console, tablet e computer sono tutti parte di uno stesso ecosistema: posso seguire la mia serie preferita dal TV comodamente seduto sul divano, a casa, oppure dal PC sul treno mentre vado a lavorare, o dallo smartphone quando sono sotto l’ombrellone. Non devo aspettare una settimana per la prossima puntata, e non devo essere davanti allo schermo a un’ora precisa. C’è più versatilità lato utente, ampliata anche dal fatto che l’accesso a internet è ormai prevalentemente wireless: per lo streaming, un TV ha bisogno solo di essere collegato alla corrente elettrica e alla rete Wi-Fi. Addio cavi dell’antenna, decoder e parabole.

LA RETE E LE INFRASTRUTTURE INIZIANO AD ESSERE MATURE, ALMENO IN PARTE

In questa fase possiamo dire che lo streaming è ormai giunto a un livello di maturità tale da essere l’unica fonte di contenuti video per un discreto numero di famiglie. La diffusione della banda larga (ultimi dati QUI) fa sì che sempre più case abbiano connessioni veloci a sufficienza per sostenere la distribuzione di un flusso video ad alta risoluzione senza ritardi e problemi di buffering. Questo è particolarmente vero per coloro a cui interessano esclusivamente quei tipi di contenuti “pre-registrati”, come film, serie TV, cartoni animati e documentari; per chi invece segue trasmissioni in tempo reale, come eventi sportivi, concerti e dibattiti politici, la situazione è un pochino più acerba, ma sta migliorando con grande rapidità.

L’IMPORTANZA DEGLI EVENTI SPORTIVI

I contenuti in tempo reale, gli eventi sportivi soprattutto, rappresentano una grossa fetta del mercato televisivo: noi italiani, con la nostra storica passione per il calcio e la Formula 1, ne siamo una delle dimostrazioni più lampanti. Ma è un fenomeno globale: i Mondiali di calcio del 2018 sono stati visti da circa 3,6 miliardi di persone, e cifre simili hanno raccolto le Olimpiadi di Rio 2016 e Londra 2012. Quindi è lecito chiedersi: perché l’offerta di contenuti pre-registrati, come quelli che si trovano su Netflix per esempio, è così ampia, mentre le piattaforme specializzate nello sport, come per esempio DAZN, sono meno diffuse? La risposta è semplice: perché realizzare una piattaforma per i contenuti in diretta è molto più difficile. Per capire perché, è necessario fare un passo indietro.

COME FUNZIONA LO STREAMING

In linea di principio, il concetto dello streaming è facile da capire: il contenuto si trova su un server cloud, ovvero un computer remoto collegato a internet, e il sistema client lo “legge” da lì invece che da un supporto di archiviazione fisico locale, come una chiavetta USB o un hard disk interno. In pratica, però, per far sì che l’esperienza utente sia il più soddisfacente possibile serve un’infrastruttura hardware/software molto complessa, stratificata e sofisticata. Schematizzando e semplificando, possiamo dire che i passaggi principali sono i seguenti:

  • La piattaforma carica i file video dei contenuti, originali o acquisiti da altri editori, su un server.

  • [Transcoding: fase 1] I dispositivi client, su cui i video saranno riprodotti, sono molteplici, con caratteristiche profondamente diverse: bisogna quindi creare molteplici versioni dei file assicurandosi di coprire tutte le combinazioni di codec e risoluzioni supportate/richieste dai client compatibili.

  • [Transcoding: fase 2] Da ogni file prodotto in questo modo se ne creano ancora più versioni con bitrate differenti, in modo tale da poter fornire il contenuto a una qualità più bassa se le condizioni di rete sono scarse.

  • [DRM] Tutti i contenuti sono criptati con sistemi di protezione digitale del copyright, in modo tale da evitare che vengano copiati illegalmente.

  • [Ridondanza e distribuzione] Per assicurarsi una qualità ottimale del servizio e una protezione da eventuali guasti e problematiche di rete, i contenuti vengono copiati su più server dislocati in vari punti del mondo; il numero preciso varia naturalmente in base agli utenti della zona, ma anche qui si tratta di calcoli molto complessi, che tengono conto del numero di abbonati, delle previsioni di crescita, delle possibili fasi di picco (magari in concomitanza con il lancio di un nuovo show molto atteso).

