Recensione Sony OLED AG9: l'Android TV che sfida i monitor professionali

26 Luglio 2019 250

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L'utilizzo della tecnologia OLED ha permesso a Sony di imporsi con successo nel mercato TV di fascia alta e AG9 ne è la prova. Le qualità dei pannelli forniti da LG, abbinate alle prestazioni garantite dall'elettronica del marchio giapponese e ad un design unico, hanno fatto breccia su una buona fascia di utenza e hanno regalato a Sony importanti percentuali di questo mercato.

Dopo i successi ottenuti dalle serie A1, AF8 e AF9 sono arrivati puntuali i nuovi modelli della gamma 2019. La nuova ammiraglia è la AG9, un prodotto che concentra tutta l'esperienza maturata con le linee precedenti e le integra all'interno di una nuova veste, più pratica da installare in ambiente e più simile ad AF8 piuttosto che ai top di gamma 2017 e 2018.

La dotazione è come sempre completa. Troviamo il processore video X1 Ultimate abbinato ad una versione leggermente rivisitata del SoC Mediatek MT5893. La piattaforma "smart" è ancora una volta costituita da Android TV. Sono inoltre presenti tutte le funzioni associati ai televisori Serie Master, di cui anche AG9 fa parte. Le novità, almeno sulla carta, non sono tantissime anche se alcune sono sicuramente interessanti. Citiamo ad esempio il supporto al Dolby Atmos e la nuova configurazione della sezione audio con tecnologia Acoustic Surface Audio+.

Nella recensione andremo a valutare la qualità raggiunta dal TV AG9 e la confronteremo anche con quella dei precedenti Serie Master, in modo da capire quanti e quali passi in avanti sono stati compiuti da Sony.

Per facilitare la fruizione dell'articolo abbiamo suddiviso la recensione in capitoli. Cliccate sui link qui sotto per saltare direttamente al capitolo corrispondente:

Caratteristiche tecniche e dotazione

La serie AG9 prevede tre tagli: 55", 65" e 77". L'esemplare che abbiamo ricevuto in prova è il 55". La sigla che identifica Il modello è KD-55AG9. I pannelli sono OLED WRGB a 10-bit con risoluzione Ultra HD realizzati da LG Display. La frequenza di aggiornamento è fissata a 100/120 Hz. Il design è stato completamente modificato rispetto a quello che caratterizzava la serie AF9. Sony ha quindi abbandonato la soluzione che aveva fortemente distinto le sue precedenti ammiraglie. L'impatto è sicuramente oto diverso: i televisori non sembrano più una sorta di grandi cornici appoggiate direttamente sul bordo inferiore e inclinate verso il retro. L'aspetto è molto più simile a quello degli AF8.

Il lato frontale è minimalista. Le cornici intorno allo schermo sono sottili ed è presente solo un piccolo logo "Sony" nell'angolo in basso a destra, tanto minuto da risultare praticamente invisibile se non si fissa l'attenzione nel punto giusto. Lungo il bordo inferiore, al centro, è collocato il LED di stato. La base è un elemento di forma ellittica dalle dimensioni piuttosto compatte e dal profilo ridotto in altezza. La distanza tra la parte bassa dello schermo e il piano di appoggio è quindi davvero esigua.

La cornice che circonda tutti i bordi è realizzata con una finitura metallica con i bordi arrotondati. Lo spessore del TV ha subito un notevole restringimento. Per rendersene conto è sufficiente una rapida occhiata e le misure lo confermano. Si passa dagli 8,6 cm di AF9 ai 4 cm di AG9, meno della metà. Questo aspetto va ad impattare visibilmente in caso di installazione a parete: AG9 resta molto più vicino al muro e risulta esteticamente più gradevole. Anche aggiungendo la base il risultato non cambia più di tanto: AG9 occupa 25,5 cm contro i 32 cm di AF9. Il nuovo modello è quindi decisamente più pratico da inserire in ambiente e risulta solo leggermente inclinato all'indietro, tanto che per lo spettatore non attento lo schermo potrebbe sembrare assolutamente diritto.

Il lato posteriore è sicuramente originale. Come su tutti i televisori OLED lo spessore cambia passando dalla parte alta a quella più bassa. Su AG9 lo stacco è accentuato da una peculiare finitura che caratterizza tutta la parte più sporgente, necessaria a contenere ingressi, elettronica e parte della sezione audio. Il retro è liscio nelle porzioni più sottili e in plastica zigrinata in quelle più spesse. In prossimità dei lati sono inoltre presenti alcuni disegni non simmetrici realizzati con linee orizzontali e verticali. Questa particolare trama cela anche i due subwoofer. L'unico logo presente è quello "Bravia", come ormai da tradizione per i prodotti Sony realizzati nel corso degli ultimi anni.

Quattro sportelli occultano completamente i cavi. Due sono posti lungo il bordo sinistro sul lato e nella parte inferiore, in corrispondenza con tutti i connettori. L'ultimo va a coprire la base in modo da convogliare tutti i fili lungo un'apertura sul retro. Questo elemento non ci ha particolarmente convinto dal punto di vista estetico. Lo spessore è infatti piuttosto pronunciato, soprattutto se confrontato con le linee minimali e sottili che definiscono gli altri elementi. Anche la sensazione al tocco e alla vista non trasmette una sensazione di pregio e crea una dissonanza rispetto alla cura riposta nella costruzione del nuovo OLED.

Complessivamente si può comunque parlare di un televisore molto ben realizzato e dal design raffinato. L'originalità e la personalità spiccata che A1 e AF9 trasmettevano è purtroppo andata persa poiché sostituita da soluzioni più convenzionali. Il cambiamento trova però giustificazione per via di una praticità superiore. AG9 è decisamente più facile da inserire in ambiente e rende decisamente meglio se appeso a parete, oltre a risultare più comodo quando collocato più in alto rispetto agli occhi dello spettatore per via dello schermo non più inclinato all'indietro.

La connettività offerta è ampia: nel vano posto lungo il lato sinistro troviamo uno slot Common Interface Plus, un ingresso HDMI 2.0b con HDCP 2.3, un ingresso video composito con relativo ingresso audio stereo (con adattatore su jack da 3,5 mm), un'uscita cuffie e due porte USB da 5V e 500 mA. Nella rientranza in basso sono invece collocati altri tre ingressi HDMI 2.0b con HDCP 2.3, una terza porta USB capace di gestire fino a 5 V e 900 mA, un'uscita digitale ottica, una porta Ethernet e gli ingressi per l'antenna digitale terrestre e satellitare che fanno capo ai sintonizzatori DVB-T2 e DVB-S2. La dotazione comprende anche il Bluetooth 4.2 e il Wi-Fi 802.11 ac. Come su altri TV Sony di recente produzione (ad esempio la serie XG95) gli ingressi HDMI sono a piena banda (18 Gbps) e l'ingresso 3 è compatibile con eARC, il canale di ritorno audio migliorato. Ottima la posizione dei connettori, tutti paralleli al pannello e quindi non di ostacolo nel caso si voglia optare per il montaggio a parete.

La sezione audio sfrutta la tecnologia Acoustic Surface Audio+, una soluzione particolare introdotta con la serie A1. Le frequenze medie e alte non vengono riprodotte tramite i classici speaker. Al loro posto operano degli attuatori collocati dietro il pannello. Questi elementi creano delle vibrazioni impercettibili alla vista che consentono di utilizzare lo schermo stesso come sorgente dei suoni. Le basse frequenze sono invece affidate ai già menzionati subwoofer posti sul retro. AG9 è provvisto di una configurazione a 2.2 canali contro i 3.2 di AF9. Viene quindi a mancare il canale dedicato al centrale. Sony ha inoltre dichiarato di aver modificato gli attuatori, ora capaci (almeno sulla carta) di coprire più efficacemente le medie ed alte frequenze. La potenza è pari a 10 W x 2 più 20 W x i 2 subwoofer.

