Le parole hanno un peso, adesso anche sui social | Editoriale

31 Luglio 2019 638

C'è stato un momento in cui la rete era per pochi, un ambiente digitale relegato al solo mondo dei computer e ancora distante dalla grande massa, dai social affollati e dalle fake news. Con l'arrivo degli smartphone ognuno di noi ha creato una propria identità in quell'universo parallelo e lo ha fatto nei modi più disparati: c'è chi ha scoperto nuove passioni, espresso un lato nascosto del proprio essere con la fotografia, i video o la scrittura, oppure dato libero sfogo alle proprie insicurezze canalizzando odio represso. 

La verità è che, erroneamente, in tanti vedono internet come un contenitore chiuso, trasparente, incapace di condizionare realmente la nostra quotidianità, nel bene e nel male.  

Ma ciò che avviene su internet non era e non è tutto virtuale; i miliardi di bit che viaggiano nell'etere e nei cavi di fibra ottica sono poco tangibili, è vero, ma i messaggi che questi piccoli pacchetti digitali trasportano sono reali, generati spesso da esseri umani in carne ed ossa come lo è la voce in una telefonata.

I fatti di cronaca dei giorni scorsi dimostrano, tuttavia, che in tanti non hanno ancora preso coscienza di questa connessione diretta tra la rete e il mondo reale, E che le azioni e le parole - anche sui social network - hanno un peso. 

LA PRESA DI CONSAPEVOLEZZA PASSA PER ROMA

Non è la prima volta che qualcuno si trova a rispondere direttamente di ciò che ha liberamente diffuso in rete, la cronaca è piena di tweet, status e dichiarazioni che hanno portato poi a conseguenze nella vita reale, ma questa volta è un po' diverso. Ad esser protagonista non è infatti un personaggio pubblico, un politico, un VIP o una figura mediaticamente nota. Sulla gogna, da giorni, si trova una comunissima insegnante che ha "pensato bene" di esprimere con un commento - gratuitamente cattivo - il suo punto di vista sull'assassinio del povero Carabiniere, deceduto a Roma lo scorso weekend. 

Il suo nome è ovunque, lo screenshot del commento ha fatto il giro dei quotidiani, online e sulla carta stampata, la sua carriera probabilmente compromessa. "Le parole sono pietre", come titolava in un suo libro nel 1958 Carlo Levi; beh lo sono anche su Facebook. A differenza del passato, la reazione nel mondo reale è stata immediata e ha colpito senza appello una cittadina che, il caso vuole, ha fatto fino ad oggi parte di quella fantastica macchina che ogni giorno contribuisce all'educazione dei più giovani: la scuola.

La signora E. F. è stata sospesa con effetto immediato, rischia di essere denunciata per vilipendio, è stata querelata per diffamazione dal sindacato autonomo di polizia Sap e dovrà difendersi dal procedimento disciplinare voluto dallo stesso ministro dell'Istruzione. Insomma dovrà rispondere per quelle parole scritte da una fredda tastiera di uno smartphone o di un computer, ed è giusto che sia così, perchè non importa se il luogo di diffusione sia fisico o digitale, ognuno di noi è responsabile di ciò che dice. Sempre. 

SOCIAL SENZA CONTROLLO

Certe brutte storie non nascono tuttavia per caso, alcuni dei social network sono ormai casa di spirali d'odio difficili da stroncare, via via che crescono i numeri di utenti aumentano infatti i profitti ma non i diritti. Penso nello specifico alle piattaforme controllate direttamente da Mark Zuckerberg, Facebook in testa, passato in un decennio da simpatico luogo di ritrovo a un social senza controllo, capace perfino di veicolare un vero e proprio genocidio come quello dei Rohingya in Myanmar (ex Birmania) nel 2016-2017. 

Nel paese asiatico, purtroppo, circa 18 milioni utilizzano Facebook e lo ritengono fonte primaria d'informazione, tanto che il social si sovrappone all'idea stessa di internet. Il vero problema sta tuttavia a monte: dal 2014 cominciarono a circolare sulle loro pagine le prime fake news, contenuti inventati che contribuirono ad alimentare l'odio nei confronti di questa minoranza musulmana; si tennero manifestazioni nelle città principali prima e una vera propria pulizia etnica poi che ha costretto 700 mila persone a fuggire nel vicino Bangladesh. 