Ci sono poi tutti i servizi “accessori”, ma fondamentali per garantire un'esperienza d'uso all'altezza delle aspettative dell'utente odierno: il controllo della validità dell’abbonamento, l’interfaccia dell’applicazione o del portale Web, il tracking della cronologia di visualizzazione da cui vengono elaborati i suggerimenti, i sottotitoli, la possibilità di cambiare flussi audio e molto altro ancora. Fondamentale per le piattaforme di ultima generazione la capacità di adattare la qualità dello streaming in tempo reale a seconda della qualità di rete rilevata.

LE COMPLICAZIONI AGGIUNTIVE DEGLI EVENTI IN DIRETTA

Il vantaggio dell’elaborazione dei contenuti video pre-registrati è che non c’è alcuna urgenza. Per fare un esempio assurdo, un film potrebbe metterci anche un mese a passare dal punto 1 al punto 5 di cui parlavamo sopra: basta che ci arrivi in tempo per la data programmata di disponibilità. Per i contenuti in diretta, invece, non solo ci sono dei passaggi in più, ovvero la ripresa materiale dell'evento con le videocamere e la sua trasformazione in un singolo file digitale (a cui poi, giusto per complicare un po’ le cose, vanno associati flussi audio in più lingue, per esempio nel caso di una telecronaca servita in più stati), ma tutte le elaborazioni devono avvenire sostanzialmente in tempo reale. Il ritardo tra quando succede un evento nella realtà e quando l’utente lo vede sul proprio schermo dev'essere di qualche secondo, per essere accettabile.

La differenza rispetto alle trasmissioni televisive è che il ritardo potrebbe non essere esattamente uguale per tutti gli utenti: nello streaming, il server invia ad ogni utente riceve un pacchetto dati specifico, mentre nella televisione tradizionale ne viene trasmesso uno solo per tutti. Nello streaming, il percorso di ogni pacchetto dal server al dispositivo finale dipende quindi da molteplici fattori, molti dei quali esterni alla piattaforma che invia il contenuto, tra cui:

  • La qualità dell’infrastruttura internet del luogo/Paese in cui si vive;

  • La qualità del proprio provider internet: quanta discrepanza c’è la velocità effettiva della connessione rispetto a quella massima teorica dichiarata nell'offerta, e la bontà di altri parametri chiave come il ping;

  • La qualità e configurazione della rete locale, e le ripercussioni che il numero sempre maggiore di dispositivi connessi hanno sui router di casa;

  • Le specifiche tecniche del dispositivo client attraverso cui l’utente vede il contenuto.

In concreto, potrà quindi capitare di sentire il vicino esultare qualche secondo prima per un gol. Nella seconda parte di questo speciale sullo streaming, in pubblicazione tra qualche giorno, parleremo di tutti gli accorgimenti che si possono adottare lato utente per migliorare quanto più possibile la situazione; argomento particolarmente importante in questo periodo, alla vigilia dell’inizio del campionato italiano di calcio e di tutti i grandi eventi sportivi in programma a partire dalla seconda metà di agosto.

DUE CONTI

Negli eventi in diretta, i server devono anche essere pronti a gestire picchi estremi di connessioni in contemporanea: è lecito assumere che la stragrande maggioranza delle persone vorrà vedere una partita o una gara esattamente quando avviene, non dopo due ore, un giorno o una settimana. Proprio nella gestione di questi picchi, le infrastrutture di rete del paese e i provider ricoprono un ruolo di primo livello.

Per dare un’idea approssimativa di quanto sotto stress siano le infrastrutture di DAZN e servizi simili nei momenti cruciali, facciamo un esempio. La terza stagione di Stranger Things ha totalizzato ben 40 milioni di visualizzazioni in quattro giorni, un record per Netflix. Diciamo che l’effetto hype ha portato la metà di queste visualizzazioni nel solo primo giorno, 20 milioni su circa 150 milioni di account in tutto il mondo. Secondo le statistiche della società di consulenza Ovum, gli utenti Netflix italiani sono 1,5 milioni a fine 2018, l’1%. Ipotizzando una distribuzione omogenea in tutti i mercati, possiamo dire che Stranger Things S03 è stato visto in Italia da circa 200.000 utenti (l’1% di 20 milioni), spalmati però in 24 ore; Parma - Juventus, secondo Nielsen, su DAZN è stata vista da qualcosa come oltre 723.000 persone in media tutte nello stesso momento. Per quanto grossolano sia il calcolo, è piuttosto evidente che le cifre in gioco sono su tutto un altro ordine di grandezza.

