YouTube e Spotify più pericolosi della pirateria per il mercato musicale italiano

22 Luglio 2019 325

La pirateria è un fenomeno in continuo calo in Italia - come testimoniato anche dai dati di fine 2018 relativi a riviste e quotidiani -, grazie all'intervento congiunto dell'Autorità Garante AGCOM, resa sempre più autonoma e in grado di agire anche senza dover attendere una sentenza, e dei vari ordini di Polizia.

Enzo Mazza, presidente della FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) ha ribadito l'efficacia delle misure prese in Italia, al fine di contenere la pirateria, nel corso di un'intervista rilasciata a TorrentFreak, evidenziando però allo stesso tempo la presenza di un nuovo pericolo per chi opera nel settore musicale, specialmente per quanto riguarda la riscossione dei proventi dei diritti d'autore.

Sebbene nel 2018 le visite verso portali pirata siano calate del 35% rispetto all'anno precedente - e nel Q1 2019 siano scese ulteriormente del 9% -, con oltre 380 blocchi disposti nei confronti di siti potenzialmente illegali nel solo 2018, anche strumenti perfettamente legali come YouTube e Spotify rappresentano un grosso rischio per l'industria, fa notare Mazza.


Il problema principale risiede nel fatto che la maggior parte di coloro che utilizzano questi due servizi lo fa con un account gratuito, quindi generando un volume di profitti praticamente nullo per le case discografiche. È assolutamente vero che la fruizione di contenuti gratuiti comporta la presenza di pubblicità, tuttavia questa non sembra essere sufficiente a compensare equamente gli artisti, o almeno ciò è quello che emerge dalle parole di Mazza.

Il presidente della FIMI, infatti, si limita a segnalare che il 90% degli italiani che ascoltano musica digitale lo fanno attraverso questi canali e che il numero delle conversioni verso account premium è particolarmente basso, fatto che - sul lungo periodo - potrebbe danneggiare il settore ancor più di quanto possa fare la pirateria. Ciò, aggiungiamo noi, potrebbe essere causato dall'estrema semplicità d'accesso a contenuti gratuiti e legali - seppur con pubblicità - rispetto a quelli pirata, fatto che avvicina una maggior fetta di utenti a queste soluzioni.

Mazza sottolinea come in Italia sia particolarmente radicata la cultura della gratuità e che risulti molto difficile convincere gli utenti a trasformarsi in clienti paganti; la speranza è che piattaforme come YouTube e Spotify possano incentivare ancor più le conversioni attraverso promozioni accattivanti e convenienti.

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Commenti

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Andrea Lazzari

mi sembrava di averti risposto, boh me lo sarò sognato. Cmq genio, non la pago nuovamente semplicemente pago un altro mensile, invece che a mr x che è fallito a mr y che ancora lavora, sai che disagio. E lo ripeto, non c'è una verità in tutto questo discorso, nessuno ha ragione o torto, sono solo due modi diversi di usufruire di un serviziom uno più antico e arcaico che va alla ricerca del possesso di plastica in casa, uno più smart e intelligente che mi permette di plasmare il servizio sulla mia vita stessa. Ciao vecchio, stammi bene XD

Andrea Lazzari

No pagando nuovamente,continuando a pagare un mensile. Fare le copie? E chi ha il tempo XD

comatrix

Pagando nuovamente vero, poi cambi di nuovo, poi di nuovo e poi ancora di nuovo..., sei un genio.
E per inciso, la musica acquistata la puoi ascoltare ovunque ti pare, fare delle copie in qualsiasi formato è legale

Andrea Lazzari

mi ero perso questa tua risposta, semplicemente li ascolterei abbonandomi ad un altro servizio musicale, non è che ci voglia un genio eh, con i soliti vantaggi di poter ascoltare la mia musica dove e quando voglio, in macchina, a lavoro, in spiaggia, in aereo, sempre tutto a disposizione, ciao.

Bauscia in ascesa

Ripeto parlate di cose che non sapete.
Esistono tantissimi store che vendono musica DRM Free, tra cui indovina un po' Amazon.
Ti compri i tuoi file digitali e te li tieni dove ti pare.

