NASA a lavoro sui robot LEMUR pensati per l'esplorazione estrema dei pianeti

11 Luglio 2019 5

Quando si parla dell'esplorazione di altri pianeti grazie all'uso di mezzi tecnologicamente avanzati, vengono immediatamente in mente i rover in utilizzo su Marte e quelli in sviluppo per le prossime missioni sul pianeta rosso (Mars 2020), tuttavia sappiamo bene come il più recente di questi, Curiosity, sia in grado di muoversi piuttosto agevolmente tra pianure e crateri, ma risulti limitato con pendenze più elevate, zone impervie o aree ghiacciate.

Al Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA a Pasadena, si lavorano a diverse tecnologie in grado di migliorare le capacità esplorative dei mezzi del futuro, tra le creazioni più promettenti che hanno dato il via allo sviluppo di ulteriori versioni ottimizzate, trova spazio il robot LEMUR (Limbed Excursion Mechanical Utility Robot).

Questo mezzo nasce in origine come robot di riparazione per la Stazione Spaziale Internazionale, si tratta di un mezzo dotato di 4 gambe che nella zona di contatto presentano 16 pinze a gancio, in grado di scalare zone a forte pendenza come pareti rocciose, oppure entrare in depressioni del terreno che i rover a ruote non potrebbero affrontare. Questo arto a 16 "dita" è potenzialmente in grado di ospitare altrettante strumentazioni scientifiche per l'analisi in loco, inoltre, il suo sistema di movimento basato sull'intelligenza artificiale, gli permette di evitare gli ostacoli e migliorare la navigazione imparando dagli errori del passato.

E' proprio sul progetto LEMUR, che si basano alcuni robot attualmente in sviluppo, pensati per le future missioni sulle Lune di Giove e Saturno, o nelle zone più impervie di Marte. Ecco i test di LEMUR eseguiti all'inizio del 2019 nella Death Valley, in California.

Si pensa anche a derivazioni di LEMUR pensate per l'esplorazione di zone ghiacciate, ad esempio simili a quelle che potrebbero presentarsi sulla luna ghiacciata di Saturno, Encelado. Uno dei concept si chiama Ice Worm e potrebbe, ad esempio, muoversi estendendo le sue articolazioni, forando di volta in volta la superficie per fare presa sul ghiaccio. La stessa tecnica di foratura potrebbe nel contempo essere utilizzata per la raccolta di campioni a scopo scientifico.

Sempre per gli ambienti ghiacciati, si valutano soluzioni come quella di RoboSimian, un robot sviluppato per riuscire a camminare su quattro zampe, gattonare, muoversi come un verme e scivolare sulla sua pancia come un pinguino. Similmente a LEMUR, anche RoboSimian presenta guattro zampe, ma al posto dei piedi ha installate delle ruote flessibili ed aderenti in grado di rotolare su terreni irregolari.


Sono inoltre in studio dei robot scalatori di dimensioni minori, così piccoli da poter stare all'interno della tasca di un cappotto. Come dei gechi, potrebbero essere in grado di muoversi su superfici ruvide utilizzando la tecnologia delle pinze a gancio del LEMUR.

Per quanto riguarda le superfici lisce, ci si è ispirati al geco per creare aderenza. Questo utilizza dei microscopici peli ad angolo, in grado di creare una forma di collosità grazie alle forze di van der Waals generate. Lo stesso meccanismo verrà utilizzato anche in questi microscalatori, ma per migliorare questa capacità sarà utilizzata una carica elettrica (sfruttando lo stesso fenomeno del palloncino che, dopo averlo sfregato, attira i nostri capelli). Questa tipologia di robot potrebbe essere impiegata non solo a fini di esplorazione, ma anche per le riparazioni delle astronavi in punti complessi e difficilmente raggiungibili dall'uomo.

Sappiamo che Mars 2020 ospiterà per la prima volta anche un drone pensato per l'esplorazione aerea di Marte, al JPL si sta lavorando ai possibili miglioramenti di tecnologie simili. Uno degli ingegneri, Arash Kalantari, ha sviluppato il concept di una pinza pensata per consentire ad un drone di aggrapparsi alle pareti rocciose, similmente a quello che fanno gli uccelli con i rami Anche in questo caso il meccanismo è derivato dal LEMUR, la possibilità di incastrare stabilmente l'arto sulla roccia potrebbe consentire la ricarica dei pannelli solari e permettere missioni di ricognizione di maggior durata. Per chi volesse approfondire queste incredibili tecnologie attualmente in sviluppo, consigliamo di visitare la pagina ufficiale del JPL presente in FONTE.


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Commenti

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RIC 5 stelle

Avanti così.
The future is now!

luvigji

Ecco perchè la natura ha inventato le gambe e non le ruote!

T. P.

questo è il primo a cui avevo pensato ma quello in fase esplorativa mi ha strappato più di un sorriso!!! :)

https://uploads.disquscdn.c...

T. P.

https://media1.giphy.com/me...

chissà se questo lemur ha trovato poi quello che stava cercando...

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