Dunque è molto importante capire le diverse tipologie di streaming, al fine di comprendere anche lo sforzo che deve fare un’azienda e l’infrastruttura necessaria per offrire un servizio live in tempo reale a un numero enorme di fruitori finali. Piccoli ritardi di alcuni secondi, soprattutto nelle dirette, non devono essere semplicemente accettati, ma sono considerabili necessari e non sempre dipendono dalla bontà della piattaforma.

Articolo in collaborazione con DAZN

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Commenti

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3 giornate di serie A a settimana sono totalmente inutili, tanto vale pubblicizzare la serie B e gli altri sport che hanno.
Mi garantissero almeno la squadra che seguo o tutta la serie A e diventerò loro cliente, ma questo dipende dai ladri della Lega

Immagino che parlassero di ABBONAMENTI e non singoli utenti.

Andrea Ciccarello

Sul cellulare non hai problemi perché hai uno schermo piccolo e quindi vedi poco gli artefatti. Su pc usa ancora silver light??

Andrea Ciccarello

Penso che dipenda dal numero effettivo di persone connesse

Felk

Uh, abbondantemente.

Bastia Javi

perché bet365 riesce a trasmettere quasi a tempo reale e altri no, non ho trovato niente per adesso che superi lo streaming di bet365, neanche siti di livescore riescono a notificare prima di loro.

c1p8HD

In effetti dev'essere un bel casino riuscire a mandare un evento live a centinaia di migliaia di persone collegate contemporaneamente.

Horatio
Negli Stati Uniti, per esempio, la MPAA (Motion Picture Association of America) ha dichiarato che nel 2018 il numero di abbonamenti a servizi come Netflix e simili ha superato quello di case collegate al “via cavo”, la TV premium statunitense - e non di poco: si parla di 613,3 milioni di utenti contro 556 milioni.


Contando che gli Stati Uniti hanno neanche 330 milioni di abitanti, come fanno ad avere 613 milioni di utenti?

GTX88
GTX88

E dire che dal titolo mi aspettavo un articolo serio, vista la collaborazione sembra solo un tentativo di giustificare dazn che non è giustificabile visto che avrebbero dovuto prevedere l'importanza che assume il calcio in italia e quindi non hanno pensato che i primi utenti erano si in prova gratuita ma poi in tanti hanno pensato bene di non dare un euro ad un servizio in beta

Luca Visentin

Io su cellulare non ho mai avuto problemi con Skygo, su PC è vero che è molto pesante in effetti

Bestmark 3.0

SkyGo non ha problemi?? Ci vuole un pc di ultima generazione per far girare quel macigno di applicazione e lo streaming è di una qualità assolutamente discutibile, non esente da cali di risoluzione e addirittura buffering nelle partite della Champions

Davide

Gli eventi live e i notiziari sono contenuti chiave in ottica di sviluppo futuro. Lo streaming odierno tenderà ad assomigliare sempre più alla TV tradizionale e chi continuerà a limitarsi alla trasmissione di soli film e serie TV rimarrà tagliato fuori.
Paradossalmente Netflix è uno degli operatori messi peggio se dovessimo guardare oggi al lungo periodo. Un'offerta per nulla variegata e che non hanno intenzione di espandere

Antonio

Netflix non fa il live ...... chissà come si comporterebbe senza poter usare le OCA istallate in italia???
DAZN deve passare a CMAF e spendere diu più per la cdn!

Felk
Luca Visentin

È vero che gli utenti devono essere informati sulle due differenze, però dall'altro lato è vero che Sky e SkyGo non hanno questi problemi. Anche se Sky ha la maggior parte della clientela su satellite/antenna

makeka94

Si che le UWP hanno mille mila difetti già si sapeva da tempo, ma devo dire che l'unica cosa che non mi torna dell'APP di netflix è la risoluzione dei contenuti. Ad ogni modo non è un dramma vivo benissimo comunque =)

Andrea Ciccarello

DDAY non ha permesso di inserire i commenti sotto l’articolo.

Freshamelo

Is this DDay?

1984

guarda mi confermi quello che ho visto per vari altri software. da quello che ho notato le app metro generalmente funzionan peggio di app per dispositivi mobili o della versione completa x win (che nel caso di neflix ho scoperto ora non esiste)... purtroppo son spesso buggate e non sempre ricevon aggiornamenti frequenti.