Sui nuovi OLED debutta la tecnologia Sound-from-Picture Reality, sviluppata per collocare i suoni in corrispondenza con le immagini. Come sugli OLED AF9 è possibile collegare il TV ad un impianto multi-canale e sfruttare la tecnologia Acoustic Surface Audio+ per sostituire il canale centrale. L'audio integrato viene quindi trattato come un vero e proprio diffusore acustico. AG9 può infine riprodurre tracce in Dolby Atmos, Dolby Digital Digital Plus, AC-4 e DTS.

Il processore video non è cambiato: è sempre l'X1 Ultimate che abbiamo visto ed apprezzato sulle serie ZF9, AF9 e XG95. Le possibilità offerte dall'elaborazione video sono quindi le stesse. Super Resolutionobject-based” analizza l'immagine in tempo reale per incrementare il livello di dettaglio in ogni singolo "oggetto", ovvero in tutti i particolari salienti individuati dal processore stesso (ad esempio la trama di un tessuto). Anche i video in elevata gamma dinamica vengono elaborati sulla base degli oggetti per mezzo della rimasterizzazione HDR"object-based". A Super Bit Mapping 4K HDR spetta invece il compito di ricreare transizioni più morbide, uniformi e precise tra le sfumature di colore.

Dalla serie AF9 deriva il Pixel Contrast Booster, un sistema di controllo dei pixel capace di incrementare il volume colore. Le componenti cromatiche vengono riprodotte con maggiore precisione anche in scene ad elevata luminosità. A completare la dotazione, in termini di ottimizzazione video, è la tecnologia Triluminos, utile per migliorare la precisione cromatica quando si sfruttano spazi colore ampliati come DCI-P3 e BT.2020. La compensazione del moto è ovviamente affidata al Motionflow, la collaudata tecnologia proprietaria che ormai da tempo accompagna i TV del marchio nipponico.

Il supporto a HDR abbraccia tre dei principali formati, come su tutti gli altri prodotti Sony di fascia alta. Si possono visualizzare video in HDR10, HLG e DolbyVision. L'unica mancanza è costituita da HDR10+. Come sui precedenti Serie Master è presente la Modalità calibrata per Netflix, una funzione che va ad impostare automaticamente vari parametri dell'immagine per assicurare una visione più corretta in SDR (Standard Dynamic Range) e Dolby Vision.

Per gli utenti più esperti e per i tecnici sono disponibili tutte le impostazioni avanzate realizzate grazie all'integrazione con il software di calibrazione CalMAN di Portrait Display. Per sbloccarle è sufficiente scaricare e lanciare l'applicazione "CalMAN for Bravia" dal Google Play Store. Collegando il TV ad un PC con CalMAN (tramite Wi-Fi) si abilitano due modalità video aggiuntive, il controllo remoto del TV e la possibilità di eseguire una regolazione automatizzata in gamma dinamica standard. Il risultato ottenuto viene poi adattato anche per l'HDR. Per la calibrazione sono richiesti anche uno strumento di misura (un colorimetro X-Rite ad esempio) e un generatore di segnale (che può essere anche il computer).

Chiudiamo con il telecomando, completamente rinnovato sia nell'estetica sia nella disposizione dei tasti. Sony ha finalmente scelto di abbandonare l'unità di controllo che ha accompagnato i modelli di fascia alta negli ultimi anni. La finitura in gomma, non molto pregiata e poco piacevole al tocco, è stata sostituita da un lato superiore che richiama ora l'alluminio spazzolato. L'esperienza di utilizzo ha confermato le ottime impressioni che avevamo tratto durante la prova di XG95. I tasti sono ben spaziati e assicurano un'ottima ergonomia. L'uso è quindi piacevole e richiede poco tempo per trovarsi a proprio agio.

Lungo il lato superiore troviamo il microfono, il tasto di accensione e spegnimento e il tastierino numerico. Più in basso risaltano i pulsanti per Google Play Movie e Netflix, la croce direzionale e i tasti che controllano l'interazione più tradizionale. In basso abbiamo il cambio del canale, il volume e i controlli per la riproduzione di contenuti multimediali. Il giudizio è quindi assolutamente positivo anche per le ottime sensazioni che il telecomando riesce a trasmettere. Finalmente le ammiraglie Sony sono dotate di un sistema di controllo curato al pari del design e delle prestazioni. Peccato solo per l'assenza della retroilluminazione, sarebbe stata la proverbiale ciliegina sulla torta.

Il TV AG9 da 55" viene proposto con un listino di 2.999 Euro. In rete si può acquistare a partire da circa 2.400 euro.

Le misure e i consigli per regolare la TV

Dal punto di vista della calibrazione non vi sono cambiamenti rispetto alla Serie Master AG9. Fatte salve le novità introdotte con il menu rapido (ne parliamo nel capitolo sulla Smart TV), che però non incidono sulle impostazioni disponibili, ritroviamo di fatto la stessa ricca dotazione. Le modalità video disponibili sono Brillante, Standard, Cinema, Gioco, Grafica, Foto e Personale. In HDR si condividono le stesse impostazioni realizzate per SDR. Sony non separa completamente i banchi di memoria che in elevata gamma dinamica si adeguano ovviamente ai differenti standard (spazio colore, picchi di luminosità eccetera) ma mantengono una base comune (bilanciamento del bianco e interventi sui colori). L'attivazione di HDR viene segnalata tramite un piccolo logo che compare nel menu in alto a destra.

In Dolby Vision sono presenti tre modalità video: Brillante, Dolby Vision chiaro per la visione in ambienti luminosi e Dolby Vision scuro per gli ambienti oscurati. Quando si avvia Netflix si può inoltre abilitare la Modalità Calibrata per SDR e Dolby Vision. Da notare che la suddetta funzione, una volta disattivata, riporta la modalità video su Standard per SDR e su Dolby Vision chiaro per HDR. Chi non vuole proseguire la visione con le suddette modalità deve quindi ricordarsi di selezionare manualmente la propria preferita dopo ogni disattivazione.

Agli utenti consigliamo di utilizzare le seguenti modalità video:

SDR/HDR

  • Ambiente luminoso: Cinema
  • Ambiente oscurato: Personale

Dolby Vision

  • Ambiente luminoso: Dolby Vision chiaro
  • Ambiente oscurato: Dolby Vision scuro

Per gli utenti più avanzati sono poi disponibili ulteriori possibilità. Collegando un PC con CalMAN tramite l'applicazione "CalMAN for Bravia" si abilitano le modalità video Personale per professionisti 1 e Personale per professionisti 2, utili, ad esempio, per eseguire una calibrazione la visione di giorno e di notte.

Per i nostri test abbiamo utilizzato la nostra consueta attrezzatura: un colorimetro SpectraCal C6 HDR2000, un generatore di segnale DVDO TPG, HDFury Integral, HDFury Vertex, HDFury Linker, il misuratore di input lag realizzato da Leo Bodnar e Calman 5.10 Ultimate.

Come sulla serie AF9 la luminosità varia a seconda del valore impostato per "Luminanza di picco" (da lasciare fissa su "Alto" in HDR). Le impostazioni di fabbrica fissano la luminosità ad oltre 240 cd/m2 - nits, una quantità davvero abbondante che non sfigurerebbe in una calibrazione per ambienti luminosi. Per la visione con poca luce o al buio consigliamo quindi di abbassare drasticamente questo valore.

La modalità Personale ha esibito prestazioni piuttosto buone con le regolazioni di fabbrica. La scala dei grigi mostra un eccesso di blu che si mantiene più o meno costante mentre rosso e verde sono presenti nelle giuste proporzioni. L'errore rispetto al risultato ottimale, ovvero il DeltaE, si attesta mediamente a 3,75 (la soglia critica per l'occhio umano è 3) mentre quello massimo, che corrisponde al bianco al 100%, è fissato intorno a 4,9. L'andamento del gamma è molto regolare con pochi e non significativi scostamenti. Il valore medio è 2,38 mentre il nostro riferimento è fissato 2,4.

