Recensione RAGE 2: finalmente id Software ha un vero FPS open world

17 Maggio 2019 22

RAGE 2 rappresenta un enorme passo avanti rispetto al predecessore: l'obiettivo di sviluppare un FPS con DNA id Software e impostazione open world si può ora dichiarare davvero raggiunto. Il mondo di gioco è ora vario, interessante, ricco di cose da fare. Da questo punto di vista, è evidente come la partnership con Avalanche Studios, la società svedese responsabile della serie Just Cause, abbia fatto bene al franchise. Dall’altra parte c’è l’assoluta garanzia di id quando si parla di FPS: i punti in comune tra il/la protagonista Walker e il Doom Slayer di Doom (2016) - come si muove, le animazioni - sono immediatamente evidenti non appena si inizia a giocare.

Testato su PC (dettagli sulla configurazione nella sezione Tecnica. Disponibile anche per Xbox One e PlayStation 4

APOCALYPSE DUDES

Il tema post-apocalittico resta coerente con RAGE 1, ma è sviluppato molto meglio ed è per certi versi più estremo. È una commistione di Mad Max, Tank Girl e i Sex Pistols. Avversari e NPC sono agghindati nei modi più assurdi, vivono nei rottami (e li guidano pure), e per sopravvivere sfruttano come meglio riescono tecnologie che non comprendono fino in fondo. Il disagio della società è chiaramente percepibile - e molto più credibile che in RAGE 1. In questo senso, aiuta molto la scelta di non evitare le parolacce (per lo meno in inglese; il titolo è completamente doppiato in italiano, ma fatevi un favore e tenete la lingua originale) e quella di rendere le città più popolate e dinamiche. Con la colonna sonora, però, si sarebbe potuto osare un po’ di più: non ha niente che non vada, di per sé, ma soprattutto nelle fasi d’azione più concitate si sarebbe potuto attingere un po’ di più al mondo punk/hardcore così esplicitamente citato a livello visivo.

RAGE 2 si svolge diversi anni dopo gli eventi narrati nel primo capitolo. Eravamo rimasti con il protagonista di RAGE 1, Nicholas Rayne, che aveva sconfitto l’Autorità, il governo totalitario e oppressivo instauratosi dopo la devastazione di un asteroide. Ma il leader Generale Cross è rimasto nell'ombra, a tramare un ritorno in grande stile costruendo un'esercito di soldati mutanti armati fino ai denti. L’avventura di Walker parte da qui.



Come coinvolgimento del giocatore, id e Avalanche hanno fatto qualche progresso rispetto al capitolo precedente: la recitazione degli NPC è più convincente e a tratti più dinamica, grazie a qualche sequenza cinematica che aiuta a movimentare un po’ le parti in cui la storia progredisce. Ma rimaniamo ben lontani dall'interattività e dal coinvolgimento emotivo che garantiscono giochi come God of War o The Witcher. Il protagonista non è un personaggio imperfetto o complicato, e i ruoli dei vari comprimari sono perfettamente chiari non appena li si incontra. È un copione (e un gruppo di personaggi) già visto innumerevoli volte nei film hollywoodiani meno ispirati, e i colpi di scena, i pochi che ci sono, sono super-telefonati. La storia di RAGE 2 procede sostanzialmente sui binari: non c’è moralità, non ci sono bivi narrativi, scelte difficili o relazioni romantiche. È vero che questo è un FPS, non un RPG, ma è anche vero che un’impostazione open world potrebbe lasciare un po’ più spazio di manovra. E non dimentichiamo che titoli come Bioshock e Half Life ci hanno dimostrato che si può raccontare una grande storia anche in questo genere.

Il mondo di RAGE 1 consisteva di tre città grosse e una dozzina di punti d’interesse più piccoli; in RAGE 2, le città sono 6, i punti d’interesse non si contano nemmeno (un centinaio?). Prima i veicoli a disposizione erano 4/5; ora ce n'è quasi una ventina, e includono moto, ruspe, autotreni, monster truck, carri armati e quadricotteri. Stesso discorso si può fare per ambientazioni, dimensioni della mappa di gioco, attività, NPC e sistema di evoluzione del personaggio.

Il tutto si traduce in un'esperienza di esplorazione molto più appagante e ricca di eventi rispetto a RAGE 1. La scoperta delle location della Wasteland avviene secondo i canoni degli open world - alcune le suggerisce la trama, altre si scoprono parlando con gli NPC, altre semplicemente esplorando. Alla fine lo scopo delle missioni è sempre quello - polverizzare qualsiasi avversario, statico o mobile, vivo o meccanico: niente missioni stealth, indagini, misteri o rompicapo. Non è un problema, perché c'è sufficiente varietà anche così. E poi il sistema di combattimento è davvero divertente, a patto di affrontarlo con la giusta attitudine.

