Recensione TV LG 65" E9: l'OLED Ultra HD completo e di design con HDMI 2.1

04 Luglio 2019 240

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A LG va indubbiamente riconosciuto il merito di aver portato la tecnologia OLED nel mercato TV. L'acquisto dei brevetti Kodak è servito per sviluppare i pannelli WRGB che troviamo attualmente su tutti i prodotti in commercio. Le soluzioni realizzate sono maturate nel corso degli anni e hanno reso l'OLED un sinonimo di "qualità" per il grande pubblico. L'introduzione della gamma 2019 ha portato, come di consueto, nuovi modelli posizionati in differenti fasce di prezzo e indirizzati a scenari di utilizzo in taluni casi molto particolari, come la serie W9 o l'arrotolabile R9.

La serie che abbiamo testato è la E9, un prodotto di fascia alta che si prefigge lo scopo di offrire prestazioni di alto livello e un design molto curato. Le principali novità consistono nella presenza di ingressi HDMI 2.1 e di un nuovo processore video. I televisori sono capaci di gestire una banda passante molto più ampia e possono quindi supportare nuove funzionalità, come ad esempio la possibilità di visualizzare filmati in Ultra HD a 100/120 fotogrammi al secondo.

Il processore è l'Alpha 9 di seconda generazione, una versione migliorata del chip integrato sui prodotti del 2018 come la serie C8 | Recensione LG OLED55C8PLA: alta qualità e ricca dotazione in un pacchetto vincente |. Ovviamente non mancano le funzionalità "smart", qui gestite tramite la piattaforma proprietaria webOS in versione 4.5. La ricca dotazione comprende inoltre le potenzialità offerte da ThinQ AI, un ampio supporto a HDR e un sistema audio integrato Dolby Atmos con 4.2 canali.

Nel corso della recensione andremo a valutare le prestazioni in dettaglio, esaminando anche l'impatto delle modifiche introdotte sulla gamma 2019 in relazione ai prodotti 2018.

Per facilitare la fruizione dell'articolo abbiamo suddiviso la recensione in capitoli. Cliccate sui link qui sotto per saltare direttamente al capitolo corrispondente:

Caratteristiche tecniche e dotazione

La serie "E" propone da anni gli stessi tagli e la E9 non è l'eccezione che conferma la regola. Si può quindi scegliere tra 55" e 65". La versione che abbiamo ricevuto in prova è quella più grande, nota con il nome di OLED65E9PLA. I pannelli utilizzati da LG sono OLED WRGB a 10-bit con risoluzione Ultra HD. La struttura dei pixel rivela una costruzione leggermente differente, come si può notare dalla forma del sub-pixel verde e dalle dimensioni di quello rosso. Le modifiche non sono però tali da mutare sensibilmente le prestazioni. Molto probabilmente si tratta di accorgimenti volti a ridurre il rischio di ritenzione di loghi ed elementi fissi su schermo.

Il design è un'evoluzione del "Picture on Glass" già proposto sui precedenti modelli della serie E. Assoluta protagonista è la lastra in vetro che si estende su tutto il frontale fino a poggiare sul piano, fungendo da supporto per il lato anteriore del TV. L'impatto è notevole: nello spettatore seduto davanti al televisore si genera l'illusione di un dispositivo che fluttua sospeso nel nulla.


La pregevole cura costruttiva traspare da molti elementi. L'esempio più significativo è costituito dagli speaker integrati. Ad una prima occhiata sarà probabilmente difficile notarli. Per vederli occorre focalizzare l'attenzione sulla striscia orizzontale subito sopra la parte in vetro, lungo il bordo inferiore del pannello. In questo sottile spazio è racchiuso un sistema a 4.2 canali con diffusione verso sul fronte ("front firing"). Sono supportati i codec AC4, AC3 (Dolby Digital), EAC3, HE-AAC, AAC, MP2, MP3, PCM, DTS, DTS-HD, DTS Express, WMA, apt-X. La potenza dichiarata è pari a 60 W.

E9 può riprodurre tracce audio in Dolby Digital, DTS e Dolby Atmos. Gli utenti più esigenti possono anche collegare speaker provvisti di tecnologia WiSA, uno standard nato per veicolare l'audio multi-canale con qualità lossless (senza perdita di qualità) senza fili | LG, i TV OLED e LCD 2019 supporteranno l'audio multi-canale senza fili |.

La cornice che circonda lo schermo è molto sottile così come lo spessore del televisore. Il lato posteriore è realizzato in vetro nella parte superiore e in plastica nella parte inferiore. Qui lo spessore aumenta per ospitare l'elettronica e gli ingressi. Questi ultimi sono collocati i prossimità del bordo sinistro in due vaschette. Quella più vicina al bordo ospita uno slot Common Interface + 1.4, tre ingressi HDMI 2.1 e una porta USB. I connettori sono paralleli al pannello, a differenza di quelli posti in una piccola rientranza sul retro del TV. Il posizionamento deve essere tenuto in debita considerazione se si monta il 65" E9 a parete: le teste dei cavi possono intralciare l'aggancio della staffa a muro o risultare praticamente impossibili da installare e rimuovere.


Sul retro troviamo il quarto ingresso HDMI 2.1, altre due porte USB, l'ingresso per l'antenna digitale terrestre e satellitare (DVB-T2 e DVB-S2), un ingresso video composito su adattatore con jack da 3,5 mm (fornito in dotazione), una porta RS-232C, un'uscita cuffie, l'uscita digitale ottica e la porta Ethernet. La connettività comprende anche Wi-Fi, Bluetooth Low Energy e il supporto a Miracast e AirPlay 2 (tramite un futuro aggiornamento firmware). E9 è compatibile con HbbTV in versione 2.0.1.

La parte posteriore della base si protende verso il retro per garantire una maggiore stabilità. Uno sportello permette di occultare e organizzare i cavi, incanalandoli verso una piccola apertura sull'estremità centrale. La soluzione è efficace anche se non completamente riuscita a livello estetico poiché parte dei cavi rimane comunque visibile.

Il processore Alpha 9 di seconda generazione gestisce l'elaborazione di tutti i segnali. Il nuovo Alpha 9 analizza i contenuti in tempo reale e migliora la qualità dell'immagine operando su tre livelli. LG parla di Optimum Noise Reduction (riduzione del rumore video), Optimum Sharpness Enhancement (miglioramento della nitidezza) e Optimum Detail Improvement (miglioramento del livello di dettaglio). Tutti gli interventi vengono gestiti tramite il "machine learning", solitamente indicato come "intelligenza artificiale".


Sui modelli 2019 è stato inoltre modificato il filtro "de-countouring", utile per migliorare la transizione tra le sfumature di colore. Nelle serie 2018 si attivava inserendo al minimo la "Riduzione rumore MPEG". Su E9 il filtro si abilita in maniera indipendente tramite la voce "Gradazione cromatica", corredata dalle impostazioni "Disattiva", "Basso", "Medio" e "Alta". Ne illustreremo l'efficacia nel capitolo inerente la prova di visione.

La cosiddetta intelligenza artificiale interviene anche per elaborare il suono. "Suono AI" può eseguire un upmix in 5.1 (virtuale) partendo da un segnale stereo. L'analisi in tempo reale permette inoltre di migliorare le voci (utile ad esempio quando si segue un notiziario), gli effetti sonori nei film e di enfatizzare le alte o basse frequenze durante l'ascolto di musica. AI Sound Tuning esegue una calibrazione audio capace di compensare l'impatto dell'ambiente. Il TV individua la posizione dell'ascoltatore tramite il microfono posto sul telecomando e ottimizza il suono in base ad essa.


La seconda generazione di Alpha 9 dispone inoltre di Luminosità AI, una funzione che ottimizza automaticamente la luminosità in relazione della luce presente in ambiente, rilevata grazie al sensore presente sui televisori. Luminosità AI si può attivare anche in HDR. Parlando di elevata gamma dinamica non si può che partire dai formati supportati: HDR10, HLG, Advanced HDR di Technicolor e Dolby Vision. Resta escluso solo HDR10+.