La copertura dello spazio colore Rec.709 eccede leggermente il riferimento e si attesta al 106,6%. La precisione nella riproduzione dei colori è più che buona. Lo spostamento più significativo si registra sul ciano con un DeltaE di 3,3, appena sopra la soglia del visibile. Abbiamo poi il rosso a 1,7, il verde a 0,8, il blu a 0,9, il magenta a 1,9 e il giallo a 0,9. Anche le saturazioni intermedie (20%, 40%, 60% e 80%) sono fedeli e precise anche se con margini di miglioramento. Il DeltaE medio è 2,2 e supera la soglia critica del 3 solo per il ciano.

Eseguire una calibrazione sulla serie AG9 non è un'operazione difficile. Il TV è provvisto di numerosi controlli che rispondono in modo puntuale ai cambiamenti. Abilitando il controllo tramite CalMAN è possibile sfruttare il bilanciamento del bianco fino a 20 punti, in aggiunta i 2 e 10 punti disponibili direttamente. Per ottenere ottimi risultati non è in realtà necessario ricorrere a tutti i 20 punto. Nel nostro caso abbiamo comunque optato per questa via in modo da spremere fino in fondo il nuovo OLED. Come sugli AF9 è presente anche un CMS (Color Management System) completo che agisce su tinta, saturazione e luminosità per rosso, verde, blu, ciano, magenta e giallo. Data la condivisione di vari settaggi tra SDR e HDR consigliamo di eseguire una calibrazione con gamma 2.2 in modo che la calibrazione SDR si adatti meglio all'HDR.

La regolazione della scala dei grigi con i 20 punti disponibili permette di raggiungere risultati di assoluta eccellenza. Il DeltaE medio scende a livelli infinitesimali: il dato che abbiamo ottenuto è 0,16 con un massimo di 0,23. Di fatto parliamo di un comportamento praticamente perfetto. Anche il gamma finisce per allinearsi con altrettanta precisione al riferimento: il valore medio è 2,4 e corrisponde esattamente all'obiettivo che volevamo raggiungere.

La fedeltà cromatica migliora sensibilmente. Le regolazioni apportate portano il DeltaE massimo a 1,5 per il rosso, 0,5 per il verde, 0,6 per il blu, 0,5 per il ciano, 0,8 per il magenta e il giallo. Il CMS permetterebbe teoricamente di incrementare ulteriormente la l'accuratezza dei grafici. Come su AF9 (ma vale anche per i modelli di altri marchi) consigliamo però prudenza. La correttezza formale non si sposa necessariamente con immagini realmente migliori e le misure non raccontano sempre tutto quello che si deve sapere. Spingere i controlli oltre certi limiti può causare errori più consistenti nelle saturazioni intermedie e può tradursi anche in artefatti visibili nella transizione tra le sfumature. Data anche la bassa soglia raggiunta in termini di errore medio, corrispondente a 1,5 anche per le saturazioni intermedie, riteniamo che il gioco non valga la candela.

L'eccellente quadro sin qui emerso si conferma anche effettuando la misura del Color Checker, che controlla la fedeltà cromatica prendendo in considerazione un numero più ampio di colori, compresi gli incarnati. Il DeltaE medio è 0,84 mentre quello massimo è 2,25.

Prima di passare a HDR spendiamo qualche parola sul comportamento dell'ABL, acronimo di Automatic Brightness Limiter. Questo sistema, presente su tutti gli OLED, limita la massima luminosità quando si visualizzano immagini ad elevato APL (Average Picture Level). Quando la percentuale di elementi luminosi, rapportata alle parti buie, supera una determinata soglia, ecco che l'ABL entra in azione e abbassa la luminosità su tutto lo schermo. Il limite per il 55" AG9 è fissato a circa 140 cd/m2 - nits su schermata con il bianco che copre tutto il quadro.

Se invece si eccede il valore sopra riportato si può incappare in qualche fluttuazione della luminosità passando da scene più scure a quelle molto luminose (ad esempio con scorci innevati). Volendo si può anche disabilitare la "Luminanza di picco" per prevenire qualsiasi problematica nell'uso in ambienti oscurati. Come sui precedenti OLED Sony è presente il sistema che rileva gli elementi brillanti e statici su schermo e abbassa la luminosità dopo qualche minuto, in modo da prevenire fenomeni come lo "stampaggio" dei pannelli.

Anche in HDR abbiamo un eccesso di blu sulla scala dei grigi, soprattutto dal 30% a salire. La calibrazione è comunque buona soprattutto per quanto riguarda la curva EOTF (Electro-Optical Transfer Function). Osservando il grafico con notevole attenzione (o modificando la scala) si possono notare lievissimi scostamenti che però risultano praticamente ininfluenti nell'uso reale. Anche la riproduzione dei colori è buona. Osservando il gamut relativo allo spazio colore DCI si nota soprattutto una lieve tendenza del ciano verso il blu. La copertura dello spazio colore DCI-P3 è pari al 93,56% xy e al 96,93% uv mentre quella del BT.2020 raggiunge il 68,57% xy e il 72,49% uv.

Dopo aver eseguito una taratura completa abbiamo registrato i seguenti valori riguardanti il picco di luminosità:

  • Schermata al 1%: circa 708 cd/m2 - nits
  • Schermata al 2%: circa 709 cd/m2 - nits
  • Schermata al 5%: circa 659 cd/m2 - nits
  • Schermata al 10%: circa 613 cd/m2 - nits
  • Schermata al 25%: circa 452 cd/m2 - nits
  • Schermata al 50%: circa 282 cd/m2 - nits
  • Schermata al 75%: circa 203 cd/m2 - nits
  • Schermata al 100%: circa 145 cd/m2 - nits

I risultati sono in linea con quelli ottenuti dopo la calibrazione in SDR. L'errore sulla scala dei grigi è sostanzialmente inesistente e anche la precisione sulla curva EOTF migliora seppur lievemente, limando ulteriormente le poche imprecisioni presenti. Sui colori si nota soprattutto la miglior accuratezza nel riprodurre la tinta del ciano, non più tendente al blu. Resta invece un giallo che vira lievemente verso il rosso. Questo comportamento è dovuto alla condivisione delle impostazioni tra SDR e HDR. Se si cerca di correggere questa imprecisione si finisce con il peggiorare la precisione del giallo in SDR ed in modo decisamente più evidente. Riteniamo dunque che questo risultato sia il miglior compromesso possibile.

La copertura degli spazi colore dopo la taratura è leggermente più ampia: Il DCI raggiunge il 93,82% xy e il 97% uv mentre il BT.2020 si attesta al 68,73% xy e al 72,45% uv. La misura del volume colore relativo (CIE L*a*b) ha evidenziato una copertura del 115,069% per il BT.709, del 77,103% per il DCI-P3 e del 52,183% per il BT.2020. La gestione delle immagini in movimento senza Motionflow garantisce un dettaglio di circa 350-400 linee. Con Motionflow attivo si possono raggiungere circa 600-700 linee. Se si imposta il parametro "Nitidezza" al massimo si attiva il "black frame insertion" e si incrementano ulteriore le prestazioni.

Volume colore

Prima di concludere spendiamo qualche parola anche sulla calibrazione automatica. La procedura è la stessa che abbiamo già descritto per le serie ZF9 e AF9. Si collegano PC e TV in Wi-Fi tramite CalMAN e l'applicazione "Bravia for CalMAN" e si seleziona l'ingresso desiderato, quello utilizzato per collegare il generatore di segnale. Il controllo diretto (DDC, Direct Display Control) è una grande comodità che sveltisce tutte le operazioni e rende inutile il telecomando. Tutte le regolazioni si effettuano agendo sui menu a tendina presenti all'interno di CalMAN.

La taratura che si esegue è solo una. Si agisce in SDR con gamma 2.2 e si importano i valori per regolare anche l'HDR. A seconda del grado di precisione desiderato si può impiegare un tempo compreso tra 10 e 20/25 minuti. Sono compresi bilanciamento del bianco e correzione dei colori. Il risultato ottenuto è molto buono e non lontano da quello che raggiungerebbe un tecnico esperto. La procedura automatizzata può anche servire per dare creare una migliore base di partenza su cui operare poi manualmente per incrementare ulteriormente la precisione.