A quel tempo, a fronte di milioni di utenti birmani, Facebook aveva messo a disposizione solo due persone a controllo di pagine, segnalazioni e post, due moderatori a cui se ne aggiunsero altrettanti per un totale di quattro. Un numero decisamente esiguo considerato il disastroso epilogo e i fondi che la casa di Palo Alto ha a disposizione. 

Potremmo anche raccontarvi del tasto per la segnalazione dei post sospetti che in quel paese, fino al 2015, era disponibile solo in inglese, e quindi incomprensibile per la maggior parte degli utenti locali. Oppure della mancanza totale di moderatori capaci di comprendere la lingua birmana fino a quello stesso anno; un sistema di difesa completamente assente che ha portato all'uccisione di oltre 24 mila Rohingya ed altri orrendi crimini di cui fin troppo poco si è parlato alle nostre latitudini. 

L'esempio dei Rohingya rappresenta in modo perfetto la mancanza di reale controllo su una piattaforma enorme e troppo diffusa, ciclicamente in balia di scandali che svelano, pian piano, la vera faccia di alcune multinazionali del web. Ad ogni modo è fin troppo facile addossare tutte le colpe a Zuckerberg & Co., credo ci sia un profondo bisogno di tornare alla cara e vecchia educazione civica, magari una versione moderna che tenga conto dei nuovi scenari, perchè no una vera e propria "educazione ad internet". 

A giocare un ruolo decisivo, non dimentichiamolo, ci sono come poi quelle figure rappresentative che, purtroppo, invece di dare l'esempio, a volte fanno l'esatto contrario. I messaggi di odio, le offese o le minacce messe pronunciate in rete (ma anche fuori) da personaggi famosi, politici e autorità, hanno il potere di sdoganare certi linguaggi e aprire le gabbie dei leoni da tastiera. 

Le parole scritte su un social network sono quindi egualmente rilevanti a quelle dette in sedi più istituzionali, o forse anche di più, perchè in rete una stessa frase, meme, immagine o video, può esser ripresa infinite volte, anche a distanza di anni seguendo le folli regole dei viral content. Se poi pensiamo anche alla profilazione aggressiva degli utenti (a volte illegali, vedi lo scandalo Cambridge Analytica) e le sponsorizzazioni mirate, il cerchio si chiude e il mostro è pronto a colpire chiunque con armi ben affilate. 

 

LA SOLUZIONE STA NELLE NOSTRE STESSE COMMUNITY

In redazione ci siamo confrontati per giorni se pubblicare o meno questo articolo, se dare o meno altro spazio alla vicenda che sui media è stata amplificata in tutte le sue diramazioni. Lungi dal commentare eventi per cui non siamo affatto pertinenti, discutere piuttosto delle regole che mancano in rete e sui social ci è sembrato del tutto legittimo, così da aprire magari una discussione che possa dare la parola anche a voi, alla community. 

Non credo che la soluzione arriverà mai "dall'alto", in Silicon Valley saranno sempre troppo occupati alle trimestrali da presentare agli azionisti e gli enti regolatori - italiani ed europei - sono fin troppo lenti per immaginare un tempo di risposta che sia adeguato ai tempi che corrono. Come per qualsiasi impresa impossibile bisogna sempre partire dal basso, affidandosi alle semplici regole di buonsenso che ci permettono di vivere in una società tutto sommato civilizzata; perché non applicare le medesime regole online?

Cambiare certe dinamiche è forse un'utopia ma prima di puntare ai miliardi di persone che popolano la rete si può sempre provare a ragionare nel proprio "giardino", magari in questo stesso sito e nella nostra community che di certo piccola non è. A dire il vero voi stessi avete già trovato una cura; penso a quando voi stessi fate cerchio attorno qualcuno che deliberatamente decide di superare i limiti e creare scompiglio, segnalandolo così ai moderatori. Insomma siamo tutti in qualche modo responsabili e dobbiamo sentirci tali, su questo o quel sito web, sui forum o sui social network, le doppie identità non sono più accettabili.

Il miglior display sul mercato e un design fantastico? OnePlus 7 Pro è in offerta oggi su a 582 euro oppure da ePrice a 689 euro.