Sulla gamma 2019 è disponibile anche la calibrazione automatica, introdotta lo scorso anno da LG in collaborazione con Portrait Display. Il TV opera su una 3D LUT (Look-Up Table) composta da 33 x 33 x 33 punti (35.937 in totale). La 3D LUT è il sistema con cui si corregge la riproduzione dei colori in modo da ottenere risultati molto precisi. Sono due le novità introdotte. La prima consiste nel generatore di segnale integrato. I TV possono visualizzare tutte le schermate necessarie per eseguire una taratura in gamma dinamica standard, HDR10 e Dolby Vision | TV LG 2019: calibrazione automatica semplificata per SDR, HDR e Dolby Vision |.

E9 permette inoltre di intervenire manualmente sul "tone mapping", l'elaborazione che adatta la luminosità dei contenuti HDR a quella dei TV. Gli utenti più esperti possono memorizzare tre impostazioni personalizzate per ottimizzare la visione in HDR in relazione alla luminosità effettiva del pannello e a quella dei contenuti | CalMAN semplifica l'auto-calibrazione dei TV LG e Panasonic: ecco le novità |. Torneremo su questo punto nel capitolo riguardante le misure.


Nella gamma 2019 debuttano, come abbiamo visto parlando degli ingressi, le HDMI in versione 2.1. Al momento la certificazione vera e propria non è disponibile. Si dovrà attendere che il consorzio HDMI definisca i parametri a cui attenersi. Quello di cui possiamo essere certi sono le funzioni supportate dalla serie E9 di LG. Si parte con HFR (High Frame Rate), cioè la possibilità di visualizzare video in Ultra HD con una fluidità di 100/120 fotogrammi al secondo. Lo scorso anno HFR era disponibile unicamente tramite USB mentre la gamma 2019 lo porterà anche su qualsiasi sorgente collegata con HDMI tramite un futuro aggiornamento firmware.

eARC (enhanced Audio Return Channel) permette invece di inviare in uscita le tracce audio in formato lossless, come Dolby TrueHD e DTS-HD Master Audio. Per i video-giocatori arriva il VRR (Variable Refresh Rate), che permette di di visualizzare l'immagine nel momento in cui viene renderizzata dalla GPU, eliminando quindi fenomeni come il "tearing" e lo "stutter" e diminuendo anche l'input lag (il ritardo nella risposta ai comandi). Con Automatic Low Latency Mode (ALLM) viene automaticamente impostata la modalità video capace di assicurare la minore latenza possibile.


Le funzionalità "smart" sono nuovamente affidate alla piattaforma proprietaria webOS qui in versione 4.5. L'interazione tra utente e TV è facilitata dal telecomando Magic Remote, sostanzialmente immutato nella disposizione dei tasti. Le uniche modifiche riguardano alcune serigrafie e la presenza dei pulsanti "play" e "pausa" in basso. Ritroviamo quindi la rotella centrale per scorrere tra i menu e le applicazioni, il microfono integrato e la possibilità di controllare un puntatore su schermo.

ThinQ AI migliora il riconoscimento del linguaggio naturale e l'interazione vocale. Sono supportati Google Assistant e Alexa di Amazon | Alexa arriva sui TV LG 2019 con ThinQ AI | senza la necessità di ricorrere a speaker esterni. I TV possono anche fungere da "smart hub" per controllare dispositivi come purificatori d'aria, climatizzatori, luci a LED, speaker multi-room eccetera. Un aggiornamento firmware abiliterà inoltre il supporto a AirPlay 2 e HomeKit intorno alla metà dell'anno.

Completa la dotazione la tecnologia TruMotion, sviluppata per gestire le immagini in movimento e provvista di "black frame insertion" (BFI | Cosa sono i 400Hz, 800Hz o 1000Hz nelle TV e a cosa servono: guida di HDblog.it |), una soluzione che aggiunge fotogrammi neri alle immagini (alternati a quelli presenti nei video) per ridurre la persistenza su schermo e migliorare il livello di dettaglio percepito dall'occhio.

Il TV LG OLED55E9PLA viene proposto con un listino di 3.999 euro. In rete si può acquistare a partire da circa 3.000 euro.

Le misure e i consigli per regolare la TV

A livello di impostazioni gli OLED LG 2019 non mostrano grandi cambiamenti rispetto ai modelli dell'anno precedente. Vi sono alcune voci inedite come la già citata "Gradazione cromatica" ma l'ossatura è sostanzialmente la stessa. La modalità video che offre le migliori regolazioni di base è nuovamente la ISF Esperto (Stanza buia), da utilizzare in ambienti oscurati o comunque non molto luminosi. Per questi ultimi consigliamo invece la ISF Esperto (Stanza luminosa), correttamente impostata con un gamma più basso e colori più saturi che meglio si adattano alla maggiore quantità di luce. Per HDR consigliamo invece la modalità Technicolor Esperto o la Cinema. Se le immagini sembrano troppo spente in ambienti luminosi, si può optare invece per la Home Cinema.

Per i nostri test abbiamo utilizzato la nostra consueta attrezzatura composta da un colorimetro SpectraCal C6 HDR2000, un generatore di segnale DVDO TPG, HDFury Integral, HDFury Vertex, HDFury Linker, il misuratore di input lag realizzato da Leo Bodnar e Calman 5.10 Ultimate.​

La taratura di fabbrica della modalità ISF Esperto (Stanza buia) si è dimostrata accurata soprattutto per quanto riguarda il bilanciamento del bianco. Il DeltaE (l'errore rispetto al risultato ottimale) medio si attesta a 1,21 mentre il valore massimo, corrispondente al 20%, è pari a poco meno di 1,9. Il valore critico per l'occhio umano, cioè la soglia oltre la quale l'errore diviene visibile senza l'ausilio di strumenti, è 3. Lo spostamento più significativo sulla scala dei grigi si riscontra tra il 20 e il 30% con un eccesso di tutte le componenti cromatiche (rosso, verde e blu).

Il gamma è piuttosto lineare ad eccezione dell'intervallo compreso tra il 20 e il 30%. L'andamento evidenziato sulla scala dei grigi abbassa il valore medio portandolo fino a 2,25. Questo comportamento si traduce in basse luci (le porzioni più scure dell'immagini) un po' più "aperte" e quindi schiarite rispetto al riferimento di 2,4. Il valore medio è comunque in linea con le attese e si attesta a 2,36. Come per altri OLED LG di recente produzione consigliamo di disattivare il risparmio energetico e di regolare la voce "Luce OLED" in base alla quantità di luce presente nell'ambiente.

Anche la riproduzione dei colori è di buon livello. La misura dello spazio colore Rec.709 evidenzia qualche imperfezione nella tonalità per magenta (spostato verso il blu) e giallo (spostato verso il verde). La soglia di errore è comunque sotto al 3. Per la precisione abbiamo un DeltaE a 2,1 per il rosso, a 0,5 per il verde, a 0,37 per il blu, a 0,29 per il ciano, 2 per il magenta e 1,7 per il giallo. La copertura dello spazio colore è pari al 102,5%. Le saturazioni intermedie (20%, 40%, 60% e 80%) sono un po' meno precise soprattutto per quanto riguarda il rosso, con alcuni punti meno saturi del necessario. Il DeltaE non sale comunque fino a toccare livelli significativi: il massimo è intorno al 2,8.

Il 65" E9 mette a disposizione numerosi e validi strumenti per la taratura. La novità più significativa è l'aggiunta di 2 punti al bilanciamento del bianco, che può ora regolare un massimo di 22 punti. Ai passi del 5% si aggiungono così il 2,5% e il 7,5%, utili per ottenere un controllo ancora più accurato sulle porzioni più scure dell'immagine. Il comportamento sulla scala dei grigi è praticamente perfetto. Il DeltaE medio scende a 0,14 con un massimo di 0,32. Notare imperfezioni a occhio è impossibile: l'immagine è perfettamente aderente al riferimento. Lo stesso vale per il gamma, che si allinea con altrettanta precisione proprio perché è stato eseguito un corretto bilanciamento del bianco. Il valore medio è 2,4, proprio quello che volevamo ottenere.

