Apple si prepara a spostare il 15-30% della produzione fuori dalla Cina

19 Giugno 2019 115

Apple continua a valutare nuove strade che le permettano di superare indenne l'eventuale escalation dello scontro commerciale tra Stati Uniti e Cina - intensificatosi dopo il ban imposto a Huawei - qualora questo dovesse mettere in pericolo la filiera produttiva di tutti i suoi principali prodotti.

Qualche giorno fa sia Pegatron che Foxconn avevano reso noto di essere pronti a spostare parte della produzione nel Sud-est asiatico, e ora sembra che la stessa Apple stia chiedendo a molti suoi fornitori di valutare dei piani di delocalizzazione, stando ad un report del Nikkei.

Secondo quanto suggerito dalle diverse fonti, pare che l'azienda di Cupertino sia giunta alla conclusione di dover ridurre notevolmente la sua dipendenza dalla filiera cinese al fine di abbassare il rischio, motivo per cui avrebbe chiesto ai suoi partner di valutare i costi derivanti dallo spostamento del 15-30% della loro filiera produttiva negli altri Paesi del Sud-est asiatico, ma non solo.

Tra i produttori coinvolti, oltre ai già citati Foxconn e Pegatron, ci sarebbero nomi come Wistron, Quanta Computer, Compal Electronics, Invetec Corp, Luxshare-ICT, Goertek, tutti coinvolti a vario titolo nella produzione di iPhone, iPad, MacBook e AirPods. I principali Paesi in cui investire in nuove filiere produttive sono l'India e il Vietnam, ma nel mirino si trovano anche Indonesia, Malesia e persino il Messico, l'unico del gruppo appartenente al blocco occidentale. Nikkei ha mantenuto massimo riserbo sulle fonti e Apple non ha ancora confermato o smentito le dichiarazioni.


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Commenti

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TLC 2.0

va bene ok, ho capito, devo fare pulizia contatti. Mi sono rotto i cogl1on1, addio

spino1970

Ti rigirlo la domanda: lo dici tu che hanno gli stessi diritti?
"Se loro sono contenti così, amen".
Ottimo. Molto progressista. Complimenti.
Il classico italiota che pensa solo al suo orticello.

PS:
Anche una prostituta bambina in Thailandia probabilmente, non avendo mai visto altro al di fuori di quella vita, "è contenta così".
Resta il fatto che se tu ci dovessi partire dall'Italia per andarci a letto, saresti una m3rd4.

spino1970

Ma cosa c'entra? Un operaio cinese può anche guadagnare 1000 euro come quello italiano.
La differenza è che lavora però 12/14 ore al mese, senza ferie, senza malattia e con un welfare sostanzialmente inesistente.

E non essendoci il welfare, ovviamente anche all'azienda costa di meno, perché avrà meno tasse.

Resta il fatto che comunque al netto di tutte le mancanze rispetto ad un lavoratore occidentale, dicesi SFRUTTAMENTO :)

caloggero

Gli operai non sono sottopagati, ma sono pagati in base alla media nazionale degli stipendi

TLC 2.0

Ma chi lo dice che non hanno ferie, permessi e tutto il resto? tu? ci lavori in tutte le aziende cinesi per poter affermare questo? Poi c'è anche da considerare il fatto che per i cinesi e i giapponesi il lavoro è un dovere, lo interpretano come tale. Se non lavori ogni santo giorno per loro è tempo perso, questione di cultura (anzi ti guardano pure male se proponi giorni di ferie). Mettetevi in testa tutti quanti che sono altre realtà totalmente differenti dalle nostre, non possono essere paragonate. Che poi parecchi vengano sfruttati, può anche essere, però sicuramente non è la maggioranza e dubito fortemente che loro si sentano tali. Detto questo, se loro sono contenti così, amen, non lo interpreto come sfruttamento: vengono pagati secondo gli stipendi cinesi-giapponesi.tailandesi ecc. ed evidentemente lo reputano giusto e tale che possano vivere degnamente. Poi puoi pensarla come vuoi, la cosa non mi tange

spino1970

Tipo diritti dei lavoratori di base?
Secondo te utilizzare operai sottopagati e senza i tuoi stessi diritti come lo chiami?

caloggero

La fonte di questa tua affermazione qual è?

spino1970

Esimio.
Lo riscrivo anche qui per una tua più semplice comprensione (sempre ammesso che tu riesca ad arrivare ad un ragionamento così ovvio):

Se tu decidi di produrre fuori dall'Italia perché la manodopera costa di meno, e se la manodopera costa di meno perché in quel paese per gli operai non esistono diritti, welfare... Allora E' SFRUTTAMENTO.
Amen.