638

Commenti

Regolamento Commentando dichiaro di aver letto il regolamento e di essere a conoscenza delle informazioni e norme che regolano le discussioni sul sito. Clicca per info.
Caricamento in corso. Per commentare attendere...
kiang lee

La signora E. F. ha esagerato nell'esprimere un parere in una forma così diretta ed offensiva ma.. bisogna ammettere,che un appartenente alle forze dell'ordine che effettua un intervento,senza identificarsi subito,al soggetto e senza l'attrezzatura che gli potrebbe preservare la vita è un pò tanto irriflessivo e questa imprudenza gli è costata la vita,avesse avuto l'arma anche a scopo deterrente,forse sarebbe ancora vivo,vista così non è sbagliata,forse voleva evidenziare questo la signora,ma lo ha fatto in forma sbagliata e offensiva....!!!

kiang lee

Ma gli insegnanti non sono troppo apposto...in generale.....XD XD

kiang lee

Parzialmente già esistente attraverso gli smartphone.....

kiang lee

Non è questione di vodafone è che tutte le compagnie trovano escamotage per "RUBARE "letteralmente soldi alla gente,se avete provato anche le altre chi più chi meno tutti uguali,come le fazioni politiche non c'è il più onesto tutti ladri ......!!!

kiang lee

La signora E. F. ha esagerato nell'esprimere un parere in una forma così diretta ed offensiva ma.. bisogna ammettere,che un appartenente alle forze dell'ordine che effettua un intervento senza l'attrezzatura che gli potrebbe preservare la vita è un pò irriflessivo e questa imprudenza gli è costata la vita..vista così non è sbagliata,forse voleva evidenziare questo ma lo ha fatto in forma sbagliata offensiva....!!!

piervittorio

Quelle stesse "proof of competence" che in tutto il mondo si adottano per dimostrare che sai quello che fai, dalla patente di guida fino a brevetto di subacqueo, e che con la tua incompetenza non sei un pericolo per te e per gli altri...

SlyAndrew

In base a quale parametro si decide se una persona è migliore di un'altra? Mettendola su questo piano non siamo più tutti uguali ma tutti diversi, in pratica così facendo crea un'aristocrazia basata sul privilegio e non sulla possibilità.
Non avrebbe senso, si sceglie di istruire i "buoni" (leggasi i ricchi) e rendere "ignorante" il popolo; bensì avrebbe più senso istruire tutti in modo tale da avere un pensiero critico/logico generale e non un pensiero emotivo/sentimentale

piervittorio

No, aristocrazia, nell'accezione etimologica ed aristotelica del termine, significa solo "il governo dei migliori", non dei nobili.
Ecco perché, per evitare fraintendimenti, oggi si preferisce parlare di espistocrazia.

SlyAndrew

Il problema dell'aristocrazia è il diritto di nascita e la non possibilità di entrare in quell'elitè; in pratica un potere dispotico e onnipotente che decide, in base ai propri interessi, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato (ragionamento che non si discosta molto da ciò che accade già oggi...ma questo è un altro paio di maniche).
Piuttosto che dare il potere a un'elitè, da capire in base a quali canoni possa o non possa governare, opterei per una maggior sensibilizzazione del popolo alla cultura, alla scienza e a ciò che ci circonda; in pratica far tornare a studiare le persone, istruirle poiché solamente una persona istruita ha una vera coscienza di se e del suo pensiero.
Ciò che ha portato a questa situazione è stato un'indebolimento della coscienza ideologica dell'individuo che è mosso più a ragionare di pancia, quindi con l'istinto del momento, e a galvanizzarsi su questioni paradossali e dettate dalla foga del momento piuttosto che ragionare coscienziosamente, e in maniera lungimirante, sui problemi; oggi si pensa al benessere e agli introiti, non per forza economici, che si possono ottenere subito nel brevissimo momento rispetto ad azioni che portino un benessere prolungato e costante.

Federico

Tolto IRC

Federico

Per quanto Uncino non sia minimamente "concorrente" di HDB mi pare quanto meno sconveniente continuare a trattare qui il tema.
Dunque prima di ricevere un sacrosanto ammonimento da un moderatore preferisco interrompere la discussione, che si protrae ormai da giorni.

fabbro

bravo!!!uno pone domande e tu chiudi la discussione!alla faccia della libertà e del libero scambio

Federico

Uncino non ha il minimo bisogno di pubblicità.
OK, la discussione si chiude qui, sei in ignore list.
Addio

fabbro

quello che va continuamente OT sei tu, di aprire una discussione sul tuo blog non mi interessa e se devi fagli pubblicità non credo sia il luogo adatto.
io aspetto ancora le risposte alle domande che ti ho posto.....