Anche i colori migliorano dopo la calibrazione. Il magenta ed il giallo non evidenziano più imperfezioni nella tonalità e sono giustamente centrati tra rosso e blu (magenta) e tra rosso e verde (giallo). Il DeltaE massimo si attesta a 1,8 per il rosso, 0,4 per il verde, 0,28 per il blu e il ciano, 1,8 per il magenta e 1,3 per il giallo. Teoricamente sarebbe possibile ottenere misure ancora migliori. Come su altri TV OLED LG è però altamente sconsigliato forzare i controlli oltre un certo limite. I grafici sulla carta possono sembrare ottimi, ma è sufficiente controllare qualche immagine reale per notare come sulle sfumature di colore si creino artefatti.

Per le saturazioni intermedie abbiamo registrato un DeltaE medio pari a 1,1 con un massimo di 2,46. Il "color checker", un grafico che riporta le precisione nel riprodurre vari colori, conferma le buone prestazioni di cui E9 è capace, Il DeltaE medio è 0,9 mentre quello massimo è 2,4.Il miglioramento rispetto alle impostazioni di fabbrica è tangibile: con la modalità ISF Esperto (Stanza buia) si tocca un massimo di 3,1, quindi una soglia di errore visibile ad occhio per quanto comunque contenuta.

Il funzionamento dell'ABL non è molto diverso da quello dei modelli 2018. ABL è l'acronimo di Automatic Brightness Limiter, un sistema che limita la massima luminosità quando si visualizzano immagini ad elevato APL (Average Picture Level). Quest'ultima sigla indica in sostanza la quantità di informazioni ad alta luminosità presenti nell'immagine: più la percentuale è elevata più le scene sono brillanti. Regolando la luminosità intorno alle 130 cd/m2 - nits, come usiamo fare per i contenuti in gamma dinamica standard, non si riscontrano variazioni significative nella luminosità anche con immagini bianche a tutto schermo. Con un segnale bianco al 100% si ottiene una luminosità massima di circa 144 cd/m2 - nits.

La taratura di fabbrica in HDR è decisamente buona. Gli scostamenti presenti sono concentrati prevalentemente tra il 70% e il 100%. Si riscontra in particolare una leggera mancanza di rosso e un eccesso quasi speculare di blu, con il verde che è invece praticamente regolare su tutta la scala. La curva EOTF è vicinissima al riferimento dal quale si allontana per una lieve enfatizzazione della luminosità, comunque poco pronunciata e visibile se non si modifica la scala del grafico. Come sui modelli 2019 è presenta la funzione "Mappatura dei toni dinamica", utile per adattare la luminosità dei contenuti a quella del pannello tramite un'analisi delle immagini su schermo.

La fedeltà cromatica è molto buona già con le impostazioni di partenza, come dimostrano i grafici relativi agli spazi colore BT.2020 e DCI-P3. Il picco di luminosità è elevato per un OLED. Siamo arrivati a poco meno di 800 cd/m2 - nits, circa 30 cd/m2 - nits in più rispetto al valore che avevamo misurato lo scorso anno sul 55" C8.

I valori di picco misurati con bianco dall'1 al 100% dello schermo sono i seguenti:

  • Schermata all'1%: circa 800 cd/m2 - nits
  • Schermata al 2%: circa 802 cd/m2 - nits
  • Schermata al 5%: circa 799 cd/m2 - nits
  • Schermata al 10%: circa 794 cd/m2 - nits
  • Schermata al 25%: circa 480 cd/m2 - nits
  • Schermata al 50%: circa 289 cd/m2 - nits
  • Schermata al 75%: circa 231 cd/m2 - nits
  • Schermata al 100%: circa 144 cd/m2 - nits

Gli strumenti disponibili per la calibrazione si sono dimostrati molto efficaci anche con l'elevata gamma dinamica. Il comportamento del TV sulla scala dei grigi è eccellente. Tutte le componenti cromatiche si allineano quasi perfettamente senza mostrare scostamenti significativi. L'errore è ben al di sotto della soglia percepibile dall'occhio. La maggiore fedeltà si ripercuote anche sulla precisione con cui E9 segue la curva EOTF. Se già in partenza era difficile notare le differenze rispetto al riferimento, dopo la taratura le imperfezioni risultano praticamente inesistenti.

La copertura dello spazio colore DCI-P3 è pari al 96,87% xy e 98,68% uv, mentre quella del BT.2020 si attesta al 71,41% xy e al 75,01% uv. La misura del volume colore relativo (CIE L*a*b) ha evidenziato una copertura del 119% per il BT.709, del 78% per il DCI-P3 e del 53% per il BT.2020. Anche le saturazioni intermedie risultano convincenti con solo alcune non particolarmente significative deviazioni per quanto riguarda la tinta di magenta e giallo. Il grafico del color checker evidenzia un ottimo comportamento anche con gli altri colori: Il DeltaE massimo è 2,4.

La misura del nero è come sempre impossibile con gli strumenti a nostra disposizione. Su un TV OLED non è possibile ottenere alcun dato. La gestione delle immagini in rapido movimento è affidata al TruMotion, capace di incrementare la risoluzione percepita dalle 300-400 linee fino a circa 600-700 linee.

Su E9 abbiamo eseguito anche la calibrazione in Dolby Vision. I passaggi da effettuare sono uguali a quelli che abbiamo descritto sulle precedenti serie. La modalità consigliata è la Cinema. Se serve una maggiore enfasi per rendere più brillanti le immagini, ad esempio per la visione in ambienti ben illuminati, allora si può optare per la Home cinema.

Picchi di luminosità in HDR

La calibrazione si esegue sempre partendo dal bilanciamento del bianco con gamma impostato a 2.2. Su E9 la regolazione ci è sembrata un po' più semplice rispetto al recente passato. Sembra infatti che i controlli abbiano una minore tendenza ad influenzarsi a vicenda. É sempre bene ricontrollare la scala dei grigi più volte, ma in linea di massima possiamo dire che l'operazione richiede meno tempo e meno attenzione per giungere al giusto compimento.

Come sui precedenti OLED la calibrazione del Dolby Vision richiede poi la misura automatica di bianco, rosso, verde e blu e la creazione di un file da salvare su una memoria USB. Il file contiene la configurazione con la taratura del Dolby Vision. Per caricare i cambiamenti sul televisore si deve avviare un contenuto in Dolby Vision (di qualunque tipo, da HDMI o streaming). Il software rileva la presenza del file e chiede se l'utente vuole applicare le nuove regolazioni. Se nel TV è già stata caricata una precedente calibrazione è possibile applicare nuovi settaggi, ignorare i cambiamenti o tornare alle impostazioni predefinite.

Dolby Vision

La modalità Dolby Vision Cinema calibrata esibisce una eccellente precisione e permette di sfruttare le potenzialità dei metadati dinamici al massimo delle possibilità.

Sulla serie E9 è presente anche la calibrazione automatica. Questa funzione segue esattamente gli stessi criteri impiegati sui modelli della gamma 2018. Vi rimandiamo quindi alla recensione del C8 per maggiori dettagli | La calibrazione automatica |. Una curiosità: nel flusso di lavoro per HDR l'impostazione da utilizzare per calibrare la 3D LUT è ora sottolineata in rosso, in modo da risultare più evidente.

