Caso AdSense: Google ricorre in appello contro la multa da 1,5 miliardi di euro

05 Giugno 2019 10

Il caso AdSense non si è certo chiuso lo scorso 20 marzo, quando il Commissario europeo Vestager aveva annunciato una multa da 1,5 miliardi di euro nei confronti di Google, accusata di aver abusato della sua posizione dominante nel campo della pubblicità online, causando grossi danni ai suoi concorrenti e la riduzione delle possibilità di scelta per i consumatori.

Google ha reso noto di essere ricorsa in appello contro la decisione della Commissione, fatto che bloccherà temporaneamente il pagamento della multa sino a quando non verrà emesso un verdetto definitivo. Ricordiamo che Google è già impegnata in altri due appelli che valgono un totale di 6,7 miliardi di euro, ai quali si aggiungono gli 1,5 del caso appena citato.

L'ultima parola spetterà alla Corte Generale dell'Unione Europea, dove la Commissione intende difendere sino all'ultimo le multe emesse contro Google. La vicenda AdSense è emersa nel 2016 quando l’UE ha accusato Big G. di obbligare i partner con contratti pubblicitari che li vincolano a non poter utilizzare servizi concorrenti e, dunque, di impedire la presenza di banner diversi da quelli generati da AdSense. Attendiamo di scoprire come evolverà la situazione.

Il top gamma più piccolo e pontente sul mercato? Samsung Galaxy S10e, in offerta oggi da Techinshop a 457 euro oppure da Unieuro a 779 euro.

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Commenti

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GTX88

Invece il tuo commento basato sul caso è utilissimo

Lino Torvaldi

Forse, ma il tuo messaggio no

Raphael DeLaghetto

Ma ha questo caso ha un senso?

BLERY

Non ci meritiamo neanche il tuo commento in questo blog...

Andrej Peribar

Non ricordo mai se anche in Europa in appello la sanzione non può essere inasprita.

Se non fosse così, è ovvio che ricorrono in appello.

GTX88

Ragionamento ineccepibile, non ci meritiamo cotanta saggezza

BLERY

1,5 miliardi iniziano ad essere soldi per Google perciò si concluderà in un nulla di fatto

ForTheLulz

Ormai le multe servono per far cassa e recuperare i soldi elusi grazie alle folli agevolazioni fiscali possibili nell'UE

Ricodatevi tutti che devono il nome a Douglas N. Adams.

Buruburu

Gughel, PAGAHHH!

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