Federico

La censura avviene solo in caso di flame o violazione delle leggi italiane, apologia di reato o giustificazione dell'infrazione di leggi.
Questo non ha nulla a che fare con la repressione ma solo con l'ossequio della legge.

Sì, l'unico ad avere potere censorio sugli articoli è di sinistra, e non sono io.

senti ma perché invece di continuare l'Off Topic qui su un blog tecnico non apri un thread su Uncino?
La cosa inizia a diventare sgradevole ed immagino che i moderatori ne farebbero volentieri a meno.

fabbro

"A me non piace chi la pensa in modo diverso dal mio... se così fosse non avrei creato un luogo dove tutti possono chiedere di scrivere articoli
indipendentemente dall'ideologia di cui sono portatori, non credi?
Inoltre quanto a collocazione ideologica io sono in netta minoranza, ed oltre a questo l'unico ad avere potere censorio (per ragioni di legalità) è dichiaratamente di sinistra"
Pensavo fossi tu il censore dato che il luogo di libertà è tuo...avere un censore in un luogo libero già è un controsenso.

Ti diverti davvero con poco.
io sto ancora aspettando risposte da te...

dove pensi di vivere??in russia??
Tu sei accecato dall'ideologia e non vedi la realtà.
quali sono questi periodo di lassismo?dammi un intervallo temporale.

Giorgio

Piuttosto che la feccia che c'è ora mi sa che è meglio si

Slevin

Mi dispiace ma per quanto tu voglia condire il tuo delirio con un uso forbito di termini e semantiche carpiate, atterri sempre, pesantemente e a pié pari, schiacciando una fumante montagna di feci, le stesse che stai spargendo scimmiottando e anelando ad un filosofia teorica e retorica.. La tua libertà inizia e finisce dove decidi tu esclusivamente se vivi da solo su un'isola deserta, o se sei un animale che vive di puro istinto. Ma il contrappeso alla sommità del tuo corpo fisico, da cui senti arrivare la vocina e a cui tu dai forma con le dita che scorrono vanitose e saccenti sulla tastiera, dovrebbe anche ricordarsi di suggerirti che la libertà, e mi limito a quella di espressione, not to mention quella di azione, non ti fa evolvere per il semplice fatto di darle sfogo senza limiti, ma per l'esatto contrario, in uno scenario in cui la tua coscienza, la tua sensibilità e la tua consapevolezza di te e di ciò che ti circonda, si confrontano con il tuo istinto e concorrono a formare la tua forma di comunicazione. Gli "altri" sono solo una tua giustificazione, una proiezione della tua vanità che li considera alla tua mercé, inermi e passivi, verso i quali sei "libero" di proiettare il meglio o il peggio di te, in base al tuo capriccio del momento. Uno sgradevole e pericoloso esercizio di egocentrismo in cui il sole gira attorno a te e rischia di sfociare in deliri di psicopatia.. Grazie ma anche no..

c1p8HD

La differenza vera è che prima internet era sconosciuto e/o troppo complicato/noioso per la massa quindi attirava principalmente appassionati o chi lo usava per lavoro. I forum erano comunità formatesi piano piano da veri appassionati che provavano piacere a condividere quello che sapevano, non era gente che passava li per caso, dovevi iscriverti e venivi aggiunto solo se rispettavi le regole, chi creava problemi subito espulso. Adesso invece ci sono proprio tutti, dai bambini ai nonni, la situazione è fuori controllo visto che non ci sono sufficienti moderatori e soprattutto regole che possano arginare questa marea di utenti ignoranti e malinformati che giudicano, criticano e commentano ogni giorno a ruota libera di tutto senza pensarci neanche un secondo...

Paki

Infatti noi insegnanti non facciamo politica a scuola, e chi lo fa sbaglia.
Allo stesso tempo, peró, non puoi condannare chi, come me, giudica negativamente i totalitarismi del Novecento, nè chi usa tanti esempi per far appassionare gli studenti.
E si, siamo maestri di vita, non facendo politica, ma illustrando tramite grandi personaggi della storia come vivere bene, ti faccio un nome a caso, Seneca o Marco Aurelio.
Non è possibile ridurre l’istruzione a un semplice nozionismo fine a sè stesso, altrimenti è veramente impossibile appassionare gli studenti.
Storia, maestra di vita.
Spero di averti chiarito il mio punto di vista.
Fuori la politica e la religione dalla scuola, si ad esempi validi per gli studenti.