Calibrazione tone mapping

Le novità introdotte sulla gamma 2019 sono due. Oltre al generatore di segnale integrato, di cui abbiamo già parlato nel capitolo sulle specifiche, è stata introdotta la possibilità di intervenire manualmente sul tone mapping, l'elaborazione che adatta la luminosità dei contenuti HDR a quella dei TV. Normalmente il tone mapping viene eseguito in automatico da TV compatibili con HDR. L'utente non ha libero accesso alle impostazioni e non può quindi intervenire in alcun modo. Data la mancanza di uno standard unificato si resta quindi legati all'approccio scelto da chi ha programmato l'elettronica. Può quindi capitare che durante la visione l'immagine risulti troppo scura (per preservare il maggior numero di particolari possibile nelle aree più luminose), oppure, al contrario che la luminosità sia troppo alta e finisca per "bruciare" e quindi perdere informazioni nei toni più chiari.

Struttura dei pixel

Su LG E9 si possono superare queste problematiche/limitazioni regolando manualmente alcuni parametri. L'utente può definire il comportamento del TV per un massimo di tre differenti tipologie di contenuti. Qui occorre una premessa. La scelta di concedere tre banchi di memoria non è casuale. I video in HDR contengono normalmente una serie di metadati che indicano ai prodotti come si deve gestire la maggiore gamma dinamica. Tra le informazioni presenti c'è la luminosità massima impostata durante la produzione dei contenuti. Solitamente i livelli medi si attestano a 1.000 cd/m2 - nits (la maggior parte dei contenuti), 4.000 cd/m2 - nits (comunque in buona quantità) e 10.000 cd/m2 - nits (molto più rari).

Il software di calibrazione CalMAN permette di intervenire su questi valori di base sotto la voce "Mastering Peak" 1, 2 o 3. A ciascun intervallo è associato il rispettivo "Roll-off point". Con questa dicitura si indica il punto oltre il quale il TV inizia a discostarsi dalla curva di riferimento e a scurire l'immagine, per arrivare poi a mantenere la stessa luminosità di picco per tutto quello che va oltre quel determinato livello di luminosità. Da lì in poi il TV va in "clipping" e non mostra più i dettagli sulle alte luci.

Volume colore

Come si può intuire si tratta di regolazioni per utenti particolarmente esperti o per i tecnici. Agendo sul Roll-off point in percentuale si può ottimizzare la resa in maniera molto precisa. Sotto "Luminance" si può immettere esattamente il picco di luminosità che ogni pannello riesce ad esprimere. Vengono quindi superate le approssimazioni generalmente applicate a intere serie di prodotti. Quando si caricano i valori nella memoria del televisore si ottiene una curva EOTF personalizzata che garantisce il miglior equilibrio possibile tra chiari e scuri ed è capace di spremere al massimo la dinamica messa a disposizione dagli OLED del marchio coreano.

La Smart TV

webOS 4.5 porta alcune novità e vari cambiamenti, piccoli e grandi, alcuni dei quali arriveranno nel corso dell'anno. L'interfaccia grafica è stata modificata in più punti. La schermata principale, che si sviluppa sempre in orizzontale lungo il bordo inferiore, mostra ora icone più piccole. Questa variazione è stata probabilmente motivata dall'introduzione di AI Preview, una funzione che mostra suggerimenti in base ai gusti dell'utente. Il TV analizza i contenuti che l'utente guarda per proporne poi di nuovi.

I consigli vengono mostrati sopra la prima fila di icone presente nella schermata principale. Al momento non sono moltissimi i servizi che supportano AI Preview. Tra i principali citiamo Netflix e YouTube mentre il resto è in gran parte costituito da funzioni offerte dalla stessa LG. Quando l'utente si posiziona sull'icona di un'app compatibile con AI Preview, sopra appare un ulteriore menu a sviluppo orizzontale con i video consigliati e con la possibilità di riprendere la visione per quelli iniziati e poi interrotti.


Il menu ad accesso rapido ha cambiato posizione. Tutte le scorciatoie sono ora visualizzate in verticale lungo il bordo sinistro dello schermo. La scelta è in effetti curiosa poiché fino allo scorso anno le stesse identiche voci erano collocate lungo il bordo destro. Il mero spostamento non ha quindi comportato alcuna conseguenza significativa. Le voci presenti nel menu rapido permettono, tra gli altri, di modificare la modalità video, il rapporto d'aspetto, la modalità audio e di accedere alle impostazioni complete.

I TV dotati di webOS 4.5 riceveranno inoltre aggiornamenti che abiliteranno AirPlay 2, HomeKit e anche l'applicazione Apple TV. Al momento tutte queste funzioni sono quindi non disponibili e non possiamo valutarne l'implementazione.


Per scaricare le applicazioni si passa sempre dall'LG Content Store. Qui si trovano tutti i software raggruppati per categorie come popolari, novità e app Premium (quelle ritenute più importanti). La scelta è molto ampia come del resto lo era già sui modelli 2018. Citiamo ad esempio Netflix, Amazon Prime Video, YouTube, Infinity, Chili, Rakuten TV, NOW TV e Spotify. Lo streaming in Dolby Vision è disponibile tramite Netflix, Amazon Prime Video e Rakuten TV. I servizi compatibili supportano ovviamente la risoluzione Ultra HD con HDR.

L'ultima versione di webOS ripropone il Gallery Mode, una funzione che trasforma i TV in quadri o cornici digitali. Su schermo si possono mostrare opere d'arte, fotografie, paesaggi suggestivi o video animati che superano la staticità delle immagini. Come l'anno scorso sono presenti contenuti realizzati in collaborazione con TripAdvisor e appositamente inseriti in funzione dell'alternanza delle stagioni.


Il controllo tramite Magic Remote si conferma intuitivo e particolarmente adatto per interagire con varie tipologie di applicazioni. Il puntatore permette di velocizzare l'immissione di testo e di muoversi con molta più efficacia all'interno del browser. La rotella centrale è invece un valido ausilio quando si devono scorrere rapidamente menu a sviluppo verticale. Tramite il microfono integrato si può poi ricorrere all'interazione vocale, ancora limitata in Italia nel momento in cui abbiamo testato l'esemplare in nostro possesso. La situazione muterà però nel corso del 2019, rendendo i comandi vocali molto più utili e versatili.


L'alternativa al telecomando è rappresentata dall'applicazione LG TV Plus, disponibile per dispositivi iOS e Android. Il software sviluppato dal colosso coreano trasforma smartphone e tablet in telecomandi provvisti di touchpad e di accesso diretto a tutte le app installate sul televisore. Le foto, la musica e i video archiviati sui dispositivi mobili si possono condividere per sfruttarli sul grande schermo. Le prestazioni offerte dal media-player integrato sono convincenti. Può riprodurre tutti i principali formati audio (solo quelle lossless sono incompatibili), video ed eventualmente anche HDR, compreso il Dolby Vision.

La prova di visione

E9 è chiaramente un prodotto realizzato grazie all'esperienza maturata da LG nel corso degli anni. La tecnologia dei pannelli OLED è sostanzialmente sempre la stessa, fatto salvo qualche piccolo aggiustamento che comunque non modifica di fatto le prestazioni. Qualche cambiamento è stato comunque apportato e possiamo quindi parlare di affinamenti che limano ulteriormente alcune delle imperfezioni che avevamo riscontrato nel recente passato.

I principali punti di forza sono quelli che abbiamo ormai imparato a conoscere. Il rapporto di contrasto nativo è elevatissimo così come la gamma dinamica. Il rapporto di contrasto nativo non è più misurabile con gli strumenti e appare elevatissimo ad occhio. Questa caratteristica è direttamente legata alla capacità di controllare i singoli pixel. Il TV può spegnerne alcuni per avere un nero praticamente assoluto mentre altri restano accesi per mostrare picchi di luminosità. Non vi sono problematiche legate ad aloni di luce che filtrano dalla zone chiare a quelle scure e non vi sono quindi elementi che possano arrecare disturbo o costituire un elemento di distrazione. Ne deriva quindi una gamma dinamica molto estesa, attualmente non replicabile con altrettanta efficacia nel mercato "consumer".