BEAT THE BASTARDS

La novità principale è una serie di poteri che permette di sperimentare approcci inediti per un titolo id. Si tratta fondamentalmente di un set di abilità cinetiche che ricordano un po’ i poteri biotici di Mass Effect - scatti ultrarapidi, barriere, vortici gravitazionali, super-spintoni e così via. Insieme alla modalità Overdrive, che si attiva quando si uccidono tot nemici in poco tempo, sono pensati per premiare tattiche di gioco da - appunto - berserker krogan: ti butti nella mischia e fai un casino enorme finché non si muove più niente. Inutile scegliere approcci metodici e cecchinare, uno a uno, i nemici da lontano facendo ben attenzione a non perdere energia: il raid di un covo di banditi o di un nido di mutanti non dovrebbe durare più di 2-3 minuti - lo stesso tempo (e la stessa filosofia) di una canzone dei Ramones o dei Black Flag, per capirci.

Suggerimento - Per attivare i poteri bisogna combinare un tasto “modificatore”, per default CTRL, con tasti assegnati a funzioni come salto, ricarica e attacco corpo a corpo. Se avete un mouse con almeno un pulsante secondario, è una buona idea rimappare CTRL: renderà il combattimento più scorrevole e correrete meno rischi di premere il tasto sbagliato.

Le armi da fuoco rimangono comunque una parte centrale del sistema di gioco. L'arsenale a disposizione è spesso molto originale: si capisce che id e Avalanche si sono impegnati per evitare di proporre un clone di Doom/Quake con un’ambientazione diversa. C’è un mitra “gravitazionale” che permette di scagliare i bersagli colpiti verso un altro avversario (o un contenitore esplosivo, per effetti ancora più... coreografici, diciamo); una pistola con proiettili incendiari azionabili in un secondo tempo; una mitragliatrice pesante al plasma in cui la forza dei proiettili aumenta man mano che la raffica continua, fino a surriscaldarsi.



Altre scelte sono più tradizionali, come pistola, fucile d’assalto, shotgun e lanciarazzi. La vera mancanza è il fucile da cecchino: c’è un’arma simile, ma non è né troppo precisa (o meglio: il proiettile non colpisce non appena si preme il grilletto, ha una sua velocità) né ha uno zoom troppo accentuato. Nel mondo di RAGE 2 sarebbe sbilanciata e non favorirebbe lo stile di combattimento viscerale e caotico pensato dagli sviluppatori. Per lo stesso motivo sono cambiati molto i wingstick, i boomerang a tre lame: in RAGE 1 erano talmente potenti che da metà gioco in poi potevi arrivare fino alla fine usando esclusivamente quelli. Ora gli avversari sono più svegli ad evitarli, e soprattutto se ne possono trasportare molti meno - massimo 8, con tutti i potenziamenti, al posto di 100. I wingstick di RAGE 1 erano divertenti, beninteso: ma erano esagerati.

Durante il combattimento si trovano energia e munizioni a sufficienza per sostenere questo tipo di gameplay, ed è possibile curarsi con pozioni da attivare manualmente. Se proprio le cose vanno male, c’è il defibrillatore che offre una seconda chance; e se si spreca pure quella, anche il sistema di salvataggi è permissivo. A grandi linee, funziona che si deve ricominciare il repulisti di una location da zero (ma come dicevamo è questione di minuti, se fatto come si deve); nel caso delle missioni più articolate sono previsti numerosi checkpoint. Capiterà, inevitabilmente, di morire ogni tanto, ma anche alle difficoltà più elevate il gioco non offre una sfida particolarmente impegnativa - non è un Souls, per dire, e anche con i boss è facile capire il metodo per farli fuori senza troppa fatica. Anche questo è un tema ricorrente dei titoli id Software.



Combattimento a parte, uno degli aspetti più riusciti del gioco è il progresso di giocatore ed equipaggio. Ci sono diverse meccaniche che lavorano in parallelo, e si incastrano tutte alla perfezione. Ogni attività che si svolge nel gioco porta a ricompense che permettono di migliorare armi, poteri, veicoli (o meglio, veicolo. Ci arriviamo) e attrezzatura. Il gioco progredisce a una velocità tale che c’è sempre qualcosa da migliorare o un nuovo gadget da scoprire. Ugualmente importante, i potenziamenti invitano a esplorare nuove strategie, invece di limitarsi a fare più danni o ricaricarsi più in fretta.