FirstFist

No sono di quella schiera che non vuole che gli insegnanti facciano politica a scuola.
Ciò che tu chiami positivo io lo chiamo fazioso, perchè è positivo secondo la tua ideologia, non quella di tutti.
Tu sei pagato per insegnare, sei un professore, non un maestro di vita, il tuo dovere, quello per cui sei pagato con le nostre tasse, è di far appassionare o tuoi studenti alla tua materia.

Marco Semeraro

Se la metti così, si

hassunnuttixe

Il problema attuale di internet è che (a differenza dei tempi in cui dominavano i forum) non viene valutato ciò che si scrive ma chi lo scrive. Prima scrivevamo tutti in anonimato tramite nickname e il peso delle tue parole e reputazione aumentava solo grazie al tuo equilibrio,competenza e serietà espresso in precedenza e riconosciuto dagli altri. Adesso non funziona più così

Marco Semeraro

Intendevo quando viene presentato un prodotto tipo LG che presenta il K20 e il K30 con android go... anche se non sono interessanti c'è comunque uno studio di persone dietro, che a volte noi lo riduciamo ad un insulto

Paki

Vero, ogni scusa è buona per indignarsi e far casino, e in virtù di ciò non si può piú parlare. Resta il fatto che questa collega dovrebbe, come sostieni, scusarsi. Se dovesse rifiutarsi, allora è ammattita.

Tetsuro P12

E' evidente che questa persona sia stata mediaticamente crocefissa. Dovremmo tutti esprimere la nostra condanna per questo 'abuso'. Dovrebbero bastare le sue scuse, e se le rifiutasse l'istituzione si può dissociare dall'evento tramite comunicato ed eventualmente prevedere sanzioni disciplinari, ma comunque blande... altrimenti si fa di una 'stupidata' un evento (quel che cercano i poveracci che campano di queste cose). C'è estremo bisogno in quest'epoca, dove tutti stanno sul pulpito, di abbassare i toni.

Paki

Torto non hai, però proprio perché noi insegnanti abbiamo un ruolo istituzionale, prima di fare certe sparate bisognerebbe pensarci due volte. Non lo so, far finta di nulla non credo sia una buona soluzione.

Tetsuro P12

Non giustifico il gesto, ma c'è gravità e gravità. E' grave quando un insegnante non sa insegnare, è grave quando annoia i suoi studenti, è grave quando induce ansia. E' grave quando induce in errore i suoi studenti, non quando sparla o si sfoga al di fuori del contesto scolastico. Non si può (certo che si può... si può tutto; non si deve) per una questione di 'decoro dell'istituzione' calpestare il diritto dell'individuo, neanche il diritto di esprimere il proprio disagio o la propria frustrazione, non oggi quantomeno. Ogni eventuale provvedimento dev'essere equilibrato, in linea con la gravità della situazione. E no, non ammetto mediocri insegnanti (pecore) al posto di insegnanti frustrati. La sua cattiva boutade non pregiudica le qualità della persona, né dell'insegnante. Oggi è per una battuta, domani sarà per altro, e gli insegnanti saranno sempre più aridi, imbrigliati, trattenuti ('disciplinati', direbbe qualcuno). Io credo che un insegnante debba essere quello che è; un insegnante spoglio non ispirerà mai uno scolaro, sarà sterile. I buoni insegnanti non sono i D'Avenia e Co., quelli sono le mascherine (gli attori, gli affabulatori... coloro che raccontano quello che i conigli vogliono sentirsi dire). I buoni insegnanti sono quelli che si distinguono l'uno dall'altro e che arricchiscono i propri studenti con le proprie qualità, non con un asettico programma o piacerie; fu il Socrate di Platone: influente; eppure Platone fu Platone... non Socrate. Influenzare è un verbo bellissimo. Che l'insegnante e lo studente si arricchischino vicendevolmente, attraverso il dialogo, questo è ciò che ci si deve augurare. Ed io stesso ringrazio i miei insegnanti, che mi hanno permesso di crescere ricco.
Il licenziamento è ridicolo, la sospensione di un mese probabilmente una pena eccessiva. Il discredito lo getta l'insegnante inetto (e per inetto intendo insulso), ne ho conosciuti diversi come genitore, o il dirigente storto. Non basta dare una mano di vernice rosa ad un muro per farlo stare saldo.