Anche l'angolo di visione di visione molto ampio non è di certo una novità. Per l'utilizzo in ambienti ben illuminati va tenuto in debita considerazione il posizionamento. Il filtro anti-riflesso è piuttosto efficace nel preservare il rapporto di contrasto. Sul bianco è però possibile scorgere una leggera tendenza a virare verso il magenta. Il comportamento di E9 non è quindi molto diverso da quello esibito sui modelli B8 e C8.

L'uniformità dell'esemplare che abbiamo testato è in linea con il comportamento che avevamo registrato sulle serie 2018. Sulle schermate grigie molto scure sono visibili alcuni accenni di strisce verticali, il cosiddetto "vertical banding". Per notarle è necessario stare al buio e utilizzare schermate uniformi, come ad esempio i segnali test tra il 2% e il 5% circa. In condizioni di normale visione è molto difficile scorgere qualche imperfezione. I contenuti potenzialmente più sensibili a questo tipo di effetti sono le partite di calcio ed eventi sportivi simili, per via delle rapide carrellate orizzontali e dei campi con verde tendenzialmente omogeneo. Su E9 (così come su B8 e C8) nemmeno questa tipologia di scenario mette realmente in risalto le imperfezioni, che restano dunque difficili da scorgere.


La gestione delle bassissime luci è invece differente rispetto al recente passato. I livelli appena sopra al nero assoluto, quindi le porzioni più scure dello schermo, sono da sempre uno dei terreni più difficili per i pannelli WRGB OLED di LG. Nel corso degli anni il produttore ha fatto ricorso a varie soluzioni per migliorare la pulizia del quadro. I limiti che abbiamo riscontrato testando molti dei prodotti usciti consistono in una enfatizzazione dei difetti legati alla compressione del segnale (come ad esempio il "macro-blocking") e una gestione meno convincente delle sfumature. Queste ultime sono a volte affette da transizioni troppo nette tra un colore e l'altro, come se la profondità del colore (e quindi la precisione nel mostrare le varie tinte) fosse inferiore a quella generalmente esibita dai pannelli. Sulle serie 2018, con alcune versioni del firmware, era inoltre possibile scorgere alcuni artefatti sotto forma di una sorta di "flash" che portavano a schiarire bruscamente le zone scure interessate.

Su E9 LG ha apportato alcuni cambiamenti per prevenire o ridurre l'incidenza di queste problematiche. I nuovi OLED ricorrono in modo differente al dithering, una tecnica che permette di mostrare una maggiore quantità di informazioni cromatiche rispetto a quelle realmente riproducibili dai pannelli. Un approfondimento del tema è disponibile qui | A cosa servono i pannelli a 10 bit sulle TV: guida di HDblog.it |, al capitolo intitolato "L'elaborazione video".


Grazie al dithering sono spariti i "flash" e sono molto meno evidenti gli artefatti dovuti alla scarsa qualità dei segnali. La transizione tra le sfumature è ora più graduale e naturale. La pulizia del quadro risulta quindi superiore e si traduce in una migliore rappresentazione delle scene più buie. Alcuni particolari che tendevano a perdersi sui modelli 2018 sono invece più visibili su E9. Il "brulichio" derivato dal dithering è visibile da molto vicino ma non crea un effettivo disturbo quando ci si posiziona alla normale distanza di visione. Non si tratta quindi di una soluzione ancora definitiva ma sicuramente è la migliore tra quelle messe fino ad ora in campo da LG.

E9 introduce anche la funzione "Gradazione cromatica", un filtro "de-contouring" che l'anno scorso non era indipendente ma era abbinato alla riduzione del rumore video. Il principio di base è rimasto lo stesso. Questo tipo di elaborazione viene utilizzato per migliorare la transizione tra le sfumature di colore. Il passaggio tra le varie tinte può essere troppo netto e può creare artefatti percepibili ad occhio come bande di colore (in gergo "banding"). La causa è da ricercare nella compressione o nel funzionamento del pannello e/o dell'elettronica.

La differenza tra il filtro presente sulla gamma 2018 e la nuova versione 2019 consiste nel maggior livello di dettaglio preservato. Su E9 l'assenza della riduzione del rumore video permette di non perdere alcuni particolari fini che sarebbero stati limati per nascondere anche le imperfezioni eventualmente presenti. Ovviamente l'utente può comunque associare le due funzioni ottenendo un risultato molto simile. Quando la sorgente è di qualità si può quindi ottenere un'immagine più dettagliata e convincente oltre che più rispettosa del materiale originale. Analizzando l'intervento con molta pignoleria si nota come l'attivazione di "Gradazione cromatica" finisca comunque per levigare leggermente il quadro, anche se la differenza è davvero molto sottile almeno al livello di funzionamento più basso.


Nuova è anche la modalità "Immagine AI", una delle numerose funzioni associate all'intelligenza artificiale. Si tratta in concreto di un'impostazione che sfrutta il "machine learning" per ottimizzare automaticamente vari parametri. Il TV analizza l'immagine su schermo e la compara con un archivio composto da oltre 3 milioni di campioni. Vengono poi applicati una serie di filtri e di aggiustamenti atti a migliorare dettaglio, nitidezza, contrasto eccetera. "Immagine AI" non è quindi un modo semplice per ottenere la massima fedeltà applicata al video.

I test che abbiamo eseguito, tra cui rientra anche Sky a risoluzione SD (Standard Definition: tutto quello che non è in alta definizione), hanno evidenziato la tendenza ad eccedere con maschere di contrasto e affini. Il quadro risulta spesso poco naturale poiché l'elaborazione compiuta è in vari casi eccessiva. La visione può quindi risultare effettivamente più incisiva e compatta, ma non a costo zero. Si può notare la comparsa di vari artefatti come ad esempio un sovrabbondante "edge enhancement", cioè bordi troppi ispessiti tanto da risultare doppi. Siamo quindi tendenzialmente portati a sconsigliarne l'utilizzo se non a chi ricerca sempre immagini di forte impatto, anche a discapito di tutto il resto.

Se invece si utilizzano le modalità video più corrette, che abbiamo riportato all'inizio del capitolo sulle misure, ci si può assicurare una notevole fedeltà complessiva. Colori, equilibrio tra chiari e scuri, livello di dettaglio eccetera sono tutti accuratamente rappresentati su schermo, senza eccessi e con la tendenza a rispettare il lavoro di chi ha creato l'opera. E9 condivide pertanto la stessa "natura" dei suoi predecessori e si conferma un prodotto adatto anche agli utenti più esigenti, quelli che ricercano un mezzo per vivere i contenuti preferiti nel pieno rispetto delle intenzioni del regista.


L'elaborazione del segnale ad opera del processore Alpha 9 di seconda generazione mostra affinamenti più che veri e propri cambiamenti. L'upscaling è di ottimo livello sia quando si parte da materiale a risoluzione standard sia quando si guardano video in alta definizione (in quest'ultimo caso il risultato è ovviamente migliore). Ciò che si può apprezzare con analisi più approfondite è una superiore pulizia del quadro. Gli Alpha 9 del 2018 sono un po' meno convincenti da questo punto di vista, probabilmente anche per via della combinazione data dalla gestione dei pannelli e dall'elettronica. Notare la differenza non è però semplice, tanto che la gran parte degli spettatori finirebbe probabilmente per attribuire una parità durante un confronto alla cieca.

La fruizione di immagini in HDR conserva tutti i punti di forza che abbiamo descritto. Il picco di luminosità espresso dal pannello è elevato per un televisore OLED e questo permette di presentare agli spettatori immagini di grande impatto. Per sfruttare appieno l'ampia gamma dinamica sono disponibili due vie. La prima e più semplice consiste nell'abilitare la "Mappatura dei toni dinamica". Questa funzione analizza le immagini in tempo reale e simulare un'elaborazione dinamica dei metadati. Viene quindi applicato un "tone mapping dinamico". Con questo termine si intende un'elaborazione che adatta la gamma dinamica presente nei video a quella che il TV può realmente esprimere. Si tratta tendenzialmente di una compressione che dovrebbe basarsi sulle caratteristiche di ogni prodotto.