Chi ha mai detto che le aziende debbano essere Onlus? Ma essere una società che punta al ricavo rispetto a quanto investito e essere una società che punto SOLO al guadagno e 5t1c4**1 se la gente schiatta in catena di montaggio, sono due cose differenti.

Che un operaio cinese oggi stia meglio del contadino che raccoglie il riso, siamo tutti contentissimi (al netto del fatto che se vuoi farti un riso alla cantonese qualcuno deve comunque raccoglierlo, eh?)... Ma se quell'operaio guadagna due spicci in più, ma continua a non avere ferie, permessi, malattia... è comunque una persona sfruttata.

A voi Olivetti o Valletta (ammesso che tu sappia chi erano), non v'hanno insegnato niente...

spino1970

Fa strano che sia io a doverlo dire col mio cognome, ma forse dovresti cambiare spacciatore.

Se tu decidi di produrre fuori dall'Italia perché la manodopera costa di meno, e la manodopera costa di meno perché in quel paese per gli operai non esistono diritti, welfare... allora E' SFRUTTAMENTO :)

TLC 2.0

Come qualsiasi broker o dirigente bravo, dove molte aziende faranno a gara per accaparrarselo. Allo stesso modo artigiani specializzati guadagnano moltissimo anche se non fanno parte del settore terziario

Francesco Renato

Lo so bene, ma si tratta di un lavoro ormai riservato ad una ristretta elite che opera al servizio dei ricchi, non può più essere un lavoro di massa dato che la massa compra abiti già confezionati prodotti a basso costo nei paesi in via di sviluppo.

caloggero

Non è colpa dell'imprenditore se il welfare è inesistente. Se dà lo stipendio medio, non è sfruttamento.

TLC 2.0

Ancora con le str0nzate dello sfruttamento dei poveri lavoratori cinesi? Le aziende non sono onlus, per quello bastano e avanzano Medici senza frontiere, Seawatch e simili. Le aziende puntano al guadagno più elevato possibile, e molti operai cinesi prima lavoravano nelle risaie, e hanno scelto di diventare operai specializzati per avere uno stipendio fisso e condizioni di vita migliori. Non venirmi a dire che lavorare in fabbrica a montare chip sia più faticoso di piantare riso tutto il giorno a schiena piegata

TLC 2.0

Non hai idea di quanto guadagna un sarto bravo che confeziona abiti su misura, oppure una sarta che confeziona abiti da cerimonia/sposa..oppure un calzolaio che produce scarpe artigianali. Ne conosco parecchi personalmente che guadagnano 10 volte rispetto ad un direttore di banca

spino1970

Eh, ma me sa che ad economia alle superiori non stavate attenti :P

spino1970

Arifacce.
Sì che lo è, se in quel paese l'operaio non gode dei più elementari diritti dei lavoratori.
Stai andando a produrre in un paese dove lo stipendio è basso perchè il welfare è sostanzialmente inesistente.
Quindi, sì, è sfruttamento.

TLC 2.0

No questo no ovviamente, ma c'è anche da dire che spesso gli stipendi sono correlati al costo della vita. In Svizzera prenderai uno stipendio almeno 10 volte maggiore rispetto ad uno stipendio cinese, ma il costo della vita è anche sensibilmente più alto

spino1970

No, davvero. Non hai letto i post precedenti e stai commentando fuori contesto :)

spino1970

sì, ma un conto è essere pragmatici, un conto è avallare il concetto con la scusa del "così li aiuti a casa loro".