Ci sono alcune idee che non funzionano granché, però. È lodevole che gli sviluppatori siano riusciti a proporre così tante tipologie di attività nel mondo di RAGE 2; ed è altrettanto lodevole che abbiano saputo tagliare sulle cose che non andavano nel primo capitolo, come tutti i minigiochi. Però: puoi usare 17 veicoli ma ne puoi potenziare solo uno; si può combattere contro i convogli armati e distruggere autotreni enormi, ma le meccaniche sono sempre le stesse e stufano in poco tempo; c’è una pista per le corse in auto ma per la trama ci si può fare solo una gara, di due giri (è comunque possibile correre contro gli avversari che si incontrano girovagando nella Wasteland, e fare altre gare nella pista per vincere veicoli non ancora sbloccati). Detta in altri termini: tutta la questione dei veicoli ancora non convince al 100%. È migliorata rispetto a RAGE 1, soprattutto come fisica/handling e separazione degli eventi gara e quelli combattimento, ma c'è ancora da lavorarci su.

RAGE 2: ENDGAME

Non ci sono grossi limiti per finire la campagna principale. Bisogna far salire di livello tutti e tre i principali aiutanti svolgendo determinate attività e completare due missioni piuttosto articolate per ciascuno, poi si può procedere con l’assalto definitivo a Cross. Una volta completata, tutte le attività e le location di RAGE 2 rimangono visibili ed esplorabili, come se nulla fosse cambiato. Se consideriamo la sola campagna principale, è facile ipotizzare un completamento in una decina-quindicina d’ore, ma per ripulire completamente la mappa ne servono facilmente intorno alle 50-60.

Alla fine si giungerà inevitabilmente a un mondo “vuoto”, fatta eccezione per i convogli, qualche gruppetto di nemici che si incontra per strada e qualche occasione di fare delle gare. id e Avalanche hanno svelato una roadmap piuttosto densa di espansioni, molte delle quali gratuite. Però niente multiplayer, neanche coop: ci sono sfide collettive online ed eventi a tempo in gioco che dovrebbero riuscire a impegnare per un bel po’ i giocatori più appassionati, ma fare valutazioni e prendere decisioni sulla base di prospettive future è sempre poco consigliabile.

Un tempo, i titoli id Software prosperavano anche grazie ai contenuti creati dalla community: id stessa proponeva editor per permettere a chiunque di sviluppare livelli aggiuntivi e rendeva open-source il core del motore grafico per chi volesse cimentarsi con modifiche e altri progetti. Con gli anni questo movimento si è notevolmente ridimensionato, e dubito che il trend si invertirà con RAGE 2.

TECNICA

Visti i nomi coinvolti nel progetto, non stupirà nessuno che la qualità del motore grafico è altissima. Tutti gli effetti sono al loro posto, il mondo di gioco è estremamente dettagliato e - cosa molto importante - vario: la maggior parte delle location è un progetto a sé stante, non c’è quasi nessuna location “copia/incolla”. Benissimo anche la stabilità e la fluidità, anche nella fase pre-lancio: nelle circa 40 ore di gioco ho dovuto riavviare forse un paio di volte per bug audio (un effetto sonoro rimaneva in loop all’infinito). Una configurazione hardware di fascia medio/alta (GTX 1070 + 32 GB RAM + Core i7-5820k vi permetterà di giocare a dettagli massimi in FHD senza il minimo intoppo. Credo di aver subìto tre o quattro rallentamenti in tutto, che sono durati proprio un istante. L’unica eccezione un po’ più significativa è stata quando con un solo colpo ho ucciso 7-8 mutanti, ma la soddisfazione di esserci riuscito ha superato di gran lunga il breve momento di difficoltà del motore. Pochissimi i casi di clipping e altre inconsistenze del motore 3D.

DELUXE EDITION

RAGE 2 Deluxe Edition include due armi aggiuntive (che però non si possono potenziare): la Settler Pistol che era l’arma base di RAGE 1 e il BFG 9000, una dei simboli più famosi di Doom e dell’intera id Software. C’è anche una missione esclusiva ragionevolmente lunga, che include un incontro con il protagonista di RAGE 1 (e la possibilità di indossare la sua armatura). Completano l’offerta un paio di skin per i veicoli e, molto più interessante, i cheat: si possono attivare vantaggi come l’instakill, super resistenza del proprio veicolo, raccolta risorse molto più rapida e così via. Nella mappa compare anche un nuovo negozio da cui è possibile acquistare altri cheat.

CONCLUSIONI

RAGE 2 è un titolo molto ben riuscito, anche se non è perfetto. Il mondo di gioco è molto più grande, ricco, vario e coinvolgente del precedente, e in grado di confrontarsi con la categoria senza fare figuracce; il sistema di combattimento è chiaramente id ma con elementi innovativi che funzionano e donano uno stile unico al franchise. La trama è sostanzialmente inesistente, ma il vero tallone d’Achille potrebbe essere la longevità, visto che manca una qualsiasi componente multiplayer. È tuttavia vero che già così c'è materiale sufficiente per una cinquantina di ore di gioco, e gli sviluppatori promettono espansioni significative e frequenti in futuro. È un gioco che regalerà grandi soddisfazioni a tutti gli amanti degli FPS e di id Software; ma non credo che farà la storia dei videogiochi come è successo per Quake e Doom.