Solo un i g n o r a n t e può prendere in considerazione itunes per la musica.

ale

Beh penso ti riferisci alla musica che compri su iTunes e servizi simili, ma che di fatto non compri veramente, perché se domani per assurdo iTunes chiudesse perderesti tutti gli acquisti effettuati, perché di fatto non è musica che è veramente tua e che nessuno ti può togliere come lo è comprare un CD.

Antonio Grassi

Ho tutto ma tuttoooo di MICHAEL JACKSON ....di certo non riuscirei mai e poi mai a comprare musica di artisti italiani nuovi o datati...tipo liga che canta come se avesse fumato milioni di sigarette....sono abituato al top...quindi se volessi ascoltare canzonette be Spotify gratuito è l'ideale

asd555

Ah certamente.
Mi sono mantenuto "sul classico", Caparezza resta per me inclassificabile, tocca tantissimi generi e stili.
Un genio contemporaneo.

matteventu

Scarichi nel senso di salvare offline per l'ascolto in-app si, ma scaricare per ottenere il file MP3/FLAC da usare come si vuole, no con entrambi :)

TLC 2.0

CI aggiungerei Caparezza alla lista, fa dei testi stupendi. E Bocelli

TLC 2.0

Ispettore SIAE?

TLC 2.0

Spotify non saprei, da Tidal si può, e anche in alta definizione

TLC 2.0

In campo indie rock ci sono i TheGiornalisti, i Pinguini Tattici Nucleari, i Rovere..giusto per citarne tre

TLC 2.0

Confermo, è capitato al figlio di un collega ingegnere. Il figlio è ingegnere industriale, specializzato in ingegneria dei processi industriali e trattamento rifiuti..Lo chiama tempo fa una azienda di trattamento rifiuti della Lombardia, e si presenta al colloquio, nonostante già lavorasse in Svizzera con un ottimo stipendio. Ma, sia la nostalgia di casa, sia il fatto che il padre era malato, decide di presentarsi al colloquio. Lo supera, iniziano a parlare di cifre: l'azienda propone a questo ragazzo, ingegnere con 110 e lode, master, dottorato di ricerca al PoliMi, ben 1800€ di stipendio! Il figlio del collega si alza, li ringrazia e se ne va. Parla con suo padre e torna in Svizzera; la settimana dopo supera un altro colloquio, per la stessa posizione, per una ditta concorrente della prima, operante in Olanda nel settore termovalorizzatori. Stessa posizione, stessa mansione, stesso inquadramento contrattuale. Stipendio? 7800€.

MA DOVE MINCHI4 VOGLIAMO ANDARE? Che ci ridono in faccia a questi prezzi

sottolinea come in Italia sia particolarmente radicata la cultura della gratuità e che risulti molto difficile convincere gli utenti a trasformarsi in clienti paganti;

Ci credo! Prima bisognerebbe convincere i datori di lavoro a pagar bene i loro lavoratori, possibilmente senza buoni pasto. Poi ci vorrebbero meno tasse e allora sì che, con qualche spicciolo in più in tasca, si può cambiare cultura

Jhonny

Smettete di cantare allora!

Andrea

Ragionamento piu sbagliato non si può, questi pensano che mettendo tutto a pagamento la gente poi vada di corsa a comprare cd o abbonarsi a spotify? Chi ascolta yt e spotify gratis lo fa xk non ha nessuna intenzione di pagare, e di solito sono gli stessi che prima scaricavano, alcuni lo fanno ancora altri si accontentano di yt e spotify gratis con alcuni limiti nell'utilizzo ma di sicuro questa gente non corre a comprare cd o fare abbonamenti, semplicimente smetterebbe di usufruire di tali app o servizi tornando a scaricare o facendone semplicemente a meno

Massi91

Se crolla la pirateria è solo grazie a yt e spoty, io uso sempre spoty, mia sorella e mio papà hanno un loro account gratuito. Però a nessuno di noi è venuto in mente di pagare, se fosse a pagamento tornerebbe di moda la radio!

commento con un gran LOL

Andrea

la pirateria musicale è in calo solo xk hanno preso piede app come spotify che sono comode altrimenti sarebbe tanto come prima se poi aggiungiamo che i piani dati su smartphone ormai sono 30-40-50Gb e si può ascoltare musica anche in streaming senza finire i dati mensili anche questo aiuta

franky29

Il portafoglio dei cantanti https://uploads.disquscdn.c...