La Smart TV

La serie AG9 è dotata di Android TV in versione Oreo (8.0). Il SoC chiamato a gestire tutte le funzioni è una versione leggermente modificata di quello che equipaggia AF9 e ZF9. Si tratta sempre del Mediatek MT5893, dotato di una CPU quad-core a 64-bit con architettura ARM Cortex-A73 e di una GPU Mali-G71. A cambiare è il quantitativo di RAM installata. Come su XG95 troviamo 2,5 GB contro i 4 GB dei TV Serie Master 2018. Lo spazio di archiviazione integrato, espandibile tramite USB, ammonta invece a 6.384 MB.

Se però si abbandonano i dati tecnici e si valutano le reali prestazioni, è davvero difficile notare l'assenza di 1,5 GB di RAM. Il sistema è infatti davvero reattivo e non ha mostrato impuntanti durante l'uso delle tante applicazioni che abbiamo installato per i nostri test. Netflix, Amazon Prime Video, YouTube, Kodi, il media-player integrato ed altre ancora non hanno evidenziato incertezze o problematiche rilevanti.


L'unica accortezza che invitiamo a prendere in considerazione riguarda il media-player integrato. Se si collegano hard disk con grandi qualità di dati (foto e/o video) è indispensabile mettere in conto tempi piuttosto lunghi prima di poter accedere alla libreria di contenuti. Il software rileva tutti i file presenti e li inserisce nelle apposite categorie (foto, video eccetera) creando un'icona con l'anteprima. Il nostro caso è sicuramente un po' al limite poiché, tra segnali test e foto, il numero di file si contava nell'ordine delle migliaia con in più vari filmati in qualità Ultra HD Blu-ray. Il completamento di tutte le operazioni ha richiesto decine di minuti e ha rallentato leggermente il sistema in qualche occasione.

Chi non vuole attendere ha comunque un'alternativa: scaricare e installare Kodi. Il software opera sulla base delle singole cartelle ed è quindi subito pronto all'uso, anche se con alcuni video abbiamo avuto l'impressione che la fluidità delle immagini non fosse sempre ottimale. Si tratta comunque di un'alternativa che può tornare utile e che qualcuno potrebbe preferire anche per via di un'interfaccia sicuramente piacevole e funzionale.


Complessivamente le prestazioni offerte da questa versione del SoC MT5893 abbinata ad Android TV Oreo sono convincenti. Siamo sui livelli dei Serie Master AF9 e ZF9 e dunque al vertice della categoria per gli Smart TV dotati del sistema operativo di Google. Chi ha provato unicamente i modelli dotati di SoC MT5891 (la quasi totalità dei prodotti presenti sul mercato) deve dimenticare totalmente quell'esperienza d'uso: AG9 si posiziona su un livello più alto e maturo e non richiede nessuna ottimizzazione per garantire un'esperienza piacevole.

Le applicazioni disponibili tramite Play Store coprono praticamente tutto il possibile. Tra le altre citiamo Netflix, Spotify, Kodi, Amazon Prime Video, DAZN, Infinity, Wuaki.tv, Chili, Rai.tv, YouTube, VLC e tante altre ancora. Manca invece NOW TV, annunciato da svariati mesi ma ancora assente su Android TV. YouTube supporta l'HDR tramite l'applicazione integrata mentre Dolby Vision si può utilizzare tramite HDMI, USB e i servizi come Netflix e Amazon Prime Video (anche se l'unico titolo disponibile è "Jack Ryan").


Il media-player sviluppato da Sony supporta le seguenti tipologie di file: MPEG1: MPEG1/MPEG2PS: MPEG2/MPEG2TS (HDV, AVCHD): MPEG2, AVC/MP4 (XAVC S): AVC, MPEG4, HEVC/AVI: Xvid, Motion Jpeg/ASF (WMV): VC1/MOV: AVC, MPEG4, Motion Jpeg/MKV: Xvid, AVC, MPEG4, VP8.HEVC/WEBM: VP8/3GPP: MPEG4, AVC/MP3/ASF (WMA)/WAV/MP4 AAC/FLAC/JPEG. Sono inoltre compatibili HEVC, VP9 (anche Profile 2) e i file system FAT16, FAT32, exFAT e NTFS.

AG9 ha riprodotto senza difficoltà praticamente tutti i video che abbiamo testato tramite il media-player, anche quelli in qualità Ultra HD Blu-ray. Per le tracce audio abbiamo invece notato qualche incertezza con il DTS-HD Master Audio, dal quale il televisore estrae il "core" in DTS ("lossy", quindi con perdita di qualità). In alcune occasioni l'audio tende a saltare ad intervalli regolari. Gli stessi titoli hanno invece funzionato perfettamente con Kodi. Va inoltre messa in conto l'incompatibilità con le tracce audio "lossless" che risultano incompatibili (come su tutti gli altri prodotti sul mercato).

L'interfaccia grafica non presenta ovviamente novità per quanto riguarda la parte "smart". Oreo organizza la home in canali, macro-aree a sviluppo orizzontale che raggruppano elementi per tematiche affini. Alcuni esempi di canali sono quelli dedicati a Netflix e YouTube. L'utente può personalizzarne la disposizione, e decidere cosa inserire o rimuovere. In alto sono raggruppate tutte le applicazioni di uso comune con la possibilità di scorrerle in orizzontale o di aprire l'elenco (in fondo a destra) con tutte quelle presenti sulla memoria integrata (espandibile tramite hard disk o memorie USB).

I menu veri e propri uniscono invece elementi vecchi e nuovi. Le principali impostazioni sono rimaste immutate. Ritroviamo quindi la classica interfaccia che si sviluppa in verticale lungo il bordo destro dello schermo. L'accesso a tutte le impostazioni avviene invece tramite il nuovo menu rapido che si sviluppa in orizzontale lungo il bordo inferiore. Le voci presenti sono raggruppate all'interno di menu a tendina. Si può cambiare la modalità video, quella audio o agire su parametri come la luminosità. L'utente può anche decidere quali voci devono essere visualizzate e in quale ordine, dando risalto a quelle che ritiene più utili ed eliminando le regolazioni meno utilizzate.

La grafica sviluppata da Sony per il nuovo menu rapido è piacevole e ci auguriamo quindi di vederla presto applicata a tutta l'interfaccia dei televisori. In questo modo si otterrebbero due effetti positivi: si svecchierebbe la veste esteriore dei menu e si otterrebbe anche una maggiore armonizzazione tra gli stili utilizzati. Come per la serie XG95 segnaliamo inoltre la presenza di qualche passaggio un po' troppo arzigogolato per raggiungere le impostazioni complete. Occorre infatti passare dal menu rapido e selezionare poi "visualizzazione e suono". Da qui si passa al menu visualizzato sulla destra, e si deve selezionare la voce "Immagine".

La prova di visione

Le similitudini tra AG9 e i precedenti AF9 sono evidenti sin dal primo contatto con il nuovo 55" Sony. Il "marchio" impresso dal produttore giapponese sulla nuova gamma è ben presente e prosegue quella ricerca della massima fedeltà iniziata lo scorso anno con i prodotti della Serie Master. Liquidiamo immediatamente il discorso relativo al livello del nero e al rapporto di contrasto. Parliamo di OLED e dunque questi parametri si esprimono al massimo delle potenzialità in relazione alle tecnologie attualmente disponibili per il mercato dell'elettronica di consumo. Con gli strumenti a nostra disposizione è impossibile misurare il livello del nero. A occhio nudo lo schermo appare completamente spento su schermata nera. Lo spettatore percepisce un rapporto di contrasto elevatissimo, inarrivabile al momento per le altre tecnologie.

L'uniformità esibita dall'esemplare che abbiamo ricevuto in prova è più che buona. In una stanza completamente buia si possono notare alcune lievi bande verticali sulle schermate molto scure, con grigio dal 5% a scendere. Si tratta dell'ormai noto "banding" che è presente, in misura simile, su tutti i pannelli OLED prodotti da LG Display. AG9 da questo punto di vista si comporta un po' meglio della media, tanto che anche durante la visione di contenuti sportivi, con rapide carrellate laterali su sfondi più o meno uniformi (ad esempio i campi da calcio), è davvero difficile scorgere qualche imperfezione.