VOTO

CONTENUTI/MODALITÀ DI GIOCO 8,5

GAMEPLAY 9

TECNICA 9

MULTIPLAYER -

LONGEVITÀ 8 (al netto delle future espansioni)

GLOBALE 8,5

Open world ampio, ricco e pieno di cose da fare.Sistema di combattimento in pieno stile id Software, ma con meccaniche nuove.Ambientazione varia, dettagliata e molto più credibile che in RAGE 1.Qualità e stabilità eccellenti dal day one.
Longevità da valutare nel lungo periodo. Dipende dalle espansioni promesse dagli sviluppatori..Trama scontata e poco coinvolgente.L'implementazione dei veicoli ancora non è completamente centrata.Colonna sonora senza infamia e senza lode.
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Commenti

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Jack1911

No no, prenditelo. E' un bel gioco, uno sparatutto vecchia scuola con meccaniche di gioco moderne. Lascia perdere tutte ste critiche negative ingiustificate. Oggigiorno la gente non sa più che cacchio vuole da un videogame, lamentandosi per qualsiasi cosa e dimenticandosi di essere più spensierati quando si GIOCA.
Ecco cos'è rage 2: spensieratezza, ignoranza (nel senso buono), frenesia. "La storia è banale? E chissenefrega, voglio solo sparare, fare una carneficina e divertirmi!"

gabrimazzo

Non comprendo le critiche a Rage 1 gioco bellissimo, ma sono curioso di provare questo che mi sembra a fuoco con i miei gusti, ormai i single player scriptati li gioco solo come pausa tra un open world ed un altro..tra l' altro anche Mad Max e Doom mi sono piaciuti moltissimo, ma ad onor del vero dai video non mi sembra di aver visto la gran grafica che decantate, la tecnica e il 50% del coinvolgimento, volenti o nolenti

Alessio Pedano

La longevità dipende da come affronti il gioco. Io sono a 11 ore e non ho ancora completato, credo, nemmeno la metà del gioco.

Chase

ahhh, dimmi dove la prendi, ne voglio un po' anche io!

Mattia_Krav

Sieg Heil!!!!! Scusa ho appena giocato 2 ore a Rage 2

Jezuuz

Open world ampio.. e poi il gioco è completabile al 100% in 15 ore, boh!

Jezuuz

Wut?

Jezuuz

Open world - 8 ore di longevità (a detta di altri recensori)
Direi che non vale 70€, neanche 30€ IMO..

SONICCO

aspè...che cosa...!!?

Biroger

Mad Max l'ho provato giusto perché lo regalava il Plus, ma l'ho trovato palloso e l'ho abbandonato. Questo non sembra molto diverso, anzi...
Ma fare dei giochi più lineari invece di questi open world scialbi e ripetitivi no? Il mercato ormai è monopolizzato.

Damiano Tancredi

Prego?

ric

io ho iniziato l'altro ieri a settare i vari tasti sul mouse ma a prima vista mi sembra abbia un'infinità di comandi....figuriamoci se in un fps devo mettermi a pensare cosa schiacciare nel mezzo di un'azione incasinata oppure mettermi a guardare la tastiera....io gioco solo fps e di solito i tasti sono 4-5, ricarica, cambio arma ,attacco corpo a corpo, ricarica salute,granata e poco altro....qui ci sono venti tasti ,per ora mi sembra che i comandi facciano proprio schifo

Matteo Ciresa
StriderWhite

Mah, da quello che ho visto nei video di qualche youtuber non sembra esattamente un giocone...

Castoremmi

Praticamente ogni recensione parla di un open world scialbo, ripetitivo, monotono e con pochi contenuti. E voi dite il contrario lol

ciro mito

Si

neripercaso

Lo sapete che questo gioco rafforza il binomio tra malformazioni e cattiveria? Rinforza stereotipi eugenetici di epoca nazista, nonché id software è amica di Bethesda che da 5 anni non risponde alle email di Kotaku rinforzando l'idea che i giornalisti di videogiochi siano dei depensanti come Mr Marra

lello

Questo è da provare, anche solo per il gameplay.

bobolarry

Te lo giuro, l'ho disinstallato proprio in questo momento. gli Avalanche proprio non ce la fanno a fare un gioco come si deve. Se non fosse stato per Id software, pure la fase shooting veniva fuori una stupidaggine, poco ma sicuro XD

momentarybliss

Pro: "Open world ampio, ricco e pieno di cose da fare"
Contro: "Trama scontata e poco coinvolgente"
Due buoni motivi per me per lasciarlo sullo scaffale

GioCarro

Molto bene!

Ho un ottimo ricordo di Rage 1, ed anche se nel frattempo sono diventato papà spero di avere l'occasione di affrontare il secondo capitolo.

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