Bauscia in ascesa

Ma di che parli?
Ma quali CD?
Nel panorama elettronico la musica si vende in WAV ed MP3 da più di 10 anni.

Prima dello streaming, da cui è facilissimo scaricare musica con i bot vendevo 1000 copie a release.
Ora col doppio dello sforzo se ci va bene ne facciamo 150 - 200. E produciamo artisti di calibro più elevato di prima.

Tutti a ciancicare di cose che non sanno minimamente.
Andate a parlare di argomenti che vi competono.

ale

Con una casa discografica ci vogliono ancora più soldi, e fai meno guadagni perché hai un intermediario in più che deve guadagnare dal tuo lavoro.

delpinsky

Enzo Mazza è un pagliaccio. Non ho altre parole per definire questa gente.

TheAlabek

Pensa che oggi hai invece un possibile pubblico enorme e non i soliti 4 amici a cui masterizzare il cd...vediamo solo il lato negativo

Mark

Ma ancora che rompono i co.lioni? Ma sono pe,,enti forti! Ma se la meritano la pirateria di 10 anni fa!!! Hanno contrastato la pirateria, hanno la pubblicità ovunque ormai, vendono disci per i firmacopie, i concerti fanno numeri più alti E SI LAMENTANO!!! La faccia come al .ulo.

Gerry

Mi trovi su Bandcamp come Emphatica, che è il mio vecchio progetto metal amatoriale di quando avevo solo una tastierina midi e un pc. Le produzioni più "professionali" (tra virgolette perché sempre di home studio si tratta) le sto portando avanti col nuovo pseudonimo Akashi e spaziano dall'elettronica pura alla techno un po' più melodica. Su YT ho due demo, cerca Akashi Wild Shadows

Emanuele

Ora però devi dire chi sei o dove trovare un tuo pezzo :)

Raphael DeLaghetto

te l ho detto vivi fuori dal mondo!
questi ragazzi sono tali perche hanno le famiglie alle spalle che hanno permesso cio!e hanno potuto scegliere!
c è chi non puo espatriare e quindi viene sfruttato!e non puo scegliere!
siamo in europa non nel terzo mondo!

alcune aziende? TUTTE!
e secondo me son tutte in odor di mafia!

il Gorilla con gli Occhiali

Se questi due ragazzi non avessero studiato e quindi non erano all'altezza di tali lavori, ora prenderebbero 3.000 euro circa a testa? No! Loro valgono e vengono pagati per quel che valgono. Un altro discorso è che alcune aziende in Italia ne vogliono approfittare ma come hanno fatto loro, bisogna riufiutarsi di lavorare sottopagati e cercare altro.

Raphael DeLaghetto

certo come no....sei fuori dal mondo :
« Mio figlio dopo la laurea in ingegneria navale, in Italia ha avuto 4 offerte a 500 euro ed è andato a Brema dove lo pagano 3mila euro al mese». «Un mio giovane parente laureato al Politecnico di Milano in ingegneria industriale e specializzatosi al Delft in Olanda ha contattato varie aziende italiane. Una di queste gli ha offerto l’assunzione con uno stipendio di 1.250 euro. Il ragazzo ha rifiutato e due mesi dopo è stato assunto da una grande azienda del nord Europa con uno stipendio iniziale di 3.350 euro»

le capacità....non farmi ridere!

il Gorilla con gli Occhiali

Si dipende da questo altrimenti è schiavitù.

