Lightsail 2, la navicella solare comunica ed è pronta a spiegare le vele

05 Luglio 2019 20

Dopo l'esperimento Lightsail 1 del 2015, lo scorso 25 giugno è avvenuto il lancio in orbita di Lightsail 2 come carico secondario all'interno di un Falcon Heavy di SpaceX. Dopo aver trascorso i primi giorni senza registrare problemi, il team responsabile della missione, finanziata dai cittadini attraverso Planetary Society, ha confermato che sono state stabilite comunicazioni bidirezionali con LightSail 2 e si stanno eseguendo vari test prima di spiegare le vele solari.

I dati della telemetria parlano di un funzionamento secondo i piani, Lightsail 2 è già stata in grado di inviare e ricevere dati e i sistemi principali godono di ottima salute. Il mezzo ha inviato il suo primo segnale alla Terra il 4 luglio mentre sorvolava il Mission Control alla California Polytechnic, successivamente anche le stazioni presso la Georgia Tech e la Purdue University hanno ricevuto segnali.

Come anticipato in apertura, il prossimo passo sarà l'apertura delle vele solari: a differenza degli altri veicoli spaziali basati su motori tradizionali a razzo, Lightsail 2 sfrutterà i fotoni provenienti dal Sole. Nel caso in cui l'operazione dovesse avere successo, si tratterà del primo mezzo a vela leggera ad essere controllato nell'orbita terrestre.

Prima di provare le vele solari dovrà passare almeno una settimana, durante la quale saranno testate le cam e il meccanismo di controllo, si procederà con l'acquisizione di immagini di prova per verificare che le telecamere funzionino correttamente. Successivamente la vela solare da 32 metri quadrati sarà aperta e qui prenderà il via la sfida principale.

Controllando l'orientamento della vela in relazione al Sole, il team di volo cercherà di alzare l'apogeo dell'orbita e incrementerà l'energia orbitale. I fotoni solari eserciteranno pressione sulla vela dovuta alle radiazioni, producendo un'accelerazione lenta ma costante. La vela solare sarà quindi spinta dalla pressione della luce solare, e non dalle particelle cariche del vento solare.

A proposito di progetti tecnologicamente avanzati e legati all'esplorazione spaziale, la NASA ha recentemente presentato 12 iniziative relative a strumentazioni e rover che consentiranno all'uomo di tornare sulla Luna entro il 2024 con la missione Artemis | NASA: ecco Artemis, il programma che riporterà l'uomo sulla Luna |.

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Commenti

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Mongomeri

Quale sarebbe poi il senso di andarci utilizzando le medesime tecnologie? Ha senso andare per consentire un avanzamento tecnologico e di conoscenze del settore, non certo per fare una gita

Garrett

Apri la vela, viaggia leggera....

Andhaka

Perché le tecnologie usate nelle missioni Apollo letteralmente non esistono più. Non abbiamo modo di riprodurre con facilità perché obsolete, gli impianti non esistono e farle interagire con il Controllo Missione attuale sarebbe un macello.

Paradossale, ma il fatto che siamo andati avanti con la tecnologia ci obbliga a trovare soluzioni con la tecnologia attuale.

Cheers

Re Giallo

La girano lateralmente, c'è pure una animazione che lo mostra mi pare

Re Giallo

Non capisco perchè apollo 13..comunque una tra mille risposte possibili è che questa volta andiamo sulla luna per restarci. Le tecnologie necessarie sono molto diverse, gli standard di sicurezza attuali pure... Se ti chiedi perchè dopo le missioni Apollo non siamo più stati sulla luna è solo per una questione di finanziamenti.

DjL4S3r

Domandone: ma perchè dovranno studiare di nuovo il modo per tornare sulla luna, quando potrebbero solo esaminare la missione Apollo 13, con le dovute modifiche con la tecnologia attuale? ...o forse non ci sono mai stati? ...è un caso? ...io non penso... XD

bhora

Più di un carro di buoi meno del resto del proverbio

nutci

Si al tuo cervello

danieleg1

Dai che manca "poco" alla prima missione verso alpha centauri!!

Per le imbarcazioni (a vela) con una grande deriva c'è la navigazione controvento.

Morro Risci

Costano troppo. Scaffale

P47r1

Si, la rallentano ma l’obbiettivo della missione è un’altro. Anche perché comunque le vele solari non sarebbero da usare in orbita bassa proprio perché già rallentate dall’atmosfera

Dwarven Defender

penso che sia possibile sfruttare la pressione di radiazione solo con particolari superfici... se "il davanti" è diverso per superficie "al dietro" non dovrebbero esserci di questi problemi

Yafusata

Infatti mi pare, se ho capito bene, che l'abbia progettato Jony Ive.

Yafusata

Ma il vento solare a quanti km/h tira?

bhora

Nell articolo parlano proprio di voler controllare la direzione della vela. Mi aspetto che venga messa di taglio rispetto al "vento" quando é contrario

csharpino

Non ho capito una cosa: se orbita intorno alla terra prima o poi avrà il sole "in faccia" e a quel punto cosa fanno? Ritirano le vele? Perchè altrimenti i fotoni tenderebbero a rallentarla...

PassPar2_

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