Paki

Oddio scherzi? Pensi davvero che, da insegnante di lettere quale sono, non possa portare i miei studenti ad analizzare in modo critico delle situazioni, o degli eventi, e fornire loro un esempio, possibilmente positivo, che loro potranno poi accettare o respingere?
Per caso fai parte di quella schiera di individui i quali vogliono che la scuola produca solo operai analfabeti funzionali sottopagati?

Paki

Guarda, ti rispondo da insegnante, sono 4 anni che lavoro a scuola, e trovo che sia un lavoro e una missione insieme meravigliosa e delicata.
Il lavoro di docente è da anni sotto attacco, sminuito e disprezzato, anche perché in mano a gente indegna.
Il caso della collega che ha scritto quella frase sul carabiniere ucciso, è grave. Si presuppone che noi insegnanti, prima di esprimere un giudizio negativo su qualcuno o qualcosa, ci dovremmo pensare due volte, perché abbiamo delle menti in mano, e infilarci dentro concetti negativi è deleterio e pericoloso.
La collega ha avuto un’uscita infelice, un po’ come la collega di Torino che inveiva contro le forze dell’ordine come una posseduta.
Credo che la scuola e il personale docente debba essere laico, rispettoso, responsabile e nei limiti del possibile neutrale.
Il licenziamento è eccessivo, una sospensione di un mese magari no. Perché getta discredito su una categoria bistrattata e lascia un pessimo messaggio ai suoi allievi, ha fatto un errore e fino a prova contraria che sbaglia o rompe paga.

Federico
lurdz

A parte che ti sei già dimenticato che la politica permia qualsiasi materia, volente o nolente. In ogni caso, spesso sono i ragazzi stessi che tirano fuori avvenimenti politici in aula. Se un professore li ignorasse, dicendo che non fa parte della lezione, quello sì sarebbe un cattivo professore, perchè gli insegnerebbe che la scuola è un mondo ermetico, a sè stante e che non interagisce con il mondo vero. Invece si cerca di insegnare l'esatto contrario, ovvero la connessone con il mondo esterno, quindi il bravo professore è quello che riesce a creare i collegamenti con politica, sport, spettacolo, personaggi famosi e quant'altro, per tenere sempre vivo l'interesse degli studenti.

piervittorio

Il popolo non conta una sega, é carne da cannone.
Solo l'aristocrazia, nell'accezione etimologica del termine (governo dei migliori) puó guidare un paese al successo, come dimostra la cina, dove gli studenti piú brillanti di ogni corso di lauerea vengono cooptati dal partito che li avvia alla carriera istituzionale.
Ed il governo, in cina, é quanto di piú epistocratico esista.
Quindi la tua frase "non torneremo mai piú" é ridicola ed avulsa dalla realtá, in quanto la piú importante nazione del mondo, quella Cina che da sola fa il doppio degli abitanti di nordamerica ed europa messi assieme, ci é giá tornata da tempo, e la loro area di influenza geopolitica planetatia si sta espandendo a macchia d'olio.
Voi populisti tornerete a fare i servi della gleba, come meritate in una societá... meritocratica.
Fatevene una ragione.

Andreagale

Ciao Andrea come va la vita in quel di Milano

FirstFist

il volere del popolo è supremo, non torneremo mai più all'aristocrazia.

Federico
Barone Von Zeppeli
Barone Von Zeppeli

Capra ignorante

fabbro

dove pensi di vivere??in russia??
Tu sei accecato dall'ideologia e non vedi la realtà.
quali sono questi periodo di lassismo?dammi un intervallo temporale.
Tu saresti di sinistra??ma non scherzare, al massimo potrai essere del pd che di sinistra non ha nulla

piervittorio

Basta dare un'occhiata ai tuoi interventi cliccando sul tuo avatar, per vedere scorrerr una lista di fesserie populiste, di cui l'attuale degradante situazione del paese é figlia.
L'ignoranza crassa e l'irresponsabile disimpegno sociale assurti a valori.
Roba da Idiocracy.