Il merito va ascritto sicuramente anche alla notevole pulizia del quadro che il TV esibisce nei livelli sopra il nero assoluto, le parti più buie dell'immagine. La gestione di questa tipologia di segnali si è sempre dimostrata ostica per la tecnologia OLED. Sony, grazie anche al contributo dell'elettronica, riesce a contenere il rumore video e tutti i difetti legati alla riproduzione delle sfumature, visibilmente più graduali nel passare da un colore all'altro grazie alla funzione "Gradazione uniforme". Questo filtro rientra nella categoria definita "de-countouring" e limita efficacemente il "banding" eventualmente presente nelle sorgenti. Le strisce e le bande di colore vengono celate o eliminate, rendendo più morbida la transizione tra le varie tonalità.


Il dithering è presente ma in misura minore se confrontato con quello esibito da altri modelli. Con il termine "dithering" si indica una tecnica che permette di mostrare una maggiore quantità di colori rispetto a quelli realmente riproducibili dai pannelli. Un approfondimento del tema è disponibile qui | A cosa servono i pannelli a 10 bit sulle TV: guida di HDblog.it |, al capitolo intitolato "L'elaborazione video". La differenza tra i Sony e i prodotti della concorrenza tende ad aumentare con materiale di qualità non eccelsa (contenuti in streaming più compressi del dovuto, ad esempio), poiché in questi casi la presenza di artefatti o di imperfezioni all'origine è sicuramente superiore.

La pulizia delle immagini si accompagna alla capacità di mostrare tutti i dettagli presenti. Il TV non "chiude" le bassi luci per celare i difetti eventualmente presenti. Non abbiamo quindi un nero fin troppo predominante che finisce per fagocitare anche alcuni particolari che il regista avrebbe voluto mostrare allo spettatore. É proprio in queste circostanze che si apprezza la natura della Serie Master: i TV sono strumenti che devono avvicinarsi il più possibile ai monitor usati in fase di creazione dei contenuti. Devono quindi risultare fedeli e "trasparenti" rispetto alle sorgenti, senza aggiungere o togliere nulla che possa alterare la visione.

AG9 conferma inoltre le doti che apprezziamo da tempo sui prodotti Sony. Naturalezza ed equilibrio sono quasi sempre assicurate. Un esempio è dato dai colori: tutte le tinte vengono riprodotte con precisione. All'occhio dello spettatore le immagini appaiono non artefatte e dunque realistiche, prive di quelle forzature che a volte possiamo riscontrare quando l'elaborazione del segnale prende il sopravvento su tutto il resto. L'utente può comunque sfruttare le tante funzioni presenti per modificare la resa anche in modo decisamente evidente. É però una scelta che viene lasciata al gusto personale: le modalità video più corrette prediligono la fedeltà alla volontà di impressionare a tutti i costi "con effetti speciali" e in tutte le situazioni.


Parlando di elaborazione video non si può non citare l'eccellente elettronica. Il processore X1 Ultimate non è del resto una novità. Abbiamo imparato a conoscerlo già da tempo grazie alle prove di AF9, ZF9 e XG95. Non ci sono pertanto novità ma "solo" solide conferme. Potremmo dilungarci su tutte le piccole e grandi migliorie apportate. Sarebbe però tedioso e poco utile, perciò preferiamo soffermarci sugli aspetti che più ci hanno colpito. Il primo è l'upscaling: tutte le sorgenti con definizione inferiore all'Ultra HD vengono trattate in modo esemplare. Il livello di dettaglio risulta visibilmente incrementato ma senza sacrificare la naturalezza. É proprio a questo genere di sfumature che ci riferiamo quando parliamo di "equilibrio". L'intervento c'è ed è evidente con una semplice occhiata, ma non tende a risultare tanto eccessivo da far percepire il tutto come "finto". Volendo si può poi intervenire di fino per impostare i tanti filtri presenti, primo tra tutti quel "Reality Creation" così efficace nel far risaltare anche le più piccole minuzie. Ovviamente in questo caso occorre agire con consapevolezza: rovinare il quadro che abbiamo appena descritto è assolutamente possibile.

Il secondo aspetto che ci ha favorevolmente impressionato, ma è in realtà una conferma, è la gestione delle immagini in movimento. Il Motionflow riunisce una serie notevole di pregi: riduce efficacemente la sfocatura sulle carrellate più rapide, contiene bene la presenza di artefatti a differenza di altre tecnologie, mette a disposizione varie opzioni che lo rendono piuttosto duttile. Ci sono però margini di miglioramento. La personalizzazione è minore rispetto ad altre tecnologie rivali. Si può agire sul parametro "Fluidità" ma non è concessa la regolazione separata per ridurre la sfocatura e per incrementare l'interpolazione del moto.

Va inoltre completamente rivisto l'utilizzo del "black frame insertion". Quando si porta il parametro "Nitidezza" al massimo si notano immediatamente due effetti. Un drastico calo della luminosità e l'insorgenza del "flickering", lo sfarfallio che penalizza la stabilità delle immagini. Il dettaglio in movimento è effettivamente migliore ma i difetti sono tanto evidenti ed incisivi da sconsigliarne l'uso. Se in SDR la perdita di luminosità potrebbe anche risultare accettabile in ambienti oscurati, in HDR è davvero eccessiva. Lo sfarfallio risulta poco sopportabile durante le sessioni prolungate e troviamo difficile pensare che qualcuno riuscirà a seguire un intero film o un evento sportivo senza accusare un fastidioso affaticamento della vista. L'attivazione del "black frame insertion" forza inoltre l'aggiornamento delle immagini a 60 Hz che evidentemente non è adatto per lo standard televisivo italiano (ed europeo) generalmente fissato a 50 Hz (qualche microscatto è inevitabile).


Nota bene: quanto appena descritto non si riferisce solo agli OLED Sony ma comprende tutti i televisori con la stessa tecnologia dotati di "black frame insertion". Dato il quadro di eccellenza toccato dalle elaborazioni sviluppate da Sony, ci è sembrato giusto soffermarci con dovizia di particolari anche su questo aspetto. Auspichiamo che tutti i produttori possano trarre spunto da queste critiche (mosse da gran parte della stampa specializzata) per farne tesoro e migliorare.

Passando dalla gamma dinamica standard a HDR si apprezza la grande dinamica messa a disposizione dai pannelli. Lo abbiamo del resto ripetuto in tante occasioni: è questo il materiale che permette di sfruttare a piano le qualità di un TV OLED. AG9 tratta i segnali HDR esattamente come la serie AF9. L'elaborazione che adatta la luminosità dei contenuti a quella dei pannelli è dinamica. Parliamo del cosiddetto "tone mapping", che qui non si basa sui metadati statici contenuti nei video. I metadati sono le informazioni che suggeriscono ai televisori come visualizzare su schermo l'HDR, seguendo le direttive impostate in fase di produzione dai coloristi.

I metadati statici sono frutto di un compromesso poiché fissano una media che viene mantenuta per tutta la lunghezza di un filmato e quindi in ogni scena. Non c'è modo di ottimizzare: se viene fissato un tetto di luminosità elevato ma la media è in realtà ben più bassa (e può capitare, vari titoli sono realizzati così), si rischia che il TV presenti immagini mediamente scure per non pregiudicare i picchi nelle zone più brillanti anche se questi sono numericamente assai pochi o addirittura del tutto assenti a quei livelli. In altri casi può invece avvenire il contrario: le porzioni più chiare vengono "bruciate" e sono quindi completamente bianche per non rendere troppo buie le scene più scure.


Proprio per evitare questi inconvenienti sono stati creati i formati con metadati dinamici come il Dolby Vision, capaci di ottimizzare l'equilibrio tra chiari e scuri in modo più approfondito. Potenzialmente si potrebbe intervenire fotogramma per fotogramma, anche se al momento non si agisce in questo modo. I contenuti in HDR10 sono però in netta maggioranza ed è per questo che Sony, come altri produttori, utilizza il "tone mapping" dinamico sfruttando il processore video X1 Ultimate. L'elettronica analizza le immagini in tempo reale e applica un'ottimizzazione dinamica. Le sorgenti vengono adattate per garantire un risultato migliore rispetto al contenuto di partenza.