Il "tone mapping" opera generalmente sulla base dei metadati statici, quelli contenuti nel formato HDR10. Il limite legato a questo tipo di approccio consiste nel fatto che all'interno di un film, serie TV o documentario il picco massimo può rappresentare una percentuale infinitesimale dei contenuti da mostrare a video. Può ad esempio capitare che la massima luminosità sia legata alle fiamme più brillanti contenute all'interno di un'esplosione. Nella restante parte del video i picchi possono essere sensibilmente più bassi. I metadati statici forniscono praticamente una media valida per tutto il contenuto e non possono perciò ottimizzare sapientemente la resa su schermo. Un TV potrebbe quindi trovarsi a dover applicare metadati con picchi da 4.000 cd/m2 - nits quando invece la quasi totalità delle informazioni è ben al di sotto delle 1.000 cd/m2 - nits.


Quanto sopra descritto si può tradurre in immagini generalmente troppo buie poiché il televisore cerca di comprimere una notevole gamma dinamica (che arriva teoricamente fino a 4.000 cd/m2 - nits) in realtà inesistente quando in realtà sarebbe meglio sacrificare quelle poche informazioni così brillanti andandole a celare nel bianco indistinto. É proprio su queste criticità che interviene la Mappatura dei toni dinamica. L'analisi in tempo reale permette di applicare un'ottimizzazione simile a quella permessa dai metadati statici. Le informazioni fornite dall'elettronica permettono a E9 di adattarsi ai contenuti su schermo, senza doversi adattare ad un compromesso che risulti più o meno adatto per tutte le situazioni.

Il processore Alpha 9 di seconda generazione sfrutta algoritmi più raffinati e applica l'elaborazione dinamica con maggiore efficacia. Anche uno sguardo non particolarmente attento nota senza difficoltà un maggiore equilibrio. Da una parte è evidente la tendenza a non scurire eccessivamente il quadro per mostrare anche il più piccolo particolare nelle zone più brillanti. Dall'altra è comunque visibile l'incremento di particolari all'interno dei picchi, che per quanto possibile si presentano meno "bruciati" e quindi non indistintamente bianchi. Le imperfezioni però non mancano. Parliamo del resto di un'elaborazione in tempo reale che cerca di sfruttare al massimo le capacità di E9 per adattare informazioni fuori dalla portata del prodotto. Può quindi capitare che l'incremento della luminosità sia oltre il necessario. Mediamente le migliori apportate funzionano comunque bene e consigliamo quindi di tenere attivata la funzione Mappatura dei toni dinamica.

Per gli utenti più esperti (o per chi vuole ricorrere a tecnici) c'è però una seconda via. Si tratta della possibilità di intervenire direttamente sul tone mapping tramite il software di calibrazione CalMAN. Come abbiamo visto nel capitolo sulle misure è presente una sezione dedicata con tre banchi di memoria che l'utente può gestire a proprio piacimento, cambiamento anche i valori relativi per la luminanza di picco. Operare su impostazioni di questo tipo richiede conoscenze approfondite oltre che un'attrezzatura specifica. Non è quindi un terreno agevole per l'utente medio ma i risultati che si possono ottenere premiamo chi si vorrà armare di pazienza.



La precisione ottenuta è tra le migliori in assoluto nel mercato TV. L'elettronica adatta la gamma dinamica dei video sapendo precisamente qual è il picco di luminosità del pannello e da quale punto è necessario eliminare le informazioni sulle parti più brillanti delle immagini. Abbiamo sperimentato impostazioni differenti per i contenuti realizzati a 1.000 cd/m2 - nits trovando quello che riteniamo un eccellente equilibrio. Il miglioramento rispetto alla funzione Mappatura dei toni dinamica consiste nella costanza delle prestazioni. In alcuni casi sarebbe sicuramente possibile recuperare un filino di dettagli in più sui picchi o un po' di luminosità sacrificando particolari trascurabili. Parliamo però di minuzie a fronte di un quadro che non ha mai mostrato eccessi né in un senso né nell'altro, a differenza del tone mapping dinamico affidato al processore Alpha 9 di seconda generazione. Si riesce quindi a spremere quasi al massimo il pannello OLED di E9 mantenendo la massima precisione possibile.

Degna di menzione è anche la regolazione della luminosità affidata all'ormai immancabile AI. Questa funzione, del tutto opzionale, mette a frutto efficacemente il sensore di luminosità per enfatizzare la luminosità dei contenuti in HDR. Funziona con Dolby Vision (c'è una modalità apposita creata in collaborazione con Dolby), HDR10 e HLG. Come tutte le elaborazioni non è perfetta e tende a risultare non molto rispettosa del materiale originale, almeno in alcune circostanze.

La maggiore "spinta" conferita ai toni chiari si concretizza a volte in volti eccessivamente accessi e poco naturali. Lo stesso si può dire di alcune scene: la luce presente in una ripresa nel tardo pomeriggio può assomigliare a quella di un mezzogiorno assolato. Sarebbe però sbagliato soffermarsi solo su questi particolari. Logicamente non si tratta di una novità inserita per i puristi (che continueranno a guardare i film al buio completo). Chi vuole godersi l'HDR anche di giorno, in ambienti ben soleggiati, la può efficacemente sfruttare per eliminare quell'eccessiva cupezza che effettivamente si può notare in tali situazioni. La consideriamo dunque un'aggiunta gradita che farà sicuramente felice più di qualche utente.


Concludiamo la disamina dell'HDR con il Dolby Vision. Qui non c'è molto da dire. E9 non si comporta diversamente dagli OLED LG 2018. La precisione è superiore a HDR10 e trae un evidente beneficio dall'uso dei metadati dinamici.

Nessuna novità anche per le immagini in movimento. Le tecnologie utilizzate sono sempre le stesse e di conseguenza anche i risultati ottenuti. Attivando il "Motion Pro" si abilita il "black frame insertion" che incrementa effettivamente la risoluzione percepita. Purtroppo non sono state implementate le novità annunciate al CES 2019 per via di alcune problematiche che LG non è riuscita a risolvere. Alla luce di questi fatti siamo nuovamente portati a sconsigliare l'uso del Motion Pro. Le controindicazioni risultano superiori ai pregi. Parliamo nello specifico di "flickering" (le immagini perdono stabilità e mostrano uno sfarfallio), di una sensibile perdita di luminosità (penalizzante soprattutto in HDR) e di scatti visibili con sorgenti a 50 Hz (Motion Pro forza l'aggiornamento dell'immagine a 60 Hz). Seguire film, serie TV o eventi sportivi con il black frame insertion attivo diviene quindi faticoso per la vista e poco appagante in termini di brillantezza del quadro, specialmente se vi sono fonti di luce in ambiente.

La sezione audio offre prestazioni superiori alla media. La perfetta integrazione a livello estetico non ha quindi sacrificato il lato più pratico. Come sulla gamma 2018 si può ottimizzare la resa in relazione all'ambiente ricorrendo alla funzione "One Touch Sound Tuning". Il TV sfrutta il microfono presente sul telecomando per effettuare alcune misurazioni del punto di ascolto. L'operazione richiede pochi istanti e consente di valutare la differenza tra prima e dopo. É stata poi aggiunta la modalità "Suono AI" che elabora il segnale per ricreare un effetto 5.1 virtuale. Durante i nostri test abbiamo preferito disabilitare ogni tipo di filtro. I dialoghi sono sempre risultati chiari anche in scene molto "rumorose" e le medie frequenze sono discretamente dettagliate. Come sempre sui televisori piatti servirebbe un po' più di enfasi sui bassi per ottenere un maggior corpo e sostanza.