1984

si, migliora la fluidità e riduce i tempi di caricamento e a pari condizioni ha generalmente una qualità migliore

Aristarco

se è quello che ho capito direi di si, quando la connessione è scarsa non perde un colpo a differenza ad esempio di amazon o infinity

SuperDuo

"Articolo in collaborazione con DAZN"

Su questo e su N altri siti hanno iniziato a uscire articoli che sanno di giustificazione. Non è un bel biglietto da visita avvisare in anticipo pagando blog e giornali dei potenziali problemi. Sarebbe stato meglio investire sull'infrastruttura e limitare i problemi stessi.

pazienza

makeka94

Si, l'APP "metro", quella dello store windows.

1984

ma è l'app metro o normale?

makeka94

Effettivamente non l'ho provato, stasera provo, comunque vorrei utilizzare l'APP per la funzione download

1984

netflix dal punto di vista degli algoritmi di riduzione del bitrate credo sia al top.

1984

e se te lo guardi da browser e non app sempre su win?

Ottoore

Io ho NowTV da 1 anno, va benissimo, ma sono consapevole del fatto che non possa esser per tutti così: essendo basato su una rete di distrubuzione differente da zona a zona non ci può essere una regola generale. Senza dubbio però, e su questo sarai d' accordo indipendentemente dal tuo caso specifico, i problemi di NowTV riguardano una percentuale di utenza ben inferiore rispetto a quella di Dazn.
D' accordo sul principio generale.

efremis

C'è da dire che partono meno "gasati" dell'anno scorso dove sembrava tutto sotto controllo fin dall'inizio (anche se certi scenari reali di diretta è sempre difficili testarli prima della messa in produzione).
Tutte cose verissime ovviamente quelle scritte, si spera comunque che quest'anno vada meglio con il primo che è stato anche un po' di "gavetta".

Ottoore

La cosa drammatica è che qualcuno va dicendo: " Sì ma tu guardi la serie A, è NORMALE che la rete si sovraccarichi. Se guardassi la NFL avresti un buon servizio". Oppure: " NowTV va bene perchè non ha tutti gli accessi contemporanei di Dazn", come se Sky trasmettesse gratuitamente anche dal satellite e digitale terrestre.

ferrara89

Facendo un'esempio: "Produco macchine, non le so fare bene ma comunque se non funzionano perfettamente la colpa è del cliente e si deve stare pure zitto"

Squak9000
Ottoore

" Articolo in collaborazione con DAZN"
Una testata seria, al netto della collaborazione, avrebbe dovuto scrivere: visto che lo streaming, da solo, non offre garanzie per limiti propri ed altrui ( rete nazionale) è auspicabile che lo streaming venga affiancato a servizi alternativi quali il satellite o il digitale terrestre.

Andrej Peribar

Non saprei :)

makeka94

Leggendo sulle linee guida c'è scritto che i DRM dell app consentono i 1080p 60fps ma la risoluzione è visibilmente più bassa

Andrej Peribar

È più bassa nel senso che è esempio che è HD e non fhd?

Può essere questione di drm allora della app Windows

makeka94

No, lo schermo e la distanza sono le stesse, la risoluzione su APP windows è sensibilmente più bassa.

Rieducational Channel

In altre parole "noi ce ne laviamo le mani, sorazzivostri".

PilotaFulmine

Riassunto (dato che è una pubblicità a dazn): se i Live hanno problemi bisogna avere pazienza perché più di così non possiano fare

Andrej Peribar

Può dipendere da tante cose detto così.
Dalla percezione che hai grazie al rapporto dpi/distanza, allo scaler migliore del TV a qualche magagna drm.

Innanzitutto i contenuti hanno effettivamente la stessa risoluzione?

Shingo Tamai

Niente contro Dazn, è come l'hanno imposta in italia che ancora non digerisco.

Siegfried

È il magico mondo dei DRM, non è stupendo?

Aristarco

beh si visto, che anche in 3g netflix lo vedi, direi che non deve essere un fulmine, ovviamente non in altissima risoluzione

makeka94

Comunque io devo capire una cosa.
Perchè se uso netflix su PC windows (tramite app) ho una qualità scadente invece se guardo lo stesso contenuto sullo stesso schermo ma dall'app della televisione ho una qualità superiore? contando oltretutto che il PC è collegato via cavo e il TV no? non capisco.

Hockey

"Basta avere una connessione a internet ragionevolmente veloce"

Hai detto niente...

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