AG9 si è dimostrato capace di preservare un ottimo dettaglio nelle zone dove sono presenti i picchi di luminosità. I valori che abbiamo misurato sono più o meno in linea con quelli di AF9 e quindi non elevatissimi in assoluto. Parliamo di circa 600 cd/m2 - nits (maggiori dettagli sono presenti nel capitolo sulle misure). Testando i prodotti è del resto evidente il lavoro impostato da Sony: il limitatore di luminosità interviene in modo più conservativo rispetto ad altri OLED sul mercato. Probabilmente la motivazione è da ricercarsi nella volontà di mantenere il quadro più pulito sulle basse luci e in una maggiore precauzione riposta nel prevenire la ritenzione di loghi e indicatori sempre fissi su schermo.


A livello pratico le differenze sono però davvero ridotte. Torniamo nuovamente a citare l'equilibrio. AG9 riesce a trovare il giusto compromesso tra alte e basse luci. L'elmetto più importante è l'APL, il livello di luminosità medio contenuto nelle immagini e questo si apprezza grandemente quando si guardano contenuti reali e non segnali di test. Si sacrifica a volte qualcosa sugli estremi per ottenere una prestazione sempre solida sui mezzi toni, laddove si concentrano la maggior parte dei dettagli. Evidentemente Sony ha preferito concentrarsi su questo invece di assicurarsi che con piccole finestre bianche su schermo il dato non fosse inferiore a quello di altri diretti concorrenti. La differenza in termini di candele al metro quadro / nits è comunque tanto contenuta da risultare visibile solo affiancando due televisori e solo in scene particolari.

In Dolby Vision la resa è praticamente identica a quella della serie AF9. Il profilo usato è sempre il "low-latency mode", una versione che distribuisce diversamente il carico di lavoro. Le sorgenti devono compiere qualche operazione in più mentre ai TV spetta un compito un meno gravoso. L'uso dei metadati dinamici permette di ottenere quella maggiore precisione nel rappresentare chiari e scuri che abbiamo tratteggiato poc'anzi. In termini pratici non è sempre facile notare i miglioramenti: spesso si tratta di sfumature non enormemente evidenti. Il cielo può ad esempio apparire più azzurro e con colori più saturi anziché bianco e slavato. Anche le nuvole eventualmente presenti possono acquisire più dettagli che contribuiscono a creare un maggior senso di profondità del quadro.


Come sui precedenti TV Sony c'è la tendenza a scurire leggermente le immagini rispetto agli OLED di altre marche. Per questo motivo può essere utile la modalità Dolby Vision chiaro, sicuramente meno fedele ma capace di compensare meglio l'eventuale presenza di fonti di luce nell'ambiente di visione. Un rapido cenno anche sulla Modalità Calibrata per Netflix. Si tratta sostanzialmente di due banchi di memoria aggiuntivi già impostati per la visione in ambienti oscurati. Una è dedicata ai contenuti SDR e una all'HDR. Entrambi offrono una resa simile a quella che si otterrebbe regolando le modalità Personale e Dolby Vision scuro.

Una disamina di AG9 non sarebbe completa senza la valutazione del comparto sonoro, spesso dimenticato ma fondamentale per garantire un'esperienza veramente appagante. Purtroppo l'avvento dei televisori piatti ha banalizzato questo aspetto. Il poco spazio a disposizione rappresenta un serio limite per le prestazioni. Spesso, in fase di recensione, ci riesce difficile "raccontare" il prodotto perché, in realtà, c'è poco da dire. Fortunatamente non è questo il caso degli OLED Sony: la tecnologia Acoustic Surface Audio+ è unica e restituisce un'esperienza che potremmo definire "esclusiva".

Le modifiche apportate da Sony non hanno in realtà prodotto grandi cambiamenti. L'eliminazione degli attuatori dedicati al canale centrale praticamente non si nota durante l'ascolto. Anche i nuovi attuatori non hanno evidenziato segni distintivi particolari. Con alcune tracce sembra effettivamente che medie e alte frequenze di armonizzino meglio con i bassi. Si tratta però di sfumature così tenuti da risultare di difficile valutazione, specialmente in assenza di un confronto diretto tra AF9 e AG9 (la memoria potrebbe giocare qualche scherzo).


I dialoghi e il dettaglio sono convincenti e anche i bassi sono abbastanza presenti, seppur con i limiti dettati dall'assenza di un subwoofer esterno. La potenza è generosa: alzando il volume si può ottenere una resa convincente anche in ambienti di generose dimensioni. Sconsigliamo però di esagerare e di portarsi verso il massimo poiché in questo caso la distorsione è dietro l'angolo. La capacità di centrare i suoni in corrispondenza con le immagini incrementa sensibilmente il coinvolgimento ed è la caratteristica che più abbiamo apprezzato.

Resta invece più critico il collegamento del TV ad un sistema multi-canale, necessario per sfruttare lo schermo come diffusore centrale. La riuscita dipende da molte variabili: caratteristiche e dimensione dell'ambiente, tipologia dell'impianto con cui AG9 deve armonizzarsi. Si possono perciò ottenere prestazioni che variano fortemente, passando dal buono allo scarso. Agli utenti interessati consigliamo di effettuare test ma di non basare la riuscita del sistema home cinema su questo singolo aspetto.

Chiudiamo come sempre con l'input lag. AG9 contiene efficacemente il ritardo nella risposta ai comandi, migliorando leggermente le prestazioni rispetto ad AF9. Il valore che abbiamo misurato in tutte le situazioni (compreso l'HDR attivo) si attesta a circa 26,6 ms.

Conclusioni
Ottima qualità dell'immagine in gamma dinamica standard e HDRL'elaborazione video è da riferimentoCompatibilità con HDR10, HLG e Dolby VisionLa tecnologia Acoustic Surface Audio+ offre una resa sonora unicaAndroid TV è veloce e reattivoOttima costruzioneIl telecomando rinnovato è un piacere da usareL'installazione in ambiente è molto più semplice rispetto ad AF9...
Il design ha perso la sua unicitàAvremmo preferito controlli separati per SDR e HDRIl prezzo di listino lo pone su una fascia più elevata della media

AG9 eredita le ottime prestazioni degli OLED Serie Master 2018 e le integra in un prodotto sicuramente molto più pratico da installare in ambiente. Non si parla quindi di caratteristiche rivoluzionarie e capaci di stravolgere la qualità dell'offerta Sony. Il marchio giapponese è del resto in buona compagnia: il 2019 non ha fino ad ora riservato netti balzi in avanti. La cura costruttiva è quella tipica del marchio giapponese mentre sul design il nostro giudizio è meno positivo. Il prodotto non si presenta di certo con linee sgradevoli. Tuttavia non riusciamo a non pensare che si sia persa l'unicità che aveva fortemente caratterizzato le serie A1 e AF9.

L'appartenenza alla Serie Master porta in dote una serie di caratteristiche di sicuro interesse. La più importante non riguarda le funzionalità ma l'intento con cui AG9 è stata progettata: avvicinarsi il più possibile alla fedeltà dei monitor impiegati dai coloristi per produrre i film e le serie TV. Questa volontà si può riscontrare in molteplici aspetti e si riflette in un equilibrio e in una naturalezza che rendono la visione davvero piacevole.

Le numerose possibilità di intervento in fase di calibrazione, la taratura automatica e la Modalità Calibrata per Netflix sono altre aggiunte che contribuiscono a valorizzare ulteriormente il prodotto. Dato il livello raggiunto ci aspettiamo però che nel prossimo futuro Sony decida di separare completamente le impostazioni per la gamma dinamica standard e per l'HDR. In questo modo si fornirebbero ulteriori strumenti per ottimizzare le immagini e per avvicinarsi ancora di più a quell'alta fedeltà a cui la Serie Master aspira.