Ottime notizie anche per i video-giocatori. E9 è molto rapido nel recepire i comandi impartiti. L'input lag che abbiamo misurato in tutte le modalità (Full HD, Ultra HD con e senza HDR) si attesta a poco più di 13 ms. Da quest'anno si può inoltre abilitare l'opzione per il gioco all'interno di qualunque modalità video. Non è quindi necessario passare per la modalità Gioco (generalmente meno corretta) per ottenere la massima reattività.

Conclusioni
Alta qualità dell'immagine in SDR e HDRL'integrazione con CalMAN offre moltissime possibilità per gli espertiIl processore Alpha 9 di seconda generazione affina ulteriormente le prestazioniSupporto a HDR10, HLG e Dolby VisionwebOS 4.5 si conferma una piattaforma solida e piacevole da utilizzareHDMI 2.1Input lag molto contenutoSezione audio di buona qualità
La gestione delle immagini in movimento mostra margini di miglioramentoGli ingressi rivolti verso il retro sono scomodi in caso di montaggio a pareteIl prezzo è ancora elevato se rapportato ai modelli 2018, anche se calerà col tempo

La serie E9 sfrutta come base l'ottimo lavoro compiuto da LG sugli OLED 2018. Gran parte delle caratteristiche è direttamente derivato da modelli come B8, C8 ed E8 e anche le prestazioni che abbiamo misurato e valutato lo confermano. Si può quindi parlare di affinamenti piuttosto che di una vera e propria evoluzione. La fedeltà dell'immagine è di conseguenza praticamente la stessa: il livello del nero, l'elevatissimo rapporto di contrasto percepito e l'ampia gamma dinamica sono caratteristiche che non possono sfuggire nemmeno all'occhio più disattento.

La dotazione è davvero completa. L'utente più esperto ha a disposizione molti strumenti per regolare a puntino tutti i principali parametri. L'integrazione con il software CalMAN offre anche possibilità esclusive che non trovano eguali su nessun altro prodotto presente nel mercato. Troviamo poi un ampio supporto a HDR con HDR10, HLG e Dolby Vision. Come per gli anni precedenti resta escluso solo HDR10+ per una precisa scelta di campo. webOS 4.5 si conferma una delle migliori piattaforme Smart TV. La disponibilità di applicazioni è ampia (citiamo a titolo di esempio NOW TV) e la praticità d'uso è garantita da un sistema reattivo e da un telecomando a proprio agio in qualsiasi situazione, anche quando le semplici croci direzionali risulterebbero goffe e impacciate.

La vera novità che va a completare l'offerta è la presenza di ingressi HDMI 2.1. Al momento non è semplice sfruttarne davvero le caratteristiche. Qualche assaggio lo si può avere con eARC e con il refresh rate variabile tramite le console Microsoft. Per vedere davvero le piene potenzialità occorrerà più tempo. Pensiamo ad esempio a HFR e agli eventi sportivi trasmessi dalle pay TV. Nel corso degli ultimi anni abbiamo visto alcune riprese effettuate in Ultra HD con 100/120 fotogrammi al secondo e sappiamo quanta differenza possono fare. Vedere il pallone da calcio che non di sdoppia più (o quasi) nemmeno durante i rapidi cambi di fronte ne è solo un esempio. Una volta provata la differenza è difficile tornare indietro e crediamo che sarà questo lo standard futuro per tutti gli eventi sportivi di un certo rilievo. Ad oggi HDMI 2.1 va quindi visto più come un investimento contro il rischio di rapida obsolescenza. Sta quindi all'utente se scegliere di spendere di più per assicurarsi queste caratteristiche o se risparmiare ed orientarsi così su prodotti della scorsa generazione.

Complessivamente le prestazioni offerte sono di altissimo livello sia in SDR sia in HDR, superiori a quelle dei prodotti precedenti grazie a tanti piccoli ritocchi. Lo si apprezza ad esempio nella rappresentazione delle scene più scure, che ora offrono un quadro più pulito e convincente. Come abbiamo detto qualche riga più su non si tratta di una rivoluzione o di cambiamenti oltremodo evidenti, tuttavia la differenza è effettivamente sussistente e sarà probabilmente apprezzata dagli utenti più esigenti, quelli che tendenzialmente si orientano su prodotti di questa fascia.

Attualmente il prezzo di vendita è ancora tendenzialmente alto, un fatto del tutto usuale per un prodotto immesso da poco sul mercato. Il calo progressivo che avverrà nel corso dei mesi renderà più favorevole il rapporto qualità/prezzo. Fatta salva questa considerazione, non possiamo non considerare che l'elevata qualità offerta, unita ad un pacchetto completo che comprende anche HDMI 2.1, rendono questo prodotto molto interessante per chi ricerca un TV di alta qualità non solo video ma anche a livello di costruzione/design e con un impianto audio superiore rispetto alla media.

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Commenti

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il Gorilla con gli Occhiali

Ho capito che è buono e lo so anche io ma esteticamente non è tanto bello da vedere quando lo si appoggia da qualche parte e quindi si dovrebbe conservare in un cassetto rendendo scomodo ogni volta che si accede o si spegne la TV.

Paolo Rigoni

dal momento che sono ahimè tutti non retroilluminati non vedo quale sia il problema estetico....come dice Max è assolutamente funzionale e superiore agli altri al momento

Nicola Buriani

Solo per informarti che la recensione di AG9 arriverà a breve.

Nicola Buriani

C'è il 49SM9000PLA, NanoCell da 49" 100/120 Hz.
Costa sui 1.000 euro.
Se puoi pazientare un po' ho in prova il 55" della stessa serie, ti potrò dire a breve come va.

AntonioSM77

idem…
E quando si è genitori vanno a putt4ne tutte quei buoni propositi di quando si è figli e si subisce una (presunta) angheria da parte dei genitori (ovviamente parlo di situazioni standard e non di casi gravi) e si pensa… io con mio figlio non lo farò mai!
Puntualmente si arriva un punto in cui pensi ai tuoi genitori e tra e te dici: avevano ragione!

Christian Armetta

Provato con schermata totalmente bianca e totalmente nera, nessun pixel difettoso

WOT ITA

Bravo

il Gorilla con gli Occhiali

Ho capito ma anche il telecomando deve essere all'altezza visto che è parte del sistema.

Nicola Buriani

A livello di elettronica e Smart TV sì.
Questo ovviamente se il modello in tuo possesso sarà poi compatibile con gli Evolution Kit futuri.

AntonioSM77

Anche io, prima di diventare padre e guardando i figli altrui dicevo: questo mio figlio non lo farà. Mio figlio non sarà così! Io non sarò così con mio figlio.
Poi… ti rendi conto che fare i genitori è veramente complesso! ;)

WOT ITA

come ti do ragione, prima tutti a parlare, poi fanno come tutti gli altri, i bambini vincono sempre, sempre, sempreeeeeeeeee.....maledetti.....stop

WOT ITA

ah beh, se guardi il telecomando invece della tv....ci sta
Io di solito guardo la tv, sai, film, serie tv, ecc....

Francesco Foti
Christian Armetta

Per ora non ho notato nessun problema

Francesco Foti

Nicola esatto, in quel caso si tratta di stuck pixels, ne avevo uno sul mio vecchio B6 in un angolo, praticamente su alcuni colori si accendeva totalmente funzionando, come il giallo, su altri rimanevano accesi i 3 rgb senza però riprodurre alcun colore.
Io credo che l’incidenza dei pixel morti aumenti ovviamente all’aumentare dei Pixel sui pannelli. Con l’8K ho paura diventerà la norma avere almeno 1/2 pixel morti, data la legge dei grandi numeri e la quantità infinita di pixel su schermo.