TLC 2.0

Non puoi superarlo con l'attuale sistema economico-monetario, è pura utopia, a meno di non tornare al baratto

Marco Macchitella

ahahahahhaha non te ne puoi uscire così facilmente..

spino1970

Mi sa che non hai letto i post precedenti. :)

Marco Macchitella

secondo me è lecito? credo che tu abbia seri deficit intellettivi, te lo spiegherò in termini te comprensibili, non sto parando di quello che secondo me sia gusto o meno, sto dicendo che non è rallistico aspettarsi questa umanità da imprenditori privati- per quanto possa non piacerti la situazione è questa-, che fanno i loro interessi, a loro si deve chiedere di rispettare le regole, sono i governi che devono imporre regole giuste. inoltre le decisioni dei ceo non sono sempre autonome, devo anche loro sottostare agli azionisti o vengono rimossi, quindi è un problema di mentalità collettiva da un punto di vita e legislativo da un altro.

spino1970

Appunto.
Dovremmo averlo superato il concetto di servi e padroni.

spino1970

E' difficile pensare che un imprenditore possa essere anche un essere umano?
Quindi secondo te è lecito sfruttare le persone, basta farlo altrove, che mica possiamo pensare a tutto noi?
Cioè, facciamo un esempio. Qui la pedofilia è reato. Quindi chi va in Thailandia per andare a letto coi bambini è innocente, perché almeno non lo fa con quelli italiani?

Io, boh...

Marco Macchitella

E' difficile pensare che possano essere gli imprenditori stranieri a preoccuparsi dei diritti dei lavoratori cinesi dando loro più di quanto la legge li obblighi a fare, è il governo cinese che dovrebbe intervenire ma non lo fa perché l'intero boom della cina si basa su questo, in pratica è il governo cinese il vero nemico dei lavoratori cinesi e il vero sfruttatore

TLC 2.0

Lo so, ma non tutti ci arrivano. Il potere d'acquisto varia da Paese a Paese, e così gli stipendi. Sono le basi di economia che insegnano al biennio delle superiori

caloggero

Il mio era un commento per far capire che spostare la produzione in un altro paese e pagare lo stipendio medio di quel paese non è sfruttamento.

TLC 2.0

"Lo stai sfruttando semplicemente perché hai anteposto il tuo guadagno ai suoi diritti. "
la base del capitalismo dei padroni, normale amministrazione

TLC 2.0

Ma magari! Sognare non costa nulla

Dark!tetto

Perdonami, forse con la fretta non ho letto il (diritti tra parentesi) e mi era sembrato (escluso quello tra parentesi ovviamente) che secondo te bastava pagarli il giusto per non rientrare nello sfruttamento.

spino1970

Scusa, ma allora perché rispondi a me con una pappardella che ripete quanto ho scritto io? :D

Dark!tetto

È quello che intendo con

"Lavorare 14 ore al giorno percependo quello che lo stato cinese ha
deciso essere uno stipendio equo e poi morire praticamente di fame,
senza diritti/sicurezza sul lavoro e senza possibilità di protestare,
rimane comunque sfruttamento anche se lo stipendio è giusto per la loro
legge."
Della dignità del lavoratore fanno parte ovviamente diritti e il giusto riposo psicofisico, quindi un orario di lavoro congruo.

spino1970

Ma hai letto di cosa si parlava o ti sei limitato solo a rispondere a pene di segugio?

PS:
"Aiutiamoli a casa loro" sfruttandoli è un ossimoro, eh?

Francesco Renato

Casso, sei fissato con lo sfruttamento, cosa vuoi fare, lasciarli nella merd?

spino1970

Ecco.
Bravo.
Peccato però che tu le scarpe e i vestiti li vai a far fare a gente che non ha (e non avrà per un bel pezzo) i diritti e il welfare che nostri calzolai e sarti hanno avuto e hanno tutt'ora.

Quindi, tornando a bomba sull'argomento:
Sì, li stai sfruttando gli operai dei paesi non ancora industrializzati.
Legittimo, eh? Ma sempre sfruttamento si chiama.

Francesco Renato

Ho già detto sopra che l'Europa è entrata nell'era postindustriale, non possiamo più pretendere di fare i calzolai e i sarti, abbiamo bisogno di servizi cioè dobbiamo fare i medici, gli infermieri, i programmatori, gli analisti, gli ingegneri, i chimici etc, gli operai di fabbrica sono una classe sociale in via di estinzione, sono il passato, non il futuro; si tratta adesso di governare la transizione dall'era industriale a quella postindustriale in modo da ridurre al minimo la disoccupazione.

spino1970

No.
Ho detto che SE gli imprenditori si spostano nei posti dove la manodopera costa meno, allora la manodopera italica (operai) devono specializzarsi in qualcosa che non sappiano fare in Cina/India/Africa.