L'elettronica è sempre di altissimo livello ed era del resto ampiamente prevedibile. X1 Ultimate non è cambiato e offre sempre un'elaborazione eccellente a 360 gradi. Trovare punti deboli è un compito davvero ostico. AG9 non presta il fianco a critiche sia che si tratti di eseguire l'upscaling, sia che si cerchi di contenere il rumore video o di gestire il moto tramite Motionflow. Se non si pasticca volontariamente con le impostazioni o non si scelgono modalità video meno corrette, si ottiene un quadro bilanciato che non esagera mai con gli "effetti speciali" pur di impressionare l'occhio dello spettatore.


In HDR abbiamo apprezzato la pulizia del quadro nelle scene molto scure. La presenza di dithering, rumore video e artefatti è ridotta al minimo e la transizione tra le sfumature di colore sono graduali e corrette. Il livello raggiunto è sicuramente superiore alla media e pone AG9 in prossimità della vetta sotto questo punto di vista. Spiccano inoltre la precisione nel mantenere l'armonia tra chiari e scuri e il "tone mapping" dinamico, utile per ottimizzare la resa dei contenuti in HDR10.

La Smart TV è gestita benissimo da questa versione del SoC Mediatek MT5893. I 2,5 GB di RAM non hanno comportato alcuna conseguenza tangibili rispetto ai 4 GB che equipaggiavano AF9. Le prestazioni sono quindi praticamente le stesse e dunque ottime. Il sistema è generalmente reattivo e veloce in ogni condizione. Questa combinazione tra hardware e software (Oreo) ha finalmente reso la piattaforma di Google matura e piacevole da utilizzare. Altrettanto piacevole da impugnare è il nuovo telecomando fornito in dotazione. Finalmente Sony ha rinnovato l'unità di controllo abbandonando il modello con rivestimento in gomma che per anni ha accompagnato i prodotti della compagnia del Sol Levante. Ergonomia, design e materiali sono nettamente superiori e rendono il dispositivo quasi perfetto, se non fosse per la mancanza della retroilluminazione.

A completare l'ottimo quadro è la tecnologia Acoustic Surface Audio+, capace di donare una resa sonore unica al TV. Il coinvolgimento aumenta per via della coincidenza tra origine dei suoni e immagini sullo schermo. La qualità audio è buona a patto di non salire eccessivamente con il volume e non fa rimpiangere troppo l'assenza di impianti dedicati.

Il 55" AG9 si può acquistare attualmente al prezzo di circa 2.400 euro. Considerate le prestazioni, la dotazione e le qualità espresse riteniamo che si tratti di un prezzo congruo, anche se evidentemente più elevato rispetto alla media per gli altri OLED di pari dimensioni. Come sempre il prodotto diventerà più appetibile con il progressivo abbassamento dei prezzi.

VIDEO

Il top gamma più piccolo e pontente sul mercato? Samsung Galaxy S10e, in offerta oggi da Gaming Pro a 479 euro oppure da Euronics a 529 euro.

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Commenti

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go87

Grazie mille :)

Giuseppe Privitera

Ciao nicola,approfitto ancora della tua competenza e disponibilità.ho notato che la funzione area schermo in automatico va in normale.cambiando in pixel intero in fermo immagine mi accorgo che riprendono parti di immagine tagliete, quindi per mia teoria dovrebbe essere l impostazione più corretta per godere del formato originale del contenuto, anche se questo comporta memo porzione di schermo coperta. Tu cosa ne pensi?
Grazie

Nicola Buriani

Il rischio tecnicamente c'è come su tutti gli OLED.
Se eviti di usare ogni giorno schermate con indicatori o loghi fissi, specialmente se con alto contrasto e luminosità, non dovresti avere problemi.

go87

Ciao. Ottima recensione. Esiste il problema di burn in su questo AG9?

Paolo Gaddi

Grazie mille!

Nicola Buriani

La AG8 è ì più scarsa per quanto riguarda la Smart TV (per via del SoC differente e meno reattivo) e non ha lo stesso processore video.

Paolo Gaddi

Purtroppo 65 pollici non mi entra nella parete. Invece della serie ag8 che mi dici?

Nicola Buriani

In teoria ci starebbe bene un 65".
Per quanto riguarda la serie non ci sono praticamente differenze in termini di prestazioni, quello che cambia effettivamente è il design.

Paolo Gaddi

Ciao Nicola. Ottima recensione, super dettagliata in tutto. Devo sostituire il mio vecchio smart tv e sono indeciso tra sony af9 e sony ag9 55 pollici. Considera che la distanza tra il divano e la tv è di circa 3.5 mt. Cosa mi consigli?

Nicola Buriani

Dal menu di servizio si vede sicuramente, occhio però a cosa tocchi perché i rischi di fare danni con conseguente passaggio in assistenza sono concreti (conosco più di qualcuno che è finito così pasticciando in quei menu).

Giovanni

aspetta tranquillo che tra 10 anni la compri la tv a microled ahahahah

Giovanni

Lasciali stare davide i Samsung fan che portano avanti il "l'Oled e' rischioso"... fatevi fottere invece alla grande con un QLED che altro non e' che un LED normale con pochi colori in più' ma costa 500 euro in più'" ...Samsung ormai non sa più' come mascherare la sua inferiorità' nei TV... se si arriva a dire che un QLED con il Local Dimming e' come avere un OLED io mi alzo e me ne vado ahahahaha....poi sti micro led che TCL e Samsung portano avanti...a me sembrano il Sacro Graal , che ancora non arriva....poi magari saranno in produzione a non meno di 6000-7000 euro per un 55'' e con una grande incognita in quanto tecnologia nuovissima... per favore tacete!!!

Giovanni

concordo con Davide, Panasonic FZ800 non ha Dolby Vision ma ha HDR10+, e come immagine gia' e' superiore a un LG2018, poi se si calibra un Pansonic non ce ne e' per nessuno...ovviamente parlo di video e non di tutto il resto

Giovanni

Concordo con Davide , sui 1300 euro meglio di un Panasonic 55FZ800 non trovi nulla

Tommaso Santilli

a proposito... in questa tv, tramite qualche menù (anche "segreto"), è possibile verificare quante ore di funzionamento abbia??

Tommaso Santilli

thanks

Nicola Buriani

Faccio qualche controllo, non so se ci siano tecnici vicino a te.

Nicola Buriani

Generalmente danno un tocco in più, poi dipende anche dalla sorgente.
Capitano titoli che magari hanno già maschere di contrasto abbastanza evidenti e in quei casi magari sommare anche il Reality Creation può non essere la migliore delle vie possibili.
Per Gradazione uniforme tieni presente due cose: ti toglie un pochino di dettaglio fine in alcune circostanze e tende a farlo maggiormente con materiale di qualità più bassa (quindi dove l'immagine tende già a risultare "impastata").

Giuseppe Privitera

Ciao nicola,complimenti per le recensioni.
Venendo da panasonic, ultimissimi plasma, dove l 'elettronica va tutta spenta(almeno io lo usavo così).ora possessore di af9, che sotto il profilo delle prestazioni è identico all ag9.
Per come ho capito dalla rece l'elettronica sony come il reality e gradazione uniforme, danno un quel tocco in più.ma allora ti chiedo.consigli proprio di tenerli accessi?ovviamente bassi.non danneggiano il micro dettaglio( gradazione uniforme).ciao grazie

Giovanni
Nicola Buriani

Il processore è migliore ma per notare differenze devi affiancare i TV e sapere anche un po' cosa guardare, non pensare che ci sia un abisso tra X1 Extreme e X1 Ultimate, sono tanti piccoli particolari non eclatanti, anche se magari per qualcuno possono fare la differenza (io prenderei un X1 Ultimate, ma sono terribilmente pignolo e mi fisso anche sui particolari).
Quello che noti davvero tanto è il SoC, lì la differenza la percepisci senza fatica.
Io personalmente non farei il cambio, non ritengo che ci sia un vantaggio così percepibile da giustificare la differenza.
PS: grazie per il supporto!