Francesco Foti

Il pannello che hai ora è privo di qualsiasi pixel morto? Metti lo schermo totalmente bianco e li vedi subito. Niente i miei erano semplicemente pixel neri, spenti, su qualsiasi colore.
Sono contento che la garanzia li copra, perché lo fanno SOLO loro di qualsiasi produttore di TV, se trovi pixel spenti su un OLED Sony ti attacchi al tram, ne richiedono almeno 5/6.
A settembre compro un E9 e spero per il meglio. Come sempre mi proteggo acquistando online così da evitare storie con i negozianti furbetti.

Nicola Buriani

I pixel completamente malfunzionamenti sono spenti.
In altri casi rimane fisso il colore su verde, rosso o blu (vale per qualsiasi tipologia di schermo).

Christian Armetta

Io ho da poco preso un b8. Dopo un po' di rodaggio un pixel rimaneva verde se si era su sfondi scuri. L'assistenza lg ha confermato e cambiato tutto il pannello in 1 giorno. Questo se può servire come mia esperienza personale. Ma quei pixel morti esattamente come si comportavano?

Nicola Buriani

Tieni presente che quando eseguo una calibrazione mi siedo generalmente di fianco al TV, quindi ce l'ho vicinissimo.
Potrebbero sfuggirmi a volta pixel morti all'altro angolo, ma con tutte le schermate che uso (scale di grigi, colori eccetera) non è facile che mi sfugga la presenza di pixel non funzionanti.
Detto questo ripeto però che la casistica che ho sotto gli occhi è comunque limitata, per poter fornire dati sull'incidenza dovrei avere sotto mano un campione molto più grande.
In ogni caso ritengo che sì, se hai speso certe cifre è giusto pretendere l'assenza di pixel non funzionanti.

Francesco Foti

secondo me però bisognerebbe anche tenere conto del fatto che pixel morti sono visibili unicamente se li vai a cercare con slide avvicinandoti allo schermo. È al 100% impossibile vederli da una normale distanza di visione, può anche essere che siano comuni ma semplicemente molti non li notano non andandoseli a cercare come faccio io. So che sono fisse appunto perché non visibili in utilizzo ma a me sapere di avere un prodotto cosi costoso difettoso (perché difettoso è e rimane) infastidisce tantissimo. Quello che mi fa pensare è che la stessa garanzia LG copre sugli OLED anche un singolo pixel difettoso sostituendo l'intero pannello senza battere ciglio. se fossero cosi comuni non penso proprio li coprirebbero perché dovrebbero sostituire una quantità enorme di pannelli. tu mi confermi che devo aspettarmi un pannello con tutti i pixel accesi e funzionanti senza tollerare questi difetti? posso capire sui TV Hisense 4k da 400 euro ma quando spendi 3000 e passa su un tv i pixel morti personalmente non li accetto. ho sostituito tutte le tv dai venditori online da cui le ho comprate ma non sono riuscito ad ottenerne una senza pixel morti. riprovo a settembre con la serie E9, spero per il meglio. Magari sono solo la persona più sfigata del mondo. ma la cosa che credo è che essendo un ''non problema'' in pochi se ne accorgono e se ne lamentano. Ma ripeto: fosse cosi comune perché la garanzia li copre?.... Altro che Stranger Things dopo questa esperienza. Continuerò a tentare sperando di rompere la mia serie di sfiga totale. Tu confermi che una TV NON deve avere pixel morti e non è in ogni caso una cosa accettabile/normale? io la penso così

Nicola Buriani

Per quel che ho visto io non è tanto normale, anche contando amici, conoscenti e i contatti con il negozio con cui collaboriamo non mi è mai capitato di vedere tanti prodotti fallati.
Mi verrebbe da dire che sei stato davvero molto sfortunato.
Va però detto che per fare analisi di questo tipo servirebbero numeri molto più grandi per poter aspirare ad una media attendibile sull'incidenza.

il Gorilla con gli Occhiali

Esatto, anche il design deve farsi valere. Io se dovessi prendere questa TV, mi bloccherei proprio per il telecomando e non saprei cosa fare.

John117

Grazie.

Saluti.

Massimo Olivieri

questo è comico un telecomando di apprezza per quanto è bello a livello di design !?!?

il Gorilla con gli Occhiali

Infatti io non sto facendo il comico ma sono serio. Lo trovo osceno come design.

Francesco Foti

Ciao Nicola, volevo chiederti, avendo tu sicuramente più esperienza di me, se sui TV OLED 4K è estremamente comune incappare in pixel morti, io sono al QUARTO tv sostitutivo (3 C8 e 1 E8) che ha uno o due pixel morti e sto per gettare la spugna. È davvero una cosa così comune e inevitabile o ho semplicemente avuto sfiga io e devo continuare a tentare?

Dark!tetto

Complimenti per la stesura di questa recensione, dettagliata e piacevole da leggere, con tutti i dati tecnici ben piazzati ed esposti e una prova reale ben fatta. Sarebbe bello rivedere lo stesso entusiasmo e passione nella sezione Smartphone anche se ovviamente il segmento è diverso.

Massimo Olivieri

no fà ridere manco come troll

Dark!tetto

Nel video lo ha in mano e si vede abbastanza, sono d'accordo comunque che un piccolo approfondimento a fronte di un articolo così lungo e completo ci stava.

AntonioSM77

Va bene... Come dici tu.

Vespasianix

Ma va là..
in negozio ci ho sbattuto il gomito un sacco di volte, sia sopra che sotto che di fianco.

il Gorilla con gli Occhiali

Cosa c'entra? È brutto esteticamente e questo è un grosso problema credimi.

CastSimone

Tira più un....

.....pannello oled che un lcd.

Hereticus

... caspita, mi arriva a giorni e questo articolo giunge a proposito!!! Ma è talmente dettagliato che mi lascia disorientato!!! :)

Massimo Olivieri

il telecomando è comodissimo e unico dotato di air mouse.di meglio non c'è.

Torpilla

Vincenzo grazie, leggi quello che ho chiesto a Nicola

Torpilla

Grazie per la risposta. Ma quindi andando su Samsung e sostituendo dopo 3/4 anni lo OneConnectBox avrei un TV in teoria "nuovo" (cambio tutta l'elettronica tranne il pannello) cosa che su altri TV (anche questo LG) non posso fare.

Giuseppe Romano

Se hai Android (o un box Android) poi installare PixelFixer

Tupac
Vincenzo

LG purtroppo non aggiorna il sistema operativo, se compri un TV con webOS 4 morirà con il 4,gli aggiornamenti migliorano un po' la visione,eliminano dei bug se ci sono per il resto nulla di particolare..peccato che se pur ci sono novità possibilissime con gli update del sistema non ne puoi giovare perché appunto il sistema non viene aggiornato, un vero peccato ma è la brutta politica di LG che ragiona così anche per la gamma accessori, un accessorio per il TV 2019 ovviamente non va per il 2018,parlo ad esempio per la staffa che tiene la soundbar, cose davvero ridicole,lo fanno apposta...

AntonioSM77

Grazie. Accetto il consiglio con piacere, ma ne riparliamo quando diventerai genitore. :)

Mario Rossi

sono tristissime anche quelle

Mirko

Like se sei qui per la foto di Diletta

Vincenzo

Fidati che dipende sempre dall'educazione e da come ti comporti con loro, io basta che apro bocca, da come lo guardo e lui già capisce...mia sorella, il nonno gli fanno fare quello che vuole, io no! Lo tengo a bacchetta e la differenza si nota e come

Stewe

non riesco neanche a controllare tanto perché mi da fastidio la luce del monitor, col nero sono 7/8 pixel andati, col bianco 18, col rosso 7/8.

Stewe

cioè alcuni si notano poco che sono di colore diverso, piu fievoli.

Stewe

ot : un programma per recuperare pixel fissi accesi e quelli mezzi andati nel monitor ? grazie

AntonioSM77

Un nipote è fuori contesto a casa dello zio.. dei bambini a casa loro fanno di peggio.

AntonioSM77

E quindi sono delicatissimi e si rompono con un minimo di trazione o colpo.

Ciccio

'I am Barbie girl in a Barbie woooorld"...

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