OlioDiCozza

neppure

GTX88

Sì ma ci vogliono comunque soldi eh

ale

Se per produrre intendi registrare delle canzoni, basta andare in un buono studio di registrazione e registrare, in base a quanto vuoi spendere avrai una qualità più o meno buona. Ti danno il tuo bel file audio in alta risoluzione che poi te puoi decidere di mettere su Spotify, iTunes o altre piattaforme direttamente, senza passare da un etichetta discografica che fa da intermediario.

ale

Si, gli anni in cui Mediaset quando c'era San Remo mandava in onda repliche di repliche di film per paura di fare concorrenza alla RAI.

GTX88

Ma non è vero, ci sono tante etichette indie tra cui tempesta dischi, garrincha, tempi duri, un artista ha bisogno di gente competente, per quanto bravo sia non sarà mai in grado di prodursi da solo delle canzoni decenti

ale

Bene, senza Spotify quanto avresti guadagnato? 0 euro probabilmente, perché nessuno avrebbe comprato il tuo CD. Quindi direi che 4 centesimi sono meglio di nulla.

Tutti a lamentarsi come se domani sparisse Spotify e la gente si mettesse a comprare CD invece che a scaricare illegalmente mp3 dalla rete come era esattamente prima dell'avvento di servizi streaming.

ale

I CD sono qualcosa che appartiene al passato, un artista al giorno d'oggi può in autonomia registrarsi dei brani e pubblicarli su Spotify, iTunes o altri servizi streaming senza passare per una casa discografica.

ale

Per la musica sì, per legge di un CD puoi fare copie di backup, in quanto è privo di DRM.

Ma questo non vale ad esempio per i film, di un DVD o un bluray non puoi per legge farne delle copie, perché per farlo dovresti aggirare le protezioni DRM del disco e questo è illegale in praticamente tutti gli stati.

il Gorilla con gli Occhiali

No, dal tipo di lavoro che sa fare e come lo sa fare.

il Gorilla con gli Occhiali

Ognuno si sceglie il proprio lavoro e ognuno ha le proprie capacità. Su questo si basa il guadagno.

Gerry

Figurati caro, non ho proprio considerato l'idea che mi stessi attaccando. Alla fine la mia è una passione che mi porto da piccolo e che non si è mai spenta, e se penso a questo e non a quanti soldi posso guadagnarci il problema di cui parlavamo nemmeno si pone. Probabilmente, anzi sicuramente non sono abbastanza bravo da "meritare" un percorso che mi porti ad essere famoso, ma se non altro sono felice di poter suonare, scrivere e divertirmi senza che nessuno me lo impedisca

ale

Nessuno te lo può togliere in teoria, ma in pratica le tue collezioni di film in VHS al giorno d'oggi sono spazzatura, così come i DVD che hanno una qualità inguardabile, e fra poco la stessa fine la faranno il bluray.

Luca Lindholm

Ah, ora negli anni ‘80-‘90 c’era un canale solo??

E io che pensavo che proprio in quegli anni ci fosse il boom delle televisioni commerciali private, oltre a Mediaset stessa!

-.-

ale

Si, ma non puoi paragonare i dati di ascolto di quando c'era un canale solo per cui o guardavi San Remo o tenevi la TV spenta ad oggi quando uno se non vuole guardare San Remo ha mille altri canali fra cui scegliere, per non parlare di Netflix e servizi streaming.

Davide

Ahahah 'sti accattoni vorrebbero pure che uno pagasse per youtube e spotify. Se non fosse per quei mezzi gli introiti sarebbero anche più bassi che non adesso.

Raphael DeLaghetto

certo
hai proprio ragione....siamo ricchissimi..

Baronz

Non voleva essere un attacco personale, solo una costatazione che nella strada per diventare un artista di successo serve anche tanta fortuna e magari le conoscenze giuste.
Ciao :)

Gerry

Caro, fortunatamente per me non è un lavoro altrimenti sarei già a fare la fila alla Caritas per un pasto caldo. Il problema è riuscire a farlo diventare un lavoro remunerativo, ma in questo caso ti garantisco che la bravura c'entra poco: ci vogliono sacrifici, dedizione e fortuna. Le prime due sono abbondanti, è la terza che latita

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