Tale specializzazione sarà di solo interesse per l'operaio: altrimenti all'imprenditore frega ca77i, se può spendere meno per avere la stessa cosa dove costa meno.

Detto questo, il fatto che si parli di paesi dove non c'è STATA la rivoluzione industriale, è un commento ipocrita, perché è ben chiaro che in quei paesi semplicemente non si è permesso per convenienza che non avvenisse. Ormai anche il contadino cinese, nonostante i filtri, sa benissimo cosa accade a new york e viceversa.

Francesco Renato

Si, hai scritto che si devono aggiornare gli operai, io ti ho risposto che non sono gli operai che si devono aggiornare ma i dirigenti; hai scritto che la rivoluzione industriale c'è già stata 150 anni fa, ti ho risposto che c'è stata in Europa ma in Cina e India è ancora in corso e in Africa deve ancora cominciare.

spino1970

Scusa, ma hai letto quello che ho scritto? :D

spino1970

Hai dei seri problemi di espressione delle tue tesi.

Se vai a produrre in cina, anche se la fabbrica dove produci da lo stipendio più alto degli altri, ma l'operaio appunto lavora 18 ore, senza ferie, senza cassa malattia, senza diritti... lo stai sfruttando.
Anche se quell'operaio guadagnerà più di altri cinesi.
Lo stai sfruttando semplicemente perché hai anteposto il tuo guadagno ai suoi diritti.
Ché se ti fossero interessati non staresti a produrre in cina :)

Dark!tetto

Nemmeno, se le leggi del paese stesso sono fatte in modo da sfruttare la forza lavoro. È sfruttamento quando non rispetti il lavoratore, in termini economici e/o psicofisici con salari che in rapporto alle ore e al tipo di lavoro non permettono una vita agiata nel proprio paese. Lavorare 14 ore al giorno percependo quello che lo stato cinese ha deciso essere uno stipendio equo e poi morire praticamente di fame, senza diritti/sicurezza sul lavoro e senza possibilità di protestare, rimane comunque sfruttamento anche se lo stipendio è giusto per la loro legge. Il metro di misura dovrebbe essere la dignita del lavoratore, no un numero deciso da qualcuno che fa i suoi interessi.

Francesco Renato

Non sono gli operai italiani che si devono aggiornare, sono i dirigenti che si devono aggiornare. Forse non lo sai ma 150 anni fa c'è stata la rivoluzione industriale in Europa, non in tutto il mondo; mentre in Europa e nord America siamo entrati nell'era postindustriale, in Cina e India solo adesso si sta sviluppando la rivoluzione industriale e in Africa neanche sanno cosa sia.

spino1970

Esatto. E questo significa che a meno che gli operai italiani non imparino a costruire astronavi o prodotti di alta tecnologia, a breve si troveranno col qlo per terra. Non puoi campare sperando sempre che ci sia qualcuno che sta peggio... :)

PS:
Quello che descrivi tu è la rivoluzione industriale. Magari non lo sai, ma c'è già stata tipo 150 anni fa :)

Francesco Renato

Esatto, ed è una fortuna per gli operai italiani che possono godere a basso costo di prodotti un tempo loro proibiti, ma è una fortuna anche per gli operai cinesi che possono lasciare le campagne e vivere nelle città una vita meno faticosa.

spino1970

Dev'essere per questo che stai rispondendo da un PC o da un cellulare sicuramente costruito in Cina o dintorni...

Francesco Renato

Fare impresa all'estero è molto più difficile e rischioso, il costo del lavoro non è tutto.

spino1970

E quindi dove sarebbe il motivo per un imprenditore di fare impresa nella sua nazione?

Francesco Renato

Scherzi, se un imprenditore italiano pagasse per assurdo in Etiopia ad un lavoratore etiope un salario pari a quello di un lavoratore italiano dopo un mese il lavoratore si licenzierebbe perché ormai ricco e correrebbe anche il rischio di essere rapito dalla malavita locale; il salario deve sempre essere proporzionato al costo della vita nel luogo in cui si vive.

spino1970

No, c'è sfruttamento quando paghi un salario (e diritti) inferiore a quello vigente nel tuo paese.

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