Federico

A te non interessa... credo che sopravvivrò.
Quanto al fare marchette proprio non ci interessa, dal momento che si tratta forse dell'unico sito italiano con elevato numero di lettori sul quale la pubblicità è totalmente assente.

I periodi di lassismo istituzionale sono quelli nei quali i gruppi eversivi sono stati lasciati liberi di proliferare incontrollati.
Ora non è più così, i delinquenti che erano soliti giungere in Italia dalle nazioni limitrofe vengono marcati a vista, i centri sociali dove non si perseguono attività strettamente lecite vengono chiusi e le comunicazioni a mezzo social vengono monitorate con grande attenzione.
Come risultato abbiamo avuto solo un centinaio di delinquenti ad attentare all'incolumità delle Forze dell'Ordine ed incidenti di virulenza trascurabile, laddove solo un anno fa accadevano catastrofi.

fabbro

quali sarebbero i periodi di lassismo istituzionale?
Puoi fare tutte le markette che vuoi sulla libertà del tuo blog, a me non interessa.

alfazefirus

Beh insomma, c'é una bella differenza tra l'articolo del post (il governo birmano usa facebook per diffondere la propaganda) e quello che ha scritto HDBlog (é colpa di Facebook se i Royngha sono perseguitati). Tra l'altro ti aggiungerei che facebook é solo un mezzo, se Zuck e soci applicassero dei filtri alla propaganda il governo semplicemente oscurerebbe tutto e tornerebbe alla cara vecchia televisione/radio/giornali, con il risultato di continuare a diffondere propaganda di regime, solo con un po' meno di multimedialitá. In Yemen hanno direttamente sospeso i servizi internet, capirai che gli freg@ alla dittatura militare in Birmania di un social network...

Federico

Su Uncino scrivono decine di autori con sensibilità ed interessi molto variegati, dunque dubito che la lettura di un paio di articoli possa portare ad una qualche comprensione.

A me non piace chi la pensa in modo diverso dal mio... se così fosse non avrei creato un luogo dove tutti possono chiedere di scrivere articoli
indipendentemente dall'ideologia di cui sono portatori, non credi?
Inoltre quanto a collocazione ideologica io sono in netta minoranza, ed oltre a questo l'unico ad avere potere censorio (per ragioni di legalità) è dichiaratamente di sinistra.
Lo statuto di Uncino mi impedisce di mettere penna su qualsivoglia articolo, anche quello che trovo più sgradevole.
L'unico che potrebbe decidere di bloccare un articolo è Massimiliano, che è di ideologia opposta alla mia.

Dunque per favore evita queste corbellerie.

fabbro

quali sarebbero i periodi di lassismo istituzionale?
Complimenti per il blog, dopo aver letto un paio di articoli capisco questi suoi commenti, lei non legge la realtà ma la interpreta secondo il suo credo politico.Scommetto che alle prossime elezioni se vince il partito a lei avverso quella brava gente che manifesta diventeranno delinquenti dal quale lo stato non ci protegge.
La verità è che a lei non piace chi la pensa diversamente da lei e mi avrebbe bannato dal suo blog perchè sono in grado di contraddirla con i fatti.

Federico

Ma non intendo affatto contestare la gente per bene che aveva il pieno diritto di manifestare, ciò che ho detto è tutt'altra cosa, ossia che il numero di delinquenti non ha superato il centinaio di unità a fronte di quantitativi ben maggiori cui eravamo stati abituati nei periodi di maggior lassismo istituzionale.

FirstFist

la pirlocrazia nel tuo caso

Tetsuro P12

Una condanna morale è opportuna. Credo che l'abbia ottenuta da parte di tutti (o quasi).

FirstFist

Quelli bravi davvero si concentrano sulle loro materie e trovano il modo di farti appassionare a quelle, non alla politica.

tonyf93

https://uploads.disquscdn.c...

Huawei

Il mare tra foca Monaca, granchi e capre con Huawei P30 Pro | Recensione Case Sub

Sony

Sony Xperia XZ3: a quasi un anno di distanza resiste bene | Riprova

Nvidia

Montaggio video: il PC e i software consigliati dai professionisti

Samsung

Recensione Samsung Galaxy Fit e: un notificatore con rilevamento attività