Giovanni

Nicola innanzitutto complimenti per la recensione... Premesso che l'AF8 è un signor tv che ho avuto il pregio di vedere all'opera... Stavolta non concordo in toto con te Nicola.. AG9 è quasi identico a un AF9 ma rispetto a un AF8 ha un processore più potente e ha molte migliorie nel comparto audio... Sono cose che sicuramente non giustificano 600 - 700 euro attuali di differenza ma sono pur sempre migliorie... Poi sono d'accordo con te, se si ha un AF8 non vale la pena passare a un AG9 oggi

Tommaso Santilli

sapresti consigliarmi come trovare un tecnico capace di calibrare come si deve una tv nella provincia di Ancona?!?

Nicola Buriani

Lascia passare almeno un 100 ore di utilizzo, in questo modo le prestazioni si stabilizzano.
Durante le prime ore rischi di dover mettere mano più volte alle impostazioni.

Tommaso Santilli

grazie mille! ne approfitto anche per chiederti se, in generale, la calibrazione di una tv sia consigliabile farla dopo diverse centinaia di ore di funzionamento o può andar bene anche appena comperata

Nicola Buriani

Per quello che ho visto la mancanza della certificazione sembrerebbe giustificata, alcune cose andavano, molte altre no o comunque non bene.
Ammetto di non aver poi approfondito ulteriormente, potrebbe anche essere una questione software.

Nicola Buriani

Puoi tranquillamente, lo colleghi come tutti gli altri diffusori.

Tommaso Santilli

@Nicola Buriani ciao e complimenti per la recensione! vorrei chiederti se hai avuto modo di verificare la presenza o meno della funzione HBBTV nella tv in questione (nelle specifiche Sony non viene riportato nulla e sul sito lativu non sembrerebbe rientrare fra le tv certificate)

Vincenzo Maiello

ho un 5.1 indiana line con un ampli onkio.
posso usare l audio della tv usandolo come centrale dell impianto?

Alex Bianco

Non c'e' niente da fare : Sony e' sempre Sony...
Qualita' al top

Pixel

Ragazzi ho trovato ieri questo Ag9 da euronics a 2999€ mi sono fatto fare il preventivo e poi sono tornato a casa, quando sono tornato stamattina era salito a 3299€, forse hanno commesso un errore mi hanno detto ma dato che ho il preventivo posso farmelo avere a 2999€ secondo voi conviene prenderlo? Dal vivo è spettacolare e il budget di mio padre è quello.

Progressive

Lo scaler migliora una situazione non buona...

Progressive

Io per i miei ho preso un lcds sony pagato 420€ ed è un 43"... Vai su sony audio chiaro e pulito così come l'immagine... Con lcd 55" non 4k non credo ci siano... 50" sì.

Francesco Olivieri

Io non li userei . I valori devono essere specifici per il luogo in cui viene installato il televisore. Se vuoi tornare a prima ,dovresti resettare . Però segui il manuale del televisore , dovresti trovarlo anche online in PDF

FedeBertani94

Ho trovato guide con i valori consigliati di gamma colore e temperatura colore avanzati. Consigli di resettare? Non noto peggioramenti in realtà, ma non ho l'occhio abituato.

Davide

Ma infatti nessuno demonizza. E' che semplicemente si parla di LCD con un filtro, che tali rimangono e tali dovrebbero essere considerati.

Nicola Buriani

Grazie mille!
Con AG9 miglioreresti sensibilmente solo la parte "smart", per il resto il tuo AF8 resta validissimo.
Io aspetterei di vedere le novità al CES 2020, non ritengo che tu abbia necessità di un aggiornamento al momento, visto come va AF8.

Pietro Piscopo

Ciao Nicola,
complimenti per la recensione!

Ho un Sony AF8 mi consigli il passaggio ad AG9?

Grazie in anticipo

ma nasce anche dal fatto di chi demonizza il QLED come se non avesse anche quella tecnologia diversi punti forti, ma consiglia l'oled sempre e comunque senza sapere la maggior parte degli usi del cliente.

solitamente il 99% degli utenti sa come vantaggio degli oled solo il nero, ma considerando che il nero (inteso come pixel spento) in moltissimi programmi manco esiste o comunque capita una volta ogni tanto, forse è sempre meglio chiedere prima di dare consigli, prima che il maggior vantaggio di una tecnologia sia di un inutilità totale

Nicola Buriani

MT5893 è un A73, MT5891 era A53.

Davide

Bravo!
Il tutto nasce da chi aspetta invano una tecnologia, microled, che solo il signore sa se, quando e a che costo arriverà, e temporeggia comprando lcd rimarchiati.
L'OLED è qui, ora, a prezzi accettabili e caratteristiche superbe. Spendere poco meno, o addirittura di più, per un lcd è da Darwin Award

Nicola Buriani

Il rischio c'è sempre perché purtroppo di vettori poco attenti ce ne sono, come del resto capita per ogni tipo di lavoro.
Ho visto io stesso (e intendo proprio davanti a miei occhi) buttare da un camioncino dei diffusori B&W Serie 800 che costavano circa 10.000 euro la coppia.
Risultato: tweeter sfondato, per fortuna ci ha pensato il distributore, però è comunque assurdo, non si può trattare la merce in quel modo.
Spezzo comunque una lancia a favore dei corrieri: conosco anche tante persone disponibili, corrette e precise che non solo trattano la merce coi guanti, ma vengono anche incontro alle esigenze di chi deve ricevere i pacchi, se possibile.
Il mio consiglio è uno solo: quando ricevi la merce controlla bene l'imballaggio e se qualcosa non ti convince, accetta con riserva, in quel modo se un danno c'è tu sei tutelato.

ok risponderò anche io a pappagallo "l'oled è meglio"

sia mai che due tecnologie diverse abbiano degli impieghi in cui sono "migliori".

ice.man

fenomeno...qui si tratta di numeri e specifiche tecniche.
l'architettura arm A53 è una architettura abasso consumo vecchia (adesso ci sono A55)
in un campo dove regnano le performance e su un TV da 3.000E vorrei poter far girare anche qualche videogioco per mio figlio senza dover collegare un ulteriore set .top box
e allora un chipset A73/75 sarebbe prefeeribile

Davide

Ti stai rispondendo da solo.
Ritenzione d'immagine è ben diverso dal burn in tanto sbandierato dai coreani che non hanno OLED in gamma e devono sputare sulla concorrenza per vendere le proprie porcherie LCD rimarchiate e sovraprezzate.
Tant'è che già dieci anni fa dicevano la stessa cosa dei plasma, e ancora oggi i Pana o i Pioneer dei tempi umiliano gli LCD appena usciti.
Sul fatto della luminosità, beh, vedi un po' te... Se voi avere 1500 nits e poi invece del nero partire dal grigione, contento tu.
Mi piace infine notare come tu abbia quotato solo ciò che ritieni vantaggioso, ossia che LCD non sono immuni da difetti, a cominciare dal blooming che noti dal primo giorno al primo avvio, per finire con i guasti alla retroilluminazione LED, che accade molto più spesso di quanto non si voglia far credere: del resto, più componenti (pannello, retroilluminazione, filtri, polarizzatori) uguale più possibilità di guasto

" L'unico vantaggio che possono avere è una maggiore luminosità, e il fatto che non siano soggetti a ritenzione d'immagine"

quisquilie effettivamente.

Riccardo33

Lievemente OT
Monitor 27" sui 150euro?
Non ho grosse pretese ma più cerco e più faccio confusione.
Utilizzo classico, gioco sporadico
Grazie!

Pinzatrice

Non sai le cose, non ne parlare. Fidati, fai più bella figura a volte!

Davide

hahaha il famosissimo nero assoluto a zone non l'ho mai sentito hahaha. Ovvio che posso avere il nero se spengo la retroilluminazione, ma poi se ho un'oggetto luminoso all'interno di un'area accesa tutto intorno ho blooming. Quindi parlare di nero assoluto con un LCD è un'enorme idiozia. L'unico vantaggio che possono avere è una maggiore luminosità, e il fatto che non siano soggetti a ritenzione d'immagine, fatto che non li rende comunque immuni da guasti...anzi!

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